lunedì, luglio 25, 2011

Federico Aicardi:C'era una barca nel golfo di Prelo




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Da i Diari 1974-2009 di Fernanda Pivano
pagina 1302

Così Federico Aicardi era venuto a sedersi su una delle poltrone dove avevo tenuto insieme la fila dei "miei" ragazzi cosidetti beat,e insieme,verso per verso,con i suoi versi che annullavano inesorabili i miei,avevamo scritto la Storia di Prelo.....
Ecco comincia così la storia di questa canzone da un'incontro casuale tra Fede Aicardi e l'idimenticabile Fernanda Pivano.

sabato, luglio 23, 2011

Gott mit uns.


Stesso Dio stesse stragi.
Povero Dio dell'Amore,dell'Eguaglianza e della Compassione nel tuo nome sono stati commessi da sempre i crimini peggiori dell'umanità.Se Dio è dalla vostra parte io per fortuna non sono credente.

mercoledì, luglio 06, 2011

7Luglio1960 Per I Morti Di Reggio Emilia

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Per I Morti Di Reggio Emilia di Fausto Amodei

Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze dell'ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto Amodei "Per i morti di Reggio Emilia": Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia sono l'apice - non la conclusione - di due settimane di scontri con la polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di aprire il fuoco in "situazioni di emergenza": alla fine si conteranno undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento di clima politico nel paese: l'avvento della generazione dei "ragazzi con le magliette a righe". Sino a quel momento i giovani erano considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei partigiani e orientati al mito delle "tre M" (macchina, moglie, mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato giovanile. Di questo mutamento di clima - dalla disperata tristezza per il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di luglio - sono testimonianza la poesia di Pasolini "La croce uncinata" (aprile 1960) e l'articolo "Le radici del luglio" (Vie nuove, 29 ottobre 1960)
di Girolamo De Michele
Da:http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/