lunedì, luglio 30, 2007

Giovanni Pesce ci ha lasciato


Per ricordare Giovanni Pesce non servono molte parole,un compagno,un'antifascista militante,combattente nelle Brigate Internazionali in
Spagna,e partigiano nei Gap.Il resto della sua vita sempre a fianco dei compagni per un mondo migliore. Ciao compagno Pesce resterai per
sempre nei nostri cuori. Ora e sempre Resistenza.

PS. Per chi volesse scaricarsiil suo libro"Senza Tregua" qui di seguito l'indirizzo:http://www.bibliotecamarxista.org/autori/pesce%20giovanni.htm

venerdì, luglio 13, 2007

Emma Goldman


Perche' la bandiera nera? Il
nero e' il colore della
negazione. La bandiera nera e'
la negazione di tutte le
bandiere. È la negazione
dell'idea di nazione che mette
la razza umana contro se stessa
e nega l'unita' di tutta
l'umanita'. Il colore nero e'
il colore del sentimento di
rabbia e indignazione nei
confronti di tutti i crimini
compiuti nel nome
dell'appartenenza allo stato. È
la rabbia e l'indignazione
contro l'insulto
all'intelligenza umana insito
nelle pretese, ipocrisie e
bassi sotterfugi dei governi…
Il nero e' anche il colore del
lutto; la bandiera nera che
cancella le nazioni e' anche
simbolo di lutto per le loro
vittime, i milioni assassinati
nelle guerre, esterne ed
interne, a maggior gloria e
stabilita' di qualche maledetto
stato. È a lutto per quei
milioni il cui lavoro e'
derubato (tassato) per pagare
le stragi e l'oppressione di
altri esseri umani. È a lutto
non solo per la morte del
corpo, ma anche per
l'annullamento dello spirito
sotto sistemi autoritari e
gerarchici. È a lutto per i
milioni di cellule grigie
spente senza dar loro la
possibilita' di illuminare il
mondo. È il colore di una
tristezza inconsolabile…
Ma il nero e' anche
meraviglioso. È il colore della
determinazione, della
risoluzione, della forza, un
colore che definisce e
chiarifica tutti gli altri. Il
colore nero e' il mistero che
circonda la germinazione, la
fertilita', il suolo fertile
che nutre nuova vita che
continuamente si evolve,
rinnova, rinfresca, e si
riproduce nel buio. Il seme
nascosto nella terra, lo strano
viaggio dello sperma, la
crescita segreta dell'embrione
nel grembo materno - il colore
nero circonda e protegge tutte
queste cose…
Cosi' il colore nero e'
negazione, rabbia,
indignazione, lutto, bellezza,
speranza, e' il nutrimento e il
riparo per nuove forme di vita
e di relazioni sulla e con la
terra. La bandiera nera
significa tutte queste cose.
Noi siamo orgogliosi di
portarla, addolorati di doverlo
fare, e speriamo nel giorno nel
quale questo simbolo non sara'
piu' necessario.
Emma Goldman

L’analfabeta politico


Il peggior analfabeta è l’analfabeta politicoEgli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,il prezzo dei fagiolidel pesce, della farina, dell’affittodelle scarpe e delle medicinedipendono dalle decisioni politiche.L’analfabeta politico è così somaro che si vanta e si gonfia il pettodicendo che odia la politica.Non sa l’imbecille che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,il bambino abbandonato, l’assaltantee il peggiore di tutti i banditiche è il politico imbroglione,il mafioso, il corrotto,il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
Bertoldt Brecht

giovedì, luglio 12, 2007

Peccato e delitto


Tutti in Italia sembrano aver dimenticato che la libertà non è la mia libertà, ma è la libertà di chi non la pensa come me. Un clericale non capirà mai questo punto, né in Italia, né in nessun altro Paese del mondo. Il clericale non arriverà mai a capire la distinzione fra peccato e delitto, fra quello che lui crede peccato e quello che la legge secolare ha il dovere di condannare come delitto. Punisce il peccato come se fosse delitto, e perdona il delitto come se fosse peccato. Non è mai uscito dall'atmosfera dei 10 comandamenti, nei quali il rubare e l'uccidere (delitti) sono messi sullo stesso livello del desiderare la donna d'altri (peccato). Perciò è necessario tenere lontani i clericali dai governi dei paesi civili.

Gaetano Salvemini

venerdì, luglio 06, 2007

Tanto uno già va beh e gli altri... 1-0 per noi... yeah!


Ascolta le voci dei tutori dell'ordine democratico al G8 di Genova



Grazie per l'indirizzo a http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Disoccupate Le Strade Dai Sogni


Incubo Numero Zero
Il giorno di solito comincia sporco come l'inchiostro del nostro giornale scritto sui bianchi muri delle prigioni della repubblica federale. Che giorno per giorno avanzando tranquille son quasi davanti alla tua finestra con un corteo di stesse e scintille e i tamburini la banda l'orchestra. Spegnete la luce pensava Ulriche che la foresta più nera è vicina, ma oggi la luna ha una faccia da strega e il sole ha lasciato i suoi raggi in cantina. Spegnete la luce pensava Ulriche che la foresta più nera è vicina, ma un jumbojet scrive "viva il lavoro" col sangue, nel cielo di questa mattina.
Con un megafono su un autobus rosso un Cristo uscito dal Circo Togni comincia un comizio con queste parole "disoccupate le strade, dai sogni, disoccupate le strade dai sogni sono ingombranti, inutili, vivi i topi e i rifiuti siano tratti in arresto decentreremo il formaggio e gli archivi. Disoccupate le strade dai sogni, per contenerli in un modo migliore, possiamo fornirvi fotocopie d'assegno, un portamonete, un falso diploma, una ventiquattrore. Disoccupate le strade dai sogni, ed arruolatevi nella polizia, ci sarà bisogno di partecipare ed è questo il modo al nostro progetto di democrazia. Disoccupate le strade dai sogni e continuate a pagare l'affitto ed ogni carogna che abbia altri bisogni dalla mia immensa bontà sia trafitto. Da oggi è vietata la masturbazione lambro e lambrusco vestiti di nero apriranno le liste di disoccupazione chiudendo poi quelle del cimitero, e poi, e poi, poi costruiremo dei grandi ospedali, i carabinieri saranno più buoni, l'assistenza forzata e gratuita per tutta la vita e un vitto migliore nelle nostre prigioni. Disoccupate le strade dai sogni e regalateci le vostre parole, che non vi si scopra nascosti a fare l'amore i criminali siano illuminati dal sole. Disoccupate le strade dai sogni, disoccupate, disoccupate. Disoccupate le strade dai sogni, disoccupate, disoccupate. Disoccupate le strade dai sogni, disoccupate, disoccupate. Disoccupate le strade dai sogni, disoccupate, disoccupate ... "
A questo punto arriva un trombone cammina col culo però sembra alto intona commosso una strana canzone il Cristo la canta e mi è addosso, in un salto. "Disoccupate le strade dai sogni non ci sarà posto per la fantasia nel paradiso pulito operoso della nostra nuova socialdemocrazia."
A questo punto mi butto dal cielo mi butto dal letto e do un bacio in bocca a un orribile orco e lecco l'inchiostro, lecco l'inchiostro, del nostro giornale.
E' vero che il giorno sapeva di sporco E' vero che il giorno sapeva di sporco E' vero che il giorno sapeva di sporco E' vero che il giorno sapeva di sporco
Claudio Lolli

domenica, luglio 01, 2007

L’avvenire di un popolo è anche nella sua memoria.


Vorrei segnalare un sito,incontrato casualmente,molto interessante,vale la pena girarselo in tutte le sue parti:http://perso.orange.fr/arts.sombres/polar/3_tribune_memoire_it.htm

Di seguito un breve brano tratto dal sito.


Abbasso la storia, viva la pubblicità!ovvero La lobotomia popolareSettembre 2005
Etienne Borgers, critico e sceneggiatoreTrad.: Giovanni Zucca


L’avvenire degli eroi è nella memoria dei popoli.Se questa frase lapidaria racchiude il fermento della giusta celebrità, le manca il suo indispensabile corollario: l’avvenire di un popolo
è anche nella sua memoria.I poteri di ogni sorta lo sanno fin troppo bene, e l’occultamento dei fatti del passato è moneta corrente per i politici che vogliono
controllare il popolo senza essere infastiditi dalla luce crudele gettata dal passato recente, che spesso fa da guastafeste.Il passato è lobotomizzato, senza permesso di soggiorno o travestito da clown, a seconda degli umori di quelli che dirigono i loro
concittadini. Con l’eccezione del passato ufficiale, per il quale viene ripetuta sempre la stessa solfa e che viene costantemente esibito
con i suoi simboli e il suo cerimoniale, questo passato inscatolato che occupa la scena e impedisce che le frange scomode del passato reale
ostacolino le manovre di travestimento del quotidiano e delle sue verità minacciose.
Rassicuratevi, quando parlo di politici, non mi riferisco solo agli apparatchik e agli altri arrivisti che si fanno eleggere « per vie
legali » promettendo alle masse di risolvere falsi problemi. È l’intera classe di coloro che reggono lo Stato che è presa di mira.Si potrebbe affermare, d’altro canto, che una amministrazione è tanto più pervertita, menzognera e corrotta quanto più nega gli eventi del
passato, sia che li occulti o che li ignori. E non lasciamoci trarre in inganno, l’occultamento e l’ignoranza programmati sono più
pericolosi della negazione: essi soffocano qualunque dibattito, con grande sollievo degli strangolatori ufficiali della verità.L’occultamento della memoria di un popolo è generalmente proporzionale al grado di volontà di negazione della democrazia da parte dei
detentori del potere, ufficiale o parallelo... In democrazia, e altrove. Nei governi e nelle elite loro complici, in tutti i corpi
costituiti, dall’esercito alla polizia, passando per le Chiese e i tecnocrati di ogni genere... e presso gli amici di questi poteri. È una
gara a chi dimenticherà di più, il più presto possibile.
Il 21° secolo occidentale si è dimostrato maestro nel condizionamento sociale, mascherando con frenesia l’appartenenza del cittadino a una
classe o a una cricca. Tutti consumatori! gestiti grazie all’alibi democratico. Tutti sottomessi alle leggi di mercato, leggi i cui gran
sacerdoti difendono con ferocia l’accesso alla loro casta e ai privilegi che comporta. Ad ogni costo. Prezzo che, sia esso umano o
pecuniario, è pagato, come è giusto che sia, dagli altri. Mentre la casta è fortemente aiutata dall’oblio ufficiale imposto, dalla
sepoltura della memoria dei fatti essenziali, recenti o remoti.I poteri non vogliono giustificare la loro esistenza. Né i loro abusi. Né le loro manovre sottobanco, antidemocratiche. Ancora meno coloro
che li esercitano.L’oblio organizzato è l’essenza della loro irresponsabilità, irresponsabilità che vogliono totale e senza appello. Nel presente e di fronte
all’avvenire. La verità appartiene solo al vincitore...

martedì, giugno 26, 2007

Ecco il nuovo Super Eroe che salverà l'Italia


Si dichiara filosofo ed appartenente ad una moderata fazione conservatrice della C.D.L(Combricola Di Ladri)ma non fatevi ingannare dal suo dolce e vacuo sorriso,dal suo dondolate cranio ammiccante dietro di lui si nasconde il vero Superciuk(da lui hanno copiato Magnus&Bunker)che con un venefico colpo di fiato stordisce le sue povere vittime e le depreda di tutti i loro scarsi guadagni,perchè il suo motto è:noi rubiamo ai poveri per donare ai ricchi!

Scooterista?No grazie,sono un motociclista!


Scovata in rete l'ultima novità per gli scooteristi più alla moda,alla modica cifra di 10.000 euri potrete portarvi a casa questo meraviglioso ed ultra tecnologico prodotto della tecnologia moderna.Optional:carta igienica,salvietta profumata(lo scooterista ce l'ha PROFUMATO) e spazzolino per lo scarico.Verrà praticato uno sconto del 10%a tutti i clienti della crema contro le rughe del viso Scooter Cream,la crema per il vero scooterista!
Ps:i motociclisi sono quei personaggi che continuano a voler guidare quegli antiquati mezzi che sinistra ,raramente a destra,hanno una leva strana che si chiama cambio.

venerdì, giugno 22, 2007

Attenzione


Attenzione io so che questa casa aperta a tutti è sempre piena di compagni, i fiori che dipinge la tua mano sono belli e tanto colorati. Però ci si affeziona anche alla propria fantasia alla propria confusione al proprio essere persi in mezzo al mare, e le vele e le reti e le prigioni sono calde e danno sicurezza proprio come dei santi incorniciati. Attenzione che non ci si risvegli una mattina con qualche cosa da salvare.
Attenzione non è vero che son morte le sirene che le navi vanno avanti, Attenzione trasformatevi in ragni se solamente avete voglia di scappare, Attenzione che non ci ritroviamo con la testa di un serpente incapace di strisciare, tra i fori ancora aperti di un'idea. Attenzione a non lasciarsi per la strada i gesti le parole necessarie per parlare Attenzione a non svegliarsi una mattina senza la voglia di cambiare.
Attenzione lo so che il mantello di quel vecchio partigiano è sempre in prima fila lì sull'attaccapanni, e poi che la pazienza è una virtù e che il sole nascerà con l'acqua e con la neve di chissà tra quanti anni, Attenzione lo so che il fucile è lì nascosto in quel libro di racconti, però che non diventino ricordi o fantasie, che non sia caricato solamente a sogni. Attenzione che non ci troviamo una mattina per le strade, a raccontarci le nostre storie di bambini nati morti e magari, magari anche con soddisfazione. Attenzione che non ci ritroviamo tra le mani la paura calda immensa e vera dentro il corpo nella testa, tra le mani la paura calda immensa e vera della rivoluzione. Claudio Lolli

Anni 50 nati dalla guerra.


Non so' se capita anche a voi ma la memoria non è a settori,qui quell'anno,qui quel mese quel giorno e via dicendo,no spazia semplicemente
avanti e indietro nel tempo collegando ricordi e situazioni indipendetemente dalla logica e dalla volontà.Dico questo perchè scrivendo
degli anni 70 sono riaffiorati ricordi,per me altrettanto importanti,degli anni 50 anzi del 1957/58,la mia bellissima infanzia "tra la via
emilia e il West".Si perchè il quartiere dove sono cresciuto,santa viola a Bologna,allora era ancora immerso nella campagna,sotto casa un
campo dove si svolgevano infinite partite di calcio tra le varie vie del quartiere e dove,non ricordo in che mese,si fermava un pastore con
il suo gregge di pecore.Una pecora,come vuole madre natura,decise di partorire davanti ai nostri occhi,beh fu da quel giorno che
cominciammo a nutrire seri dubbi su cavoli e cicogne.Altra cosa importante per noi erano"il campo e la casa e dei cretini"zona dove
probabilmente,su i ruderi della casa bombardata dove giocavamo,prima della guerra esisteva un manicomio e da qui il nome che si portò
appresso fino alla sua demolizione sostituita da una modernissima fabbrica(La Castelli) ed il campo sostituito da un centro
sociale/bocciofila/campi da tennis/giardinetti.Il contadino era,ovviamente,il centro delle nostre attenzioni sopratutto nel periodo della
frutta,cosa c'è di meglio di un frutto rubato dall'albero?Nulla penserete voi,ma non quando il contadino corre forte e spara con una
doppietta caricata a sale bisogna avere gambe svelte!Nel nostro piccolo mondo fatto di 4 o 5 strade non ancora asfaltate,di campi di
grano,non esistevano praticamente pericoli,tranne il cadere dagli alberi e dalla inseparabile"bici",di auto ne circolavano 4 o 5 al
giorno,gli inverni portavano sempre tanta neve e l'estati tanto sole.Poi c'era la ferrovia con il suo"mostro a vapore",una vecchia
locomotiva a carbone addibita alle manovre di spostamento vagoni.Noi li' a bocca aperta,era uguale al mio modellino Rivarossi,fino a che un
giorno il macchinista ci fece salire nel caldo torrido e fumoso della cabina di guida,tra lui e il calore della caldaia noi facemmo quei 2
o 300 metri che ci fecero sentire Pecos Bill,Toro Seduto,le giubbe rosse,nordisti e sudisti tutto in una volta sola.E il fiume
Reno?Indimenticabile.L'inquinamento,se c'era,non doveva essere un granchè visto che nei periodi di secca ci facevamo il bagno,catturvamo
rane,salamandre,bisce d'acqua(povere bestie,che brutta fine) e con la fionda tiravamo sassate ai topi.Una cosa pericolosa però c'era anche
allora ed erano i residuati bellici,bombe inesplose,ma anche armi forse malamente sotterate o abbandonate nel dopoguerra,in quel caso si
chiamava il nostro nemico/amico contadino che,coraggiosamente armato di carriola,caricava il tutto e buttava nel pozzo.Poi i Prati di
Caprara con le torrette della zona militare e le seninelle sonacchiose che fingevano di non vederci "alla guida" dei vecchi autocarri Dodge
e Chevrolet abbandonati dagli americani.E il calzolaio siciliano fuggito dalla sua isola per non commettere un delitto d'onore,lo vogliamo
dimenticare?E "Rumagna"un'anziano che per miseria o per abitudine "ciccava"cioè raccoglieva i mozziconi delle sigarette,ne toglieva il
tabacco e con una mano sola,riempiva una cartina ed arrotalava una nuova sigaretta.Mi fermo qui',per ora,ma più scrivo più i ricordi si
affastellano uno sull altro tra maceria di vecchie e di nuove guerre,tra vecchie e nuove domande comincio un poco a smarrirmi,sarà l'ora
tarda o non so'.

mercoledì, giugno 20, 2007

Anni 70 nati dal fracasso.


Anni 70 nati dal fracasso.La frase del post è tratta da una canzone di Paolo Pietrangeli e nel suo contenuto già risponde ad una domanda che mi è stata posta da mia
figlia sia su com'era la Bologna che mi/ci manca sia su come erano i miei anni giovanili,appunto dalla fine degli anni 60 fino ai primi
anni 80,corrispondenti oggi alla sua età.E' una domanda,nella sua scarna semplicità,terribilmente complessa perchè riuscire a spiegare il
passaggio che porta da Rita Pavone agli scontri di piazza pretenderebbe molto più di un post anzi non basta un blog dedicato unicamente a
quegli anni.Eliminando la lettura dei libri e dei siti dedicati a quel periodo della "nostra" storia rimangono solo i ricordi,le esperienze
e le emozioni personali e già non è poco.Allora cominciamo con lo strettamente personale,anno 1965 l'incontro con 2 persone che avrebbero
cambiato completamente la mia visione della musica,della letteratura e della politica.Augusto e Sonia,incontrati durante un campeggio
estivo nelle mie vacanze agostane e romagnole;lui alto,magrissimo con un profilo da pellerossa e dei capelli,per allora,lunghissimi,lei con
profondi occhi scuri ed il magnetismo e la bellezza delle donne mediteranee.Con loro scoprii Bob Dylan,Woody Guthrie,Peter Seeger e tutta
la nuova canzone americana,Alen Ginsberg,Gregory Corso,Jack Kerouac,Lawrence Ferlinghett, WILLIAM BURROUGHS ,insomma tutta la beat
generation americana.Augusto si dichiarava anarchico,termine che io riuscivo a collegare unicamente e scolasticamente a Gaetano Bresci,e mi
spiegò i primi rudimenti del comunismo libertario che mi fecero intravedere un modo di vivere la vita completamente differente dal
mio.Tornato a Bologna passavo le mie giornate tra la biblioteca comunale e l'ascoltare tutta questa nuova musica.Per i risultati scolastici
fu un massacro,sia perchè non studiavo sia perchè cominciai a rompere i coglioni ai prof.con argomenti,allora,non proprio conformi alla
scolasticità.Cominciai a leggere anche i classici del movimento anarchico ed il loro giornale Umanità Nova,quando lo trovavo lo compravo in
alternativa era nella bacheca dei giornali all'esterno della Camera del Lavoro assieme all'Avanti ed a L'Unità.In quel periodo uscivo con un gruppo di amici che frequentavano scuola d'arte ed il liceo artistico e già si avvertivano i primi sussulti di una nuova arte che
rompesse con gli schemi di quella tradizionale,un'occhio alle eperienze USA e l altro ai movimenti rivoluzionari.Siamo,più o meno al 1967.Continua.

martedì, giugno 19, 2007

Chiesa Chiesa


Tra le ballate della fine degli anni 60 che ancora ricordo per l'impatto che ebbero su di me c'è sicuramente "Chiesa Chiesa" di Giovanna Marini la folk singer,termine sicuramente riduttivo,romana che allora faceva parte del Nuovo canzoniere italiano assieme a Ivan Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli e a tanti altri interpreti della canzone popolare,sociale e politica.I contenuti di questa lunga ballata non hanno perso il loro valore,anzi sembrano scritti oggi e non nel 1967.

Chiesa Chiesa
(Testo e musica: Giovanna Marini)da Chiesa Chiesa, 1967

Chiesa, Chiesam’hai creato e m’hai distruttoma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da mortaper potermi un giorno resuscitare.
Sono nata cattolica e cattolica credente,ho solo un pensiero fisso nella mente distruggere la Chiesa andavo a scuola, a scuola dalle suore e a Messa portavo al posto del messale le piccole edizioni foderate uguale con Ippolito Nievo Pirandello, Pavese,gli amanti di Lady Chatterley scritto in inglese per non accettare tranquilla di fare quello che vuole la Chiesa nostra madre non per Dio, non per noi, ma per la propria sopravvivenza.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Non si scappa dalla Chiesa corri forte come il vento ma la trovi lì in attesa indulgentissima ventosa scoprirai che non c’è offesa che la possa disarmare sempre pronta a contrattare perdonare riassorbire.Dici:«ecco, guarda ho peccato e non mi importa stando alle tue regole l’anima mia è morta lasciamela in pace come con una defunta»,ma ci sarà il prete illuminato dice: «hai fatto bene a peccare se hai peccato»e ti ritrovi con questo Cristo risorto ma non era meglio se restava morto.
Fingi di non vedere le infinite vie d’uscita che non sono compromesso anzi, ti spiegano,grandezza della Chiesa:sono le chiavi per aprire le porte che ti accolgono cattolico fino alla morte fingi di non vederle fai l’ottuso, il cristallino esigi pane per il pane vino per il vino dopodiché t’accorgi che così sei piùcattolico di prima anzi, il meglio, il fior fiore, la crema cattolico di prima anzi, il meglio, il fior fiore, la crema.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Guardi ai cattolici con scherno e disprezzo quelli San Vincenzo e dieta il Venerdì che leggono l’Osservatore Romano e rubano senza che gli tremi la mano fanno la comunione ostentatamente sentendosi gli eletti tra tutta la gente gridano allo scandalo se due innamorati fanno l’amore senza essere sposati associano il concetto di peccato e di offesa solo con quello di carne lesa usano a sangue freddo un sacramento pur di avere un appalto o una poltrona in parlamento gridi «farisei, impostori»poi ti accorgi che questo lo gridava anche Cristo morto e risorto per ritrovarsisolo cattolico di sinistra.Ma allora,come ne usciremo noi come faremo a distruggere la tomba che sapientemente la Chiesa dopo secoli di governo ha imparato a forza di dogmi a costruirci attorno.
Poi, ho conosciuto lui, l’abate,un povero vecchio prete da tutti scartato come un appestato perché era un prete spretato.È venuta persino la polizia a chiedere perché lo ospitavo a casa mia lui che era un prete spretato.Papa Pacelli lo aveva esiliato Papa Giovanni lo aveva richiamato e lui tra papa e papa sballottato sperava, cercava,soffriva.Così mi ha insegnato,il prete spretato a amare di essere viva e con la vita la verità cercarla senza viltà.Mi spiava con un sorriso curioso stupiva che credessi all’Inferno«Se ami Dio non puoi accettare che viva il suo vuoto in eterno».«Se ami Dio non puoi accettare che viva il suo vuoto in eterno».
Prete spretato da quando ti ho incontrato sento così vivo il mio corpo forte come se avesse vinto persino la morte.
Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.Sarebbe bello sapere su quale strada andare sicura sin da prima invece di cercare giorno dopo giorno e scegliere magari quella che pare a tutti la peggiore.Vorrei sentirmi dire in quella casa è Dios enza ogni volta trovare un io più grande del mio.Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.È meglio non sapere su quale strada andare sicuri sin da prima è meglio cercare giorno dopo giorno e scegliere magari quella che pare a tutti la peggiore.Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.
Prete spretato da quando ti ho incontrato sento così vivo il mio corpo forte come se avesse vinto persino la morte.
Certamente conosciamo il cattolico romano quello col naso aquilino e le lunghe bianche ossa quello con l’assicurazione ereditaria alla vita eternaer editaria come le tare della sua famiglia nera quello che della salvezza è certo, non spera ben sapendo che gli spetta per rango e per onore quello che disprezza chi vive sempre sull’orlo di perdere l’anima e sta aggrappato alla sua e non sa che lui l’anima non ce l’ha.Quello che dice che pratica la carità cristiana e che grida all’infamia se un povero disoccupato si è comprato un bel vestito o rifiuta un pacco dono quello che vicino a sé non ha proprio nessuno circondato come è da uno spessore di due metri almeno tutto pieno di virtù dogmi, crismi e catechismi.Quello che dice che Cristo era il primo socialista che si accosta alla Samaritana e una sera si è chinato e ha lavato i piedi a Pietro.
Ma Cristo è la Samaritana, è Pietro, è te, è me, è solo vita, è noi che siamo nati eterni e andiamo a morire Cristo è Antigone, è Giocasta, è Bruto, è Caligola,è il bandito Giulianoè Leonardo Cimino.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Chiesa, Chiesa come hai potuto cambiare l’amore in colonne di potere.I tuoi progressi da alunno intelligente tutto sommato non mi dicono niente.Spero che un giorno tu voglia capirese vuoi salvare Dio devi scomparire se vuoi salvare Dio devi scomparire se vuoi salvare Dio devi scomparire.

lunedì, giugno 18, 2007

Pribke e il dio che non c'è.


Fate una ricerca su "dio dov'era" e su Google avrete come risposta: 158.000 per dio dov'era.Il dubbio che il dio degli ebrei,dei cristiani,dei mussulmani,davanti alle bestialità degli uomini,non c'era e non c'è,diventa una
certezza.Si perchè,se non sei accecato dal dogmatismo religioso,dovrai pure renderti conto che,anche se sei credente,il tuo dio è perlomenolatitante ed assenteista.Questo è un dio infinitamente buono che crea inferni non solo in terra,nella vita degli uomini,nei campi di sterminio di qualsiasi colore essi siano,nelle guerre,nelle quotidiana sopraffazione del forte sul debole,questo è un dio infinitamente ed eternamente
buono che se non ti sottometti al suo potere,alle sue leggi,ti condanna all'inferno eterno.Allora datemi un dio cattivo e vendicatore,lo
preferisco.Un dio che io debba temere,di cui temo le vendette come e più di quelle degli uomini fatti a sua immagine e somiglianza e che
mai lo potranno raggiungere nell'immenso bene e nell'immenso male.Non parlatemi del libero arbitrio,perchè un dio infinitamente buono nonpermeterebbe mai ai suoi figli di fare tutto il male che fanno,anche in suo nome, con la cosapevolezza,anzi la certezza,di averli creati
per poi condannarli alle fiamme eterne,questo dio si renderebbe conto dell'errore fatto e con uno schioccare delle sue celesti dita
cancellerebbe la terra con tutti i suoi orrori.E Priebke?Solo un'altro esempio che dio non c'è.Anche se le parole che seguono sono ben conosciute,spero vengano ritrovate e mai cancellate dalla memoria e dalla coscienza di chi le
leggerà.
Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminionon colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinettiriposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattarela vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA" Piero Calamandrei, Lapide ad ignominia, Cuneo, 1952

domenica, giugno 03, 2007

Compagno,sempre compagno,nonostante loro.


Nonostante loro,intendendo i compagni in area di governo,io resto compagno,anche se la ragione mi direbbe di fregarmene altamente di tutto e di farmi solo i cazzi miei,non ce la faccio a buttare a mare 40 anni di sogni,di incubi,di speranze e delusioni.Io figlio della piccola borghesia impiegatizia bolognese conservatrice e di destra, quasi un benestante cresciuto in un quartiere proletario della periferia Bolognese ho fatto presto a capire che si stava meglio alla sezione del PCI che in parrocchia,ho preferito da subito i moccoli che partivano alla Nannetti durante le discussioni,politiche o di sport che fossero,al salmodiare del prete e delle beghine in chiesa:poi volete metter l'odore del fumo delle Nazionali,delle Sax e del toscano tra i tavolini dove si giocava a briscola alla puzza mielosa dell'incenso?Poi tutto il percorso comunista libertario dagli anni 60 ad oggi,perchè dietro di noi c'è tutto un passato che non è solo nostalgia della gioventù ma è anche impegno in prima persona,è strada percorsa assieme,per perdersi poi in tanti rivoli di vita,è a volte ritrovarsi per ricominciare con tante esperienze in più,è partecipare,anche magari con un semplice blog,ad una crescita individuale e collettiva.Perchè comunque il potere costituito sappia che c'è chi non cede al suo qualunquismo, al suo

cambieremo tutto per non cambiare nulla,alla sua disinformazione,al suo trasformismo politico

solo in funzione della sua soppravivenza,perchè sappia che di questa spina che ha nel fianco non si libererà tanto facilmente.Illusioni?Puo darsi,ma siamo ancora qui,possibilmente,a rompere i coglioni!

mercoledì, maggio 23, 2007

Noi siamo colpevoli






  • Noi siamo colpevoli e le nostre colpe stanno tutte in quel noi.Noi siamo colpevoli di sogno liberato dalle catene dell'ioNoi siamo colpevoli di sangue desiderato e di sangue sempre pagato Noi siamo colpevoli di aver raccolto le armi dei nostri padri Noi siamo colpevoli della sconfitta dei vinti Noi siamo colpevoli perchè non ci siamo rassegnati Noi siamo colpevoli perchè vogliamo ancora essere uomini liberiNoi siamo colpevoli del peccato più grave quello di essere innocenti.

giovedì, maggio 17, 2007

Un fatto personale


Essere linkati da un altro blog fa' sempre piacere(narcisismo in fase acuta)ma se chi lo fa' è la propria figlia fa 'ancora più piacere(http://farodialice.blogspot.com/)
Topolina ti voglio tanto bene.

domenica, maggio 06, 2007

Troll margherito Vs Korvo Rosso


Solitamente non seguo gli scontri tra i bloggers di Kilombo perchè molte volte mi risultano un po' troppo personalistici o un po' da dialettica da bar,ma siccome questa volta c'è di mezzo un compagno che stimo ed appoggio in quasi tutti i suoi post,intervengo pure io.Korvo Rosso ma che fai dai retta a troll margherito valerio(grazie per l'idea troll a Spartacusdue) lascia perdere, non

si devono frequentare le cattive compagnie specialmente quelle di provocatori bisognosi di fare le belle del reame.Continuiamo a confrontarci su cose serie e di sinistra e lasciamo i cazzari alle loro cazzate. Un caldo saluto a pugno chiuso.

sabato, aprile 28, 2007

Toghe Rosse assolvono berlusconi


Ebbene si anche berlusconi può essere innocente,lo so' che può parere strano ma dopo essere stato applaudito all'Ultimo Congresso dei fu DS,l'assoluzione per non aver commesso il fatto, attendiamo con rispettoso raccoglimento la richiesta della sua beatificazione.

Da un ricordo d'infanzia di mio padre:mio nonno'in un'antica Sardegna che non esiste più,incontrò mio padre a zonzo per il paese e nonstante mio padre si giustificasee dicendo che la la scuola era chiusa fu riaccompagnato a casa a calcioni nel sedere.Quando mio nonno imparò che la scuola era realmente chiusa rivolgendosi a mio padre disse che le pedate erano per tutte le volte che non l'aveva beccato in giro quando la scuola era aperta.Chi vuole intendere intenda!

martedì, aprile 24, 2007

25 Aprile2007,la Resistenza non è ancora finita



Prefazione a:AA. VV., La prima volta che ho visto i fascisti.

............- Ah, ma continuate a occuparvi di cose di sessant'anni fa, quando passerà questo passato di ideologie, quando lascerete vivere in pace questa nazione?Al contrario, noi ci occupiamo del presente. Dell'assalto alla costituzione formale per portare a termine l'arrembaggio a quella materiale, ai diritti civili e collettivi, all'eredità positiva di lotte sociali e sindacali che l'antifascismo l'avevano nella carne e nei nervi. Negli ultimi trent'anni si è andato creando e imponendo un nuovo senso comune "anti-antifascista", nutrito di banalizzazioni, minimizzazioni, luoghi comuni, riscritture storiche, clichés reiterati prima in nicchie di discorso e poi sul piano generale. E' in corso una riabilitazione del fascismo che va oltre la contingenza, oltre l'immediata attualità, oltre la sopravvivenza di questa o quella compagine di governo. E' un'operazione partita molto prima di B********, e proseguirà anche dopo. Certo, solo nel periodo 2001-2005 la RAI poteva mandare in onda la cerimonia di consegna del premio Almirante. Solo un governo come quello di B******** poteva pensare di tagliare i fondi all'ANPI in vista del Sessantennale della Liberazione e, al contempo, proporre la pensione di guerra a repubblichini e reduci italiani delle SS. Solo B******** poteva equiparare il confino degli antifascisti a una "villeggiatura". Solo nel clima posteriore allo "sdoganamento" del neofascismo si potevano definire "incidente di percorso" le leggi razziali del '38, e arrivare a dire che "Almirante salvava gli ebrei". Solo l'ansia revanscista degli "sdoganati" poteva intitolare vie e piazze di diverse città a gerarchi e capimanipolo. Solo nel paesaggio mediale deturpato dagli ecomostri di sottogoverno potevano affacciarsi sceneggiati televisivi in cui il nazifascismo scompare del tutto lasciando il posto a generici "italiani".Tuttavia, questo non è che l'apice di un processo iniziato fin dal Dopoguerra, movimento che prima di confluire nel grande fiume democristiano ebbe come prima, rudimentale espressione politica l'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, dopodiché prese forma su certi rotocalchi popolari a larghissima tiratura, pregni di languori monarchici e nostalgia piccolo-borghese, laboratori ideologici di un'Italietta che presto si sarebbe definita "maggioranza silenziosa", ostile al movimento operaio, al conflitto, al pluralismo, al "culturame" (celebre neologismo scelbiano), alla stessa Costituzione. Una parte d'Italia mai stata antifascista, che consumava le opere di divulgazione pseudo-storica di autori come Montanelli, Cervi, Gervaso, Petacco, e pian piano creava mito revanscista sulle foibe, sull'esodo istriano-dalmata, sui regolamenti di conti dell'immediato Dopoguerra, in attesa di tornare a esprimersi senza pudori né ipocrisie, fuori dal ghetto del neofascismo (chi c'era rimasto) e fuori dalla - mai accettata - cultura della mediazione, dalla gabbia di ferro dei linguaggi "dorotei", "morotei", delle "convergenze parallele" etc. Insomma, siamo molto oltre il "revisionismo storico", di fronte a un'operazione ideologica a vasto raggio, pluridecennale, vero e proprio "rastrellamento del pensiero". Questa non è stata soltanto la lunga premessa culturale alla situazione che stiamo vivendo, bensì la sua base strutturale, il reale presupposto di tutta la propaganda a seguire. I partigiani? Tutti comunisti pronti all'insurrezione, e tutti assassini. Nel '45 hanno preso il potere e lo hanno mantenuto fino alla rivoluzione democratica del 2001, quando B******** e i suoi alleati han vinto le elezioni, con l'intento di cambiare la Costituzione "bolscevica" ("che limita la libertà d'impresa", ipse dixit). Quest'offensiva non cesserà con l'inevitabile caduta di B*******. Peccheremmo di "autonomia del politico" se lo credessimo. Il blocco socio-culturale che ha mandato al potere questi impiastri continuerà a lottare con la forza di stereotipi e tormentoni. Purtroppo, nemmeno i "nostri" ambienti (chiamiamoli "radicali", "di movimento", "di sinistra", you-name-it) sono impermeabili alle riscritture e banalizzazioni della storia: l'ideologia di cui sopra si fa strada anche tramite la condanna retroattiva e indiscriminata di ogni uso della forza. Da questo punto di vista, nel movimento c'è un grande banco di pesci pronto ad abboccare su questioni come le foibe etc. etc. Nella notte in cui tutti i combattenti sono vacche e tutte le vacche sono nere, un attore d'avanspettacolo qualunquistico, fresco reduce dei "fasti" d'uno sceneggiato televisivo cripto-fascista, può essere invitato al congresso di un partito della sinistra a leggere lettere dei condannati a morte della Resistenza. Accostamento osceno, ma tout se tient, e tutto fa brodazza."In Italia più ancora che altrove, un'idea penitenziale del Novecento ha espunto dal discorso pubblico sul secolo scorso ogni considerazione valoriale, facendo tutto rientrare dentro il buco nero della nozione di carneficina [...] Per una sorta di malintesa ricompensa postuma, i più vari profili di morti ammazzati del Novecento... sono stati riuniti in un unico, smisurato, pletorico limbo di vittime: milioni di uomini e di donne colpevoli soltanto del peccato originale di essere nati in un secolo di ferro" (Sergio Luzzatto, La crisi dell'antifascismo, Einaudi, Torino 2004).
Wu Ming, 24 aprile 2005