domenica, gennaio 10, 2010

Gabanelli Rai Report Vs Paolo Barnard ?


Leggo e riporto senza,inutili, commenti dal sito http://www.alessandracolla.net/?p=120

Tempestiamo la trasmissione Report di mail di protesta

Paolo Barnard: "Censura legale"

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. È la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti
giornalisti ‘fuori dal coro’.
Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di
contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.
Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (“Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art. 170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: «Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie») e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).
L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il
15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004 (1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi
(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di
imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*
*(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi
collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).
Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.
Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di
costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo
la causa. Recita il testo: «La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima».(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la
RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che «la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.»(7)
Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.
Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima,
quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione
di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.
Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero,
operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono
impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.
Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di
fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che
rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.
Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.
Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti,
blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.
Grazie di avermi letto.

Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume Le inchieste di Report (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: «…alle
nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili». Prendo atto che il prestigioso
studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005:
«Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…».
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: «Lei in qualità di avente
diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria».
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: «la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…». (si veda nota 4)
Da:http://www.alessandracolla.net/?p=120

venerdì, dicembre 25, 2009

Un mondo d'amore!



Benedetto XVI dopo la aggressionedi una psicolabile:
«Rinunciamo alla violenza, e usiamo solo le armi della verità e dell'amore»

Berlusconi: «Dopo l'aggressione di uno psicolabile a Piazza Duomo
clima cambiato, ora c'è più amore»

Ci manca solo una pedata in culo a Bersani per costruire "un'amorevole" italia!

martedì, dicembre 15, 2009

Fredda/Mente

Tutti d'accordo che il gesto è deprecabile,assurdo,anche se eseguito da uno psicolabile.
Bene chiarito che,nonstante l'avversario mi stia particolarmente antipatico,sono rimasto,umanamente,colpito dalla violenza delle immagini,come penso tutti gli italiani,non ho gioito del dolore del mio avversario politico anzi mi hanno dato una forte sofferenza.
Passiamo all'oggi:la destra,ovviamente,cavalca la situazione a suo vantaggio,le proposte dei suoi ministri mi sembra chiariscono benissimo le vere intenzioni di questo governo, inasprimento delle leggi sulla possibilità di esprimere dissenso sia nelle piazze che in rete,crimanilizzazione delle opposizioni e della sua stampa come mandanti morali dell'insano gesto e via di seguito.Queste persone irrispettose praticamente di tutto ciò che noi amiamo nella democrazia , propense a un governo autoritario
che imbavagli tutti i dissensi,gente che da 15 anni offende pesantemente sia le opposizioni che le più alte cariche istituzionali se non si piegano ai loro interessi più o meno personali sembra non aspettassero altro che un gesto eclatante di violenza per poter ancora di più chiudere gli spazi democratici nel nostro paese.Parlano di gesto terroristico......ma questa gente dove cavolo era quando il terrorismo di vari colori,quello vero, faceva almeno un morto al giorno,quando le piazze contestavano non con offese più o meno pesanti ma con spranghe e molotov se non di peggio,non so' loro ma io allora c'ero nelle piazze respiravo violenza tutti i giorni io ricordo e mi pare proprio che questa gentaglia voglia,speri, proprio che si ritorni a quei tempi per poter portare a termine il loro progetto.Bene oggi io odio la violenza, anche quella verbale, che ha portato a questa situazione perchè qui non si tratta più di duro scontro verbale,normale nella politica democratica,
ma qui' siamo ad una deriva autoritaria conclamata.Ora io spero che tutti vengano a più miti consigli, si possa tornare ad un sano confronto politico dove gli opposti schieramenti si scontrino,anche duramente,ma si rispettinino e rispettino le istituzioni democratiche,vi ricordate della DC e del PCI,perchè la"gente" ha bisogno di governi che la aiutino ad avere un lavoro,una istruzione decente,una sanità che fuzioni,una legge che garantisca tutti e non solo i potenti deve poter vivere con un minimo di tranquillità,per finire la propria vita lavorativa con una pensione che le permetta di vivere dignitosamente: chiedo troppo,sono un sognatore,un comunista?
Eppure tutto ciò dovrebbe essere il minimo garantito da una buona democrazia.

domenica, dicembre 13, 2009

Grandi uomini grandi attentati,piccoli uomini piccolo attentati

Non c'è niente da fare non riesce ad essere un grande neppure negli attentati.
Ricordiamo tutti che la storia è piena di statisti,capi di stato,presidenti,dittatori,Papi(la maiuscola non è un caso) passati alla storia anche per aver subito attentati a volte riusciti a volte,purtroppo,non riusciti.Di loro molti ricordano i nomi e quelli dei loro attentatori e persino se l'attentato venne eseguito con una pistola,un coltello,una bomba,un fucile,ma come si fa' a passare alla storia per aver subito un"attentato terroristico"(ma bossi si rende conto di quello che dice?)per essere stato colpito da un souvenir!

Ps:è comunque una brutta cosa vedere un uomo sanguinare sopratutto se anziano.

venerdì, dicembre 11, 2009

12 Dicembre 1969 La strage è di stato.

La minaccia Spatuzza:fantacomplottando!


Essere diffidenti è un peccato ma molte volte si ha ragione.Andreotti

Le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sono state smentite stamane dai boss mafiosi Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro di fronte ai giudici della Corte d'appello di Palermo chiamati a pronunciarsi sulla sentenza di condanna a 9 anni per associazione mafiosa comminata nel 2004 al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. da Repubblica
"In pratica Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro negano tutto ciò che era stato affermato da Spatuzza con grande gioia di Dell'Utri&B.Volendo essere un po' complottisti sembra che Spatuzza sia stato usato come minaccia del tipo...volendo potremmo affermare che tutto ciò che dice il pentito è vero ma se ne può parlare,ci si può mettere d'accordo,insomma una mano lava l'altra e tutte 2 lavano le fedine penali.
"Il senatore Pdl Marcello Dell'Utri, imputato al processo d'appello dopo la condanna di primo grado, ha pronunciato parole di stima per Filippo Graviano, definendolo "un vero pentito, cioè una persona che sa di dover espiare e vuole espiare le proprie colpe. Mi sembra una persona seria''. Mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che insieme a Dell'Utri era stato chiamato in causa da Spatuzza come 'referente' della mafia a Palermo, ha ironizzato sulle aspettative che hanno preceduto la deposizione odierna: "Ma qui siamo alle comiche, ma come si fa!". E, di seguito, ha chiesto ai giornalisti: "Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità''da Repubblica
Insomma sembra quasi che il complotto,sempre viaggiando con la fantasia,sia stato ordito non dai "magistrati toghe rosse,giustizialisti&C"ma dai mafiosi stessi per pararsi,usando un francesismo,un po' il culo.

domenica, dicembre 06, 2009

La società civile tira un bel cazzotto a mister b.




Un'immagine di mister b. dopo la manifestazione di Roma.Diciamo che il Viola non gli si addice!

lunedì, novembre 16, 2009

E voilà...come per magia riappare il terrorismo.


Aria di crisi di governo?Di caduta del governo?Lezioni anticipate?I ministri dell'ordine(sic) ci avvertono di una possibile riapparire del terrorismo nostrano e udite udite legami tra questi brigatisti atei e comunisti e le cellule degli ipercredenti gruppi islamisti.Sentite puzza di bruciato?Pure io.Non sono un complottista per mia forma mentis ma quando le poltrone cominciano a scivolare da sotto il culo,non essendo il culo ne' di destra nè di sinistra,perlomeno quello che occupa le poltrone del potere,si può assistere a governi dove opposizione e governo, per il bene e la sicurezza nazionale,si uniscono e sfornano leggi speciali,caccia alle streghe e quant'altro mantenga le sudette poltrone ben incollate sotto i sudetti culi.Spero di sbagliare ma mi sa' che ci aspettino tempi,come dire,esplosivi.


Br, volantino con minacce ai giornalisti
inviato a Rai, Mediaset, l'Unità e Il giornale.........

"Siamo di fronte a una situazione straordinaria che esige un'azione straordinaria" si legge nel documento giunto nelle redazioni milanesi e consegnato alla Digos. "Per questo, in ogni Regione, in ogni città, in ogni territorio, occorre un'opposizione dura, all'occorenza anche violenta, che colpisca capillarmente il regime".
Da:La Repubblica

giovedì, novembre 12, 2009

Ascanio Celestini La casa del ladro

La casa del ladro, a Gaetano Bresci


Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino

Ascanio Celestini

lunedì, novembre 09, 2009

Il comunismo è morto..viva il comunismo !


Noi comunisti senza comunismo,noi che eravamo in piazza nei giorni di Praga contro i tank russi
perchè credavamo già che un altro mondo di solidarietà e di egualianza fosse possibile.Noi,oggi non vogliamo festeggiare nulla con voi perchè per quel muro che abbiamo abbattuto voi ne avete costruiti altri mille,nei quartieri,nelle città,tra gli stati, dalle vostre coscienze avete rimosso persino
la pietà che il vostro dio dalla sua croce di morte vi aveva insegnato.Allora se il comunismo è morto,
viva il comunismo unica idea di eguaglianza e fratellanza che ancora resiste nelle coscienze di chi spera in un mondo nuovo.

domenica, ottobre 25, 2009

La Merda


La merda


Lei così tenera e pulita,
La base della nostra vita.
Lei che solleva dalle pene,
Lei che ci vuole tanto bene.
E tra ogni cosa, in fondo in fondo,
La più pacifica del mondo.
E tra ogni cosa, in fondo in fondo,
La più pacifica del mondo.

Il nome suo lo appiccichiamo
Al grande capo americano,
E a tutti i grandi mascalzoni
Che costruiscono cannoni.
Ma non è giusto, francamente,
Trattarla tanto indegnamente,
Ma non è giusto, francamente,
Trattarla tanto indegnamente.

Povera merda disgraziata,
Sempre svilita e disprezzata
Quando schifati ne parliamo
E il nome suo vituperiamo.
Mentre sappiamo che è innocente
E non ha colpa mai di niente,
Mentre sappiamo che è innocente
E non ha colpa mai di niente.

Non la si deve maltrattare,
Non la si deve confrontare
Con quegli squallidi drappelli
Che usano elmetti e manganelli.
E non si faccia mai la svista,
Di dire che è capitalista,
E non si faccia mai la svista
Di dire che è capitalista.

Sempre pazienti la aspettiamo
Ed ogni giorno la creiamo,
Mite, umilissima, garbata,
Utile, onesta e riservata.
Non la dovremmo tirar fuori
Per definir gli sfruttatori,
Non la dovremmo tirar fuori
Per definir gli sfruttatori.

Se per un po’ rifletterete
Onestamente converrete
Che perde presto consistenza
E ha una brevissima esistenza.
Mentre chi “merda” vien chiamato
Muore soltanto se ammazzato,
Mentre chi “merda” vien chiamato
Muore soltanto se ammazzato.

Anton Virgilio Savona

venerdì, ottobre 09, 2009

Federico Aicardi:la rumba del musicista farmacista

Nuova canzone di Federico "Fede" Aicardi cantautore bolognese, che di lavoro fa' il farmacista ma che di mestiere fa' il musicista, e nuova anche l'aria che si respira negli arrangiamenti e nelle atmosfere di questo suo nuovo brano musicale.Allora spaziamo con la memoria e la 
fantasia per capire bene perchè questa canzone ti mette addosso  quella triste allegria,che tutti conosciamo,per quei "dopo"in cui si inciampa nella vita.Siamo fuori dalle classiche atmosfere del cantautorato bolognese,qui l'aria che si respira è più internazionale,i ritmi, tutti latini,mi riportano alle "cantine"di Capossela e del Pat Garret di Bob Dylan ma nonostante ciò ritorna una gucciniana via Petroni e l'ombra di vecchie osterie ormai solo da narrare e perchè no quel disordine nella casa vuota tanto amato da Mogol/Battisti.Ed è proprio questo amalgamarsi di già,anche nostro, vissuto che fa' di questa canzone di Fede una novità nel panorama musicale non solo bolognese.
La versione parziale contenuta nel video è una prova di studio cantata da Roberto Costa che ne è anche l'arrangiatore,a presto la versione originala cantata da Fede. 

RUMBA DELLA RAMBLA


    LUCI DELL'ALBA IO NON SO PERCHE' TI PARLO
    CANI RANDAGI IN VIA PETRONI E UMORI DI BIRRA...
    E ALLA SPAGNOLA DELL' ERASMUS RACCONTI DI BOLOGNA
    E A UNA PERONI E A UNA CHITARRA S'AGGIUNGE UN NUOVO AMOR.

    CHE SBOCCIA TENERO E SPONTANEO COME UN FIORE
    CHE TI APPASSISCE IN MANO E PERDE OGNI SUO COLOR
    RICORDI OGNI CANZONE OGNI SORRISO NON C'E' NIENTE CHE E' DECISO
    NON VOGLIO PIU' MA IO RIPENSERO' AL TUO VISO

    CICA, TE GUSTA QUESTA RUMBA?
    L' HO FATTA DA ME, LA SUONO PER TE, CON CHITARRA FLAMENCA.
    GIRO IN UN'ALTRA RAMBLA
    NON E' VERO PERCHE' IO NON PENSAVO A TE
    MA NON LASCIARMI COSI

    PILE DI PIATTI BOTTIGLIE VUOTE NELLA CUCINA
    LA CASA E' VUOTA E PRIVA DELLA SUA REGINA
    NON C'E' NESSUNO IL DISORDINE MI CONSOLA
    E PIANGO E RIDO E MI DOMANDO SE SEI SOLA.

    E TI RIMPROVERO DI AVERMI AMATO FINO ALLA NOIA
    TU INVECE DI AVERE INARIDITO OGNI TUA GIOIA
    RICORDI DI QUEL GIORNO RITORNERANNO SEMPRE
    ANCHE QUEL BELGA CHE E' CON TE CREDO LO SENTA. 

    CICA, ¡NON SIAMO A BARCELLONA!
    SIAMO RIMASTI IN DUE SOTTO UN PORTICO BUIO DI BOLOGNA.
    MI SVEGLIO IN UN' ALTRA RAMBLA
    NON RICORDO SERRAT, POSSO FAR DALLA, SI',
    MA NON LASCIARMI COSI'.

    CICA, TE GUSTA QUESTA RUMBA?
    L' HO FATTA DA ME, LA SUONO PER TE, CON CHITARRA FLAMENCA.
    MI PERDO IN UN' ALTRA RAMBLA
    NON E' VERO PERCHE' IO NON PENSAVO A TE
    MA NON LASCIARMI COSI'.
   
    Federico Aicardi


Un simpatico post su Fede lo trovate quì:

http://franzblog2.wordpress.com/2009/09/28/il-cantautore/



giovedì, ottobre 08, 2009

Siete solo chiacchere e distintivo!

Sarà banale ma la prima scena che ho collegato alle "esternazioni" dell' unto dal signore alla notizia dell'incostituzionalità del lodo alfano è stata questa scena dal film" Il padrino".
Quando l'ho sentito dire" viva l'Italia,viva berlusconi" e noi(plurale maiestatis?)andiamo avanti ho capito che dopo aver toccato il fondo invece di risalire lui ha cominciato a scavare. 

mercoledì, ottobre 07, 2009

E mo il nano che fa senza il lodo alfano?


Io lo so' che probabilmente finirà tutto a tarallucci e vino ma un'attimo di sana soddisfazione democraticamente vendicativa mi sarà concesso o no?Dobbiamo aspettarci l'orda cornuta,nel senso di portatori di elmi cornuti,dei leghisti che uscendo dalle loro botteghe estenderanno il potere padano in tutta l'Italia a colpi di cotolette alla milanese,o un vero golpe in pure stile cileno guidato dal generalissimo la russa?Per ora GODIAM GODIAM GODIAMO!