giovedì, luglio 27, 2006

Le nostre canzoni


Una bellissima canzone,quasi sconosciuta,contro la guerra.L'autore ed interprete è Duilio Del Prete,quello di amici miei 1,l'ho trovata facendo un po' di ricerche tra i miei vecchi LP e l'ho mandata a http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?id=4133&lang=it
bellissimo sito di canzoni antimilitariste,dove è evidente che Carlo è il mio nichk name su questo blog,pazienza mi sono scoperto,ma il nome Carlo serve a ricordarmi/vi sempre di Carlo Giuliani
e di tutti i compagni morti nella lotta per un mondo migliore.Andate,se volete,al mio primo post
del 19 marzo 2006 "Perchè" con cui ho aperto il mio blog e vedrete che i nomi dei compagni morti dal dopoguerra ad oggi sono troppi per essere ricordati a memoria,bisogna leggerli e rileggerli e tenerli tutti dentro di noi. http://carlo-carlo.blogspot.com/2006_03_01_carlo-carlo_archive.html

Presente
Duilio Del Prete
Dall' LP "Dove Correte", primo disco della collana OFF [1968].

Alla stazione coi fiori fiato agli ottoni della banda sbandierinanti scolari la tradizione lo comanda Le medagliere lustrate e le ragazze in amore per le ferine zaffate che emana il futuro vincitore Vedove istericoardenti mogli in sospetto di figli baci ed abbracci frementi e nobili umidi cigli Benedizioni di rito salve di hurrà e gloria a voi il battaglione è partito fiero ed indomito e poi Poi quel compagno in ginocchio stupito di ritrovarsi le viscere in mano un girasole nel ventre è caduto ed è rimasto a marcire lontano C'era una clausola in più nel contratto quella di andare a morire ammazzato lo sfruteranno rifatto in cemento e chissà come ne sarà contento Il generale ha dettato"l'idea si impone con l'acciaio" (1)per conquistare il mercato si intona il canto del mortaio La burba va' sottoterra povera carne da cannone buona per fare la guerra ma non la rivoluzione. Ed è per questo mio caro marmocchio che il fucilino non te l'ho comprato ho preferito portarti pinocchio un burattino di legno snodato. Tra ferro e fuoco i soldati di piombo son sempre vinti e non mai vincitori fondono insieme i codardi e gli eroi ti farai grande e mi capirai
(1) Frase del gen. Wheeler.
(inviata da Marcello)

mercoledì, luglio 19, 2006

Senza speranza.


In queste 2 ore io non ho trovato ragioni,motivi,giuste cause,solo torti,solo offese,solo morte per questa nostra umanità sempre uguale a se stessa,senza passato e senza futuro.

21:29 Mosca: Hamas ed Hezbollah non sono gruppi terroristici 21:27 Gaza, Solana incontra Abu Mazen 20:56 Libano: sparati oltre cento razzi 20:18 Israele: sono 8 i palestinesi uccisi 20:17 Sei civili libanesi uccisi al confine 20:09 Libano: 60 i civili uccisi oggi 20:03 Gaza, sono tre i palestinesi uccisi19:58 250 svizzeri hanno lasciato il Libano 19:37 Croce Rossa stanzia fondi per i civili 19:33 La Siria chiede un cessate il fuoco 19:28 Nuovi bombardamenti su Beirut 19:22 Il re di Giordania si appella alla Rice19:20 Usa, la Rice domani sarà all'Onu 19:18 Sinoira: "300 morti e mezzo milione di sfollati" 19:15 Raid su Gaza, due i palestinesi uccisi da Repubblica19:08 Premier libanese chiede aiuto al Vaticano 19:06 Knesset: "Mancano gli allarmi in arabo" 19:02 "I militari italiani sono al sicuro" 18:53 Premier libanese chiede cessate il fuoco e risarcimento 19:28 Nuovi bombardamenti su Beirut
Orari ed avvenimenti da : Repubblica

venerdì, luglio 14, 2006

sabato, luglio 08, 2006

Le nostre canzoni,una canzone pacifista del 1967


Maggio 1967,un'anno esatto prima del Maggio francese in Italia usciva un LP(o 33 giri)di Jonahtan&Michelle un duo italo francese(accompagnati dal gruppo beat Mat 65) che avrebbe inciso oltre al sudetto LP anche alcuni 45 giri per poi sparire nel nulla.Si era in piena epoca beat,perlomeno a livello di mercato discografico,e le cover di brani anglo amaricani si contavano a bizzeffe,alcune orrende,altre decenti.Questa è benfatta,si tratta di un brano di Pete Seeger
"Where have all the flowers gone"tradotta in italiano "Dove andranno i nostri fiori"di Pace Seeger.Ne esiste anche una versione cantata da Patty Pravo
Se volete ascoltarla la trovate su:
http://rapidshare.de/files/25297366/Dove_andranno_i_nostri_fiori_Jonaathan_Michelle.mp3.html

DOVE ANDRANNO I NOSTRI FIORI

Dove andranno i nostri fiori chi mai può dire
dove andranno i nostri fiori chi mai lo sa
Una donna li rubò e al suo amore li donò
qualcuno ascolterà e il mondo cambierà
Quella donna dove andò
chi mai può dire
quella donna dove andrà chi mai lo sa
Forse un giorno lei amò il ragazzo che baciò
qualcuno ascolterà e il mondo cambierà
E il ragazzo dove andò chi mai può dire
e il ragazzo dove andò chi mai lo sa
Alla guerra se ne andò sorridendo salutò
qualcuno capirà ed il mondo cambierà
Quel soldato dove andò chi mai può dire
quel ragazzo dove andò chi mai lo sa
Una pietra c'è laggiù c'è per chi non torna più
qualcuno capirà ed il mondo cambierà
Dove andranno i nostri fiori chi mai può dire
dove andranno i nostri fiori chi mai lo sa
un bambino li portò ad un uomo che non baciò
e che non tornerà ma il mondo cambierà

giovedì, luglio 06, 2006

Le nostre canzoni


Vorrei ricordare una canzone di Boris Vian(a chi volesse notizie su di lui in rete ne troverà moltissime ed in italiano) Il Disertore,canzone antimilitarista scritta durante la guerra di Algeria,censurata e che gli creò parecchi problemi.Il testo che segue è quello eseguito da
Ivano Fossati basato sulla traduzione di Giorgio Calabrese. Per chi volesse ascoltarla:
http://rapidshare.de/files/25141189/Ivano_Fossati_-_Il_disertore__live_al_Club_Tenco_.mp3.html

Il disertore

In piena facoltà,Egregio Presidente,le scrivo la presente,che spero leggerà.La cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest'altro lunedì.Ma io non sono qui,Egregio Presidente,per ammazzar la gente più o meno come me.Io non ce l'ho con Lei,sia detto per inciso,ma sento che ho decisoe che diserterò.
Ho avuto solo guai da quando sono nato e i figli che ho allevato han pianto insieme a me.Ma mamma e mio papà ormai son sotto terra e a loro della guerra non gliene fregherà.Quand'ero in prigionia qualcuno m'ha rubato mia moglie e il mio passato,la mia migliore età.Domani mi alzerò e chiuderò la porta sulla stagione morta e mi incamminerò.
Vivrò di carità sulle strade di Spagna,di Francia e di Bretagna e a tutti griderò di non partire piú e di non obbedire per andare a morire per non importa chi.Per cui se servirà del sangue ad ogni costo,andate a dare il vostro,se vi divertirà.E dica pure ai suoi,se vengono a cercarmi,che possono spararmi,io armi non ne ho.

mercoledì, luglio 05, 2006

Taxisti,marcia su Roma al grido di duce duce?


E' che siamo troppo democratici,personalmente manderei in zona,così per caso,una squadra coop stradini,sterratori,facchini(a Bologna li ricordiamo ancora con affetto,qualcuno di destra un po' meno) e la cosa si sistema in una mezzoretta.

domenica, luglio 02, 2006

Continuiamo la campagna per salvare IL MANIFESTO


Compagne/compagni, democratici,altri,diamo una mano al Manifesto.Facciamo in modo che una delle poche voci libere nel panorama giornalistico italiano non debba chiudere i battenti:la lotta e la resistenza al neoliberismo ed al capitalismo hanno bisogna anche della sua voce.
Per le sottoscrizioni:
http://www.ilmanifesto.it/sottoscrizione2006/start.html

mercoledì, giugno 28, 2006

Saggezza Cinese:mai rallentare la vigilanza


Mai rallentare la vigilanza
Ruo Shi conduceva una vita appartata sul versante settentrionale del monte Ming Shang. Una tigre si accoccolava spesso nei pressi della sua siepe per spiare. Ruo Shi vigilava con i famigliari giorno e notte. Al sorgere del sole si batteva il gong, al tramonto si accendevano falò e la notte si suonava la campana come segnale d'allarme. Vennero anche eretti cespugli di spine intorno alla case e lungo la cinta e scavata nella valle una trincea di difesa. Per un anno la tigre non riuscì a predare nulla e morì. Rallengrandosene, Ruo Shi credette dopo la morte della tigre nulla avrebbe più potuto danneggiarlo. Perciò disarmò le strutture di difesa dalla tigre e smantellò gli equipaggiamenti intorno alla casa. Non riparò più la cinta del muro quando fu rovinata, nè completò la siepe quando fu bucata. Di lì da poco, inseguendo un cervo, un lupo arrivò all'angolo della case dell'eremita. Dopo aver ascoltato i versi emessi da vacche, pecore e maiali, vi fece irruzione per divorarli. Ruo Shi gli gridò contro, perchè non sapeva che fosse un lupo, ma la belva non si ritirò. Costui le gettò quindi sassi per scacciarla, ma il lupo si drizzò come un essere umano per afferrarlo con gli artigli. Ruo Shi venne infine sbranato dalla belva. L'autore della favola ci esorta a mantenere sempre la vigilanza, senza cantare vittoria troppo presto.

martedì, giugno 27, 2006

L'Italia democratica ha vinto ancora.



Ancora una batosta per la destra,sopratutto per leghisti e forzaitalioti.Sembra proprio che gli Italiani abbiano capito che se vogliamo una democrazia,almeno,un po' più giusta debbano cancellare per sempre l'esperienza di questo governo leghista e fascisteggiante che ha portato il nostro paese verso lo sfascio economico e morale.Io,sinceramente,non so' se la nostra costituzione abbia bisogno di modernizzazione,ma se di questo ci fosse bisogno alle sue modifiche dovranno partecipare tutti e con il consenso dei cittadini.La nostra Costituzione nata col concorso di tutte le forze politiche uscite dalla guerra contro il nazifascismo e costata all'Italia centinaia di migliaia di morti non potrà mai essere manipolata da una minoranza faziosa ed anti italiana come la lega e da forza italia.Io pur non essendo nazionalista mi sento Patriota essattamente come lo furono i nostri Partigiani.La Resistenza non morirà MAI!

sabato, giugno 24, 2006

NO NO NO

Votiamo NO contro le riforme reazionarie delle destre,per un mondo più egualitario fuori dalle dittature delle multinazionali,contro i signori della guerra per un mondo di eguali e di liberi,contro tutti gli estremismi religiosi che ci vorrebbero gregge al servizio del loro dio,ORA E SEMPRE RESISTENZA!

giovedì, giugno 22, 2006

Salviamo Il Manifesto


Il Manifesto rischia la chiusura,mancano i soldi.Mettiamoci una mano sul cuore,ma sopratutto
nel portafoglio,facciamo si' che questa importante voce della democrazia e della sinistra italiana
non debba tacere. Per non chiudere il giornale deve avere in cassa entro settembre 1,5 milioni (non da prestiti).Leggete il post di:http://nessunascusa.splinder.com/

domenica, giugno 18, 2006

Una bella canzone antimilitarista di Duilio DelPrete


Ho trovato questa bella canzone antimilitarista in un vecchio LP che comprai nel 1969,rovistando frai vecchi dischi mi è venuta la voglia di metterla nel mio blog,dopo averla passata al sito Canzoni contro la guerra.

Presente di Duilio DelPrete dal LP "dove correte" primo disco della collana OFF 1968

Presente
Alla stazione coi fiori fiato agli ottoni della banda sbandierinanti scolari la tradizione lo comanda
Le medagliere lustrate e le ragazze in amore per le ferine zaffate che emana il futuro vincitore
Vedove istericoardenti mogli in sospetto di figli baci ed abbracci frementi e nobili umidi cigli
Benedizioni di rito salve di hurrà e gloria a voi il battaglione è partito fiero ed indomito e poi
Poi quel compagno in ginocchio stupito di ritrovarsi le viscere in mano un girasole nel ventre è caduto ed è rimasto a marcire lontano
C'era una clausola in più nel contratto quella di andare a morire ammazzato lo sfruteranno rifatto in cemento e chissà come ne sarà contento
Il generale ha dettato"l'idea si impone con l'acciaio"(1) per conquistare il mercato si intona il canto del mortaio
La burba va' sottoterra povera carne da cannone buona per fare la guerra ma non la rivoluzione
Ed è per questo mio caro marmocchio che il fucilino non te l'ho comprato ho preferito regalarti Pinocchio un burattino di legno snodato
Tra ferro e fuoco i soldati di piombo son sempre vinti e non mai vincitori fondono insieme i codardi e gli eroi ti farai grande e mi capirai.
(1) frase del generale Wheeler
1968
http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=4133

domenica, giugno 11, 2006

Attacchi hacker e tentativi di intrusione


Senza farsi venire delle paranoie ho notato anch'io,come segnalato da Alex Blog - Prove tecniche di trasmissione, che da quando partecipo con il mio blog alla vita politica della rete la mia firewall segnala parecchi tentativi di intrusione e la clessidra che segnala un'attività che non dovrebbe esserci si attiva spesso proprio in concomitanza alla mie visite di siti politici.Non fidarsi è un peccato ma molte volte ci si prende!

In ricordo di Libero Fantazzini un vecchio Anarchico bolognese


Libero è stato uno dei primi Anarchici che conobbi da giovane negli anni 69/70 e mi affascinò,con quei suoi modi da vero compagno sempre disponibile e sempre in prima fila.Allora a me sembrava il vero esempio del rivoluzionario libertario e fu proprio con personaggi come lui,Gino Fabbri ed Elio che io mi avvicinai quegli ideali del Comunismo Libertario,ideali che avrebbero poi indirizzato molti dei miei comportamenti sociali e di rapporto con la vita.
Di seguito una breve biografia della sua vita tratta da:
http://www.horstfantazzini.net/libero_fantazzini.htm

Biografia di Libero Fantazzini

Nasce il 14 gennaio 1906 a Bologna, da Raffaele e Adalgisa Pasi; detto Libero dal Fosco. Manovale edile, ha frequentato le scuole elementari. Il padre è iscritto al PSI, ma soprattutto è un dirigente della sezione bolognese del Sindacato Italiano Ferrovieri; nel luglio del 1919 viene denunciato per istigazione allo sciopero. Verrà licenziato nel 1923 a causa della sua partecipazione allo sciopero del 1°- 2 agosto 1922 indetto dall'Alleanza del Lavoro. F. frequenta fin da giovanissimo il gruppo anarchico bolognese di Porta Galliera. Il 1° ottobre 1921 viene assolto per insufficienza di prove dal pretore di Bologna da oltraggio alle forze dell’ordine; per lo stesso motivo è assolto il 24 novembre da porto abusivo di bastone animato. Durante il citato sciopero dell’Alleanza del Lavoro il sedicenne F. ha almeno uno scontro a fuoco con i fascisti, restando ferito ad una gamba: viene arrestato presso l’ospedale dove si reca per farsi medicare. Nel novembre dello stesso anno è condannato dal tribunale di Bologna a 10 mesi di carcere con la condizionale; sconta tuttavia 4 mesi di reclusione che gli vengono ulteriormente comminati. Dopo la scarcerazione assume il soprannome di Libero. Il 30 aprile 1923 partecipa ad un’altra sparatoria nella quale resta ucciso un fascista, ma riesce sfuggire alle autorità rifugiandosi in Francia. Viene iscritto nella Rubrica di Frontiera per il provvedimento “da arrestare”, nell’Elenco dei Sovversivi attentatori o comunque capaci di atti terroristici e nel Bollettino delle Ricerche per il provvedimento di fermo. Il 10 gennaio 1924 è condannato dalle autorità Francesi a sei mesi di prigione per furto ed espulso, ma sotto il falso nome di Libero Sisti. Risiede soprattutto in Francia, dimorando a Parigi e a Metz, dove negli anni successivi svolge anche l’attività di distributore di stampa anarchica (“Il Risveglio Comunista - Anarchico” e “Fede!”); cambia spesso identità (Luigi Gurioli e Getrioli, Umberto Guerra) trasferendosi anche in Belgio, Germania e Svizzera. Si accompagna con Bertha Heinz, figlia di un minatore della Saar. Nel gennaio 1932 rapina una tabaccheria a Bezons in Francia: arrestato, il 25 gennaio riesce ad evadere dal carcere di Versailles, ma nel giugno successivo viene fermato dalla polizia svizzera per un furto in una chiesa di Basilea ed uso di passaporto falso. In agosto è riconsegnato alle autorità francesi e condannato a 18 mesi per il furto nella tabaccheria e ad un anno per evasione. Durante la detenzione spedisce a Bologna presso i genitori la compagna Bertha e la figlia Pauline di 2 anni. Scrivendo alla famiglia, F. rivendica la dignità morale delle proprie azioni incolpando la disoccupazione dilagante derivata dall’organizzazione sociale, e spiega perciò di avere “attaccato quel capitale che è in mano ai miei aguzzini”. Nel gennaio 1934 esce dal carcere, si trasferisce nella Saar e sposa Bertha per evitare una nuova espulsione da parte dell’Amministrazione della Società delle Nazioni che governa la regione. In quella zona trova finalmente un’occupazione e nel febbraio 1935, approfittando della buona condotta tenuta ultimamente, scrive una supplica strumentale al Duce per tentare di far reintegrare sul posto di lavoro due postini bolognesi, Ivo Goretti e Gaetano Franceschi, licenziati per aver recapitato di nascosto alcune sue missive. In questo periodo F. si sposta frequentemente sia per motivi lavorativi che di militanza politica, per quest’ultima attività in maniera assolutamente clandestina anche perché ha ancora delle pendenze con la giustizia francese ed è conosciuto dalla polizia di vari paesi. Uomo d’azione, non ama comunicare per lettera e ancora meno scrivere articoli o lasciare tracce di qualsiasi tipo: oltre a svolgere opera di assistenza e mutuo soccorso ai compagni rifugiati in Francia, forse si reca anche in Spagna durante la guerra civile. Con il ritorno della Saar alla Germania ricominciano le traversie. Nel luglio 1938 viene denunciato per avere criticato in pubblico il regime nazista: la polizia lo incarcera in ottobre in occasione della visita di Hitler, ma siccome i testimoni non avevano confermato la denuncia è rilasciato subito dopo la partenza del Fuhrer. Il 4 marzo1939 nasce presso l’abitazione della famiglia di F. ad Altenkessel (vicino a Saarbrucken), il secondo figlio Horst. Durante il conflitto mondiale F. è sorvegliato e poi ricercato dalle autorità tedesche. Nei suoi frequenti spostamenti entra in contatto con elementi della Resistenza e riesce a rientrare in Italia per parteciparvi. Negli ultimi mesi della guerra la Gestapo si presenta nell’abitazione della famiglia di F., il quale fugge dalla finestra per nascondersi in un bosco nei paraggi: i nazisti sparano all’impazzata e lo ricercano accanitamente, ma senza trovarlo. Nel maggio del 1945 si trasferisce stabilmente a Bologna. I fascisti in città sono oggetto di alcuni “regolamenti di conti”: nel quartiere di F., la Bolognina, si sparge la leggenda di un misterioso “uomo dal mantello nero” che sopraggiungendo in bicicletta uccide a colpi di mitra i fascisti. Nel 1948 F. viene accusato di omicidi, ferimenti ed attentati ai danni degli ex seguaci del Duce: incarcerato, viene assolto e rilasciato l’anno successivo. Aderisce alla FAI ed è tra i principali artefici della riorganizzazione del movimento anarchico bolognese, operando specialmente sul fronte dell’antifascismo e della ricerca di sedi per il movimento. Già animatore del circolo anarchico di Via Mirasole, nel ’68 prende in affitto con pochi compagni (fra cui Gino Fabbri, intestatario del contratto) i locali di una cantina in via Paglietta che, dopo la ristrutturazione eseguita da lui stesso, diventano la sede del “Circolo C. Cafiero” e della Libreria Circolante. Sempre durante gli anni ’60, dopo la morte di Bertha, trova una nuova compagna nell’attivista anarchica Maria Zazzi. F. e la Zazzi rappresentano un punto di riferimento insostituibile a livello locale, nazionale ed internazionale per gli anarchici che vivono o frequentano la città felsinea negli anni ’60 e ’70; la loro abitazione è sempre a disposizione dei compagni. Il 27 luglio 1968 Horst viene arrestato e comincia per lui un’interminabile odissea carceraria. Conosciuto come “il rapinatore gentile”, aveva compiuto da solo piccole rapine in filiali di banche ed uffici postali, usando armi giocattolo e preoccupandosi di tranquillizzare i presenti. Nel 1969 F. è tra i primi promotori delle campagne di controinformazione sulla strage di Stato di Milano: stampa migliaia di volantini e manifesti, ingaggiando anche una polemica con il direttore del “Resto del Carlino”. E’ uso girare in Lambretta con una scala a tracolla ed il secchio della colla tra le gambe per tappezzare la città con manifesti affissi molto in alto, in modo che non vengano strappati o coperti, e che restano visibili anche per anni. In occasione del “Golpe Borghese” del 7-8 dicembre 1970, viene allertato dai compagni dell’ANPI e riunisce in casa sua gli anarchici bolognesi per ogni evenienza. Promuove anche la richiesta al Comune di Bologna di locali come risarcimento di quelli espropriati dal fascismo (segnatamente la Vecchia Camera del Lavoro di Via delle Lame, sede dell’USI e degli anarchici bolognesi): grazie anche al sostegno delle organizzazioni partigiane, stipula nel 1973 con l’ente locale il contratto per la disponibilità del Cassero di Porta Santo Stefano, che diventa la sede del “Circolo C. Berneri”. Il 23 luglio 1973 Horst cerca di evadere dal carcere di Fossano (CN); l’episodio è narrato nel libro autobiografico “Ormai è fatta” (promosso da Dario Fo e Franca Rame ed edito da Bertani nel 1974) dal quale verrà tratto anche un film nel 1999, con il cantautore Francesco Guccini che impersona F. Dopo il fallimento del piano di fuga ed una rocambolesca sequenza di eventi con sparatorie e ostaggi, Horst viene crivellato da numerosi proiettili sparati dai cecchini: riesce miracolosamente a sopravvivere. Da allora tenta continuamente di evadere alla minima occasione. I magistrati non gli riconoscono la continuità del reato, e si “guadagna” ulteriori condanne per la sua partecipazione, durante gli anni ’70, a varie lotte e rivolte nelle carceri speciali (Asinara, Nuoro, Badu ‘e Carros ecc…) subendo a volte l’isolamento anche da parte dei prigionieri politici “comunisti”, dato che si dichiara ostinatamente anarchico e ne critica i metodi. Accumula così una lunga pena che sarebbe finita circa nel 2024. F. mantiene sempre un affetto profondo per un figlio dall’esistenza così sfortunata e di cui diventa tutrice la compagna Maria, ma preferisce non confondere l’attività militante con le vicende familiari. Si impegna invece a fondo in una campagna a favore dell’anarchico salernitano Giovanni Marini, che per difendersi da un’aggressione aveva ucciso un fascista: tra le varie iniziative, occupa nel 1974 la torre degli Asinelli insieme ad Elio Xerri, tenendola per una giornata ed ottenendo una forte risonanza a livello nazionale. Nonostante l’età ed i numerosi infortuni procuratisi nella sua attività di muratore (caviglie spezzate, un occhio di vetro ecc.), partecipa sempre animatamente a tutte le mobilitazioni cittadine antifasciste e contro le stragi di Stato, nonché ai congressi e ai convegni della FAI fino a quando, colpito da una paresi negli ultimi anni della sua vita, deve interrompere la militanza. Muore a Bologna il 14 dicembre 1985. Al suo funerale non possono partecipare, perché entrambi detenuti, il figlio Horst ed il nipote Loris Fantazzini. Horst riceve la beffa del permesso due giorni dopo la cremazione. Il 24 dicembre 2001 si spegne anche Horst nel carcere bolognese della Dozza, dopo 33 anni di galera quasi ininterrotta.
Biografia tratta dal Dizionario biografico degli anarchiciitaliani, BFS editrice.

sabato, giugno 03, 2006

Quanto è costata la guerra in Iraq


Pubblico un post di Pier,trovato in un blog di destra:
http://www.otimaster.com/dblog/default.asp
(avete sbagliato bandiera),purtroppo senza l'indirizzo per poterlo ringraziare.

Il 30 settembre 2006 la guerra in Iraq sarà costata agli americani 315 miliardi di dollari. Per intenderci, circa 600 mila miliardi di lire, un quinto circa dell'intero debito pubblico italiano. La stima si trova sul sito http://www.costofwar.com/ ed è per difetto. Non include, per esempio, i costi futuri in assistenza sanitaria ai soldati e alle famiglie; né considera che lo sforzo economico è stato finanziato in deficit: verrà gravato dagli interessi sul debito pubblico americano. Ci sono poi i danni globali all'economia americana - e mondiale - conseguenti alla distruzione del bilancio federale. Infine, dall’Iraq non si vede via d'uscita: dopo settembre si tornerà a battere cassa.In Iraq gli Usa hanno massacrato 40 mila civili. Anarchia, fanatismo, terrorismo, guerra civile, tratta delle schiave del sesso (vedi articolo su «Time»), industria dei rapimenti, dilagante criminalità, mancanza di acqua, luce, energia, cibo, ne hanno uccisi circa altri 150 mila: 80% donne e bambini. Ogni anno milioni di bambini muoiono per le più banali malattie: con 315 miliardi di dollari si sarebbero potuti vaccinare tutti i bambini del mondo per 96 anni. Si sarebbero potuti finanziare i programmi Onu per la cura all'Aids per più di 30 anni. Si sarebbe potuto rimediare alla fame nel mondo per undici anni. Negli Usa 40 milioni di persone non hanno assistenza sanitaria: la mortalità infantile è la più alta tra i Paesi sviluppati. Più che a Cuba. Con quella cifra si sarebbe potuta pagare assistenza annua per più di 170 milioni di bambini. Negli Usa l'istruzione superiore è a pagamento: si sarebbe potuto finanziare 15 milioni di borse universitarie quadriennali. Lo stato delle scuole pubbliche americane nei ghetti e nelle zone rurali è da terzo mondo: si sarebbero potuti assumere più di 5 milioni di insegnanti.Questo se la classe dirigente dell'America esportatrice di democrazia, curasse il bene del proprio «demos» e non dei propri finanziatori e burattinai; se i suoi «cristianissimi» leader conservassero un simulacro di umanità

lunedì, maggio 29, 2006

Grazie silvio


Vorrei ringraziare la cdl e silvio per questa"spallata finale",datecene altre!

sabato, maggio 27, 2006

Le nostre canzoni:Stalingrado


Gli Stormy Six nascono nel 1966 in piena epoca della musica beat.Nel 1975, quanco esce il loro Lp " Un Biglietto del Tram ", gli Stormy Six, conquistano definitivamente la simpatia di tutto il movimento, con canzoni che passeranno alla storia come " Stalingrado " , " Dante di Nanni ", " La Fabbrica " . Con questo disco il gruppo prende definitivamente le distanze dal " business musicale ", inaugurando una struttura discografica autogestita, sostenuta dalla Cooperativa " L'Orchestra", che diventerà un punto di riferimento per le realtà dell' altra musica italiana. Da: http://www.recsando.it/mm_forum/musica/gruppi%20italiani/stormysix/mussto03.aspLa canzone sicuramente più amata nel movimento fù certamente Stalingrado, facile da ricordare, costruita da un linguaggio epico ed eroico/emotivo e da una musica in crescendo.Le parole evocano immagini da realismo sovietico e i colori vivaci della resistenza.Se volete ascoltarla scaricatela da qui':http://rapidshare.de/files/21560740/Stormy_six_-_Stalingrado.zip.html

Stalingrado
Fame e macerie sotto i mortai Come l'acciaio resiste la città Strade di Stalingrado di sangue siete lastricate Ride una donna di granito su mille barricate
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa D'ora in poi troverà Stalingrado in ogni città
L'orchestra fa ballare gli ufficiali nei caffè l'inverno mette il gelo nelle ossama dentro le prigioni l'aria brucia come secantasse il coro dell'armata rossa
La radio al buio e sette operai sette bicchieri che brindano a Lenin e Stalingrado arriva nella cascina e nel fienile vola un berretto un uomo ride e prepara il suo fucile
Sulla sua strada gelata la croce uncinata lo sa D'ora in poi troverà Stalingrado in ogni città

giovedì, maggio 25, 2006

Le nostre canzoni:10 anni dopo Contessa


Dopo 10 anni dalla canzone Contessa di Paolo Pietrangeli il cantautore Pino Masi di Messina ma cresciuto artisticamente politicamente a Pisa scrive questa canzone struggente di rabbia dove il riflusso delle lotte del movimento ed il senso di sconfitta sembra descrivere un mondo lontano anni luce da quello di Contessa.Notizie biografiche su Pino Masi qui:http://it.wikipedia.org/wiki/Pino_Masi
Per chi volesse ascoltare la canzone può scaricarla da:
http://rapidshare.de/files/21365461/compagno_sembra_ieri.zip.html

Compagno sembra ieri 1976 di Pino Masi
Compagno sembra ieri eppure ne è passato di tempo da quando si stava insieme a rider e cantare bere ed era bello vivere insieme in piazza e all’osteria avere un cuore solo una sola allegria un unico ideale piazzato lì davanti giorno e notte convinti di far cose importanti amici da star male l’un verso l’altro attenti forti, comprensivi fiduciosi e contenti
Cos’è successo poi della nostra allegria forse il grigio del tempo ce l’ha portata via o forse è la ragione che ha preso il sopravvento schiantandoci la testa col senso di sgomento che vien dall’affrontare le beghe quotidiane e la lotta personale per un pezzo di pane lasciandoci sperduti in questo mare di merda aggrappati a un’ideale che non vuoi che si perda
Sì, compagno ne è passato di tempo e sembra ieri eravamo uno solo persino nei pensieri la riunione a sera la notte al ciclostile il volantino all’alba tutti a distribuire e insieme nella piazza contro la polizia portavamo la nostra rabbia, sì ma anche la nostra allegria e lavolontà di vivere diversi dai borghesi e passavano i giorni e passavano i mesi
E son passati gli anni e quella nostra rabbia siamo riusciti quasi a rimetterla in gabbia ci son riuscito quasi anch’io e non so il perchè spiegatemelo voi, voi più bravi di me che avete letto Marx tra i libri di famiglia mentre io non so—non so cosa mi piglia quando vedo mia madre che si trascina appena fare i conti con niente per preparar la cena
"Non è più il ‘68, Masi, c’è l’organizzazione bisogna che ti entri dentro a questo testone".Ma dico io se non tieni conto del cuore della gente partito o non partito non me ne frega niente.Compagni tutti e subito e guai a chi lo nega io del processo storico forse non capisco una sega ma sento il ‘68 che ritorna attuale compagni tutti e subito se no finisce male
Qui finisce che siccome la strada è tortuosa c'è chi si perde subito e c’è anche chi riposa dicendo compagni, il socialismo si farà dopo il potere e ci nasconde una rinunzia che non vuol far sapere
Non è più il ‘68, lo so, ma a maggior ragione vivere da compagni almeno a noi si imponeo quando arriveremo forse un giorno al potere io non so se il socialismo lo sapremo vedere.

Le nostre canzoni


Penso che per un po'scriverò di quella che è stata ed è la mia passione maggiore:la musica.Stanco di parlare ed ascoltare di trombati e tromboni, politici e
no,di leggere e di scrivere di politica da sbornia pre&post elettorale(tipo piccoli giornalisti crescono e Narciso è in tutti noi)senza pretese, posterò sulle
canzoni che più ho amato,cantato,suonato nella mia vita di"musico fallito"(citare Guccini per un vecchio compagno bolognese è d'obbligo)raccontando la
MIA/LORO storia.Ovviamente si comincia con Contessa di Paolo Pietrangeli,cavallo di battaglia dal 68 in poi di tutte le piazze e di tutti cortei.Canzone potente ed incazzata,scritta nel 1966,si dice,dopo che Pietrangeli aveva ascoltato una discussione in un bar.Io praticamente l'ho cantata quasi
tutte le sere in Piazza Maggiore dal 68 al 77/78,in coro, da solo e con quell'adrenalina in corpo che quelle parole sono in grado di scatenare in un
compagno, anche oggi quando quella lotta di classe fa' parte del passato.Se volete scaricarla o ascoltarla la trovate;assieme ad altre,quì:http://www.circolorebagliati.it/musica.htm

Contessa
Autore: Paolo Pietrangeli 1966
Mi Do Si7 Mi"Che roba contessa, all'industria di Aldohan fatto uno sciopero quei quattro ignoranti;volevano avere i salari aumentati,gridavano, pensi, di esser sfruttati.
E quando è arrivata la poliziaquei pazzi straccioni han gridato più forte,di sangue han sporcato il cortile e le porte,chissa quanto tempo ci vorrà per pulire...".
Do#- MiCompagni, dai campi e dalle officine Do#- Miprendete la falce, portate il martello, Fa#- Si7 Mi scendete giù in piazza, picchiate con quello, Fa#- Si7 Mi scendete giù in piazza, affossate il sistema.
Voi gente per bene che pace cercate,la pace per far quello che voi volete,ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,vogliamo vedervi finir sotto terra,ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,nessuno piu al mondo dev'essere sfruttato.
"Sapesse, mia cara che cosa mi ha dettoun caro parente, dell'occupazioneche quella gentaglia rinchiusa lì dentrodi libero amore facea professione...Del resto, mia cara, di che si stupisce?anche l'operaio vuole il figlio dottoree pensi che ambiente che può venir fuori:non c'è più morale, contessa..."
Se il vento fischiava ora fischia più forte le idee di rivolta non sono mai morte; se c'è chi lo afferma non state a sentire, è uno che vuole soltanto tradire; se c'è chi lo afferma sputategli addosso, la bandiera rossa ha gettato in un fosso.
Voi gente per bene che pace cercate...