lunedì, dicembre 29, 2008


Per un bambino nato e morto nei pressi di Betlemme

(Le parole della bambina Hadeel)
Poesia di Hanna Seniora
Versione italiana di Ettore Masina


"Alcune parole sono difficili da pronunciare
Eli-cot-tero è la più difficile
(A-pa-che o Co-bra è la più incomprensibile
Ma come può rimanere nel cielo
Non posso capire
Che cosa lo tiene su
Che cosa regge il suo peso
(Non nuvole lo so)
Manda una luce lampeggiante cosi delicata
Fa un rumore assordante
La casa trema
(ci sono buchi sulla parete vicino al mio letto)
Lampo-boom-luce-suono
ho avuto una notte difficile
(Mi sono vergognata quando ho bagnato il letto ma nessuno mi ha rimproverato).
Aereo è una parola più semplice da dire
Vola tayyara,

Mia madre mi ha detto
Una parola deve avere un significato
Un nome deve avere un significato
Come il mio
(Hadeel, il tubare della colomba)
I carri armati fanno un suono diverso
Rabbrividisco quando sparano 
Dabbabeh è una parola pesante
Pesante come il suo significato.

Hadeel - la colomba - lei tuba
Tayyara - lei vola
Dabbabeh - lui striscia
Mia madre - lei piange
e piange e piange
Mio fratello - Rami- lui giace
MORTO

E giace e giace, i suoi occhi chiusi.
Colpito da una pallottola in fronte
(pallottola è un piombo femminile - rasasa - lei uccide
la mia penna è un piombo maschile - rasas - lei scrive)
Qual è la differenza tra una pallottola e un proiettile
Come posso saperlo
Rami mio fratello è uno
Delle centinaia di morti 
Dicono che migliaia sono feriti
Ma che cosa è di più
un centinaio o un migliaio (miyyeh o alf).

Non posso dirlo
E’ un numero così grande - così enorme
Troppi - troppo
Palestina-Falasteen sono abituata
Non è così difficile dirlo
Significa che siamo qui, per restare
Anche se il posto è difficile
Per bambini e madri
Perché i soldati sparano

E gli aeroplani bombardano
E i carri armati sparano
E i lacrimogeni ti fanno piangere
(Anche se non penso che siano i lacrimogeni a far piangere mia madre)

Farei meglio ad andare ad abbracciarla
A sedere per un po’ sul suo grembo
A toccare la sua faccia (le mie dita si bagnano)
A guardare nei suoi occhi
Finché non rivedo me stessa
Una ragazza entro la vista di sua madre.

Se le parole hanno significato - Mamma
Che cosa è Is-ra-el?
Che significa una parola
Se è mescolata ad un'altra
Se tutti i soldati, i carri armati, gli aerei, i fucili sono
Is-rae-lia-ni
Che cosa fanno qui
In un parola che conosco - Palestina
In una vita che non conosco più?"

http://www.spazioforum.net/forum/lofiversion/index.php?t5740.html

3 commenti:

riccardo u. ha detto...

Si tratta davvero di una bella poesia. Purtroppo questi giorni sono funestati da massacri orrendi e vergognosi.
Come può il "diritto di difesa" spingersi fino al punto di inventarsi un diritto di sterminio?
La poesia mi piace anche dal punto di vista letterario: i verwsi sono semplici ma non rozzi, essenziali ma non schematici. Racchiudono una sofferenza che cantano con fierezza e vera musica. Speriamo che il massacro finisca, urliamolo forte!
Auguri di buon anno.

Abdel Nur ha detto...

Un saluto di Pace.
Mi permetto di postare tra i commenti il link ad un appello, per un digiuno di solidarietà col popolo di Gaza. Ti ringrazio fin d'ora per l'ospitalità.
http://aljihadalakbar.splinder.com/post/19451943/Un+digiuno+per+Gaz

Carlo ha detto...

Benvenuto Abdel,vieni a trovarmi quando vuoi sarai sempre un ospite gradito.Farò girare il tuo appello fra i blog amici. Un'abbraccio.