lunedì, novembre 16, 2009

E voilà...come per magia riappare il terrorismo.


Aria di crisi di governo?Di caduta del governo?Lezioni anticipate?I ministri dell'ordine(sic) ci avvertono di una possibile riapparire del terrorismo nostrano e udite udite legami tra questi brigatisti atei e comunisti e le cellule degli ipercredenti gruppi islamisti.Sentite puzza di bruciato?Pure io.Non sono un complottista per mia forma mentis ma quando le poltrone cominciano a scivolare da sotto il culo,non essendo il culo ne' di destra nè di sinistra,perlomeno quello che occupa le poltrone del potere,si può assistere a governi dove opposizione e governo, per il bene e la sicurezza nazionale,si uniscono e sfornano leggi speciali,caccia alle streghe e quant'altro mantenga le sudette poltrone ben incollate sotto i sudetti culi.Spero di sbagliare ma mi sa' che ci aspettino tempi,come dire,esplosivi.


Br, volantino con minacce ai giornalisti
inviato a Rai, Mediaset, l'Unità e Il giornale.........

"Siamo di fronte a una situazione straordinaria che esige un'azione straordinaria" si legge nel documento giunto nelle redazioni milanesi e consegnato alla Digos. "Per questo, in ogni Regione, in ogni città, in ogni territorio, occorre un'opposizione dura, all'occorenza anche violenta, che colpisca capillarmente il regime".
Da:La Repubblica

giovedì, novembre 12, 2009

Ascanio Celestini La casa del ladro

La casa del ladro, a Gaetano Bresci


Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino

Ascanio Celestini

lunedì, novembre 09, 2009

Il comunismo è morto..viva il comunismo !


Noi comunisti senza comunismo,noi che eravamo in piazza nei giorni di Praga contro i tank russi
perchè credavamo già che un altro mondo di solidarietà e di egualianza fosse possibile.Noi,oggi non vogliamo festeggiare nulla con voi perchè per quel muro che abbiamo abbattuto voi ne avete costruiti altri mille,nei quartieri,nelle città,tra gli stati, dalle vostre coscienze avete rimosso persino
la pietà che il vostro dio dalla sua croce di morte vi aveva insegnato.Allora se il comunismo è morto,
viva il comunismo unica idea di eguaglianza e fratellanza che ancora resiste nelle coscienze di chi spera in un mondo nuovo.

domenica, ottobre 25, 2009

La Merda


La merda


Lei così tenera e pulita,
La base della nostra vita.
Lei che solleva dalle pene,
Lei che ci vuole tanto bene.
E tra ogni cosa, in fondo in fondo,
La più pacifica del mondo.
E tra ogni cosa, in fondo in fondo,
La più pacifica del mondo.

Il nome suo lo appiccichiamo
Al grande capo americano,
E a tutti i grandi mascalzoni
Che costruiscono cannoni.
Ma non è giusto, francamente,
Trattarla tanto indegnamente,
Ma non è giusto, francamente,
Trattarla tanto indegnamente.

Povera merda disgraziata,
Sempre svilita e disprezzata
Quando schifati ne parliamo
E il nome suo vituperiamo.
Mentre sappiamo che è innocente
E non ha colpa mai di niente,
Mentre sappiamo che è innocente
E non ha colpa mai di niente.

Non la si deve maltrattare,
Non la si deve confrontare
Con quegli squallidi drappelli
Che usano elmetti e manganelli.
E non si faccia mai la svista,
Di dire che è capitalista,
E non si faccia mai la svista
Di dire che è capitalista.

Sempre pazienti la aspettiamo
Ed ogni giorno la creiamo,
Mite, umilissima, garbata,
Utile, onesta e riservata.
Non la dovremmo tirar fuori
Per definir gli sfruttatori,
Non la dovremmo tirar fuori
Per definir gli sfruttatori.

Se per un po’ rifletterete
Onestamente converrete
Che perde presto consistenza
E ha una brevissima esistenza.
Mentre chi “merda” vien chiamato
Muore soltanto se ammazzato,
Mentre chi “merda” vien chiamato
Muore soltanto se ammazzato.

Anton Virgilio Savona

venerdì, ottobre 09, 2009

Federico Aicardi:la rumba del musicista farmacista

Nuova canzone di Federico "Fede" Aicardi cantautore bolognese, che di lavoro fa' il farmacista ma che di mestiere fa' il musicista, e nuova anche l'aria che si respira negli arrangiamenti e nelle atmosfere di questo suo nuovo brano musicale.Allora spaziamo con la memoria e la 
fantasia per capire bene perchè questa canzone ti mette addosso  quella triste allegria,che tutti conosciamo,per quei "dopo"in cui si inciampa nella vita.Siamo fuori dalle classiche atmosfere del cantautorato bolognese,qui l'aria che si respira è più internazionale,i ritmi, tutti latini,mi riportano alle "cantine"di Capossela e del Pat Garret di Bob Dylan ma nonostante ciò ritorna una gucciniana via Petroni e l'ombra di vecchie osterie ormai solo da narrare e perchè no quel disordine nella casa vuota tanto amato da Mogol/Battisti.Ed è proprio questo amalgamarsi di già,anche nostro, vissuto che fa' di questa canzone di Fede una novità nel panorama musicale non solo bolognese.
La versione parziale contenuta nel video è una prova di studio cantata da Roberto Costa che ne è anche l'arrangiatore,a presto la versione originala cantata da Fede. 

RUMBA DELLA RAMBLA


    LUCI DELL'ALBA IO NON SO PERCHE' TI PARLO
    CANI RANDAGI IN VIA PETRONI E UMORI DI BIRRA...
    E ALLA SPAGNOLA DELL' ERASMUS RACCONTI DI BOLOGNA
    E A UNA PERONI E A UNA CHITARRA S'AGGIUNGE UN NUOVO AMOR.

    CHE SBOCCIA TENERO E SPONTANEO COME UN FIORE
    CHE TI APPASSISCE IN MANO E PERDE OGNI SUO COLOR
    RICORDI OGNI CANZONE OGNI SORRISO NON C'E' NIENTE CHE E' DECISO
    NON VOGLIO PIU' MA IO RIPENSERO' AL TUO VISO

    CICA, TE GUSTA QUESTA RUMBA?
    L' HO FATTA DA ME, LA SUONO PER TE, CON CHITARRA FLAMENCA.
    GIRO IN UN'ALTRA RAMBLA
    NON E' VERO PERCHE' IO NON PENSAVO A TE
    MA NON LASCIARMI COSI

    PILE DI PIATTI BOTTIGLIE VUOTE NELLA CUCINA
    LA CASA E' VUOTA E PRIVA DELLA SUA REGINA
    NON C'E' NESSUNO IL DISORDINE MI CONSOLA
    E PIANGO E RIDO E MI DOMANDO SE SEI SOLA.

    E TI RIMPROVERO DI AVERMI AMATO FINO ALLA NOIA
    TU INVECE DI AVERE INARIDITO OGNI TUA GIOIA
    RICORDI DI QUEL GIORNO RITORNERANNO SEMPRE
    ANCHE QUEL BELGA CHE E' CON TE CREDO LO SENTA. 

    CICA, ¡NON SIAMO A BARCELLONA!
    SIAMO RIMASTI IN DUE SOTTO UN PORTICO BUIO DI BOLOGNA.
    MI SVEGLIO IN UN' ALTRA RAMBLA
    NON RICORDO SERRAT, POSSO FAR DALLA, SI',
    MA NON LASCIARMI COSI'.

    CICA, TE GUSTA QUESTA RUMBA?
    L' HO FATTA DA ME, LA SUONO PER TE, CON CHITARRA FLAMENCA.
    MI PERDO IN UN' ALTRA RAMBLA
    NON E' VERO PERCHE' IO NON PENSAVO A TE
    MA NON LASCIARMI COSI'.
   
    Federico Aicardi


Un simpatico post su Fede lo trovate quì:

http://franzblog2.wordpress.com/2009/09/28/il-cantautore/



giovedì, ottobre 08, 2009

Siete solo chiacchere e distintivo!

Sarà banale ma la prima scena che ho collegato alle "esternazioni" dell' unto dal signore alla notizia dell'incostituzionalità del lodo alfano è stata questa scena dal film" Il padrino".
Quando l'ho sentito dire" viva l'Italia,viva berlusconi" e noi(plurale maiestatis?)andiamo avanti ho capito che dopo aver toccato il fondo invece di risalire lui ha cominciato a scavare. 

mercoledì, ottobre 07, 2009

E mo il nano che fa senza il lodo alfano?


Io lo so' che probabilmente finirà tutto a tarallucci e vino ma un'attimo di sana soddisfazione democraticamente vendicativa mi sarà concesso o no?Dobbiamo aspettarci l'orda cornuta,nel senso di portatori di elmi cornuti,dei leghisti che uscendo dalle loro botteghe estenderanno il potere padano in tutta l'Italia a colpi di cotolette alla milanese,o un vero golpe in pure stile cileno guidato dal generalissimo la russa?Per ora GODIAM GODIAM GODIAMO!

martedì, settembre 22, 2009

Il tempo, con passo di lupo, ci ha rubato le nostre canzoni




Il tempo, con passo di lupo, ci ha rubato le nostre canzoni. Non erano tante: un pugno di versi, spesso rabbiosi e tristi, ironici e disperati, un'isola da difendere a voce nuda contro il gran mare lagnoso della "musica leggera" e dei megawatt elettronici sempre pronto a sommergerla. E non erano neppure tanto belle, ammettiamolo: forse il vaglio estetico più severo non ne salverebbe che un dieci, un cinque per cento. Ma erano nostre: dicevano le cose che noi volevamo dire, parlavano con la voce che noi volevamo sentire, cantavano la nostra speranza e la nostra giovinezza.
Poi, come sempre accade, "le cose" sono cambiate; sono cambiati i nomi, gli aggettivi, gli avverbi; sono cambiati i ruoli e le persone. Le bandiere più nobili si sono spiegazzate, afflosciate, sono cadute a terra; è caduto il "vento rosso" che le gonfiava. I nostri figli, i nostri nipoti, non ne vogliono più sapere, non le capiscono neppure: hanno altro per la testa, nelle orecchie, nelle cuffie - le considerano impossibili. Allora, vuol dire che tutto è perduto? Può darsi: ma quando tutto è perduto, come si suol dire, è anche la volta che tutto ricomincia, riprende significato e dimensione.
Queste nostre canzoni, a dire il vero, non ebbero mai un grande successo: stavano troppo fuori della norma di mercato. Come vogliamo chiamarle: magari le "everreds", le semprerosse? Lasciamole senza nome e dedichiamole anche a chi non le volle mai nemmeno ascoltare, o le osteggiò con durezza implacabile perché le sentiva "diverse". E infatti lo erano, diverse: non cercavano di vendersi al miglior offerente, ma (addirittura!) di cambiare la nostra vita e la faccia del mondo. E accaduto invece (anche questo è già stato detto) che la vita ha cambiato noi: ma forse, non tanto da impedirci di provare, voltandoci indietro, qualcosa come un vago rimorso.

Michele Straniero, Cento canti politici & sociali, Gammalibri, Milano 1984

sabato, settembre 19, 2009

mercoledì, settembre 16, 2009

Alice


Alice
Tom Waits

Fa un tempo da sogno
Agitavi la tua mazza curva
Sulle rive di un laghetto ghiacciato con una luna gelida
Ho visto un omicidio in un profilo di corvi
E le lacrime sul mio viso
e i pattini sul laghetto
scandiscono "Alice"

Svanisco nel tuo nome
Ma devi aspettarmi
Da qualche parte, oltre il mare
c'è il relitto di una nave
I tuoi capelli sono come erba di prato sulla corrente
e le gocce di pioggia sulla mia finestra
e il ghiaccio nel mio drink
Baby tutto quello a cui riesco a pensare è Alice

Rimetto le mani sull'orologio
Come fa l'oceano a cullare la barca?
Come fa il rasoio a trovare la mia gola?
Le uniche corde che mi tengono qui
sono legate intorno al pontile

E così un bacio segreto
porta pazzia e beatitudine
e penserò a questo
da morto nella mia tomba
mandami alla deriva e mi perdo laggiù
E devo essere pazzo
a pattinare sul tuo nome
e ricalcandolo due volte
cado tra il ghiaccio
di Alice

E così un bacio segreto
porta pazzia e beatitudine
e penserò a questo
da morto nella mia tomba
mandami alla deriva e mi perdo laggiù
E devo essere pazzo
a pattinare sul tuo nome
e ricalcandolo due volte
cado tra il ghiaccio
di Alice
C'è solo Alice

giovedì, settembre 10, 2009

Un giorno balleremo sulle loro tombe


Un giorno balleremo sulle loro tombe
un giorno canteremo la nostra libertà
un giorno rideremo di gioia
e balleremo
un giorno balleremo sulle loro tombe
un giorno canteremo la nostra libertà
un giorno rideremo di gioia
e balleremo

da "Nada como el sol"
ELLAS DANZAN SOLAS
Sting


Gli spot di Anno Zero



Da mail ricevuta riporto con piacere:

Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il ...pubblico sulla data d'inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su Internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi.Qui trovate i nostri spot

Su Youtube:

Primo spot: http://www.youtube.com/watch?v=8e-HvwOhmjE

Secondo spot: http://www.youtube.com/watch?v=_kJRHdrLfWI

Su Rai.tv:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-616d28e5-f635-4e1f-a3d9-e153752d2e91.html?p=0

E come sempre il nostro sito

http://www.annozero.rai.it/

martedì, agosto 18, 2009

Se ne è andata anche Fernanda Pivano


Se ne andato un altro dei miei miti giovanili la "Nanda" è morta a 92 anni nella clinica dove era ricoverata.Che dire, è una grande perdita per tutta cultura e non solo.Una donna che aveva conosciuto praticamente tutti i grandi della letteratura americana del secolo scorso le traduzioni dei loro testi restano tuttora una pietra miliare.Pavese fu il suo insegnante e mentore poi Heminguay,Gregory Corso,Ferlinghetti,Kerouak,Allen Ginsberg ,Bob Dylan,la sua vita un'avventura vissuta praticamente fino agli ultimi mesi di vita.Io personalmente l'ho conosciuta alcuni anni orsono durante una serata musicale organizzata dal suo caro amico Federico Aicardi noto cantautore bolognese per cui ha curato,se non erro,anche il testo di una canzone. Ciao Nanda spero di rincontrarti ancora da qualche altra parte in un altro tempo dove magari potremo parlare
ancora di nuvole e pianure infinite.

lunedì, giugno 15, 2009

La croce uncinata


La croce uncinata
Pier Paolo Pasolini

Da molte notti, ogni notte,
passo sotto questo tempio, tardi,
nel silenzio dell'aria
del Tevere, tra rovine scomposte.
Non c'è più intorno nessuno, allo scirocco
che spira e cade, fioco tra le pietre:
forse ancora una donna, laggiù, e dietro
il bar di Ponte Garibaldi, due tre poveri
ladri, in cerca di dormire, chissà dove.

Ma qui, nessuno: passo veloce,
rotto da una notte tutta ansia e amore:
non ho più niente nel cuore
e non ho più sguardo negli occhi.
Eppure, quest'immagine, col passare delle notti,
si fa sempre più grande, più vicina:
ecco lo spigolo, liberty, contro la turchina
distesa del Tevere: ed ecco i poliziotti
che piantonano il tempio, tozzi e assorti.
Li vedo appena, coi loro cappotti
grigiastri, contro un albero secco,
contro i bui scorci del ghetto:
e colgo una breve luce, negli occhi
umiliati dal loro goffo sonno di giovinotti:
una accecata stanchezza che vede nemici
in ognuno, un veleno di dolori antichi,
un odio di servi: restano indietro,
soli come lo scirocco che vortica tra le pietre.

Una vergogna, triste come la notte
che regna su Roma, regna sul mondo.
Il cuore non vi resiste: risponde
con una lacrima, che subito ringhiotte.
Troppe lacrime, ancora non piante, lottano,
oltre questi umilianti quindici anni,
dentro le nostre dimentiche anime:
il dolore è ormai troppo simile al rancore,
neanche la sua purezza ci consola.

Troppe lacrime: a coloro che verranno
al mondo, per molto tempo ancora
questa vergogna farà arido il cuore.

Aprile 1960

domenica, giugno 14, 2009

Ciao Ivan

Apprendo dal TG3 che Ivan della Mea ci ha lasciato,se ne va un altro dei grandi della musica sociale e politica italiana che tanto hanno influenzato la canzone militante dagli anni 60 ad oggi.
Ciao Ivan ti terremo per sempre nel nostro rosso cuore.

Ringrazio per il video:http://www.youtube.com/user/maddalenarobin

lunedì, giugno 08, 2009

Non sono bastati 15 anni ........


No non sono bastati 15 anni di strisciante salivoso potere berlusconiano aiutato dalla voglia di distruggere la Sinistra da parte dagli ex dc e gli ex,ex,ex pci per annientarci.Non siamo nei 
parlamenti made in italy&europe ma siamo ancora vivi.Anzi nell'insieme,se fossimo assieme,le forze della SX tornerebbero,un po',a ricrescere.Pensiamoci,cari compagne/i,perchè la resistenza non è morta se fischia il vento del nord noi facciamogli riascoltare come "fischia il vento"quello con le scarpe rotte,quello degli ultimi,quello che fecero sentire i nostri padri,i nostri nonni alle brigate nere ed ai nazisti.UNITA' delle sinistre,dei movimenti,di tutto quel mondo che esiste alla sinistra del PD,lasciamo perdere i problemi di simboli&C noi abbiamo una ricchezza tale di ideali e tradizioni che ci possono unire che vanno ben al di la' delle menate dei piccoli boss/dirigenti che continuano a non ascoltere la base.Lo so' che sono discorsi un po' retorici ma servono a me come a tanti compagne/i  per tenere accesa quelle speranze che ancora vivono dentro di noi.