giovedì, maggio 18, 2006

L'orrore


Traffico di minori: uno scandalo di nome Panaf
Di Paolo Fusi - tratto dal mensile “Valori”, nr. 38 aprile 2006
Avete un bimbo un po’ fastidioso e pochi soldi per blandirlo a colpi di cioccolate e suonerie per telefonini?
Vendetelo in Nigeria e rifatevi una vita. Tutto perfettamente legale. E non crediate di essere dei mostri. Se volete eccedere c'è anche la possibilità di mandare il piccolo rompiscatole in vacanza in Mozambico, dove ve lo squartano, ne vendono i pezzi di ricambio e vi pagano la vostra percentuale su una banca di vostro piacimento. Esentasse. Già vi vedo con gli occhi increduli: ma che dice sto scemo?
Se non mi credete telefonate allo 001-770-4399809. Risponde il Panaf Nite Club di Doraville, in Georgia (Stati Uniti). L'addetto allo smistamento si chiama Ugo Onyemaobi, ed è uno che non scherza, abituato a scelte impopolari. E’ lui, novello Salomone, a decidere sulla sorte dei pargoli: chi è carino, a prescindere dal sesso, viene affidato ad intermediari per pedofili russi ed arabi. Chi è bruttino, a prescindere dal sesso, è destinato alle guerre d'Africa, alle miniere di diamanti o alla schiavitù in Arabia Saudita. Il Panaf è collegato con una potente organizzazione di nigeriani e liberiani che prospera nelle città di Doraville, Marietta, Stone Mountain e Peachtree City - bei nomi pieni di dolcezza in una terra diretta col pugno di titanio da estremisti cattolici di tutte le razze, divisi in sette apocalittiche da far rabbrividire un mujaheddin.
Le ditte che si occupano della "trasposizione della massa lavoratrice" si trovano soprattutto in Africa: in Nigeria e Liberia, ma anche in Senegal, in Guinea, in Ghana, in Sierra Leone, in Libia. A coordinarle ci sono due gentiluomini d'altri tempi: Eugene Opara (proprietario del Panaf, referente dello stato federato nigeriano di Imo per gli Stati Uniti d'America e segretario particolare dell'ex dittatore liberiano Charles G. Taylor) e Foday Saybana Sankoh, generalissimo del RUF (Revolutionary Unity Front, un'esercito mercenario che difende i comuni interessi libici, americani e russi nei campi di diamanti disseminati tra la Sierra Leone e la Liberia ), che abita in una suite all'Hotel Deux Fevrier a Lomè, la capitale del Togo. Potete vendere i vostri scavezzacolli senza preoccupazioni legali. Se volete eccedere in prudenza, dopo averli consegnati, potete denunciarne la scomparsa all'assicurazione ed alla polizia.
Dato che l'Unione Europea non ha ancora reso obbligatori i chips elettronici iniettati nel collo (ci sono, li fanno una società legata alla famiglia Bin Laden ed una società tedesca fondata dal regime nazista nel 1933), nessuno potrà mai rintracciare il minore. Se sopravvive, avrà imparato una severa lezione sulla vita, le buone maniere, molta disciplina, ed avrà un mestiere sicuro per il futuro. Se ci sono società italiane che aiutano? Capisco, certo, non siete molto familiari con le lingue straniere... Non è il caso di farne una malattia. A prescindere dal fatto che molti impiegati libici parlano fluentemente l'italiano, c'è una societuccia somala che appoggerebbe l'organizzazione di questi soggiorni di studio per bimbi che rompono. La gestisce a Mogadiscio un cugino di Said Omar Mugne - un vecchio amico di Bettino Craxi, da lui e dai suoi incaricato di portare la pace (a cannonate) e la prosperità (seppellendo materiali radioattivi nelle campagne somale) dell'ex colonia italiana. Non per altro, ma non vorremmo che Berlusconi o chi per lui ci accusino di non aver tenuto conto come si deve, nel pubblicizzare un mercato che cresce, il Made in Italy. Chiedetelo al suo amico Beretta , che secondo la procura della Repubblica di Brescia rifornirebbe (involontariamente) Al Qaeda in Iraq con le pistole dismesse dai servizi segreti italiani
Tratto da http://www.disinformazione.it/index.html

lunedì, maggio 15, 2006

Berlusconi offeso


Ascoltando il TG di La7 delle ore 20.00 dopo i complimenti e gli applausi per il discorso di insediamento del Presidente dello Stato in una noticina finale, il giornalista,fa' notare il disapputo(a me dalla faccia pareva proprio incazzato) di berlusconi perchè non ci erano stati i ringraziamenti al governo uscente!Lui voleva anche essere ringraziato,la faccia di tolla per non dir di peggio.

venerdì, maggio 12, 2006

Essere Comunisti


Romano Luperini
ESSERE COMUNISTI 1. Essere comunisti significa che esiste un'unica ontologia: quella dell'essere sociale. Non ci si salva da soli; l'essere umano o è sociale o non è. 2. Il comunismo è la risposta a un bisogno di significato che sia capace di unire e non dividere gli uomini. Il comunismo è dunque un valore, prima (assai prima) di essere un programma politico o economico. Oggi si tratta anzitutto di conoscere o di riconoscere tale valore. 3. Il comunismo è un valore; come tale, non è dimostrabile. Scegliere il comunismo non è scegliere una certezza, ma una possibilità. Si tratta di una scelta a rischio, non garantita da nulla. Basata solo un'ipotesi razionale (l'ontologia dell'essere sociale) e su una necessità etica (è meglio ciò che unisce di ciò che divide). 4. Il comunismo è consapevole dei limiti della specie umana nell'universo, dei limiti di ogni valore e dunque anche di se stesso. Ma, se non sappiamo in assoluto cosa è il Bene, sappiamo tuttavia cosa è il meglio. In ogni circostanza è dato sapere ciò che libera e ciò che opprime. 5. Il comunismo non si identifica oggi nel progetto di una organizzazione sociale ed economica. Qualsiasi definizione in tal senso appare allo stato attuale soltanto scolastica, dunque inutile. Il comunismo è un percorso, una tendenza, un movimento di liberazione. E' tutto ciò che si muove per abolire lo stato presente delle cose (Marx). La lotta per il comunismo è il comunismo. "Essere comunisti significa essere in cammino" (Fortini). 6. Essere comunisti significa credere che l'eguaglianza e la fratellanza degli uomini siano preferibili al dominio di una piccola parte sulla grande massa dell'umanità. Ciò comporta l'esigenza di rimuovere le cause materiali e politiche che sprofondano nella miseria, nella fame, nella non-libertà milioni di uomini. Essere comunisti significa assumere una prospettiva planetaria riguardante la specie umana nel suo complesso. Il pensatore o l'uomo politico che resti nella prospettiva di una nazione o dell'Occidente è solo un provinciale che collabora a un sopruso. Essere comunisti significa che non devono esserci più albanesi. Finche ci sarà un albanese (o un extracomunitario da respingere alle frontiere), ci sarà un comunista perché ci sarà bisogno di comunismo. 7. Essere comunisti in Occidente significa sapere che, anche in Occidente, anche in Italia, vi sono gruppi di individui dotati di diseguali facoltà di gestire la propria vita, e cioè di gradi diversi di libertà economica, politica e culturale, e che tale diseguaglianza è un disvalore da combattere. Ma significa anche sapere di far parte di una società che condanna al genocidio intere popolazioni e quindi di essere responsabili della fame e della morte di milioni di persone. Essere comunisti significa perciò respingere la parte di noi stessi che, attivamente o passivamente, collabora all'affondamento degli albanesi.

Gramsci


Gramsci:
"Il compagno Lenin ci ha insegnato che per vincere il nostro nemico di classe, che è potente, che ha molti mezzi e riserve a sua disposizione, noi dobbiamo sfruttare ogni incrinatura nel suo fronte e dobbiamo utilizzare ogni alleato possibile, sia pure incerto, oscillante e provvisorio."
Capisco ma è dura!

domenica, maggio 07, 2006

La M...a


Ho trovato questo testo in rete,purtroppo non ricordo il sito.L'autore è uno dei componenti del Quartetto Cetra,scritta nel 1973 non ha perso certo il suo significato.

La merda
Anton Virgilio Savona[1973]
Testo e musica di Anton Virgilio Savona proprio quello del quartetto cetra

Lei così tenera e pulita,La base della nostra vita.Lei che solleva dalle pene,Lei che ci vuole tanto bene.E tra ogni cosa, in fondo in fondo,La più pacifica del mondo.E tra ogni cosa, in fondo in fondo,La più pacifica del mondo.
Il nome suo lo appiccichiamoAl grande capo americano,E a tutti i grandi mascalzoniChe costruiscono cannoni.Ma non è giusto, francamente,Trattarla tanto indegnamente,Ma non è giusto, francamente,Trattarla tanto indegnamente.
Povera merda disgraziata,Sempre svilita e disprezzataQuando schifati ne parliamoE il nome suo vituperiamo.Mentre sappiamo che è innocenteE non ha colpa mai di niente,Mentre sappiamo che è innocenteE non ha colpa mai di niente.
Non la si deve maltrattare,Non la si deve confrontareCon quegli squallidi drappelliChe usano elmetti e manganelli.E non si faccia mai la svista,Di dire che è capitalista,E non si faccia mai la svistaDi dire che è capitalista.
Sempre pazienti la aspettiamoEd ogni giorno la creiamo,Mite, umilissima, garbata,Utile, onesta e riservata.Non la dovremmo tirar fuoriPer definir gli sfruttatori,Non la dovremmo tirar fuoriPer definir gli sfruttatori.
Se per un po’ riflettereteOnestamente converreteChe perde presto consistenzaE ha una brevissima esistenza.Mentre chi “merda” vien chiamatoMuore soltanto se ammazzato,Mentre chi “merda” vien chiamatoMuore soltanto se ammazzato.

venerdì, maggio 05, 2006

Mai più


A tutti i ragazzi che son partiti con lo zaino in spalla nella nebbia d’un mattino d’aprile vorrei fare il monumento a tutti i ragazzi che hanno pianto con lo zaino in spalla gli occhi bassi sulla tristezza vorrei fare il monumento
non di marmo, nè di cemento, nè di bronzo che si fa verde sotto il morso acuto del tempo un monumento del loro dolore un monumento del loro terrore e del loro stupore
ecco il mondo profumato, pieno di risa pieno di uccelli blu, di colpo cancellato da uno sparo un mondo nuovo dove sotto un corpo che cade s’apre una macchia di sangue.
Ma a tutti quelli che son rimasti coi piedi al caldo nei loro uffici a calcolare i profitti della guerra che hanno voluto a tutti i grossi, tutti i cornuti che trascinano la pancia nella via e contano, contano quei soldi.
A tutti quelli innalzerei il monumento adatto a loro con la spranga, con la folgore, coi calci, coi pugni con le parole che incolleranno alle loro rughe ai loro doppi menti marchio di vergogna e di fango. Boris Vian (1954)

giovedì, maggio 04, 2006

Fervente cristiano


Fervente cristiano o cafone al mare?

Sgradevole


Non mi scandalizzano di certo le risate di Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, e Vasco Errani, presidente diessino dell'Emiliae Romagna, mi infastidiscono le trovo sgradevoli e veramente innoportune.Io capisco che possa succedere,magari è stato un'attimo per poi tornare alla serietà dovuta all'occasione,ma da parte degli uomini di governo ci si aspetta una maggiore attenzione, anche nella gestualità,c'è sempre qualcuno pronto ad approffittarne.A tutti penso sia successo di ridere durante un funerale,magari di qualche conoscente ,forse per allentare la tensione,per allontanare quei pensieri di morte che tutti abbiamo inquelle occasioni,penso che sia umano.Comunque resta il fatto che immediatamente, i soliti corvi neri, si sono gettati sulla notizia per deprecare,stimgatizzare ecc ecc.Mi sembra che quando fu ammazzato il lagunare Matteo Vanzan a Nassirya berlusconi continuò a festeggiare lo scudetto del milan e quando fu ucciso un ostaggio italiano berl. se ne restò al mare.Forse gli scappava da ridere e non voleva essere fotografato.

domenica, aprile 30, 2006

Primo Maggio




Per non dimenticare:
1886: I "martiri di Chicago"
Il 1 Maggio 1886 cadeva di sabato, allora giornata lavorativa, ma in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia. Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono al grande corteo in 80 mila. Tutto si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e nelle principali città industriali americane la tensione si fece sempre più acuta. Il lunedì la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti, provocando quattro morti. Per protesta fu indetta una manifestazione per il giorno dopo, durante la quale, mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti. Il giorno dopo a Milwaukee la polizia sparò contro i manifestanti (operai polacchi) provocando nove vittime. Una feroce ondata repressiva si abbatté contro le organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori, le cui sedi furono devastate e chiuse e i cui dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto noti esponenti anarchici malgrado non ci fossero prove della loro partecipazione all'attentato. Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri quattro furono impiccati in carcere l'11 novembre 1887. Il ricordo dei "martiri di Chicago" era diventato simbolo di lotta per le otto ore e riviveva nella giornata ad essa dedicata: il 1 Maggio. da:http://www.lomb.cgil.it/primo_maggio.htm

venerdì, aprile 28, 2006

Vergognatevi


Mentre scrivo alle mie spalle,dalla tv,vanno in onda le elezioni per la presidenza del senato,e la mia vergogna aumenta.Vergogna per la mia parte politica che vorrebbe governare un paese quando non riesce neppure a governare le proprie forze,vergogna per questi politici a cui non interessa
nulla dell'Italia e dei suoi cittadini,che pure li hanno votati,l'unica cosa importante per loro è il potere personale,partitico.di corrente.Questi piccoli uomini che si fanno forza delle loro piccole pecentuali pechè sanno che fanno la differenza tra maggioranza ed opposizione e quindi o ci date quella poltrona, quel ministero tutto quello che chiediamo o muoia sansone con tutti i filistei.
Mi fate schifo cari signori politicanti dei miei coglioni,avete avuto il mio voto ma non avrete mai la mia stima.

giovedì, aprile 27, 2006

Angoscia


Iraq attentato a convoglio militare morti 3 soldati italiani ed un soldato rumeno.Eppure,mi dico, ce lo stavamo aspettando,quando si va'in un teatro di guerra si rischia di morire,non ci dovevamo andare,ritiriamo subito i nostri soldati,non ci vogliono,di morti sul lavoro ce ne sono tutti i giorni,i nostri morti non sono diversi da tutti gli altri, militari e civili,che muoiono quotidianamente in Iraq...eppure, eppure dentro di me qualcosa scricchiola,le certezze si fanno più nebbiose.Quell'aggettivo,Italiani,cambia l'angolazione dei miei sentimenti,nasce anche un angosciante voglia di rivalsa,di ottusa vendetta, contro gli esecutori e contro chi ha raccontato ai nostri soldati che partivano per una missione di pace.Maledetti i guerrafondai,le multinazionali,tutti i signori delle guerre,i capi di stato felloni nascosti dietro le loro ambiguità,noi vogliamo la PACE,noi sappiamo che un mondo migliore è possibile.Ma quei morti pesano come macigni sulle coscienze di chi vuole la pace proprio perchè ci danno ragione.
"Li voglio vedere qui gli uomini che domano cavalli e parlano con la bocca piena di sassi,li voglio vedere qui,davanti alla tomba" Garcia Lorca

mercoledì, aprile 26, 2006

Non ci sto'


Non ci sto',con i 4 deficienti che fischiano le brigate ebraiche e che confondono gli allora resitenti antifascisti con gli attuali politicanti sionisti.Non ci sto' con chi confonde una bandiera ed un popolo con una cricca di politici manigoldi e guerrafondai che non ha mai dato ascolto a quella parte della propria gente che vuole una pace giusta nel rispetto del popolo ebraico e palestinese.
Non ci sto' con gli estremismi cristiani,islamici,ebraici,dove ognuno di loro ha tutte le ragioni mentre gli altri tutti i torti.Non ci sto'con capi,capetti,presidenti,che uccidono e massacrano in nome di un qualche loro dio ottuso e violento,io quel dio non lo voglio,io in quel dio non mi ci riconosco.Non ci sto' con questi odierni fascisti che vorrebbero accomunare nel giorno della Liberazione i martiri ed i carnefici,le vittime del fascismo ed i fascisti.Questi personaggi oggi si possono permettere di sproloquiare proprio grazie a quelle forze di Liberazione che oggi insultano.Non ci sto' a condividere la memoria storica della Liberazione che è fatta da chi ha lottato per la democrazia contro chi voleva il nazifascismo:ad ognuno il suo.Io voglio continuare a ricordare quel 25 Aprile 1945 come un giorno di gioia e di ritrovata libertà, anche con la sua retorica con la sua partigianeria storica,io col fascismo non voglio spartire niente neanche un ricordo.

martedì, aprile 18, 2006

Riposo


Mi prendo un po' di MERITATO riposo dal lavoro e dai blog.Ci risentiamo il 26,ciao a tutti!

lunedì, aprile 17, 2006

Enrico Berlinguer


I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei programmi della società, della gente; idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune".
"Noi vogliamo che i partiti cessino di occupare lo Stato. I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della nazione: e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi dello Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo…"

Anti Balle da Indymedia

Penso che ogni commento sia superfluo! Diffondetelo.

La strategia della delegittimazione
di Anti-Balle
Questo intervento, firmato "Anti-Balle", è apparso su Indymedia. Ora davvero basta, con l'abuso della credulità popolare. Le bugie hanno le gambe corte, dice un vecchio proverbio che sicuramente il capo supremo della Casa (circondariale) delle Libertà conosce bene. Mai visto in passato un simile attaccamento al cadreghino (alla poltrona) e una simile faccia tosta! Racconterebbero di tutto pur di non staccarsi dalla poltrona , ma ecco il riassunto in otto punti delle falsità e degli imbrogli di questo strisciante tentativo di golpe mediatico.
1. Per garantirsi di non perdere, hanno realizzato una Legge elettorale a loro immagine e somiglianza, votata unilateralmente e definita dal suo stesso estensore (Calderoli) "una vera porcata". Nonostante ciò hanno perso le elezioni e, paradosso dei paradossi, la loro legge elettorale si è rivelata un boomerang.2. Hanno inventato e utilizzato, unilateralmente, nelle regioni critiche (in bilico) lo scrutinio elettronico, che non brilla certo per trasparenza, sottraendo al controllo popolare le procedure di registrazione ed invio dei dati, affidate ad anonimi operatori di società private.3. Hanno scelto loro, unilateralmente, la società a cui affidare exit poll e proiezioni, ma soprattutto non risulta statisticamente comprensibile l'andamento del voto rilevato dai dati ufficiali del Viminale. Infatti con lo scorrere del tempo, invece di assistere ad un'altalena con un sali e scendi delle due coalizioni, abbiamo assistito al costante diminuire della percentuale di voti di una sola coalizione (inizialmente data abbondantemente per vincente). Sarà un caso?4. Il Capo del Governo sa bene che la regolarità delle operazioni di voto dipende dal Ministero degli Interni, oltre che da altri organi di controllo dei vari apparati dello Stato, eppure parla di brogli. Evidentemente non si rende conto che sta accusando se stesso ed il suo stesso Governo del tentativo di truccare le elezioni (e forse per la prima volta dice qualcosa di vero). Non è un caso che nel mondo e nella storia i brogli elettorali li fa chi ne ha gli strumenti, ossia chi governa ed è l'opposizione che denuncia i brogli.5. Il Presidente del consiglio e i suoi alleati parlano di 80.000 schede contestate, che secondo i dati in loro possesso ribalterebbero il risultato. Poi si scopre che alla camera le schede contestate sono 43.028 e quindi è matematicamente improbabile mutare il risultato. Infine il Ministero degli Interni è costretto a smentire se stesso e si scopre che alla Camera le schede contestate sono poco più di 2000. Ciò che prima era improbabile ora risulta impossibile. Giusto per cancellare oltre alla memoria antica (revisionismo storico) anche quella recente, se provate ad entrare nel sito del Ministero degli Interni, da almeno due giorni non è possibile accedere alle pagine dei risultati elettorali. Un altro errore casuale?6. A questo punto denunciano irregolarità nel voto all'estero, dimenticandosi che loro hanno organizzato la macchina elettorale all'estero e la consegna delle schede. Quindi, di nuovo si autoaccusano di aver imbrogliato (NO COMMENT!).7. Calderoli, rileggendo la sua legge (magari il testo è stampato sul retro della fatidica maglietta antiislamica), decide che 45.000 elettori che hanno regolarmente votato per una lista apparentata con il centro sinistra, non devono essere conteggiati. A suo dire, dato che nella Legge si parla di assegnare i voti su base nazionale sommando i voti ottenuti dalle liste nelle singole circoscrizioni, non potendo sommare i voti di una lista presente in una sola circoscrizione, questi non valgono. In matematica è come sostenere che uno più zero è uguale a zero. Al di là della matematica, conviene ricordare che la Cassazione, prima delle elezioni, ha già deciso quali liste ammettere e quali escludere e nessun rilevo era stato presentato per escludere quella lista. Inoltre, la legge prevede che se una lista apparentata non raggiunge il quorum necessario per ottenere un rappresentante, comunque il voto rimane valido per la coalizione a cui è apparentato. Ne consegue che un elettore quando vota esercita il diritto a mandare in parlamento un suo rappresentante, per cui se appone regolarmente una crocetta su una lista presente in scheda, manifesta una volontà di voto che non può essere annullata e ignorata successivamente. Eventuali rilievi e annullamenti (a mio avviso assolutamente infondati) sarebbero stati comprensibili solo prima delle elezioni, con l'assenza del simbolo dalla scheda elettorale, altrimenti si sta imbrogliando l'elettore che pensa di votare per una coalizione ed invece non viene considerato. Forse qualcuno, per abitudine, pensa di poter fare come in certi contratti, che si fanno sottoscrivere al cliente, omettendo le postille (tipo: il premio assicurativo verrà liquidato solo se nevica ad agosto), ma nelle schede elettorali non vi sono postille!8. In ultimo, affermano che nessuno ha vinto e nessuno ha perso. Dopo aver chiesto il voto per impedire che i difensori e gli alleati dei “bambini bolliti per concimare” (una favola dal sapore antico) governino il paese, ora chiedono di governare insieme. Al di là delle preoccupazioni di qualcuno, rispetto al permanere dei propri privilegi economici e giudiziari (immunità?), come al solito si afferma il contrario di quanto dichiarato in campagna elettorale. Ancor più ridicola è questa storia della legittimità a governare. Nel 2006 il “centro sinistra” ha ottenuto il 49,8 % dei voti, pari a 19.061.108 voti. Nel 2001 la Casa (circondariale) delle Libertà ha ottenuto al senato il 42,5 % dei voti ed alla camera il 45,4% dei voti, pari a 16.915.513 voti. Per cinque anni ci hanno raccontato di rappresentare la maggioranza degli italiani, omettendo che pur essendo minoranza nel paese (45,4 % dei votanti, nel migliore dei casi) possedevano una maggioranza larghissima di deputati e senatori. Oggi, per lo meno, il nuovo Governo ha raccolto 2.145.595 voti in più rispetto alla Casa (circondariale) delle Libertà nel 2001 e rappresenta la maggioranza reale e non la minoranza premiata (dal sistema maggioritario) degli italiani. In questi cinque anni, il Governo, pur essendo minoranza nel paese, ha stravolto ogni norma infischiandosene della maggioranza del paese e ora blaterano di nessuno ha vinto o perso, solo per garantirsi privilegi e poltrone? Eh, no, mi spiace, ma questa volta dovete proprio andare a casa, senza se e senza ma, voi e le vostre indigeribili balle!
Permettetemi solo due considerazioni. La prima è: ma in questo paese c’è un giornalista degno di questo nome capace di analizzare i dati e rinviare le balle al mittente, semplicemente dicendo che talune affermazioni contrastano con la realtà, oppure il servilismo della penna e della telecamera non ha più limite? La seconda: più che cercare mediazioni con i precedenti governanti, non è forse più proficuo cominciare ad ascoltare i problemi reali delle persone e dei soggetti sociali (vi assicuro che lì le balle e gli steccati, spesso, crollano)? Per esempio, invece di inseguire interessi particolari (e tutt’altro che generali) legati al progetto TAV, non è meglio tutelare la vita e l’ambiente degli abitanti della Val Susa e cercare soluzioni per la lentezza dei pendolari? Molti hanno votato per il centro sinistra perché stanchi di odiosi discorsi all’insegna del “chi vince prende tutto e per cinque anni nessuno può più dir nulla”, non per le quasi 300 pagine di programma o le infinite mediazioni interne tra partiti e coalizioni e ora si aspettano una differente relazione tra chi governerà e i propri problemi e desideri. Tener conto di tutti/e significa cominciare a porsi davvero questo problema.

domenica, aprile 16, 2006

Vincitori e vinti o vinti vincitori?


Diliberto parlando del rischio di golpe ha dato voce a quello che tanti pensano e temono.Sul web,vox populi,è da un po' che se ne parla e neanche tanto tra le righe.C'è chi vuole ribaltare in qualsiasi modo la sua sconfitta e ribadisce che i vinti sono i vincitori nonstante granparte dei suoi stessi alleati gli chiedano di accettare la sconfitta.Il rischio è grande,in un paese diviso in2 dove non si sono ancora sopiti gli odi dovuti al fascismo,passando anche per gli anni 70 con lo strascico che hanno lasciato le stragi più o meno di stato e la mattanza brigatista,perchè berlusconi ed i suoi in questi anni hanno soffiato su queste braci che già tanti lutti hanno portato all'Italia.
Io non so' se questa mancanza di mobilitazione democratica da parte della sinstra sia dovuta al fatto che lo scendere in piazza vorrebbe dire fare il gioco di Berlusconi&C o ad una mentalità rinunciataria creatasi in tutti questi anni di non politica.Io spero di sbagliarmi ma temo che tutti i democratici debbano tenersi pronti per fare fronte alla eventualità di un ribaltamento antidemocratico.

sabato, aprile 15, 2006

Tu vuo' fa' l'americano?


Super size me
Il regista, sano ragazzone americano, è anche il protagonista di questo film/esperimento. Per prima cosa il nostro eroe si sottopone ad un rigoroso check-up medico. “Lei è perfettamente sano! Anzi ha il corpo e la salute di un vero atleta!” dichiarano i medici. E il regista propone il suo esperimento: nutrirsi per trenta giorni esclusivamente di Big Mac. “Che cosa succederà al mio corpo?” chiede ai dottori che lo hanno appena dichiarato in salute. “Non molto, forse si alzeranno un po’ il colesterolo e i trigliceridi”. E l’esperimento comincia: sotto un continuo controllo medico, il buon regista comincia ad ingurgitare il menù completo di Mc Donald’s, versione Supersize. I risultati saranno spaventosi: quasi 8 chili di crescita di peso, valori ematici completamente sballati, crisi di depressione, perdita di libido sessuale …. “Se continua così potrebbe morire presto” sentenziano a questo punto i medici. Questo commento tratto da:http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000426 mi convince sempre di più che la civiltà è un'altra cosa.

Il nano


Come diceva il grande De Andrè:un nano è una carogna di sicuro perchè ha il cuore troppo vicino al buco del culo.Una lucida premonizione.

mercoledì, aprile 12, 2006

Dante Di Nanni


Perchè ricordare Dante Di Nanni?Forse Di Nanni mi è tornato in mente proprio grazie alle elezioni,forse mi è venuto naturale fare un confronto tra i compagni di oggi e quelli di 60 anni fa',perchè,bisogna sempre tenerlo ben presente,che è grazie agli uomini come lui ,nonostante berlusconi&C,oggi noi viviamo in un paese democratico.
Riporto di seguito il testo di una canzone a lui dedicata negli anni 70 dai mitici Stormy Six ed alcune note tratte dal sito dell'ANPI e dal sito:
http://freeweb.supereva.com/gcddn.freeweb/dante%20di%20nanni.html?

Dante di Nanni -Stormy Six
Nel traffico del centro pedala sopra il suo tricicloe fischia forte alla garibaldina.Il carico che piega le sue gambe e' l'ingiustizia,la vita e' dura per Dante di Nanni.L'alba prende il treno e c'e' odore di porcilesui marciapiedi della sua pazienza,e nella testa pesano volumi di bugie.La sera studiera', Dante di Nanni.Trent'anni son passati, da quel giorno che i fascistici si son messi in cento ad ammazzarloE cento volte l'hanno ucciso, ma tu lo puoi vedere:gira per la citta', Dante di Nanni.L'ho visto una mattina sulla metropolitanaE sanguinava forte, e sorrideva.Su molte facce intorno c'era il dubbioe la stanchezza.Ma non su quella di Dante di Nanni.Trent'anni son passati, da quel giorno che i fascistiCi si son messi in cento ad ammazzarloE ancora non si sentono tranquilli,perché sanno che gira per la citta', Dante di Nanni.

ANPI - Dante Di Nanni
Dante Di Nanni Nato a Torino il 27 marzo 1925, caduto nella stessa città il 18 maggio 1944, motorista, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Intorno a mezzogiorno la notizia era già arrivata, creando viva eccitazione, nelle grandi fabbriche di Torino: "Stanno sparando contro le brigate nere in Borgo San Paolo". In realtà erano i fascisti e i tedeschi che, con l’appoggio di un carro armato e di un’autoblinda, dalle 11 scaricavano gragnole di colpi contro le finestre del secondo piano di un edificio di via San Bernardino. Dalla casa, ogni tanto, partivano brevi, precise raffiche di mitra e qualche lancio di bombe a mano. Ad un certo punto una carica di tritolo bloccò anche il carro armato. Poi i colpi che arrivavano dalla casa si fecero sempre più radi e ad un tratto ad un balcone apparve la figura di un uomo; il giovane si avvicinò vacillando alla ringhiera, levò in alto il pugno chiuso in un ultimo gesto di sfida e si lasciò cadere nel vuoto. Così morì Dante di Nanni, che già pochi giorni dopo fu proclamato "Eroe nazionale" dal Comitato militare del CLN regionale piemontese. Il ragazzo era figlio d’immigrati pugliesi. A 15 anni era entrato in fabbrica, ma aveva continuato a studiare in una scuola serale. A 17 si era arruolato in Aeronautica e nell’agosto del 1943 era motorista al I Nucleo addestramento caccia di Udine. L’8 settembre del 1943 non segnò il ritorno a casa ma, con l’amico Francesco Valentino, poi impiccato dai fascisti in corso Vinzaglio a Torino, l'inizio della lotta contro i nazifascisti in una piccola banda nelle vicinanze di Boves. Dispersa la formazione, Di Nanni, sempre con Valentino, alla fine di dicembre riuscì a riparare nella sua abitazione torinese. L’inattività durò poco. Alla fine di gennaio, i due ragazzi erano già entrati nei G.A.P. comandati da Giovanni Pesce. La notte del 17 maggio Pesce, Di Nanni, Bravin e Valentino attaccano una stazione radio sulla Stura; prima di farla saltare in aria disarmano i nove militi che la presidiavano e, sulla promessa che non avrebbero dato l’allarme, salvano loro la vita. I gappisti, invece, vengono traditi e sono sorpresi da un intero reparto nemico. Nello scontro, i quattro rimangono tutti feriti, ma riescono a sganciarsi. Il più grave è Di Nanni, raggiunto da sette proiettili al ventre, alla testa e alle gambe. Pesce, ferito ad una gamba, riesce a trascinare Dante in una cascina e, all’alba, a farlo trasportare nella base di borgo San Paolo. Qui un medico antifascista vede il ferito, ne ordina l’immediato ricovero in ospedale e Pesce lascia Di Nanni per organizzarne il trasporto. Quando ritorna, i fascisti, avvertiti da una spia, stanno già sparando contro la casa di via San Bernardino.

http://freeweb.supereva.com/gcddn.freeweb/dante%20di%20nanni.html?pDurante un assalto ad una stazione radio che disturbava le frequenze di Radio Londra, Dante rimase ferito da sette colpi. Subito venne trasportato in una casa-rifugio, dove ricevette i primi soccorsi. Nonostante le cure del medico, le condizioni di Dante restarono gravi. Dovette attendere l'arrivo di un ambulanza, che lo avrebbe portato in ospedale. Purtroppo giunsero prima i fascisti e i tedeschi. Barricatosi in casa, una volta circondato lo stabile, respinse diversi attacchi e decimò i nazifascisti. Finite le munizioni, ferito e stanco, decise di uccidersi gettandosi dal balcone a pugno chiuso, piuttosto che farsi prendere vivo dai nazifascisti...
"[...] si dirige strisciando verso la ringhiera del balcone, con uno sforzo disperato si alza in piedi: non sente più il dolore. S'affaccia. Come d'incanto gli spari cessano all'improvviso. Quell'apparizione sorprende gli assalitori: quel ragazzo seminudo, coperto di cerotti e di sangue che saluta a pugno chiuso li lascia sgomenti e attoniti. In quell'attimo il ragazzo si poggia in avanti, preme col ventre, preme sempre di più, abbandona la testa in giù: -Mamma-, urla. Il corpo scivola nel vuoto, cade sul selciato. Eccolo. Il corpo del 'piccolo' è sul cemento, immobile: un povero fagotto di stracci, di sangue e di capelli neri. Accorre un milite fascista col mitra puntato. Sta per sparargli. Sopraggiunge un tedesco, e lo spinge via in modo brutale. Al padre, due giorni dopo,qualcuno racconterà la pietosa bugia: che i tedeschi hanno reso al morto l'onore delle armi. Nessuno ha visto. Ma certo hanno avuto più rispetto dei fascisti.
Era il 18 Maggio del 1944, anno del signore. Il 'piccolo' non se ne era andato nell'aldilà da solo. Nove tra tedeschi e fascisti uccisi. Diciassette i feriti."