giovedì, maggio 25, 2006

Le nostre canzoni


Penso che per un po'scriverò di quella che è stata ed è la mia passione maggiore:la musica.Stanco di parlare ed ascoltare di trombati e tromboni, politici e
no,di leggere e di scrivere di politica da sbornia pre&post elettorale(tipo piccoli giornalisti crescono e Narciso è in tutti noi)senza pretese, posterò sulle
canzoni che più ho amato,cantato,suonato nella mia vita di"musico fallito"(citare Guccini per un vecchio compagno bolognese è d'obbligo)raccontando la
MIA/LORO storia.Ovviamente si comincia con Contessa di Paolo Pietrangeli,cavallo di battaglia dal 68 in poi di tutte le piazze e di tutti cortei.Canzone potente ed incazzata,scritta nel 1966,si dice,dopo che Pietrangeli aveva ascoltato una discussione in un bar.Io praticamente l'ho cantata quasi
tutte le sere in Piazza Maggiore dal 68 al 77/78,in coro, da solo e con quell'adrenalina in corpo che quelle parole sono in grado di scatenare in un
compagno, anche oggi quando quella lotta di classe fa' parte del passato.Se volete scaricarla o ascoltarla la trovate;assieme ad altre,quì:http://www.circolorebagliati.it/musica.htm

Contessa
Autore: Paolo Pietrangeli 1966
Mi Do Si7 Mi"Che roba contessa, all'industria di Aldohan fatto uno sciopero quei quattro ignoranti;volevano avere i salari aumentati,gridavano, pensi, di esser sfruttati.
E quando è arrivata la poliziaquei pazzi straccioni han gridato più forte,di sangue han sporcato il cortile e le porte,chissa quanto tempo ci vorrà per pulire...".
Do#- MiCompagni, dai campi e dalle officine Do#- Miprendete la falce, portate il martello, Fa#- Si7 Mi scendete giù in piazza, picchiate con quello, Fa#- Si7 Mi scendete giù in piazza, affossate il sistema.
Voi gente per bene che pace cercate,la pace per far quello che voi volete,ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,vogliamo vedervi finir sotto terra,ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,nessuno piu al mondo dev'essere sfruttato.
"Sapesse, mia cara che cosa mi ha dettoun caro parente, dell'occupazioneche quella gentaglia rinchiusa lì dentrodi libero amore facea professione...Del resto, mia cara, di che si stupisce?anche l'operaio vuole il figlio dottoree pensi che ambiente che può venir fuori:non c'è più morale, contessa..."
Se il vento fischiava ora fischia più forte le idee di rivolta non sono mai morte; se c'è chi lo afferma non state a sentire, è uno che vuole soltanto tradire; se c'è chi lo afferma sputategli addosso, la bandiera rossa ha gettato in un fosso.
Voi gente per bene che pace cercate...

2 commenti:

diderot ha detto...

canzone abbastanza violenta, tuttavia.

Carlo ha detto...

Si è vero,ma ti vorrei rimandare al mio primo post con cui ho aperto il blog,leggi un po'di cuori rossi!