domenica, settembre 14, 2008

Rifiutare gli idoli ?


Il Capo della Multinazionale più potente del mondo, che campa di
rendita sullo sfruttamento dell'idolatria più sfacciata, invita da Parigi i suoi fedeli a rifiutare gli idoli e poi vola Lourdes ad adorarne uno dei più redditizi sul mercato internazionale dei miracoli. Naturalmente il furbacchione ha falsificato opportunamente il testo di Paolo di Tarso che quando parlava di idoli si riferiva esclusivamente alle "immagini" in quanto tali (di pietra, di metallo, di legno, ecc.) e non ai significati che
ora lui gli attribuisce. Vale a dire denaro e potere. Guarda caso proprio i due elementi di forza che sostengono la chiesa cattolica, come del resto tutti gli altri sistemi di potere religioso facenti parte della MenzognaGlobale . Naturalmente chiarisce poi che bisogna rifiutare solo i "falsi" idoli, infatti quelli giusti li gestisce in esclusiva la chiesa cattolica, e quelli è più che opportuno venerarli, alla faccia di Paolo di Tarso. Talmente giusto e opportuno che nei "suoi" dieci comandamenti, scritti nel "suo" catechismo, la chiesa cattolica ha fatto sparire quello che dice "non ti farai idoli", e per riporatre il conto a dieci ha raddoppiato l'ultimo, quello che imponeva di "non desiderare" donne e cose altrui. Che paraculi ! Sono riusciti a falsificare pure quella che loro chiamano "parola di dio".
Tratto da:http://www.nogod.it/

giovedì, settembre 11, 2008

11/09/1973


“Siamo cinquemila, qui/in questa piccola parte della città./Quanta umanità/in preda alla
fame, al freddo, alla paura, al dolore,/alla pressione morale, al terrore, alla pazzia./Ma tutti con lo sguardo fisso alla morte./Che spavento fa il volto del fascismo!”
Victor Jara autore di questi versi ed autore della canzone Te requerdo Amanda e di tante altre bellissime canzoni fu una delle voci più note della nuova canzone cilena
prima del colpo di stato fascista.Venne torturato ed assassinato
il 15 settembre 1973 nello stadio di Santiago che ora porta il suo nome.

Ricordiamo e tutti gli anni continueremo a ricordare anche l'11 settembre 1973 e il golpe fascista in Cile da parte dell'esercito guidato dal generale pinochet che abbattè il governo di sinistra democraticamente salito al potere con la vittoria di Unidad Popular e di Salvador Allende.




TI RICORDO AMANDA

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel

Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui
sono cinque minuti
la vita è eterna
in cinque minuti
suona la sirena
si torna al lavoro
e tu camminando
illumini tutto
quei cinque minuti
ti hanno fatto fiorire

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui

Con lui che partì per la sierra
che non aveva fatto niente
che partì per la sierra
e in cinque minuti
è morto ammazzato
suona la sirena
si torna al lavoro
molti non tornano
neanche Manuel

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
Victor Jara

lunedì, settembre 08, 2008

fascisti bastardi ieri come oggi


Oggi come ieri dalla parte di chi ha combattuto per la nostra libertà e per la democrazia contro la dittatura fascista.Noi non abbiamo nulla da spartire con i fascisti di ieri e di oggi,con loro nulla da condividere.Fascisti bastardi il vento fischia ancora.

Decine di migliaia di caduti: il tributo di sangue dei partigiani

Ora e sempre resistenza

Si calcola che i caduti per la Resistenza italiana (in combattimento o uccisi a seguito della cattura) siano stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati ed invalidi; tra partigiani e soldati regolari italiani caddero combattendo almeno in 40.000 (10.260 della sola Divisione Acqui impegnata a Cefalonia e a Corfù);

Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, mentre 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna; 4.653 di loro furono arrestate e torturate. 2.750 furono deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate; 1.070 caddero in combattimento; 15 vennero decorate con la medaglia d'oro al valor militare.

Dei circa 40.000 civili deportati, per la maggior parte per motivi politici o razziali, ne torneranno solo 4.000. Gli ebrei deportati nei lager furono più di 10.000; dei 2.000 deportati dal ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 tornarono vivi solo in quindici.

Tra i soldati italiani che dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre decisero di combattere contro i nazifascisti sul territorio nazionale continuando a portare la divisa morirono in 45.000 (esercito 34.000, marina 9.000 e aviazione 2.000), ma molti dopo l'armistizio parteciparono alla nascita delle prime formazioni partigiane (che spesso erano comandate da ex ufficiali).

Furono invece 40.000 i soldati che morirono nei lager nazisti, su un totale di circa 650.000 che fu deportato in Germania e Polonia dopo l'8 settembre e che, per la maggior parte (il 90% dei soldati e il 70% di ufficiali), rifiutarono le periodiche richieste di entrare nei reparti della RSI in cambio della liberazione.

Si stima che in Italia nel periodo intercorso tra l'8 settembre 1943 e l'aprile 1945 le forze tedesche (sia la Wehrmacht che le SS) e le forze della Repubblica Sociale Italiana compirono più di 400 stragi (uccisioni con un minimo di 8 vittime), per un totale di circa 15.000 caduti tra partigiani, simpatizzanti per la resistenza, ebrei e cittadini comuni

Da:http://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana

venerdì, settembre 05, 2008

Cittadini delatori 5 settembre 1938/2008


Sono passati 70 anni dall'emulgazione delle leggi razziali antiebraiche da parte del governo
fascista e la denuncia con anonima delazione da parte di solerti cittadini italiani alla
polizia fascista divenne un fatto quotidiano con le conseguenze che tutti conosciamo.
Alcuni giorni orsono ho captato distrattamente da un giornale radio che un sindaco di una
città del nord,purtroppo mi è sfuggito quale,vorrebbe promulgare una legge cittadina che
spronerebbe i cittadini a denunciare anonimamente alle autorità i clandestini.Sul momento
non ho dato peso alla notizia poi il collegamento con le leggi razziali mi è venuto
spontaneo e mi sono reso conto della gravità della cosa.Se la cosa avesse seguito e non
fosse una delle solite sparate leghiste ritorneremmo a nuove forme di leggi razziali.

mercoledì, settembre 03, 2008

Da Zero E Dintorni


Questo è un audio video che unisce due artisti
che ho amato ed amo tuttora Claudio Lolli e
Tano D'Amico.Il brano di Lolli,Da Zero E Dintorni, nella versione
contenuta sul cd" 9 pezzi facili" acquista nuova vita con un nuovo
e meno datato arrangiamento ,le foto di Tano D'Amico sono
lo specchio di un'epoca,nel bene e nel male,di grandi lotte, di grandi rinnovamenti
e di grandi sconfitte.Alcune foto le ho fatte io negli anni 70,non per paragonarmi a D'Amico
ma unicamente perchè mi piacciono e l'unica messa per un motivo preciso è la foto di
chiusura perchè mi pare leghi molto bene col chiudersi della canzone.
Le foto le ho scaricate dai vari siti dedicati a Tano D'Amico.
Un grazie infiniti sia a Tano che a Claudio.

Da Zero E Dintorni
Claudio Lolli
CD:Nove pezzi facili
1992

Ti viene mai compagna
la voglia di rinascere
su un camioncino diretto
treno espresso o accelerato.

Verso la sua punta
o verso le Eolie o Lipari
con un sole scenograficamente corretto
e anche pulito.

Lasciandoti alle spalle
l'odore acido dei giorni
in cui devi filtrare
il tuo senso come il té
e il carico gravoso delle nuvole
in gobba a fardelli in cui nascondi con stanchezza
tuo padre e tuo figlio,
l'amore che non hai.

Ti viene mai, ti viene mai ...

Ti viene mai compagna
la voglia di rinascere
con una gamba sola
magari anche, anche senza sigarette,
ma anche senza la fretta assurda
della nuova metropolitana
e senza il bisogno di sentirti naufragare
in un'isola lontana.

Tutte le volte che
ti guardi far l'amore
con in un occhio la rabbia
e in quell'altro la voglia ed il dolore,
con quel cane randagio

sabato, agosto 30, 2008

Tre compagni aggrediti dai fascisti a Roma


Ancora azioni squadristiche a Roma grazie al nuovo ordine del sindaco alemanno.

Erano andati al concerto al parco Schuster a Roma, per ricordare Renato Biagetti, il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra, ma sono stati aggrediti al grido di «Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli». Così tre giovani, militanti di sinistra, venerdì notte sono stati colpiti con armi da taglio e catene: uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia.
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78522
Per quanto ancora dovremo sopportare la violenza fascista che stà dilagando in Italia?
Poi, quando ci sarà una reazione adeguata,si tornerà a parlare di opposti estremismi con gran gaudio dei bravi conservatori di governo e non.Non lasciamogli alzare la testa rispediamoli nelle fogne e nella merda in cui sono abituati a vivere,Resistenza non vuol dire sopportazione.

giovedì, agosto 21, 2008

Il Conformista



Il conformista
Giorgio Gaber

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che è da tempo che non sono neanche più fascista
sono sensibile e altruista
orientalista
ed in passato sono stato
un po' sessantottista
da un po' di tempo ambientalista
qualche anno fa nell'euforia mi son sentito
come un po' tutti socialista.

Io sono
un uomo nuovo
per carità lo dico in senso letterale sono progressista
al tempo stesso liberista
antirazzista
e sono molto buono
sono animalista
non sono più assistenzialista
ultimamente sono un po' controcorrente
son federalista.

Il conformista
è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,
il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa
è un concentrato di opinioni
che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani
e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire
forse da buon opportunista
si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso.

Il conformista
è un uomo a tutto tondo che si muove senza consistenza,
il conformista s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza
è un animale assai comune
che vive di parole da conversazione
di notte sogna e vengon fuori i sogni di altri sognatori
il giorno esplode la sua festa
che è stare in pace con il mondo
e farsi largo galleggiando
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
e con le donne c'ho un rapporto straordinario sono femminista
son disponibile e ottimista
europeista
non alzo mai la voce
sono pacifista
ero marxista-leninista
e dopo un po' non so perchè mi son trovato
cattocomunista.

Il conformista
non ha capito bene che rimbalza meglio di un pallone
il conformista aerostato evoluto
che è gonfiato dall'informazione
è il risultato di una specie
che vola sempre a bassa quota in superficie
poi sfiora il mondo con un dito e si sente realizzato,
vive e questo già gli basta
e devo dire che oramai
somiglia molto a tutti noi
il conformista
il conformista.

Io sono
un uomo nuovo
talmente nuovo che si vede a prima vista sono il nuovo conformista.

domenica, agosto 10, 2008

Emergenza rifiuti finita ?


Tratto da:
http://www.youtube.com/user/vogliounitalialibera
http://unaltrarivoluzione.blogspot.com/

sabato, agosto 09, 2008

Tengo la camisa negra

Secondo me il testo di questa canzone l'hanno scritto i fasci di forza nuova

Ho la camicia nera
oggi il mio amore è in lutto
Oggi ho nell'anima una pena
ed è per colpa del tuo tradimento.

giovedì, agosto 07, 2008

Multata la povertà


Le sette opere di misericordia corporale
1. Dar da mangiare agli affamati.
2. Dar da bere agli assetati.
3. Vestire gli ignudi.
4. Alloggiare i pellegrini.
5. Visitare gli infermi.
6. Visitare i carcerati.
7. Seppellire i morti.
Ma questo governo non doveva difendere le millenarie radici culturali cristiane della civiltà occidentale?Ma questa gente l'ha mai
letto il vangelo?Posso capire che un non credente come sono io possa dimenticare le parole di cristo,magari di ricordarsi più facilmente di ciò che è scritto in tanti altri testi laici sull'egualianza sociale,sul mutuo appoggio,sulla solidarietà tra gli uomini,insomma di tutto quel patrimonio ideale,umano e sociale della sinistra,ma non solo,per un mondo più equilibrato.Questa
gentaglia non solo si dimentica di tutto ciò,laico o cristiano che sia,ma ora vuole multare la povertà anzi di più gli ruba il misero guadagno del mendicare.Come si chiedeva De Andrè in una sua canzone: è più degradante chiedere l'elemosina o farla?

mercoledì, agosto 06, 2008

Amazing Grace


Come si dice:predicare bene e razzolare male.
Leggi le parole e confrontale con il video!
Amazing Grace!

Meravigliosa grazia!
Che lieta novella
che ha salvato un miserabile
come me!

Un tempo ero perduto,
ma ora sono ritrovato.
Ero cieco ma ora ci vedo.

E' stata la grazia ad insegnare
al mio cuore il timor di Dio
Ed è la grazia che mi solleva dalla paura;

Quanto preziosa mi apparve quella grazia
Nell'ora in cui ho cominciato a credere!

Attraverso molti pericoli,
travagli e insidie
sono già passato;

La grazia mi ha condotto
in salvo fin qui,
E la grazia mi condurrà a casa.

Il Signore mi ha promesso il bene,
la sua parola sostiene la mia speranza;
Egli sarà la mia difesa e la mia eredità,
per tutta la durata della vita

Sì, quando questa carne
e questo cuore verranno meno,
E la vita mortale cesserà,
io entrerò in possesso, oltre il velo,
di una vita di gioia e di pace.

giovedì, luglio 31, 2008

Ciao Pina

Stanotte se ne andata la mia mamma,si è addormentata e ci ha lasciato.L'avevo sentita ieri sera,come tutti i giorni,dal suo rifugio a Casteldaiano dove passava le calde giornate estive di luglio ed agosto.Lascio queste due righe sul mio blog perchè dicono che tutto ciò che viene scritto in rete resterà per sempre in qualche angolo digitale di internet,una specie di immortalità virtuale.
Ciao Mamma ti terrò per sempre nel mio cuore assieme a Papà.

domenica, luglio 27, 2008

Comunista individualista


Due termini in antitesi ma che in questo momento penso rispecchino il sentire di molti di noi.Ancora legati a quello che c'era di buono nell'ideale comunista e dal quale abbiamo dovuto e voluto eliminare tutto quello che la reltà dei fallimenti ci ha mostrato come abberrante, umanamente e storicamente errato.Ora guardo/guardiamo i Ferrero/Vendola che si scannano a suon di mozioni ed insulti in nome di un'idea che avrebbe bisogno una vera rifondazione legata a questo nuovo mondo,a questo modo diverso delle persone di guardare e di lottare per la propria vita.Compagni il mondo è cambiato in peggio, la nostra storia è stata fallimentare ed è lei stessa che ce lo insegna,i cambiamenti previsti dalla nostra teoria politica/economica non si sono avverati,anzi si è avverato il contrario.Che fare?Buttare il bambino con l'acqua sporca?Io sinceramente non sono per nulla affezionato ne' ai simboli ne' alle bandiere,forse perchè vengo da una tradizione anarchica ma a me sinceramente della falce e martello e della bandiera rossa non me ne importa nulla,mi interessa molto di più il poterci organizzare,il poter lottare assieme e non certo fare i duri e puri rimanendo all'angolo delle minoranze ininfluenti.Dopo la batosta elettorale avevo previsto in un mio post che all'interno della sinistra ci sarebbero state,come da tradizione,le più feroci lotte intestine a suon di correnti e divisioni,purtroppo tutto si è svolto come previsto,non si è riusciti a condividere quello che ci poteva unire ma unicamente ciò che ci divide.Auguri a tutti i futuri partiti comunisti.Io continuerò,da qui' il titolo del post,nel mio essere comunista tutti i giorni nella mia vita cercando con il mio piccolo esistere di essere coerente con quello che tanti compagni sbandierano ma non applicano.

giovedì, luglio 24, 2008

E...se berlusconi si denunciasse da se'?


Anche questa è fatta,caso telecinco, fininvest assolta perchè il fatto non sussiste.A questo punto mi viene il dubbio che testa d'asfalto,in accordo con" i comunisti della rossa magistratura",si faccia denunciare creando false accuse su di se per poter gridare alla persecuzione ed essere alla fine assolto.APPROPOSITO di comunisti stalinisti rimuginando tra me e me mentre lavoravo,dopo 38 anni di mestiere le mani vanno per conto loro,stavo pensando che chi possiede in toto l'informazione, possiede e controlla in vari modi i mezzi di produzione,ha il controllo delle forze di polizia e delle forze armate,ha il controllo del parlamento,riduce a niente i poteri della magistratura e quando non può si costruisce leggi per se' su cui i magistrati non possono
intervenire,ti crea nemici,sempre stranieri mi raccomando,da temere anche se la loro esistenza in realtà è ben piccola cosa e ti rincoglionisce con programmi televisivi a base di culi e tette(anatomicamente non disprezzabili peraltro)bene a questo punto non ha più bisogno di gulag,tranne che per i terribili nemici esterni che voglion distruggere le nostre millenarie tradizioni, anzi ti lascia pure la libertà di parola tanta non conti più un cazzo e nessuno ti può ascoltare.
Insomma come diceva il Marchese del Grillo "Io son Io e tu non sei un cazzo"

domenica, luglio 20, 2008

Carlo Giuliani 14 marzo 1978 – Genova 20 luglio 2001


Io non credo che si possa ancora aggiungere qualcosa per ricordare la morte di Carlo perchè l'unica giustizia che ci sarà per la sua morte sarà quella che ci porteremo nei nostri cuori e nella nostra memoria,lui assieme a tutti i compagni morti per un mondo più giusto lotterranno ancora assieme a noi ed ai compagni di domani.

martedì, luglio 08, 2008

Fausto Amodei:Per i morti di Reggio Emilia


Per i morti di Reggio Emilia
Autore: F. Amodei Anno 1961

Compagno cittadino, fratello partigiano,
teniamoci per mano in questi giorni tristi:
di nuovo a Reggio Emilia, di nuovo là in Sicilia
son morti dei dei compagni per mano dei fascisti.

Di nuovo, come un tempo,sopra l'Italia intera
urla il vento e soffia la bufera.

A diciannove anni è morto Ovidio Franchi
per quelli che son stanchi o sono ancora incerti.
Lauro Farioli è morto per riparare al torto
di chi si è già scordato di Duccio Galimberti.

Son morti sui vent'anni, per il nostro domani:
son morti come vecchi partigiani.

Marino Serri è morto, è morto Afro Tondelli,
ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti.
Compagni, sia ben chiaro che questo sangue amaro
versato a Reggio Emilia, è sangue di noi tutti

Sangue del nostro sangue, nervi dei nostri nervi,
come fu quello dei fratelli Cervi.

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
è sempre quello stesso che fu con noi in montagna,
ed il nemico attuale è sempre e ancora eguale
a quel che combattemmo sui nostri monti e in Spagna

Uguale è la canzone che abbiamo da cantare:
Scarpe rotte eppur bisogna andare.

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli,
e voi, Marino Serri, Reverberi e Farioli,
dovremo tutti quanti aver, d'ora in avanti,
voialtri al nostro fianco, per non sentirci soli.

Morti di Reggio Emilia, uscite dalla fossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa,
fuori a cantar con noi Bandiera rossa!

I morti di Reggio Emilia - I morti del luglio 1960
Scheda a cura di Girolamo De Michele

Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze dell'ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto Amodei "Per i morti di Reggio Emilia": Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia sono l'apice - non la conclusione - di due settimane di scontri con la polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di aprire il fuoco in "situazioni di emergenza": alla fine si conteranno undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento di clima politico nel paese: l'avvento della generazione dei "ragazzi con le magliette a righe". Sino a quel momento i giovani erano considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei partigiani e orientati al mito delle "tre M" (macchina, moglie, mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato giovanile. Di questo mutamento di clima - dalla disperata tristezza per il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di luglio - sono testimonianza la poesia di Pasolini "La croce uncinata" (aprile 1960) e l'articolo "Le radici del luglio" (Vie nuove, 29 ottobre 1960).
http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/

lunedì, luglio 07, 2008

Un altro compagno accoltellato da un naziskin


Riporto dal Resto del Carlino:
Ancona, 7 luglio 2008 - L'episodio di Franco Tomassoni, lo studente anconetano della sinistra universitaria di Bologna accoltellato su un treno da un naziskin, ha scosso tutti. Dura condanna del gesto da ogni parte politica. L'Anpi di Ancona ha indetto per venerdì 11 luglio una manifestazione per condannare l'aggressione, lo studente è iscritto all'Anpi.
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2008/07/07/102891-studente_accoltellato_naziskin.shtml

sabato, luglio 05, 2008

Pane e Coraggio

Non c'è nulla da aggiungere.



Pane E Coraggio
Ivano Fossati da:
Ho Sognato Una Strada (2006)

Proprio sul filo della frontiera
il commissario ci fa fermare
su quella barca troppo piena
non ci potrò più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci possiamo ritornare.

E sì che l'Italia sembrava un sogno
steso per lungo ad asciugare
sembrava una donna fin troppo bella
che stesse là per farsi amare
sembrava a tutti fin troppo bello
che stesse là a farsi toccare.

E noi cambiavamo molto in fretta
il nostro sogno in illusione
incoraggiati dalla bellezza
vista per televisione
disorientati dalla miseria
e da un po' di televisione.

Pane e coraggio ci vogliono ancora
che questo mondo non è cambiato
pane e coraggio ci vogliono ancora
sembra che il tempo non sia passato
pane e coraggio commissario
che c'hai il cappello per comandare
pane e fortuna moglie mia
che reggi l'ombrello per riparare.

Per riparare questi figli
dalle ondate del buio mare
e le figlie dagli sguardi
che dovranno sopportare
e le figlie dagli oltraggi
che dovranno sopportare.

Nina ci vogliono scarpe buone
e gambe belle Lucia
Nina ci vogliono scarpe buone
pane e fortuna e così sia
ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole
da una terra che ci odia
ad un'altra che non ci vuole.

Proprio sul filo della frontiera
commissario ci fai fermare
ma su quella barca troppo piena
non ci potrai più rimandare
su quella barca troppo piena
non ci potremo mai più ritornare.

venerdì, giugno 20, 2008

ANDARE CAMMINARE LAVORARE


ANDARE CAMMINARE LAVORARE
(Piero Ciampi - Marchetti - Pavone)

Andare camminare lavorare, andare a spada tratta,
banda di timidi, di incoscenti, di indebitati, di dispe-
rati. Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavora-
re, andare camminare lavorare, il vino contro il petro-
lio, grande vittoria, grande vittoria, grandissima vitto-
ria. Andare camminare lavorare, il meridione rugge, il
nord non ha salite, niente paura, di qua c'è la discesa,
andare camminare lavorare, rapide fughe rapide fu-
ghe rapide fughe.

Andare camminare lavorare
i prepotenti tutti chiusi a chiave
i cani con i cani nei canili
le rose sui balconi
i gatti nei cortili
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

E che cos'è questo fuoco? pompieri, pompieri, voi che siete
seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi,
nelle anime, nelle banche. Andare camminare lavora-
re, queste cassaforti che infernale invenzione, viva la
ricchezza mobile, andare camminare lavorare, anda-
re camminare lavorare. Lavorare, lavorare!

Andare camminare lavorare
il passato nel cassetto chiuso a chiave
il futuro al Totocalcio per sperare
il presente per amare
non è il caso di scappare
andare camminare lavorare
andare camminare lavorare
dai, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alé! gli agnelli a pascolare con le ca-
pre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi... vigilati tutti da
truppe di pastori, andare camminare lavorare. Niente
paura, azzurri, azzurri, attaccare attaccare, attacca-
tevi a calci nel sedere, la domenica tutti sul Pordoi a
pedalare. Lavorare pedalare lavorare, con i contanti
nell'osteria, con i contanti, con tanti tanti tanti tanti
auguri agli sposi! Andare camminare lavorare, la Peni-
sola in automobile, tutti in automobile al matrimonio,
alé! la Penisola al volante, questa bella penisola è di-
ventata un volante. Andare camminare lavorare...

mercoledì, giugno 18, 2008

Berlusconi e i disturbi ipomaniacali


Gironzolando in rete, tra i disturbi mentali ne ho trovato uno che,non sarà certo una novità,mi ricorda molto il bellachioma:
* autostima ipertrofica o grandiosità: è frequente che vengano raccontati fatti non corrispondenti al vero, circa la propria ricchezza, le proprie capacità, i propri successi in tutti i campi, dal lavorativo al sentimentale diminuzione del bisogno di sonno: il paziente non si sente mai stanco, possono bastare anche 3 ore di sonno perché sia pronto a ripartire con altre attività frenetiche spinta continua a parlare, estrema loquacità: vengono raccontate le cose più svariate, ricordi lontani affiorano alla coscienza e vengono narrati in un modo esaltato che spesso non li fa sembrare credibili anche in quei casi in cui lo siano fuga delle idee: l'ideazione è accelerata, la persona passa da un argomento all'altro in modo superficiale, anche solo per assonanza distraibilità: è praticamente impossibile far mantenere l'attenzione su un qualsiasi argomento con conseguenze sulla memoria recente aumento del coinvolgimento in attività finalizzate, agitazione psicomotoria: non essendo mai stanca la persona si muove continuamente e cerca continuamente nuove attività; non trovandone può spostare i mobili in casa o fare ripetutamente le stesse cose; aumentano le attività scolastiche, lavorative, sociali e sessuali eccesso di coinvolgimento in attività ludiche con potenziali conseguenze spiacevoli o dannose, di cui la persona non si rende conto: col suo ottimismo sfrenato la persona può intraprendere investimenti avventati, fare
spese al di sopra delle proprie possibilità, importunare persone appena conosciute e avere dei comportamenti sessuali sconvenienti.

lunedì, giugno 16, 2008

Io come persona

In un tempo di rassegnata decadenza
serpeggia la paura nascosta dall'indifferenza.
In un tempo così caotico e corrotto
in cui da un giorno all'altro ci può succedere di tutto.
In un tempo esasperato e incongruente
con tanta, tanta informazione che alla fine
uno non sa niente.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove il mito occidentale
nel momento in cui stravince è nella crisi più totale.
In un tempo che è forse peggio di una guerra
dove gli ordigni nucleari pian piano invadono la terra.
In un tempo dove milioni di persone
si massacrano tra loro
e non sappiamo la ragione.

Io come persona
io come persona
io come persona, completamente fuori dalla scena
io come donna o uomo
che non avverte più nessun richiamo
io che non capisco
e che non riesco a valutare e a credere
io che osservo il tutto
con il sospetto di non sceglier mai, di non sceglier mai, di non sceglier mai…

In un tempo sempre più ostile allo straniero
tutti i popoli del mondo stanno premendo sull'Impero.
In un tempo indaffarato e inconcludente
si alza minaccioso il sole rosso dell’oriente.
In un tempo senza ideali né utopia
dove l'unica salvezza è un'onorevole follia.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove tutto ti sovrasta
e qualsiasi decisione passa sopra la tua testa.
In un tempo dove il nostro contributo
la nostra vera colpa è solamente un voto.
In un tempo che non ti lascia via d'uscita
dove il destino o qualcuno ha nelle mani la tua vita…

Io come persona, io come persona
io coi miei sentimenti
coi miei traguardi quasi mai raggiunti
io con la mia fede che si disperde in infinite strade
io, stordito e spento, con lo sgomento di dover assistere
io, confuso e vuoto, e rassegnato a non schierarmi mai
a non schierarmi mai, a non schierarmi mai

[parlato:] In un tempo tremendo piano piano ti allontani dal mondo, ma con fatica, senza arroganza, come un uomo sconfitto che riesce a vivere solo

rifugiandosi nel suo piccolo mondo. Ma la salvezza personale non basta a nessuno. E la sconfitta è proprio quella di avere ancora la voglia di fare qualcosa

e di sapere con chiarezza che non puoi fare niente.
È lì che si muore, fuori e dentro di noi. Sei come un individuo innocuo, senza giudizi e senza idee. E se non ti si ferma il cuore è perché il cuore non ha

mai avuto la pretesa di pensare. Sei come un individuo impoverito e trasportato al capolinea, un individuo sempre più smarrito e più impotente, un uomo al

termine del mondo, ai confini del più niente.

Ma io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora
io coi miei sentimenti ci sono, io coi miei sentimenti ci sono ancora
io con la mia rabbia ci sono, io con la mia rabbia ci sono ancora
io con la mia voglia di cambiare ci sono, io con la mia voglia di cambiare ci sono ancora.

Io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora
io con le mie forze ci sono, io con le mie forze ci sono ancora
io con la mia fede, io con la mia fede ancora
io come donna o uomo ci sono, io come donna o uomo ci sono ancora.

Io ci sono, io ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono
io come persona ci sono, io come persona ci sono ci sono, ci sono, ci sono.

Gaber - Luporini

domenica, giugno 15, 2008

Andrea Pazienza


20 anni fa' moriva Andrea Pazienza,sicuramente uno dei più grandi fumettisti,termine molto riduttivo,italiani.

Biografia

Nasce a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956.
Dopo l'infanzia passata a San Severo, un paese nella piana pugliese, nel 1969, all'età di 13 anni, si trasferisce a Pescara dove frequenta il Liceo Artistico e successivamente partecipa al Laboratorio Comune d'Arte Convergenze.
Terminati gli studi liceali si iscrive al DAMS di Bologna.
Nel marzo del 1977 la rivista Alter Alter pubblica la prima puntata del fumetto Le Straordinarie Avventure di Pentothal, vero manifesto della situazione giovanile bolognese in quel periodo. Nell'inverno dello stesso anno partecipa al progetto della rivista di cultura e fumetti underground Cannibale, iniziando la collaborazione con Stefano Tamburini, Filippo Scozzari, Massimo Mattioli e Tanino Liberatore. Partecipa all'esperienza editoriale della rivista Il Male e successivamente a quella di Frigidaire, sulle cui pagine nel 1981 appare il suo personaggio simbolo: Zanardi.
Collabora in seguito alla testata Tango de L'Unit� e al quindicinale indipendente Zut, mentre continua a scrivere e disegnare storie per riviste quali Corto Maltese e Comic Art. Disegna inoltre manifesti di cinema e di teatro (sua è l'immagine della locandina del film La Città delle Donne di Federico Fellini), scenografie, costumi e abiti per stilisti, cartoni animati, copertine di dischi (per la PFM, Claudio Lolli, Roberto Vecchioni), pubblicità.
Nel 1984 Pazienza si trasferisce a Montepulciano, dove realizza alcune delle sue opere fumettistiche più importanti:
Pompeo, Campofame, Storia di Astarte.
Nel 1986 si sposa con Marina Comandini. Ha collaborato anche a varie iniziative editoriali a sfondo sociale fra cui L'Agenda Verde della Lega per l'Ambiente. Andrea Pazienza muore per overdose a Montepulciano nella notte tra il 15 e il 16 giugno del 1988.
In sua memoria a Cremona è stato istituito il Centro Fumetto Andrea Pazienza.
Ho preso a prestito la biografia da:http://www.chiche.fr/pazienza.htm

giovedì, giugno 12, 2008

E Thor ricicla tutta la munnezza


Un interessantissimo articolo sulla possibilità di riciclare l'immondizia a costi bassi e senza inquinare

...........“Un combustibile utilizzabile con qualunque tipo di sistema termico, compresi i motori funzionanti a biodiesel, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle biomasse”. Allora? Profeta in terra straniera? Sì. Thor, l’impianto autonomo, infatti, è sbarcato negli Stati Uniti, dove evidentemente i rifiuti sono più lungimiranti e volentieri si fanno riciclare, rielaborare, riutilizzare e plasmare per una buona causa. Ma restiamo tra le mura di casa. I rifiuti siculi non sono da meno, adottano il dio da qualche mese per uno smaltimento che raggiunge le otto tonnellate l’ora, senza necessità di parcheggiare le sostanze in attesa di smaltimento. Meccanico e perciò stesso utilizzabile quando serve, ovvero niente stoccaggio e niente cattivi odori, meglio di un detersivo.............
L'intero articolo lo trovate qui:
http://albertdaily.blogspot.com///

Scemo+scemo.


Chissà perchè dopo aver visto l'incontro tra bush e berlusconi mi è venuto in mente il titolo di questo film!

lunedì, giugno 09, 2008

INDIFFERENTI


INDIFFERENTI

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani" . Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti,è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo,
tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne reoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti. Antonio Gramsci

giovedì, giugno 05, 2008

Almirante e la strage di Peteano


Il sempre attento Roberto Renzetti segnala nel suo sito una dimenticanza di molti nel ricordare il fascista almirante:
In molti hanno scritto dell'Almirante antisemita e dell'Almirante massacratore repubblichino e ci vuole un tir di Maalox (o lo stomaco di Veltroni, "nulla fermerà il dialogo con il PDL") per mandarlo giù.
Ben pochi invece si sono soffermati sul fatto che Giorgio Almirante fu amnistiato solo perché ultrasettantenne dal reato di favoreggiamento aggravato agli autori della strage di Peteano, nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria.
Giorgio Almirante, il grande statista al quale Gianfranco Fini rende omaggio e Gianni Alemanno vuol dedicare una strada romana, per la legge italiana è dunque un terrorista complice dell'assassinio di tre carabinieri. Ecco tutta la storia.
Il seguito quì: http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=336
PS: Come mi è stato fatto notare nei commenti l'articolo è stato scritto da Gennaro Carotenuto:
http://www.gennarocarotenuto.it

Borghesia venne incisa da Claudio Lolli nel 1972, contenuta nel disco Aspettando Godot ed è certamente la più conosciuta di quell'album.Certo ascoltandola oggi risente un po' degli anni ma, nonostante tutto quello che è cambiato nel mondo,la borghesia sembra rimasta immutabile nel tempo.Da you tube ho scaricato il video,ringrazio chi l'ha creato.


Borghesia

Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Sei contenta se un ladro muore se si arresta una puttana
se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
Sei soddisfatta dei danni altrui tieni stretti i denari tuoi
assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese.
Presti ascolto all'omelia rinunciando all'osteria
cosi grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Godi quando gli anormali son trattati da criminali
chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e intellettuali.
Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione
alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
hai fatto dell'ipocrisia la tua formula di poesia.
Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.
Non sopporti chi fa l'amore più di una volta alla settimana
chi lo fa per più di due ore, chi lo fa in maniera strana.
Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista.
Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
sempre lì fissa a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.
Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
per piccina che tu sia il vento un giorno ti spazzerà via.

martedì, giugno 03, 2008

Conflitto


Assalti Frontali - Conflitto


non so se saprei vivere in pace
solo il conflitto continuo
tra i modi di vita
indica una via d'uscita

non so se saprei vivere in pace
in questo nostro gonfio mondo
il conflitto è il succo
il conflitto
malgrado lo spettacolo
tra modi di vivere la vita è una ferita amica
dolce compagna
come ogni donna
cresciuta imparando in fretta a stare sempre attenta
amo pensarti camminare al buio sola a testa alta per le vie di Roma
ma non sarà così
lo sai
sarà la stessa storia
in giro per l'Italia
un altro stupro a sera
e sarà tua la colpa pure
vero
non dovevi uscire sola per la strada
senza una pistola in tasca da ficcargli in gola
avrà rispetto almeno
sarà un esempio almeno
così è fatto l'uomo
e mi sorridi
per un secondo solo
ma vorrei vivere in pace mi dici

cosa possiamo fare?
la ragione del più forte è la ragione migliore
pare
Forza Italia
forza stronzi
forza d'animo ci vuole
oggi esco dal villaggio come a un corpo a corpo
cosa possiamo fare?
voglio essere sereno
voglio crederci nell'essere umano
strano
che razza di pensiero
proprio oggi che mi sento così fuori mano
cosa possiamo fare?

non so se saprei vivere in pace
solo il conflitto continuo
tra modi di vivere la vita
indica una via d'uscita

sono figlio del sogno del comunismo
non posso vivere in pace mi dici
vorrei abbracciarti stretta
questo è il mondo in cui viviamo non si scappa
ma scenderemo in un milione di persone in piazza
vedrai
cammineremo a mezzo metro da terra per la gioia
solo il conflitto continuo tra modi di vita
indica una via d'uscita
non ho un lavoro
né so proprio se ne avrò mai uno umano
ho messo pure la mia brava scheda chiusa nell'urna
ma non è servito a nulla
era chiaro
sapete
è imbarazzante per noi sentirvi urlare così piano

sabato, maggio 31, 2008

Istigazione all'odio razziale


Vorrei che non fosse vero ma temo che non sia uno scherzo.

Vicenza, 29/05/2008
Senza parole...
di Francesco Casale
Giro per conoscenza...
Riceviamo dalla CGIL di Treviso e doverosamente denunciamo
Cisnismo iper-xenofobo nella regione più cattolica d'Italia
Sonno profondo della ragione nella "marca donde il cervel secede". Treviso
al centro dell'ennesimo scandalo xenofobo per un volantino affisso nella bacheca di una fabbrica a Pieve di Soligo (TV). 
Se il clima politico-sociale fosse migliore, potremmo parlare di una volgare goliardata. Si tratta, invece, di istigazione all'odio razziale. Che dicono i magistrati e le autorità civili nonché religiose del trevigiano? Non dovrebbero tutelare la dignità delle persone? In fondo i loro stipendi vengono pagati dalle tasse
dei contribuenti, con l'apporto determinante di lavoratrici e lavoratori stranieri trattati qui alla stregua di "selvaggina"? Ecco il delirante testo.Le regioni italiane comunicano l'apertura della caccia (tutto l'anno) per la seguente selvaggina migratoria: rumeni,albanesi, kosovari, talebani, afghani, zingari ed extracomunitari in genere.
E' sospesa da questo momento la caccia ai comunisti in quanto entrati a far
parte delle specie in via di estinzione, restando salva la possibilità di cacciarli nelle zone di ripopolamentoquali case del popolo, coop, centri sociali. In tal caso è consentito, vista la pelle coriacea della sopraccitataselvaggina, l'uso di armi quali fucili di ogni genere (possibilmente ad anima liscia) a più di 5 colpi, carabine di precisione e pistole di grosso calibro.
In presenza di stormi numerosi è ammesso anche l'uso di bombe a mano, obici, mitragliatori automatici e gasvelenosi.
Si possono cacciare di giorno e di notte, senza limiti di orario. E' tollerato l'uso di visori notturni, reti,tagliole e cani da ricerca e da attacco quali pitbull, rottwailer. E' stato introdotto l'uso di richiami "vivi" e zibellini vari.
Non esiste limite giornaliero di capi da abbattere. Si consiglia l'abbattimento di capi giovani per estinguere più rapidamente le razze. Ogni 1.000 capi abbattuti verrà attribuito un viaggio-premio di una settimana per tutta la famiglia gentilmente offerto dal ministro austriaco Jorg Haider. Al raggiungimento del numero di 2.000 capiabbattuti, è conferita la cittadinanza onoraria austriaca".Quello sopra riportato è il testo delirante di un volantino affisso nella bacheca di una grande fabbrica a Pieve di Soligo (TV) e diffuso nel cosiddetteo "nordest".

http://www.retescuole.net/stampabile?id=20080529212632
Tratto da:http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=326

giovedì, maggio 29, 2008

Se non li conoscete 2

Ringrazio il blog:
http://enricocerquiglini.splinder.com/post/17290909/Se+non+li+conoscete
per averci ricordato la bella canzone antifascista di Fausto Amodei.Di seguito un video con la canzone.

Xenofobi di sinistra ?


Facciamo un po' d'ordine.Ho letto l'intervista su repubblica sul presunto scatenatore delle violenze
razziste di Roma, sarebbe di sinistra,c'ho il Che Guevara tatuato sul braccio,di famiglia antifascista,con alle spalle una vita da piccolo delinquente sottoproletario,però in questo caso la politica non c'entra un cazzo,dice lui,fatti personali di rispetto per il territorio,il quartiere,le vecchie regole di un vecchio quartiere romano.Fino quà,potrei dire, niente di strano,doveva finire con un regolamento di conti a cazzotti tra lui e lo straniero di turno che era uscito dalle regole locali.Ma gli altri 15 che "lui nemmeno conosceva"erano lì per caso?E chi c'era sotto i mascheramenti?Altri "compagni" malati di sottoprolteteria xenofobia? Al TG di stasera ho sentito ripetere: la politica e il colore della pelle non c'entrano un cazzo,non mi sono mai interessato di politica...zoommata sul Che tatuato.La destra insorge contro le strumentalizzazioni della sinistra, ha già dimentichato il morto di Verona, l'aggressione fascista alla Sapienza,di Cristian Floris, 24enne conduttore del portale DeeGay.it, e quella al ballerino rumeno.IPOCRITI e in malafede.
Dopo che da anni istigano la gente contro l'immigrato,non solo il delinquente immigrato ma contro il diverso in generale,dopo aver manipolato per anni le notizie con il completo controllo dell'informazione,instillando una paura sproporzionata rispetto alla realtà ,oggi si aggrappano ad un episodio dai contorni non ancora ben chiari per sputare il loro odio sull'antifascismo.
Del resto gli Italiani li hanno votati a maggioranza ed ora balleranno con i nuovi direttori d'orchestra.

mercoledì, maggio 28, 2008

Altre aggressioni razziste e fasciste


Dopo la vigliacca aggressione fascista di ieri alla Sapienza si Roma oggi c'è stata un altra agressione razzista,sempre casualmente a Roma,contro il ballerino albanese Kledi.
Immediata la condanna di Gianni Alemanno,classico di chi tira la pietra e poi nasconde la mano.

Roma: aggressione al ballerino Kledi

28 mag 21:26 Cronache

ROMA - Aggredito nella sua scuola di ballo sulla via Appia, in zona Colli Albani, il ballerino Kledi Kadiu. "Stavo facendo - ha raccontato l'ex star di Amici al Tg5 - il mio discorso di fine anno ai genitori degli allievi. Ho visto due, tre persone che stavano registrando con telecamere, li ho fermati. Due sono scappati, mentre l'altro mi ha stretto una mano al collo sbattendomi sul tavolo della direzione e rivolgendomi frasi sulla mia origine albanese". Immediata la condanna del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. (Agr)

http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={3BCD8DB8-AF88-4F8A-A753-2119A1AB5887}

lunedì, maggio 26, 2008

Ancora azioni squadristiche


Tutto questo sgolarsi da parte della destra di governo che l'assassinio di Verona e la recente azione squadristica di Roma non siano da collegarsi ad una matrice politica,casualmente fascista,rende ancora più greve e pesante questo dopo elezioni.Queste azioni sono fasciste sia nei metodi che nei contenuti,non importa avere in tasca la tessera di un partito di destra per comportarsi da fascisti, è la mentalità ed il modus operandi che li fa' tali.Gli stessi obbiettivi sono classici dei fascisti,il diverso,lo straniero, diventano i nemici indicati loro dalla grancassa
mediatica berlusconiana/finiana/leghista.Il bisogno di sicurezza,localmente e relativamente reale,diventa mediaticamente il principale problema degli italiani.Il problema sicurezza è sicuramente reale,ma siamo proprio certi che la microcriminalità sia più pericolosa della macrocriminalità organizzata nelle varie mafie e dai loro collegamenti politici?
Questo spostare l'attenzione del paese dai grandi problemi verso altri problemi che non siano quelli creati dalla politica liberista e conservatrice,in questo mi pare che i vari governi non differiscano di molto,regge sempre il gioco dei poteri forti e delle varie caste al potere.La targa stradale in ricordo del fascista almirante che il neo sindaco di Roma alemanno vorrebbe mettere in una via della capitale la dice lunga sull'aria che si respira in'Italia.Le nuove proposte di legge antiimmigrati e antirom hanno molto il sapore di leggi speciali di mussoliniana memoria.Oltre ciò la sinistra,dopo la batosta elettorale,mi sembra disperdersi nelle classiche diatribe settarie e
gruppuscolari così care alle varie correnti ideologiche comuniste,tanto che a volte rimpiango il centralismo democratico.Alla fine non resta che cercarci,ritrovarci,organizzarci,far sentire la nostra voce di dissenso anche se i tempi saranno,nuovamente,lunghi dobbiamo ricreare la nostra identità di popolo della sinstra poichè"Sappiamo ciò che non siamo,ciò che saremo dobbiamo inventarlo".

sabato, maggio 17, 2008

Stefano Rosso: Bologna77

La nostalgia dei" bei tempi andati" a volte arriva
anche riascoltando vecchi brani musicali e non so'
se sia per la gioventù già passata da un pezzo o
perchè non vedo in questa Italia la voglia radicale
di cambiare di un tempo.Ricordare, come banalmente
molti fanno,solo gli errori/orrori non allevia di certo
questa assenza che in me amplifica solo i ricordi più belli.
La canzone di Stefano Rosso ricorda la morte di Giorgiana Masi
assassinata dalla polizia a Roma durante una manifestazione
ed anche il 77 bolognese.


Bologna 77
Stefano Rosso

L’inverno passava qualcuno di lì
Il nastro girava, suonava “Lilly”,
Girava il pallone, lo stadio impazzì
La voce tremava, l’inverno finì.

E poi primavera, e qualcosa cambiò
Qualcuno moriva, e su un ponte lasciò
Lasciò i suoi vent’anni e qualcosa di più
E dentro i miei panni, la rabbia che tu

Da sempre mi dai, parlando per me
Scavando nei pensieri miei,
Guardandomi poi dall’alto all’ingiù
E forse io valgo di più.

L’estate moriva, Bologna, tremò,
La dalia fioriva e la gente pensò
Dei tanti domani vestiti di jeans
Chiamandoli “strani”, ma non fu così

E quando m’incontri, se pensi di me
Tu sappi che il sole che splende per te
E il grano che nasce, e l’acqua che va
E’ un dono di tutti, padroni non ha
E’ un dono di tutti, padroni non ha.


domenica, maggio 11, 2008

Fini ricorda Almirante,ricordiamolo anche noi.


Buon sangue non mente dietro al doppo petto grigio,come allora, si intravede la camicia nera.Oggi fini a roma ricorda il fascista almirante,ricordiamolo anche noi a chi non ricorda chi era costui.

Firmatario nel 1938 del Manifesto della razza, dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione.
Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista, che già avevano portato all'approvazione nel 1938 delle leggi razziali fasciste, e che faticavano ad imporsi nella società italiana, dov'erano percepite come un elemento estraneo alla cultura nazionale. All'accusa che il regime si stesse appiattendo sempre più sulle posizioni naziste, Almirante, nell'ottobre del 1938, rispondeva che:
« il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggiche si tratti di un'imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera »

(Giorgio Almirante,1938)

« Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tolleraconfusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e
nella pratica del razzismo »
(Giorgio Almirante,1942)
Tratto da Wikipedia

Il testo del Manifesto della Razza (5 agosto 1938)
« Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.

1. LE RAZZE UMANE ESISTONO. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi.
Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
2. ESISTONO GRANDI RAZZE E PICCOLE RAZZE. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, checomunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano
gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
3. IL CONCETTO DI RAZZA È CONCETTO PURAMENTE BIOLOGICO. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai
Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
4. LA POPOLAZIONE DELL'ITALIA ATTUALE È NELLA MAGGIORANZA DI ORIGINE ARIANA E LA SUA CIVILTÀ ARIANA. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane.
L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
5. È UNA LEGGENDA L'APPORTO DI MASSE INGENTI DI UOMINI IN TEMPI STORICI. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
6. ESISTE ORMAI UNA PURA "RAZZA ITALIANA". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà
della Nazione italiana.
7. È TEMPO CHE GLI ITALIANI SI PROCLAMINO FRANCAMENTE RAZZISTI. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose.
La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i
suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
8. È NECESSARIO FARE UNA NETTA DISTINZIONE FRA I MEDITERRANEI D'EUROPA (OCCIDENTALI) DA UNA PARTE E GLI ORIENTALI E GLI

AFRICANI DALL'ALTRA. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
9. GLI EBREI NON APPARTENGONO ALLA RAZZA ITALIANA. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
10. I CARATTERI FISICI E PSICOLOGICI PURAMENTE EUROPEI DEGLI ITALIANI NON DEVONO ESSERE ALTERATI IN NESSUN MODO. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani. »

martedì, maggio 06, 2008

Esempio di cultura di destra


Giuro che non è uno scherzo,io capisco qualche refuso nello scrivere ma qui siamo allo sbando completo.La perla del commento: la vittima poi non era"ne frocio, ne negro, ne terrone" perchè in quel caso.....
Leggere per credere:

nei paesi di nababbi ricchi e gnoranti
la genia di questi diossini
che sono goli energumeni
cianno l'aipod
le cose trendifescion,
Testa anche un po' scema, da quel che so la vittima non era ne frocio, ne negro, ne terrone. La testa vuota o piena di idee deleterie ti porta pura alla violenza di saprati nei coglioni, come hanno fatto questi, di fatto.
Ci sono i rossi, i neri, noi siamo neri, gli altri se la fanno con froci, ebrei e negri, me mi stanno sul culo, appena finito di lavorare 12 ore nei campi che erano dei miei nonni, o in fonderia, a pochi euri, vorrei che sparissero.
Da un commento postato su:http://antikomunista.splinder.com/post/16999395#comment

lunedì, maggio 05, 2008

Non è un'omicidio casuale.


L'assassinio di Nicola Tommasoli da parte dei neofascisti veronesi non è un caso, nasce dalla mentalità violenta che è insita
e propria del pensiero fascista e di destra.Annichilire il nemico,che esso sia un omosessuale,un comunista,uno zingaro o uno semplicemente diverso, per questa accozzaglia di criminali nazifascisti è l'unico modo di far valere il vuoto umano ed ideale che è dentro di loro.Questi epigoni della violenza delle brigate nere repubblichine e della destra degli anni
70,quella proveniente dal MSI che ci ha regalato i fini e gli alemanno ora al governo ed anche marcello de angelis condannato per associazione sovversiva e banda armata, latitante e poi in carcere per tre anni, dal 1989 al 1992 eletto nelle Elezioni Politiche del 2008 tra i capilista del PDL nella lista della Camera dei Deputati in Abruzzo,ora si muovono tranquillamente nel tessuto urbano delle nostre città con l'appoggio,di fatto,di sindaci leghisti e di forze dell'ordine assenti o quantomeno dissattente.La mia brutta previsione,abbastanza ovvia,è che questi atti di violenza
avranno,prima o poi,una risposta dello stesso tenore per la gioia di tutti coloro che inneggieranno nuovamente agli opposti estremismi,al rischio del ritorno delle BR,dei gruppi di violenti della sinistra più radicale ecc ecc.
Faccio una proposta provocatoria:e se fosse proprio la sinistra più radicale a proporre delle ronde ... antifasciste,cosa leggeremmo sui giornali di tutti questi solidali benpensanti che sempre deprecano e condannano ma poi se ne lavano le mani?
Di seguito le violenze fasciste degli ultimi 3 anni,quelle conosciute,che dimostrano la ricerca continuata da parte dell'estrema destra dello scontro e dell'aggressione ai compagni ed alle istituzioni democratiche.

aggressioni fasciste nel 2007 ·
18 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti
28 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali, studenti
24 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, ragazzi, ...)
44 Atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce

aggressioni fasciste nel 2006 ·
29 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti
35 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
24 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, studenti, ragazzi, ...)
31 Atti vandalici nazifascisti/danneggiamenti/scritte e minacce
7 attacchi a sedi di partiti (6 del Prc, 1 dei socialisti)
1 attacco alla festa dell’Unità
1 aggressioni, minacce e vandalismi contro politici

aggressioni fasciste nel 2005 ·
19 attacchi a sedi di centri sociali/sedi militanti
30 aggressioni a compagni, militanti, antifascisti, frequentatori di centri sociali
7 attacchi a sedi di partiti/sindacati/ANPI
4 aggressioni, minacce e vandalismi contro politici e giornalisti
11 altre aggressioni (immigrati, omosessuali, testimoni di geova, ragazzini, ...)
3 atti vandalici
1 bomba in una moschea
1 incendio ad un campo nomadi
1 attentato ad una macelleria islamica
1 attacco ad una pizzeria albanese
1 devastazione sede arcigay
1 incendio ad una sede (cinema) di un’iniziativa antifascista

Gli elenchi sono tratti da:http://isole.ecn.org/antifa/

domenica, maggio 04, 2008

I fascisti colpiscono di nuovo.


VERONA
Un ragazzo,Nicola Tommasoli, in coma per i calci in testa sferratigli da un neofascista.
Sara' avviato domani il periodo di osservazione per Nicola Tommasoli, il giovane ridotto in coma a Verona da una violenta aggressione. Dopo sei ore verra' dichiarata, in assenza di novita', la morte cerebrale. (Agr)Andate a leggere il mio post del 21 aprile e non sono io che porto sfiga è sufficiente osservare,neanche tanto attentamente,la realtà di questa Italia allevata da un'informazione terroristica che vuole tenere tutti nella paura del diverso,nell'allarme sicurezza che criminalizza chiunque non sia omologato.E' ovvio che in una situazione del genere il neofascismo rialzi la testa nell'unico modo che conosce la violenza vigliacca del branco .Oltre ciò mi sembra che questa sinistra sia diventata troppo buonista,che non dia più quelle risposte che facciano tornare i topi nelle loro fogne.Io non voglio di certo tornare alla violenza degli anni 70,ma una risposta che faccia capire a questa gentaglia che l'antifascismo è ancora ben presente nei nostri cuori,nelle nostre voci ed,eventualmente,anche nelle nostre braccia è certamente un'urgenza di tutti i democratici.
Ora e sempre RESISTENZA

sabato, maggio 03, 2008

Mond lader


Grande Roberto Vecchioni,dall'ultimo Cd "Di rabbia e di stelle"un brano in dialetto milanese,metto anche,più o meno,la traduzione ed il video.Storia di un'incazzato vecchio operaio dell'Alfa Romeo.

Mond lader

Son chì, son là che cunti nient
e che ghe vègna on accident
ai cervellon, ai lazzaron del parlament.
Son chì che gh’hoo duu coeugg de matt
e son inii a ciappà i ratt
me borlen giò anca i ball e i sentiment.

Mi voraria savè quèll’òstia,
quel gran figlio di una bèstia
che on bèll dì m’ha saraa sù l’Alfa Romeo.
Sarò anche il figlio di on terron
ma rièssi nò a vèss on coion
e intant me brusa el bus del cuu... e marameo.

Mond lader
quèlla brutta loeuggia d’on mond lader
quèlla brutta tròia d’un mond lader
el cantava indeperlù mè pader.
Mondo ladro pieno di padroni
di cattivi che son tutti buoni
di sbarbati senza più i maroni.
Mond lader, mond lader.

E gh’hoo duu fioeu che parlen minga
hinn domà bon de cicciarà de cicciarà
al telefonin
la tosa con l’anèllo al naso
anca incoeu l’è tatuada
in bel bamborin
la mia mise la vosa in cà
la vosa che la par uno strasciee
el mè padron el comunista
a fin del mes el me da nò i danee.

Mond lader
mì ‘l so nò se gh’hoo de fà mond lader
mì ‘l soo nò se pòdi fà mond lader
voraria savè doe el va domani
cosa ne sarà di me domani
che c’ho solo merda nelle mani.
Mond lader, domani.

Ieri rincorrevo il tempo
il tempo mi correva dietro
erano gli anni della fantasia
oggi son qui che guardo il cielo
con le sue rondini in volo
e son minga bon de scappà via.

Gh’è più i tosan quèi d’ona vòlta
che la davn dree a ona pòrta
e la scighera l’era poesia
e te see denter in di oeugg
me trèma ancamò i genoeugg
la prima vòlta che sei stata mia.

Mond lader
mì te voeuri pròppi ben, mond lader
e son chì col coeur in man, mond lader
ti vorrei dare di più, mond lader
ma puttana tròia d’un mond lader
son staa minga bon de vèss on lader
cosa ne sarà di me domani
che c’ho solo merda nelle mani.
Mond lader, domani
Mond lader, domani
Mond lader, domani.

Traduzione

Sono qui, sono la e non conto niente
E che gli venga un accidente
Ai cervelloni, ai lazzaroni del parlamento
Son qui che ho due coeugg? da matti
E sono qui a prendere itopi (andare affanculo)
E mi cadono le palle e i sentimenti

Vorrei sapere quell’ostia
Quel gran figlio di una bestia
Che un bel giorno mi ha chiuso l’Alfa Romeo
Sarò anche figlio di un terrone
Ma non riesco ad essere un coglione
E intanto mi brucia il culo e marameo

Mondo ladro…..
Quella brutta figa d’un mondo ladro
Quella brutta troia di un mondo ladro
Cantava tra se e se mio padre
Mondo ladro pieno di padroni
di cattivi che son tutti buoni
di sbarbati senza più i maroni.
Mondo ladro mondo ladro

Ho due figli che non parlano mai
Ma sono buoni giusto a parlare al telefonino
La ragazza con l’anello al naso
Anche li è tatuata
Nel bell’ombelico
Mia moglie urla in casa cosi tanto che mi pare una straccivendola
Il mio padrone è comunista
E a fine mese non mi da i soldi

Mondo ladro
Non so cosa fare, mondo ladro
Vorrei sapere come sarà il domani
Cosa ne sarà di me domani
Che ho solo merda tra le mani

Ieri rincorrevo il tempo
il tempo mi correva dietro
erano gli anni della fantasia
oggi son qui che guardo il cielo
con le sue rondini in volo
E non sono capace di scappar via

Non ci son piu le ragazze di una volta
La davano dietro ad una porta
E la nebbia era poesia
E sei ancora dentro i miei occhi
E mi tremano ancora le ginocchia
La prima volta che sei stata mia

Mondo ladro
Io ti voglio troppo bene, mondo ladro
E sono qui col cuore in mano, mondo ladro
E ti vorrei dare di piu, mondo ladro
Ma puttana troia di un mondo ladro
Non sono stato capace di essere un ladro
Cosa ne sarà di me domani
Che ho solo merda nelle mani

Appello per uno stato Laico


Prima di tutto ringrazio Rudy ( http://incidenze.blogspot.com//)per la segnalazione di questa iniziativa sull Laicità che si terrà a Genova il 17/18 Maggio di seguito l'appello dal sito UAAR

Un appello per la laicità, valore costituzionale

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha definito la laicità il principio supremo dell’ordinamento della nostra Repubblica, perché racchiude in sé tutti gli altri valori fondamentali, quali la libertà e l’uguaglianza dei cittadini , la democrazia e la solidarietà sociale.
La laicità è assunta dalla nostra Costituzione come strumento di emancipazione da qualsiasi condizionamento ideologico, morale e religioso ed è modo per affermare una propria autonoma tavola dei valori cui ispirare le regole della convivenza civile.
Questi valori rappresentano la conquista piu’ significativa perseguita nel corso della lotta di Resistenza contro la dittatura fascista e la sua pretesa totalitaria di imporre una religione di Stato, concepita come strumento di potere , di captazione e di gestione del consenso.
Contro la laicità dello Stato è oggi in atto una offensiva senza precedenti. Ne sono protagoniste tutte le forze conservatrici e reazionarie del Paese. E, purtroppo, non solo queste. Sotto attacco sono, la scuola pubblica, il diritto alla procreazione assistita, la libertà della scienza e il suo ruolo nella società, le unioni civili e, in particolare, la legge 194.
Pur di fronte all’evidenza incontestabile di una legge che è stata in grado di ridurre considerevolmente il numero degli aborti e di eliminare gli aborti clandestini, la legge 194 torna ad essere aggredita perché si tenta ancora una volta di negare il diritto all’autodeterminazione della donna e il rapporto inscindibile tra questo diritto e l’inizio della vita.
Del pari, si tenta, aggredendo la libertà della scienza, di colpire il pensiero critico e dubitativo che la modernità ci ha consegnato e sul quale si fonda la secolarizzazione della società. In questione, insomma, è l’idea stessa della libertà, premessa per lo sviluppo umano, la crescita della società, la diffusione della conoscenza e del sapere.
Alla Sinistra anzitutto compete la responsabilità storica di affermare, nel futuro Parlamento, con una azione unitaria delle forze democratiche, il valore della laicità.

Valerio Pocar, Silvia Buzzelli, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Maria Pellegatta, Carlo Bernardini, Piergiorgio Odifreddi, Marcello Cini, Roberto Fieschi, Rina Gagliardi, Daniela Polenghi, Domenico Chiesa, Vito Francesco Polcaro, Gianni Bonazzi, Bruno Moretto, Corrado Mauceri, Piergiorgio Bergonzi, Alba Sasso, Giuseppe Musolino, Luciano Di Ienno, Jole Garuti, Irene Campari, Donatella Albini.

Per aderire inviare una email a silvia.buzzelli@unimib.it