domenica, agosto 10, 2008

Emergenza rifiuti finita ?


Tratto da:
http://www.youtube.com/user/vogliounitalialibera
http://unaltrarivoluzione.blogspot.com/

sabato, agosto 09, 2008

Tengo la camisa negra

Secondo me il testo di questa canzone l'hanno scritto i fasci di forza nuova

Ho la camicia nera
oggi il mio amore è in lutto
Oggi ho nell'anima una pena
ed è per colpa del tuo tradimento.

giovedì, agosto 07, 2008

Multata la povertà


Le sette opere di misericordia corporale
1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
Ma questo governo non doveva difendere le millenarie radici culturali cristiane della civiltà occidentale?Ma questa gente l'ha mai
letto il vangelo?Posso capire che un non credente come sono io possa dimenticare le parole di cristo,magari di ricordarsi più facilmente di ciò che è scritto in tanti altri testi laici sull'egualianza sociale,sul mutuo appoggio,sulla solidarietà tra gli uomini,insomma di tutto quel patrimonio ideale,umano e sociale della sinistra,ma non solo,per un mondo più equilibrato.Questa
gentaglia non solo si dimentica di tutto ciò,laico o cristiano che sia,ma ora vuole multare la povertà anzi di più gli ruba il misero guadagno del mendicare.Come si chiedeva De Andrè in una sua canzone: è più degradante chiedere l'elemosina o farla?

mercoledì, agosto 06, 2008

Amazing Grace


Come si dice:predicare bene e razzolare male.
Leggi le parole e confrontale con il video!
Amazing Grace!

Meravigliosa grazia!
Che lieta novella
che ha salvato un miserabile
come me!

Un tempo ero perduto,
ma ora sono ritrovato.
Ero cieco ma ora ci vedo.

E' stata la grazia ad insegnare
al mio cuore il timor di Dio
Ed è la grazia che mi solleva dalla paura;

Quanto preziosa mi apparve quella grazia
Nell'ora in cui ho cominciato a credere!

Attraverso molti pericoli,
travagli e insidie
sono già passato;

La grazia mi ha condotto
in salvo fin qui,
E la grazia mi condurrà a casa.

Il Signore mi ha promesso il bene,
la sua parola sostiene la mia speranza;
Egli sarà la mia difesa e la mia eredità,
per tutta la durata della vita

Sì, quando questa carne
e questo cuore verranno meno,
E la vita mortale cesserà,
io entrerò in possesso, oltre il velo,
di una vita di gioia e di pace.

giovedì, luglio 31, 2008

Ciao Pina

Stanotte se ne andata la mia mamma,si è addormentata e ci ha lasciato.L'avevo sentita ieri sera,come tutti i giorni,dal suo rifugio a Casteldaiano dove passava le calde giornate estive di luglio ed agosto.Lascio queste due righe sul mio blog perchè dicono che tutto ciò che viene scritto in rete resterà per sempre in qualche angolo digitale di internet,una specie di immortalità virtuale.
Ciao Mamma ti terrò per sempre nel mio cuore assieme a Papà.

domenica, luglio 27, 2008

Comunista individualista


Due termini in antitesi ma che in questo momento penso rispecchino il sentire di molti di noi.Ancora legati a quello che c'era di buono nell'ideale comunista e dal quale abbiamo dovuto e voluto eliminare tutto quello che la reltà dei fallimenti ci ha mostrato come abberrante, umanamente e storicamente errato.Ora guardo/guardiamo i Ferrero/Vendola che si scannano a suon di mozioni ed insulti in nome di un'idea che avrebbe bisogno una vera rifondazione legata a questo nuovo mondo,a questo modo diverso delle persone di guardare e di lottare per la propria vita.Compagni il mondo è cambiato in peggio, la nostra storia è stata fallimentare ed è lei stessa che ce lo insegna,i cambiamenti previsti dalla nostra teoria politica/economica non si sono avverati,anzi si è avverato il contrario.Che fare?Buttare il bambino con l'acqua sporca?Io sinceramente non sono per nulla affezionato ne' ai simboli ne' alle bandiere,forse perchè vengo da una tradizione anarchica ma a me sinceramente della falce e martello e della bandiera rossa non me ne importa nulla,mi interessa molto di più il poterci organizzare,il poter lottare assieme e non certo fare i duri e puri rimanendo all'angolo delle minoranze ininfluenti.Dopo la batosta elettorale avevo previsto in un mio post che all'interno della sinistra ci sarebbero state,come da tradizione,le più feroci lotte intestine a suon di correnti e divisioni,purtroppo tutto si è svolto come previsto,non si è riusciti a condividere quello che ci poteva unire ma unicamente ciò che ci divide.Auguri a tutti i futuri partiti comunisti.Io continuerò,da qui' il titolo del post,nel mio essere comunista tutti i giorni nella mia vita cercando con il mio piccolo esistere di essere coerente con quello che tanti compagni sbandierano ma non applicano.

giovedì, luglio 24, 2008

E...se berlusconi si denunciasse da se'?


Anche questa è fatta,caso telecinco, fininvest assolta perchè il fatto non sussiste.A questo punto mi viene il dubbio che testa d'asfalto,in accordo con" i comunisti della rossa magistratura",si faccia denunciare creando false accuse su di se per poter gridare alla persecuzione ed essere alla fine assolto.APPROPOSITO di comunisti stalinisti rimuginando tra me e me mentre lavoravo,dopo 38 anni di mestiere le mani vanno per conto loro,stavo pensando che chi possiede in toto l'informazione, possiede e controlla in vari modi i mezzi di produzione,ha il controllo delle forze di polizia e delle forze armate,ha il controllo del parlamento,riduce a niente i poteri della magistratura e quando non può si costruisce leggi per se' su cui i magistrati non possono
intervenire,ti crea nemici,sempre stranieri mi raccomando,da temere anche se la loro esistenza in realtà è ben piccola cosa e ti rincoglionisce con programmi televisivi a base di culi e tette(anatomicamente non disprezzabili peraltro)bene a questo punto non ha più bisogno di gulag,tranne che per i terribili nemici esterni che voglion distruggere le nostre millenarie tradizioni, anzi ti lascia pure la libertà di parola tanta non conti più un cazzo e nessuno ti può ascoltare.
Insomma come diceva il Marchese del Grillo "Io son Io e tu non sei un cazzo"

domenica, luglio 20, 2008

Carlo Giuliani 14 marzo 1978 – Genova 20 luglio 2001


Io non credo che si possa ancora aggiungere qualcosa per ricordare la morte di Carlo perchè l'unica giustizia che ci sarà per la sua morte sarà quella che ci porteremo nei nostri cuori e nella nostra memoria,lui assieme a tutti i compagni morti per un mondo più giusto lotterranno ancora assieme a noi ed ai compagni di domani.

martedì, luglio 08, 2008

Fausto Amodei:Per i morti di Reggio Emilia


Per i morti di Reggio Emilia
Autore: F. Amodei Anno 1961

Compagno cittadino, fratello partigiano,
teniamoci per mano in questi giorni tristi:
di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia
son morti dei dei compagni per mano dei fascisti.

Di nuovo, come un tempo,sopra l'Italia intera
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti.
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.

Son morti sui vent'anni, per il nostro domani:
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli,
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.
Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi,
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna,
ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:
Scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli,
e voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli,
dovremo tutti quanti aver, d'ora in avanti,
voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli.

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!

I morti di Reggio Emilia - I morti del luglio 1960
Scheda a cura di Girolamo De Michele

Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze dell'ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto Amodei "Per i morti di Reggio Emilia": Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia sono l'apice - non la conclusione - di due settimane di scontri con la polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di aprire il fuoco in "situazioni di emergenza": alla fine si conteranno undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento di clima politico nel paese: l'avvento della generazione dei "ragazzi con le magliette a righe". Sino a quel momento i giovani erano considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei partigiani e orientati al mito delle "tre M" (macchina, moglie, mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato giovanile. Di questo mutamento di clima - dalla disperata tristezza per il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di luglio - sono testimonianza la poesia di Pasolini "La croce uncinata" (aprile 1960) e l'articolo "Le radici del luglio" (Vie nuove, 29 ottobre 1960).
http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/

lunedì, luglio 07, 2008

Un altro compagno accoltellato da un naziskin


Riporto dal Resto del Carlino:
Ancona, 7 luglio 2008 - L'episodio di Franco Tomassoni, lo studente anconetano della sinistra universitaria di Bologna accoltellato su un treno da un naziskin, ha scosso tutti. Dura condanna del gesto da ogni parte politica. L'Anpi di Ancona ha indetto per venerdì 11 luglio una manifestazione per condannare l'aggressione, lo studente è iscritto all'Anpi.
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2008/07/07/102891-studente_accoltellato_naziskin.shtml

sabato, luglio 05, 2008

Pane e Coraggio

Non c'è nulla da aggiungere.



Pane E Coraggio
Ivano Fossati da:
Ho Sognato Una Strada (2006)

Proprio sul filo della frontiera
il commissario ci fa fermare
su quella barca troppo piena
non ci potrò più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci possiamo ritornare.

E sì che l'Italia sembrava un sogno
steso per lungo ad asciugare
sembrava una donna fin troppo bella
che stesse là per farsi amare
sembrava a tutti fin troppo bello
che stesse là a farsi toccare.

E noi cambiavamo molto in fretta
il nostro sogno in illusione
incoraggiati dalla bellezza
vista per televisione
disorientati dalla miseria
e da un po' di televisione.

Pane e coraggio ci vogliono ancora
che questo mondo non è cambiato
pane e coraggio ci vogliono ancora
sembra che il tempo non sia passato
pane e coraggio commissario
che c'hai il cappello per comandare
pane e fortuna moglie mia
che reggi l'ombrello per riparare.

Per riparare questi figli
dalle ondate del buio mare
e le figlie dagli sguardi
che dovranno sopportare
e le figlie dagli oltraggi
che dovranno sopportare.

Nina ci vogliono scarpe buone
e gambe belle Lucia
Nina ci vogliono scarpe buone
pane e fortuna e così sia
ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole
da una terra che ci odia
ad un'altra che non ci vuole.

Proprio sul filo della frontiera
commissario ci fai fermare
ma su quella barca troppo piena
non ci potrai più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci potremo mai più ritornare.

venerdì, giugno 20, 2008

ANDARE CAMMINARE LAVORARE


ANDARE CAMMINARE LAVORARE
(Piero Ciampi - Marchetti - Pavone)

Andare camminare lavorare, andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di dispe-
rati. Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavora-
re, andare camminare lavorare, il vino contro il petro-
lio, grande vittoria, grande vittoria, grandissima vitto-
ria. Andare camminare lavorare, il meridione rugge, il
nord non ha salite, niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare, rapide fughe rapide fu-
ghe rapide fughe.

Andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

E che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri, voi che siete
seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavora-
re, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la
ricchezza mobile, andare camminare lavorare, anda-
re camminare lavorare. Lavorare, lavorare!

Andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al Totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le ca-
pre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi... vigilati tutti da
truppe di pastori, andare camminare lavorare. Niente
paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare, attacca-
tevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul Pordoi a
pedalare. Lavorare pedalare lavorare, con i contanti
nell'osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti tanti
auguri agli sposi! Andare camminare lavorare, la Peni-
sola in automobile, tutti in automobile al matrimonio,
alé! la Penisola al volante, questa bella penisola è di-
ventata un volante. Andare camminare lavorare...

mercoledì, giugno 18, 2008

Berlusconi e i disturbi ipomaniacali


Gironzolando in rete, tra i disturbi mentali ne ho trovato uno che,non sarà certo una novità,mi ricorda molto il bellachioma:
* autostima ipertrofica o grandiosità: è frequente che vengano raccontati fatti non corrispondenti al vero, circa la propria ricchezza, le proprie capacità, i propri successi in tutti i campi, dal lavorativo al sentimentale diminuzione del bisogno di sonno: il paziente non si sente mai stanco, possono bastare anche 3 ore di sonno perché sia pronto a ripartire con altre attività frenetiche spinta continua a parlare, estrema loquacità: vengono raccontate le cose più svariate, ricordi lontani affiorano alla coscienza e vengono narrati in un modo esaltato che spesso non li fa sembrare credibili anche in quei casi in cui lo siano fuga delle idee: l'ideazione è accelerata, la persona passa da un argomento all'altro in modo superficiale, anche solo per assonanza distraibilità: è praticamente impossibile far mantenere l'attenzione su un qualsiasi argomento con conseguenze sulla memoria recente aumento del coinvolgimento in attività finalizzate, agitazione psicomotoria: non essendo mai stanca la persona si muove continuamente e cerca continuamente nuove attività; non trovandone può spostare i mobili in casa o fare ripetutamente le stesse cose; aumentano le attività scolastiche, lavorative, sociali e sessuali eccesso di coinvolgimento in attività ludiche con potenziali conseguenze spiacevoli o dannose, di cui la persona non si rende conto: col suo ottimismo sfrenato la persona può intraprendere investimenti avventati, fare
spese al di sopra delle proprie possibilità, importunare persone appena conosciute e avere dei comportamenti sessuali sconvenienti.

lunedì, giugno 16, 2008

Io come persona

In un tempo di rassegnata decadenza
serpeggia la paura nascosta dall'indifferenza.
In un tempo così caotico e corrotto
in cui da un giorno all'altro ci può succedere di tutto.
In un tempo esasperato e incongruente
con tanta, tanta informazione che alla fine
uno non sa niente.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove il mito occidentale
nel momento in cui stravince è nella crisi più totale.
In un tempo che è forse peggio di una guerra
dove gli ordigni nucleari pian piano invadono la terra.
In un tempo dove milioni di persone
si massacrano tra loro
e non sappiamo la ragione.

Io come persona
io come persona
io come persona, completamente fuori dalla scena
io come donna o uomo
che non avverte più nessun richiamo
io che non capisco
e che non riesco a valutare e a credere
io che osservo il tutto
con il sospetto di non sceglier mai, di non sceglier mai, di non sceglier mai…

In un tempo sempre più ostile allo straniero
tutti i popoli del mondo stanno premendo sull'Impero.
In un tempo indaffarato e inconcludente
si alza minaccioso il sole rosso dell’oriente.
In un tempo senza ideali né utopia
dove l'unica salvezza è un'onorevole follia.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove tutto ti sovrasta
e qualsiasi decisione passa sopra la tua testa.
In un tempo dove il nostro contributo
la nostra vera colpa è solamente un voto.
In un tempo che non ti lascia via d'uscita
dove il destino o qualcuno ha nelle mani la tua vita…

Io come persona, io come persona
io coi miei sentimenti
coi miei traguardi quasi mai raggiunti
io con la mia fede che si disperde in infinite strade
io, stordito e spento, con lo sgomento di dover assistere
io, confuso e vuoto, e rassegnato a non schierarmi mai
a non schierarmi mai, a non schierarmi mai

[parlato:] In un tempo tremendo piano piano ti allontani dal mondo, ma con fatica, senza arroganza, come un uomo sconfitto che riesce a vivere solo

rifugiandosi nel suo piccolo mondo. Ma la salvezza personale non basta a nessuno. E la sconfitta è proprio quella di avere ancora la voglia di fare qualcosa

e di sapere con chiarezza che non puoi fare niente.
È lì che si muore, fuori e dentro di noi. Sei come un individuo innocuo, senza giudizi e senza idee. E se non ti si ferma il cuore è perché il cuore non ha

mai avuto la pretesa di pensare. Sei come un individuo impoverito e trasportato al capolinea, un individuo sempre più smarrito e più impotente, un uomo al

termine del mondo, ai confini del più niente.

Ma io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora
io coi miei sentimenti ci sono, io coi miei sentimenti ci sono ancora
io con la mia rabbia ci sono, io con la mia rabbia ci sono ancora
io con la mia voglia di cambiare ci sono, io con la mia voglia di cambiare ci sono ancora.

Io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora
io con le mie forze ci sono, io con le mie forze ci sono ancora
io con la mia fede, io con la mia fede ancora
io come donna o uomo ci sono, io come donna o uomo ci sono ancora.

Io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ci sono, ci sono, ci sono.

Gaber - Luporini

domenica, giugno 15, 2008

Andrea Pazienza


20 anni fa' moriva Andrea Pazienza,sicuramente uno dei più grandi fumettisti,termine molto riduttivo,italiani.

Biografia

Nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956.
Dopo l'infanzia passata a San Severo, un paese nella piana pugliese, nel 1969, all'età di 13 anni, si trasferisce a Pescara dove frequenta il Liceo Artistico e successivamente partecipa al Laboratorio Comune d'Arte Convergenze.
Terminati gli studi liceali si iscrive al DAMS di Bologna.
Nel marzo del 1977 la rivista Alter Alter pubblica la prima puntata del fumetto Le Straordinarie Avventure di Pentothal, vero manifesto della situazione giovanile bolognese in quel periodo. Nell'inverno dello stesso anno partecipa al progetto della rivista di cultura e fumetti underground Cannibale, iniziando la collaborazione con Stefano Tamburini, Filippo Scozzari, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore. Partecipa all'esperienza editoriale della rivista Il Male e successivamente a quella di Frigidaire, sulle cui pagine nel 1981 appare il suo personaggio simbolo: Zanardi.
Collabora in seguito alla testata Tango de L'Unit� e al quindicinale indipendente Zut, mentre continua a scrivere e disegnare storie per riviste quali Corto Maltese e Comic Art. Disegna inoltre manifesti di cinema e di teatro (sua è l'immagine della locandina del film La Città delle Donne di Federico Fellini), scenografie, costumi e abiti per stilisti, cartoni animati, copertine di dischi (per la PFM, Claudio Lolli, Roberto Vecchioni), pubblicità.
Nel 1984 Pazienza si trasferisce a Montepulciano, dove realizza alcune delle sue opere fumettistiche più importanti:
Pompeo, Campofame, Storia di Astarte.
Nel 1986 si sposa con Marina Comandini. Ha collaborato anche a varie iniziative editoriali a sfondo sociale fra cui L'Agenda Verde della Lega per l'Ambiente. Andrea Pazienza muore per overdose a Montepulciano nella notte tra il 15 e il 16 giugno del 1988.
In sua memoria a Cremona è stato istituito il Centro Fumetto Andrea Pazienza.
Ho preso a prestito la biografia da:http://www.chiche.fr/pazienza.htm

giovedì, giugno 12, 2008

E Thor ricicla tutta la munnezza


Un interessantissimo articolo sulla possibilità di riciclare l'immondizia a costi bassi e senza inquinare

...........“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico, compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse”. Allora? Profeta in terra straniera? Sì. Thor, l’impianto autonomo, infatti, è sbarcato negli Stati Uniti, dove evidentemente i rifiuti sono più lungimiranti e volentieri si fanno riciclare, rielaborare, riutilizzare e plasmare per una buona causa. Ma restiamo tra le mura di casa. I rifiuti siculi non sono da meno, adottano il dio da qualche mese per uno smaltimento che raggiunge le otto tonnellate l’ora, senza necessità di parcheggiare le sostanze in attesa di smaltimento. Meccanico e perciò stesso utilizzabile quando serve, ovvero niente stoccaggio e niente cattivi odori, meglio di un detersivo.............
L'intero articolo lo trovate qui:
http://albertdaily.blogspot.com///

Scemo+scemo.


Chissà perchè dopo aver visto l'incontro tra bush e berlusconi mi è venuto in mente il titolo di questo film!

lunedì, giugno 09, 2008

INDIFFERENTI


INDIFFERENTI

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani" . Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti,è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo,
tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne reoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. Antonio Gramsci