domenica, settembre 14, 2008

Rifiutare gli idoli ?


Il Capo della Multinazionale più potente del mondo, che campa di
rendita sullo sfruttamento dell'idolatria più sfacciata, invita da Parigi i suoi fedeli a rifiutare gli idoli e poi vola Lourdes ad adorarne uno dei più redditizi sul mercato internazionale dei miracoli. Naturalmente il furbacchione ha falsificato opportunamente il testo di Paolo di Tarso che quando parlava di idoli si riferiva esclusivamente alle "immagini" in quanto tali (di pietra, di metallo, di legno, ecc.) e non ai significati che
ora lui gli attribuisce. Vale a dire denaro e potere. Guarda caso proprio i due elementi di forza che sostengono la chiesa cattolica, come del resto tutti gli altri sistemi di potere religioso facenti parte della MenzognaGlobale . Naturalmente chiarisce poi che bisogna rifiutare solo i "falsi" idoli, infatti quelli giusti li gestisce in esclusiva la chiesa cattolica, e quelli è più che opportuno venerarli, alla faccia di Paolo di Tarso. Talmente giusto e opportuno che nei "suoi" dieci comandamenti, scritti nel "suo" catechismo, la chiesa cattolica ha fatto sparire quello che dice "non ti farai idoli", e per riporatre il conto a dieci ha raddoppiato l'ultimo, quello che imponeva di "non desiderare" donne e cose altrui. Che paraculi ! Sono riusciti a falsificare pure quella che loro chiamano "parola di dio".
Tratto da:http://www.nogod.it/

2 commenti:

AKUL87 ha detto...

Davvero clamoroso quando ha invitato a rinunciare al "sapere". Il Medioevo è alle porte...

Abramo ha detto...

BS"D

Idolatria è credere che esista una forza all'infuori del Creatore Uno.
Perciò, credere nelle statue di legno e di pietra è senza dubbio idolatria. Ma allo stesso tempo, anche credere a forze spirituali "concorrenti" è idolatria. Col tempo, le forme di idolatria sono "evolute" e la forza che molti attribuiscono al potere del denaro è perlomeno molto simile all'idolatria. La società moderna considera (giustamente) ridicolo credere che le statue possano salvarci o aiutarci, ma non trova ridicolo che una persona riponga tutte le sue speranze e le sue ambizioni nel denaro, nei piaceri materiali, nel consumismo sfrenato e in altri "beni" che assomigliano molto a una idolatria dei tempi moderni.