
Premetto di non aver letto il libro di pansa e di non aver intezione di andare a vedere il film.



Risoluzione dei Comunardi
Dato che, noi deboli, le vostre leggi avete fatto, e servi noi quelle leggi non le obbediremo dato che servire non vogliamo più. Dato che voi ora minacciate con cannoni e con fucili, noi decretiamo d'ora in poi da bestie vivere peggio che morire è.
dato che noialtri avremo fame se ci lasceremo derubare verificheremo che tra il pane buono che ci manca e noi solo un vetro sta.
dato che voi ora...
dato che laggiù ci sono case mentre senza tetto ci lasciate decretiamo: c'entreremo e subito!stare nelle tane non ci garba più.
dato che voi ora...
dato che non può riuscirvi mai un salario buono di pagarcelo d'ora in poi le fabbriche noi le guideremo dato che a noi basta mentre con voi no
dato che voi ora...
dato che ai governi che promettono sempre tanto non si crede più verificheremo che con queste mani una vita vera ci si costruirà.
dato che voi ora...
dato che il cannone lo intendetee che a ogni altro lingua siete sordi si contro di voi ora quei cannoni noi si volterà
Paolo Pietrangeli 1969
La canzone fa parte del dramma " I giorni della Comune" di Bertolt Brecht ( anni '40). Il testo è quello pubblicato nel 1961 da Einaudi nel
libro ' B.Brecht, Poesie e canzoni' a cura di Ruth Leiser e Franco Fortini. Nel dramma le musiche erano di Hanns Eisler. Altra traduzione è quella di Giulio Gatti presente nel Teatro di Brecht - sempre Einaudi- ma nessuna delle due è una traduzione ritmica. Paolo Pietrangeli nel
1969 ha musicato il testo italiano di R.Leiser e F.Fortini in modo autonomo e originale rispetto alla musica di Eisler.
Tratto da:http://www.ildeposito.org/

Fede Aicardi con Fernanda Pivano



| Ora e sempre resistenza |
Si calcola che i caduti per la Resistenza italiana (in combattimento o uccisi a seguito della cattura) siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati regolari italiani caddero combattendo almeno in 40.000 (10.260 della sola Divisione Acqui impegnata a Cefalonia e a Corfù);
Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d'oro al valor militare.
Dei circa 40.000 civili deportati, per la maggior parte per motivi politici o razziali, ne torneranno solo 4.000. Gli ebrei deportati nei lager furono più di 10.000; dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 tornarono vivi solo in quindici.
Tra i soldati italiani che dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre decisero di combattere contro i nazifascisti sul territorio nazionale continuando a portare la divisa morirono in 45.000 (esercito 34.000, marina 9.000 e aviazione 2.000), ma molti dopo l'armistizio parteciparono alla nascita delle prime formazioni partigiane (che spesso erano comandate da ex ufficiali).
Furono invece 40.000 i soldati che morirono nei lager nazisti, su un totale di circa 650.000 che fu deportato in Germania e Polonia dopo l'8 settembre e che, per la maggior parte (il 90% dei soldati e il 70% di ufficiali), rifiutarono le periodiche richieste di entrare nei reparti della RSI in cambio della liberazione.
Si stima che in Italia nel periodo intercorso tra l'8 settembre 1943 e l'aprile 1945 le forze tedesche (sia la Wehrmacht che le SS) e le forze della Repubblica Sociale Italiana compirono più di 400 stragi (uccisioni con un minimo di 8 vittime), per un totale di circa 15.000 caduti tra partigiani, simpatizzanti per la resistenza, ebrei e cittadini comuni
