giovedì, giugno 09, 2011

E' morto Enzo Del Rè


E' morto Enzo Del Re, musicista comunista, poeta e innovatore. Unico e irriducibile, l'«autodidatta rivoluzionario» della canzone popolare. Il suo cachet era la giornata di lavoro di un operaio metalmeccanico. Pugni chiusi, ieri, al funerale del cantastorie anarchico che ha girato l'Italia negli anni '70 con la sua voce, gli schiocchi e le percussioni......
Da:http://www.contropiano.org/it/cultura/item/1827-enzo-del-re-il-poeta-proletario

Hanno malmenato&arrestato borghezio


Non ho parole,picchiare ed arrestare il placido e pacifico borghezio,poi in Svizzera,se ho ben capito,cattivi,cattivi ed anche cretinetti e scavalcacancelli!

Saint Moritz (SVIZZERA) - Ha tentato di entrare senza permesso alla riunione del Gruppo Bilderberg, che si tiene all'Hotel Sourvette di Saint Moritz, in Svizzera; ma le guardie non sono state d'accordo. E questa volta Mario Borghezio non ha trovato persone compiacenti, da mettere a posto con le minacce o il "Lei non sa chi sono io" (e in quell'ambniente non è nessuno, dato che ci sono i vertici politici, industriali ed economici del mondo). La sicurezza ha un solo incarico: garantire la riservatezza degli incontri. E quando Borghezio ha insistito più del necessario, non ci hanno pensato due volte a malmenarlo, per dargli una regolata. Dopo di che l'eurodeputato leghista è stato fermato dalla Polizia, che ha provveduto a curarlo, dato che perdeva sangue dal naso. Parlando poi all'Ansa, Borghezio ha detto che intende sporgere denuncia contro coloro che l'hanno aggredito.
Il Gruppo Bilderberg è una riunione non ufficiale ad inviti, dove partecipa il gotha della politica, dell'imprenditoria e delle banche. Secondo alcuni è una sorta di associazione semisegreta dove si decidono i destini del mondo.
Borghezio, all'Ansa si è sfogato dicendo: "Sono stato assistito dalla polizia elvetica ma il trattamento subito dalla sicurezza dell'incontro è stato brutale. Ho intenzione di presentare una denuncia. E il trattamento subito, chiedevo solo di assistere, mi conferma che questa è una riunione molto importante chiamata a prendere decisioni rilevanti senza alcun controllo popolare. È evidente che il Club di Bildelberg è una società segreta, come pensano in tanti di cui meno si sa e meglio è".
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/svizzera-borghezio-malmenato-dalle-guardie-e-arrestato/79456_cronaca_2.html

mercoledì, giugno 01, 2011

PORT OF AMSTERDAM



PORT OF AMSTERDAM
(Jacques Brel / Mort Schuman)
Versione eseguita da Dave Van Ronk

Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che canta
Dei sogni che porta
Dall'immenso mare aperto
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che dorme
Mentre la riva del fiume piange
Verso il vecchio salice
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che muore
Pieno di birra, pieno di lacrime
In un'ubriaca lotta di paese
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che è nato
In una calda mattina afosa
Alle prime luci dell'alba
Nel porto di Amsterdam
Dove si incontrano tutti i marinai
C'è un marinaio che mangia
Solo teste e code di pesce
E vi mostrerà i suoi denti
Che sono marciti troppo presto
Che possono issare le vele
Che possono ingoiare la luna
E lui grida al cuoco
Con le braccia spalancate
"Hey, portami dell'altro pesce
Buttalo dalla mia parte"
E vorrebbe tanto ruttare
Ma è troppo pieno per provarci
Così sta in piedi e ride
E si alza la patta dei pantaloni
Nel porto di Amsterdam
Potete vedere i marinai ballare
Con le pance che strabuzzano dai pantaloni
Palpano donne negli androni
Hanno dimenticato il motivo
Che le loro voci roche dal whisky
hanno gracchiato
Squarciando la notte
Con il fragore dei loro scherzi
E girano e ballano
E ridono e bramano
Fino a che il suono stantio
della fisarmonica irrompe
E poi fuori dalla notte
Con il loro orgoglio nei pantaloni
E le sgualdrine che rimorchiano
Sotto i lampioni
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che beve
E beve e beve
E beve ancora una volta
Brinderà alla salute
Delle puttane di Amsterdam
Che hanno dato i loro corpi
A migliaia di altri uomini
Si, hanno contrattato la loro virtù
Il meglio di loro è andato
Per pochi sporchi spiccioli
Beh, lui non può proprio andare avanti
Alza il naso al cielo
E lo punta in alto
E piscia come io piango
Sull'amore infedele
Nel porto di Amsterdam
Nel porto di Amsterdam

martedì, maggio 17, 2011

Io ve lo avevo detto.....per l'unto un'anno di sfiga!


















Non mi piacciono quelli che...te l'avevo detto!Ma questa volta ci stà,andate a ri/leggere il mio post di"auguri" al centro destra per il nuovo anno:
http://carlo-carlo.blogspot.com/2011/01/auguro-unanno-di-sfiga-enorme.html#links
Come vedete nella foto io sono quello con il cappello e gli occhiali neri. :-)

giovedì, aprile 28, 2011

Narratori di Pianura e da Bar.
















Francesco Conversano e Nene Grignaffini Premio Donatello 2006









Venerdì 29 aprile ore 20.00 presentazione del film documentario
Narratori di Pianura e da Bar
con Gianni Celati, Paolo Nori, Simona Vinci,
Ermanno Cavazzoni, Cristiano Cavina, Eraldo Baldini
un film in due parti di
Francesco Conversano e Nene Grignaffini
una produzione
RAI PER I 150 ANNI
una realizzazione
Movie Movie

La proiezione avverrà presso
l’Auditorium dei Laboratori DMS – Dipartimento di Musica e Spettacolo (Università di Bologna), via Azzo Gardino 65/a.
Saranno presenti gli autori e gli scrittori.
Info:http://www.moviemovie.it/










domenica, aprile 24, 2011

25 Aprile:Ricordate i morti ma ricordateli vivi.




Ora e Sempre Resistenza!

Poveri partigiani
Ascanio Celestini

Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.

Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”

Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”

Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…

Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?

Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.

Ma voi:

Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi

venerdì, aprile 22, 2011

Anarchici:false locandine di Repubblica a Bologna.


Che pazzerelloni questi Anarchici bolognesi.Stamattina verso le 11 passo davanti all'edicola di Piazza Aldrovandi e noto una strana locandina di Repubblica sul fianco sinistro dell'edicola.Anomalo,penso,quello è il lato dei giornali di moto e varie,leggo e sul momento ho pensato:ma che "cavolo" scrivono stì "repubblicani"poi, memore di Cuore e delle sue prime pagine tarroccate con le notizie più assurde,la mia mente con velocità fulminea(circa 10 minuti)capisce e collega.Foto col telefonino e 2 chiacchere con il mio caro amico "il giornalaio siculo"che era ancora ignaro del fatto.Allego foto anche se ho visto che,ovviamente,ne ha già pubblicata una il sito di Repubblica.

giovedì, aprile 21, 2011

21 Aprile 1945:la liberazione di Bologna.




"All'ippodrono ci sono le corse domani" era il segnale che sarebbe stato trasmesso dalla BBC come segnale della contemporaneità dell'attacco diretto alla città da parte alleata e dell'azione partigiana. Le formazioni partigiane di città e dei comuni limitrofi dovevano operare per salvaguardare ed impedire la distruzione degli impianti civile e controllare i punti nevralgici di accesso alla città onde favorire la liberazione da parte delle truppe alleate.

Le prime unità alleate ad entrare in Bologna nelle prime ore del mattino di sabato 21 aprile 1945 furono il 2à Corpo Polacco dell'8 Armata Britannica, i reparti avanzati delle divisioni USA 91 e 34, avanguardie dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della brigata partigiana Maiella, aggregata anche quella all'8 Armata.

All'arrivo delle truppe alleate i partigiani avevano già preso possesso della Prefettura, della Questura, del Comune, del Pirotecnico, del carcere, delle caserme e controllavano tutti i punti nevralgici della Città. Alla testa di un corteo che raggiungerà Piazza Maggiore, Onorato Malaguti - che poi sarà il primo segretario generale della camera del lavoro - salendo su un tavolino da caffà indirizzà ai partigiani e ai soldati alleati il primo caloroso saluto: "I nazifascisti sono stati cacciati e non ritorneranno mai più. Ma se Bologna è libera non è così per tutta l'Italia. La guerra deve continuare contro i tedeschi e i fascisti fino alla loro completa sconfitta"......
Da:http://www.storiaxxisecolo.it/liberazione/liberazione5.htm

mercoledì, aprile 20, 2011

Zarlino






Passeggiando per via San Vitale,a Bologna,ovviamente sotto i portici,sulla destra verso la porta,nella rumorosa monotonia di tanti negozi alimentari 24 su 24 ore,boutique solo per strafighetti/e alla moda,modesti negozi chiusi e impolverati,ci si trova davanti ad una strana vetrina coloratissima e coperta di scritte,cartelli,vecchie foto e pagine di giornale.L'istinto di fermarsi è immediato,un'occhiata attraverso la vetrina e si è subito dentro.Sembra di entrare in altra epoca,tornare in quelle librerie,punti d'incontro e scambio di idee degli anni 70.Iibri,manifesti scritti a mano con frasi più o meno celebri ma piene di impegno/i,vecchie foto,da Mazzini a Lenin,dischi,quelli veri,LP di puro vinile a 33 giri,200 Motels di Frank Zappa per dirne uno ed altro ancora.Insomma un luogo un po' fatato e con un bisogno di vita,di movimento,di persone che gli diano un'anima,anima di cui la cultura ha tanto bisogno.

venerdì, aprile 15, 2011

Just Breathe. Pearl Jam




Devi solo prendere fiato!

Si, lo so che ogni vita deve finire
E così adesso ci sediamo insieme
ma poi dobbiamo andare

Sono fortunato
perchè posso contare sulle mie forze
alcuni possono contare sull’aiuto di qualcuno
altri invece non possono contare su nessuno

Resta con me
E prendiamo fiato insieme

Le esperienze sono i miei peccati
che non mi lasciano mai vincere
In ogni cosa, solo un altro essere umano
si, non voglio soffrire, c’è tanto nel mondo
Da arrivare persino a sanguinare

Resta con me
Sei tutto quello che vedo

Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?

Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso

Mi domando ogni giorno
Quando guardo il tuo viso
Tutto ciò che mi hai dato
E niente di ciò che hai preso

Niente prenderesti
Ma tutto daresti

Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?

Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso
Non prendi niente ma dai tutto

Stringimi fino alla morte
Ci rivedremo nell’aldilà

Addio Vittorio.


Hanno assassinato Vittorio Arrigoni,hanno assassinato un'Uomo di pace,un'Uomo che lottava tramite l'informazione per la pace e la libertà del popolo Palestinese.
Bastardi assassini non hanno rispettato neppure l'ultimatum dettato da loro.
Bastardi assassini chiunque voi siate.Restiamo umani,scriveva nel suo libro Vittorio,
ma i sentimenti e la ragione non sempre vanno d'accordo.Io non sono credente e la filosofia del perdono non sempre fa' parte delle mie priorità anzi oggi ho sentimenti di rabbia e di vendetta.Poi ripenso a Vittorio al suo impegno ed alle sue parole:restiamo umani,almeno noi.

Per ricordare Vittorio e per protestare contro la sua uccisione ci troviamo per un presidio oggi venerdì 15 aprile alle ore 17:30 in piazza Nettuno.Bologna.

Ulteriori informazioni:
http://www.facebook.com/bolognacittalibera#!/event.php?eid=160131714048662

giovedì, aprile 14, 2011

Un'Italia drogata dai massmedia.



E'un periodo che per comodità e per risparmiare qualche euro, vado a lavorare in autobus.Sembra una cosa banale ma,per chi si è sempre spostato in auto o in moto,
è un'esperienza altamente istruttiva.Mi spiego:i bus,perlomeno a Bologna,sono un piccolo laboratorio di verfica delle varie realtà civili ed anche incivili di quella società che per vari motivi si sposta in città:ascoltare i discorsi,le lamentele,gli apprezzamenti,attaccare discorso,entrare nelle discussioni più svariate fanno scoprire che la realtà "popolare" è veramente diversa da come uno
immagina.La potenza e l'influenza dei massmedia di berlusconi e filo berluconiani/leghisti è veramente enorme.So' di scoprire l'acqua calda ma odiare i diversi,extracomunitari,i comunisti e toghe rosse sembra ormai l'unico interesse dei miei concittadini.Quello che mi preoccupa oltremodo è che raramente sento qualche
voce contrariata che risponda a questo pensiero unico dilagante.L'eroina mediatica berlusconiana è riuscita in quello che non riuscì nemmeno a mussolini,omogeneizzare
la visione ed il pensiero del popolo italiano,anche la sinistra'nell'opinione popolare,sembra ormai sopravvivere solo in funzione antiberlusconiana.

Liberate Vittorio Arrigoni




Vittorio Arrigoni, volontario in Palestina e collaboratore de il manifesto, è stato rapito nelle scorse ore a Gaza, da un gruppo islamico salafita. Qualche ora fa su youtube è apparso un video che ritrae Vittorio con le mani legate e bendato, visibilmente ferito sul lato destro del volto. Sulle immagini scorrono alcune scritte in arabo con la data di oggi. Secondo le prime notizie i rapitori hanno chiesto la liberazione dello sceicco Abu Al Waleed Al Maqdisi, detenuto da Hamas. Se entro 30 ore il governo di Hamas non accoglierà la richiesta, Vittorio sarà ucciso.

Vittorio Arrigoni ha raccontato quotidianamente per il manifesto l’operazione “piombo fuso” del 2008, unico giornalista italiano rimasto nella zona della striscia di Gaza attaccata dalle forze militari israeliane. Dalla sua esperienza di quei mesi è nato il volume “Restiamo umani”, pubblicato nel 2009 da manifestolibri. Il suo blog è un punto di riferimento per chi vuole conoscere quanto avviene in Palestina: guerrillaradio.iobloggo.com

Il rapimento dovrebbe essere avvenuto tra ieri sera e questa mattina. Sul profilo facebook di Vittorio Arrigoni appare un suo post inviato alle 19.12 di mercoledì 13 aprile, che riportava la storia di quattro lavoratori palestinesi morti in uno dei tunnel scavati sotto il confine di Rafah, per aggirare l’assedio delle forze israeliane.

Da:Il Manifesto

mercoledì, marzo 23, 2011

Bombe democratiche,bombe dittatoriali....


Certo che è prendere una posizione sulla Libia è un bel problema.Stiamo coi ribelli col cuore e con il rigore della logica,chi lotta per la libertà e per la democrazia avrà sempre il nostro appoggio.Abbattere i dittatori sembra però diventato lo sport preferito di tutti quei paesi che fino a poco tempo prima li armava,ne deduco che c'è qualcosa che non quadra.Domanda retorica:democrazia o gas e petrolio?Gli interessi reali di alcuni paesi sembrano così evidenti e non sono certo l'"esportare"la democrazia e la libertà da lasciare spiazzati per il timore che il dopo sia persino peggio di Gheddafi&C.Io non so' che fine faranno i giovani rivoluzionari libici,come diceva qualcuno"fatte le rivoluzioni rimane il problema dei rivoluzionari"e di solito venivano eliminati nel nome di motivi superiori.Bombe democratiche,bombe dittatoriali,bombe sempre bombe e morte.Ma dentro di me non trovo alcun alternativa ad un'attacco militare,non mi sembra che Gheddafi sia uno di parola con cui si può trattare,avrebbe continuato a massacrare quella parte del suo popolo che gli si opponeva ed allora bisogna schierarsi,lasciando da parte i nostri sentimenti pacifisti e sapendo con certezza che un dopo di pace è solo una vaga speranza.
Dentro di me il dolore di dover difendere la violenza di una guerra mi riempe di lacrime e di ombre.
Ps: e per favore lasciamo stare i motivi umanitari.

venerdì, marzo 11, 2011

11 marzo 1977 Francesco Lorusso: hanno ucciso un compagno


dal documento del Collettivo di controinformazione del movimento del 12/3/1977)

Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso"). Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

Nel frattempo, fuori dall'Istituto di Anatomia, si raggruppa un centinaio di compagni; quelli rimasti dentro, dopo aver cercato di sfondare la porta dell'aula, chiedono l'individuazione dei responsabili dell'aggressione, invitando gli estranei al fatto ad uscire Vista l'inutilità di questi tentativi, i compagni si ricongiungono agli altri che fuori dall'istituto di Anatomia lanciavano slogans contro CL. Dopo appena mezz'ora, arrivano polizia e carabinieri con cellulari, gipponi e camion, in numero certamente spropositato. I compagni escono allora dal giardino antistante l'istituto e si raccolgono sul marciapiede nei pressi del cancello; un primo gruppo di carabinieri entra e si schiera nel giardino, un secondo gruppo esegue la stessa manovra: sta per entrare, si scaraventa contro i compagni, manganellandoli senza alcuna motivazione.

I compagni scappano verso Porta Zamboni; parte la prima scarica di candelotti. Ritornando verso via Irnerio, i compagni vengono bloccati da una autocolonna di PS e carabinieri ed é a questo punto che un carabiniere spara ripetutamente. Per difendersi, viene lanciata una molotov contro la jeep, causando un principio d'incendio. Poi, in Via Mascarella, un gruppo di compagni che ritornava verso l'università incontra una colonna di carabinieri proveniente da Via Irnerio: a questo punto il compagno Francesco Lorusso (militante di Lotta Continua) viene freddamente ucciso. Era rimasto a studiare fino alle 12,30 e solo allora era sceso in strada. I carabinieri caricano il gruppo in cui si trova Francesco e partono le prime raffiche di mitra: alcuni compagni scappano verso l'università, risalendo Via Mascarella. Una pistola calibro 9 si punta sui compagni ed esplode 6 - 7 colpi in rapida successione: lo sparatore (come testimoniano i lavoratori della Zanichelli) indossa una divisa, senza bandoliera, e un elmetto con visiera; prende la mira con precisione, poggiando il braccio su di una macchina. Francesco, sentendo i primi colpi, si volta mentre corre con gli altri e viene colpito trasversalmente. Sulla spinta della corsa percorre altri 10 metri e cade sul selciato, sotto il portico di Via Mascarella. Quattro compagni lo raccolgono e lo trasportano fino alla libreria Il Picchio, da dove un'autoambulanza lo porta all'ospedale. Francesco vi giunge morto.

Nel frattempo, la polizia dopo aver disperso i compagni in Via Irnerio, si ritira in questura. La voce che un compagno é stato ucciso si sparge rapidamente. Radio Alice ne dà la notizia verso le 13,30. Da allora in poi nella zona universitaria é un continuo fluire di compagni. Tutti gli strumenti di informazione che il movimento possiede sono in funzione, dalle parole alla radio. All'incredulità e al disorientamento si sovrappongono il dolore e la rabbia. L'università si organizza per evitare nuove provocazioni della polizia, vengono chiuse tutte le vie d'accesso, ogni facoltà si riunisce e dalle assemblee improvvisate (tutte le aule, la mensa, ogni spazio é riempito dai compagni che si organizzano) emerge con chiarezza che l'assassinio di Francesco é tutto tranne un "incidente". Vengono fatte telefonate ai vari CdF e si manda una delegazione alla Camera del Lavoro per chiedere l'adesione al corteo. La rabbia e il dolore si fanno crescenti e la maggioranza dei compagni individua gli obiettivi e le risposte che il movimento vuole dare. La libreria di CL, Terra Promessa, ridiventa per la terza volta "terra bruciata".

Finite le assemblee si organizzano i servizi d'ordine allo scopo di garantire l'autodifesa del corteo e da tutte le parti si grida che l'obiettivo politico da colpire é la DC. Si parte con un'imponente manifestazione di 8.000 compagni. Sono le 17,30. Il corteo é in Via Rizzoli: alcuni compagni se ne staccano e infrangono le vetrine della via centrale. In Piazza Maggiore il corteo sfila, raccogliendo i compagni rimasti, mentre un gruppo di aderenti al PCI si raccoglie attorno al Sacrario dei Caduti; l'attesa partecipazione dei consigli di fabbrica veniva meno. Il corteo si dirige in Via Ugo Bassi, dove altre vetrine vengono infrante.

Nei pressi della sede della DC, la polizia si scontra con la testa del corteo che riesce ad evitarne l'irruzione nel corteo stesso. Intanto, la coda si scioglie e si disperde nelle stradine laterali. Un primo troncone si ricompone in Via Indipendenza e si dirige alla stazione FS, occupando i primi binari. L'altra parte si ricompone in Piazza Maggiore e si immette in Via Indipendenza dove apprende la notizia dell'occupazione della stazione. Qui intanto iniziano gli scontri, la polizia entra nell'atrio principale, sparando candelotti; i compagni rispondono, riuscendo così ad allontanarsi da un'uscita laterale. Il resto del corteo é nel frattempo arrivato nella zona universitaria, dove ci si riunisce in assemblea, per una valutazione della giornata e per organizzare il viaggio a Roma dell'indomani; nel frattempo viene "aperto" il ristorante di lusso il Cantunzein e centinaia di compagni possono sfamarsi. L'assemblea, iniziata nell'aula magna di Lettere, per l'enorme afflusso di gente viene trasferita al cinema Odeon. Nei pressi del cinema, un compagno viene sequestrato da agenti in borghese, armi in pugno e trasportato via su un'auto con targa civile. Nella notte vengono effettuati numerosi arresti e perquisizioni domiciliari.

Nel tardo pomeriggio le federazioni bolognesi del Pci e della Fgci distribuiscono un volantino: "... Una nuova grave provocazione é stata messa in atto oggi a Bologna. Essa ha preso il via da un'inammissibiie decisione di un gruppo della cosiddetta Autonomia di impedire l'assemblea di CL e da gravi interventi da parte delle forze di polizia. Di fronte a una situazione di tensione nella quale ancora una volta é emerso il ruolo di intimidazione e di provocazione dei gruppi neosquadristici, si é intervenuto con l'uso di armi da fuoco da parte di agenti di PS e dei carabinieri... dev'essere isolata e battuta la logica della provocazione e della violenza che piú che mai é al servizio della reazione. Da tempo nella nostra cittá ristretti gruppi di provocatori, ben individuati, hanno agito all'interno di questa precisa logica".

11.03.2003
Collettivo Bellaciao
http://bellaciao.org/it/collettivo/lorusso.php

giovedì, febbraio 24, 2011

Il Caldo Vento della Rivolta


Poca voglia di scrivere,stò seduto sulla sponda del fiume....
Ma chi nella rivolta ci è cresciuto,dai "ragazzi della via Pal"con le "terrose"battaglie tra quartieri al 68/77 ed all'amaro sapore della sconfitta con i suoi strascichi di nichilismo non può tacere di fronte a questo caldo vento che viene dall'Africa del nord.Sappiamo di sicuro contro chi e contro cosa si ribellano,sappiamo del loro passato,del loro presente e delle loro speranze in un futuro migliore,guardiamo con le lacrime agli occhi ai loro martiri ma quell'amaro sapore non se ne vuole andare.Non sappiamo come finirà,anzi temiamo di saperlo,il Mercato,come il banco dei Casinò,vince.Contano poco i morti,i feriti,l'odore della morte della paura e del coraggio,svaniranno presto e comunque davanti al banco del Mercato.Se leggete,ascoltate ciò che sente in giro,le preoccupazioni sembrano riguardare più noi che loro,come faremo..noi ad assorbire l'ondata migratoria,come faremo..noi a difenderci dall'integralismo, dal nemico d'oltrmare da quelli fuggiti dalle galere e via sragionando.Sono un po' confuso tra speranze e disillusioni comunque"Lunga vita ai Ribelli"

domenica, gennaio 23, 2011

Beards for belgium.


http://www.beardforbelgium.be/en/see-all-the-beards/


Ci sono tanti modi per protestare contro la crisi che impedisce la formazione di un governo in Belgio. Il popolare attore cinematografico Benoit Poelvoorde aveva lanciato, qualche giorno fa, l’idea di non tagliarsi la barba finché non sarà formato il nuovo esecutivo. Sembrava una boutade e invece sono centinaia i belgi che hanno accolto l’invito, inviando le loro fotografie a un apposito sito Internet......
Da:http://it.euronews.net/2011/01/23/belgio-c-e-chi-per-protesta-si-lascia-crescere-la-barba/

Mi sembra un'ottima idea,riempiamo l'Italia di "barbudos".