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domenica, ottobre 02, 2011

La decadenza



La decadenza
Ivan Fossati

In piena decadenza
Le parole non hanno chance
È proprio una faccenda inquietante
Il pensiero che degenera
Facciamo un affare con Dio
Ci lasci una seconda possibilità
Se può
Questa decadenza
In mezzo a tanta oscurità
Le speranze non hanno chance
C’est la décadence
C’est la décadence
Nessuna incertezza mai più
In nome del cielo davvero mai più
Qui serve un segno di rispetto per la gente
In questa bassa marea
Serve un lampo nell’aria che si accenda
Oppure un’idea
C’est la décadence
C’est la décadence
Mi guardo a sinistra


Poi guardo verso destra
E tutto quello che ho da vedere
E’ una frontiera da attraversare con te
Facciamo un affare noi due
Ci diamo una seconda possibilità
È la sopravvivenza
È un biglietto per andare più avanti
È trovare un lavoro
È decenza
È sapere con chi stare
È la differenza
È un biglietto per andare più avanti
È trovare un lavoro
È decenza
È sapere a chi spingere davanti
C’est la décadence
In questa decadenza
Le parole non hanno chance
C’est la décadence
In questa decadenza
Le persone non hanno chance
C’est la décadence
C’est la décadence
http://www.youtube.com/watch?v=LWl2TAKOUp4

domenica, marzo 08, 2009

Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno



                                           Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno
                                   Francesco Guccini > Stanze Di Vita Quotidiana (1974) >


Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto! 
Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso. 
T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire 
di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, 
ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, 
allora ti ricorderai di me... 

C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare. 
Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare. 
Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai, 
rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai, 
ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te, 
allora ti ricorderai di me... 

Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi. 
Già temi che il giullare getti maschere e casacca 
e mostri il vero volto dietro al velo della biacca, 
ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te, 
allora ti ricorderai di me... 

Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte 
o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte. 
Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi? 
Poeta od ubriaco nei racconti per gli amici, 
ma quando picchierai la testa contro ai tuoi perchè 
allora ti ricorderai di me... 

Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. 
Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno.
Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, 
già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, 
ma se vorrai capire tutto questo che cos' è, 
allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me...


lunedì, ottobre 13, 2008

Federico Aicardi un cantautore bolognese.

Fede Aicardi con Fernanda Pivano


Federico l'ho conosciuto alcuni anni fa'come farmacista e la prima impressione è stata di un personaggio un po'strano,simpatico,disponibilissimo e un po'"schizzato".Fede non stà mai fermo,sembra essere sempre avanti di qualche secondo rispetto a ciò che gli dici e la cosa le prime volte disorienta poi ti rendi conto che il suo è un ragionare multiplo,una parte ti ascolta ma altre parti della sua mente seguono musiche,parole,armonie,ricette mediche,figli,problemi ammalgamandosi in uno sguardo un po' stralunato dall'eccesso di percorsi di vita.Ho scoperto che era,ancheun cantautore, casualmente probabilmente per il fatto che vicino alla sua farmacia c'era il negozio del Maestro Liutaio Tommasone ed in qualche modo siamo arrivati a parlare della comune passione per la musica, per le chitarre ed il fatto che tutte e due le suoniamo.Da quel momento c'è stato un interscambio di notizie,passioni per questo o quell'altro cantautore,scambi di cd insomma di tutto ciò che interessa gli "ammalati"di musica.Poi,non ricordo quando,mi chiede di andare ad ascoltarlo in un locale bolognese e che quella sera sarebbe stata presente anche uno dei miei miti letterari Fernanda Pivano.Detto,fatto.Beh vi garantisco che conoscere la"Nanda"è stata una grande emozione.Ma la sorpresa maggiore fu proprio ascoltare Fede perchè ho scoperto quella sera che la scuola dei cantautori bolognesi non era morta con Claudio Lolli e Francesco Guccini.Le impressioni che ebbi nell'ascoltarlo furono che nulla della tradizione del cantautorato bolognese era andato disperso,fossilizzato nei ricordi degli anni 70,ma anzi su di loro si erano innestate influenze jazzistiche,sud americane,suoni rock più recenti ed anche un po' di quella leggerezza che forse era mancata ad altri.Voglio anche ricordare gli eccellenti musicisti del suo gruppo,I sette cappotti,(su questo nome ci sarebbe da raccontare una lunga storia che solo i bolognesi conscono e prima o poi lo farò)i componenti sono:Federico Aicardi chitarra, voce e testi, Domenico Loparco basso eletr., Nicola Ferrari batteria, Filo Mignatti batteria, Vera Pitarelli percussioni, Corso Buscaroli tastiera, Guglielmo Pagnozzi sax e clarinetto.Non voglio dilungarmi ancora ma per chi ne volesse sapere di più ecco l'indirizzo del suo sito: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=138687682. Inserisco anche un'audio video tratto da YouTube di una delle sue belle canzoni,Anni di cuoio, quella dedicata ad Ezio Pascutti, uno dei miti del calcio bolognese.

venerdì, giugno 20, 2008

ANDARE CAMMINARE LAVORARE


ANDARE CAMMINARE LAVORARE
(Piero Ciampi - Marchetti - Pavone)

Andare camminare lavorare, andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di dispe-
rati. Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavora-
re, andare camminare lavorare, il vino contro il petro-
lio, grande vittoria, grande vittoria, grandissima vitto-
ria. Andare camminare lavorare, il meridione rugge, il
nord non ha salite, niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare, rapide fughe rapide fu-
ghe rapide fughe.

Andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

E che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri, voi che siete
seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavora-
re, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la
ricchezza mobile, andare camminare lavorare, anda-
re camminare lavorare. Lavorare, lavorare!

Andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al Totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le ca-
pre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi... vigilati tutti da
truppe di pastori, andare camminare lavorare. Niente
paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare, attacca-
tevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul Pordoi a
pedalare. Lavorare pedalare lavorare, con i contanti
nell'osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti tanti
auguri agli sposi! Andare camminare lavorare, la Peni-
sola in automobile, tutti in automobile al matrimonio,
alé! la Penisola al volante, questa bella penisola è di-
ventata un volante. Andare camminare lavorare...