domenica, luglio 01, 2007

L’avvenire di un popolo è anche nella sua memoria.


Vorrei segnalare un sito,incontrato casualmente,molto interessante,vale la pena girarselo in tutte le sue parti:http://perso.orange.fr/arts.sombres/polar/3_tribune_memoire_it.htm

Di seguito un breve brano tratto dal sito.


Abbasso la storia, viva la pubblicità!ovvero La lobotomia popolareSettembre 2005
Etienne Borgers, critico e sceneggiatoreTrad.: Giovanni Zucca


L’avvenire degli eroi è nella memoria dei popoli.Se questa frase lapidaria racchiude il fermento della giusta celebrità, le manca il suo indispensabile corollario: l’avvenire di un popolo
è anche nella sua memoria.I poteri di ogni sorta lo sanno fin troppo bene, e l’occultamento dei fatti del passato è moneta corrente per i politici che vogliono
controllare il popolo senza essere infastiditi dalla luce crudele gettata dal passato recente, che spesso fa da guastafeste.Il passato è lobotomizzato, senza permesso di soggiorno o travestito da clown, a seconda degli umori di quelli che dirigono i loro
concittadini. Con l’eccezione del passato ufficiale, per il quale viene ripetuta sempre la stessa solfa e che viene costantemente esibito
con i suoi simboli e il suo cerimoniale, questo passato inscatolato che occupa la scena e impedisce che le frange scomode del passato reale
ostacolino le manovre di travestimento del quotidiano e delle sue verità minacciose.
Rassicuratevi, quando parlo di politici, non mi riferisco solo agli apparatchik e agli altri arrivisti che si fanno eleggere « per vie
legali » promettendo alle masse di risolvere falsi problemi. È l’intera classe di coloro che reggono lo Stato che è presa di mira.Si potrebbe affermare, d’altro canto, che una amministrazione è tanto più pervertita, menzognera e corrotta quanto più nega gli eventi del
passato, sia che li occulti o che li ignori. E non lasciamoci trarre in inganno, l’occultamento e l’ignoranza programmati sono più
pericolosi della negazione: essi soffocano qualunque dibattito, con grande sollievo degli strangolatori ufficiali della verità.L’occultamento della memoria di un popolo è generalmente proporzionale al grado di volontà di negazione della democrazia da parte dei
detentori del potere, ufficiale o parallelo... In democrazia, e altrove. Nei governi e nelle elite loro complici, in tutti i corpi
costituiti, dall’esercito alla polizia, passando per le Chiese e i tecnocrati di ogni genere... e presso gli amici di questi poteri. È una
gara a chi dimenticherà di più, il più presto possibile.
Il 21° secolo occidentale si è dimostrato maestro nel condizionamento sociale, mascherando con frenesia l’appartenenza del cittadino a una
classe o a una cricca. Tutti consumatori! gestiti grazie all’alibi democratico. Tutti sottomessi alle leggi di mercato, leggi i cui gran
sacerdoti difendono con ferocia l’accesso alla loro casta e ai privilegi che comporta. Ad ogni costo. Prezzo che, sia esso umano o
pecuniario, è pagato, come è giusto che sia, dagli altri. Mentre la casta è fortemente aiutata dall’oblio ufficiale imposto, dalla
sepoltura della memoria dei fatti essenziali, recenti o remoti.I poteri non vogliono giustificare la loro esistenza. Né i loro abusi. Né le loro manovre sottobanco, antidemocratiche. Ancora meno coloro
che li esercitano.L’oblio organizzato è l’essenza della loro irresponsabilità, irresponsabilità che vogliono totale e senza appello. Nel presente e di fronte
all’avvenire. La verità appartiene solo al vincitore...

martedì, giugno 26, 2007

Ecco il nuovo Super Eroe che salverà l'Italia


Si dichiara filosofo ed appartenente ad una moderata fazione conservatrice della C.D.L(Combricola Di Ladri)ma non fatevi ingannare dal suo dolce e vacuo sorriso,dal suo dondolate cranio ammiccante dietro di lui si nasconde il vero Superciuk(da lui hanno copiato Magnus&Bunker)che con un venefico colpo di fiato stordisce le sue povere vittime e le depreda di tutti i loro scarsi guadagni,perchè il suo motto è:noi rubiamo ai poveri per donare ai ricchi!

Scooterista?No grazie,sono un motociclista!


Scovata in rete l'ultima novità per gli scooteristi più alla moda,alla modica cifra di 10.000 euri potrete portarvi a casa questo meraviglioso ed ultra tecnologico prodotto della tecnologia moderna.Optional:carta igienica,salvietta profumata(lo scooterista ce l'ha PROFUMATO) e spazzolino per lo scarico.Verrà praticato uno sconto del 10%a tutti i clienti della crema contro le rughe del viso Scooter Cream,la crema per il vero scooterista!
Ps:i motociclisi sono quei personaggi che continuano a voler guidare quegli antiquati mezzi che sinistra ,raramente a destra,hanno una leva strana che si chiama cambio.

venerdì, giugno 22, 2007

Attenzione


Attenzione io so che questa casa aperta a tutti è sempre piena di compagni, i fiori che dipinge la tua mano sono belli e tanto colorati. Però ci si affeziona anche alla propria fantasia alla propria confusione al proprio essere persi in mezzo al mare, e le vele e le reti e le prigioni sono calde e danno sicurezza proprio come dei santi incorniciati. Attenzione che non ci si risvegli una mattina con qualche cosa da salvare.
Attenzione non è vero che son morte le sirene che le navi vanno avanti, Attenzione trasformatevi in ragni se solamente avete voglia di scappare, Attenzione che non ci ritroviamo con la testa di un serpente incapace di strisciare, tra i fori ancora aperti di un'idea. Attenzione a non lasciarsi per la strada i gesti le parole necessarie per parlare Attenzione a non svegliarsi una mattina senza la voglia di cambiare.
Attenzione lo so che il mantello di quel vecchio partigiano è sempre in prima fila lì sull'attaccapanni, e poi che la pazienza è una virtù e che il sole nascerà con l'acqua e con la neve di chissà tra quanti anni, Attenzione lo so che il fucile è lì nascosto in quel libro di racconti, però che non diventino ricordi o fantasie, che non sia caricato solamente a sogni. Attenzione che non ci troviamo una mattina per le strade, a raccontarci le nostre storie di bambini nati morti e magari, magari anche con soddisfazione. Attenzione che non ci ritroviamo tra le mani la paura calda immensa e vera dentro il corpo nella testa, tra le mani la paura calda immensa e vera della rivoluzione. Claudio Lolli

Anni 50 nati dalla guerra.


Non so' se capita anche a voi ma la memoria non è a settori,qui quell'anno,qui quel mese quel giorno e via dicendo,no spazia semplicemente
avanti e indietro nel tempo collegando ricordi e situazioni indipendetemente dalla logica e dalla volontà.Dico questo perchè scrivendo
degli anni 70 sono riaffiorati ricordi,per me altrettanto importanti,degli anni 50 anzi del 1957/58,la mia bellissima infanzia "tra la via
emilia e il West".Si perchè il quartiere dove sono cresciuto,santa viola a Bologna,allora era ancora immerso nella campagna,sotto casa un
campo dove si svolgevano infinite partite di calcio tra le varie vie del quartiere e dove,non ricordo in che mese,si fermava un pastore con
il suo gregge di pecore.Una pecora,come vuole madre natura,decise di partorire davanti ai nostri occhi,beh fu da quel giorno che
cominciammo a nutrire seri dubbi su cavoli e cicogne.Altra cosa importante per noi erano"il campo e la casa e dei cretini"zona dove
probabilmente,su i ruderi della casa bombardata dove giocavamo,prima della guerra esisteva un manicomio e da qui il nome che si portò
appresso fino alla sua demolizione sostituita da una modernissima fabbrica(La Castelli) ed il campo sostituito da un centro
sociale/bocciofila/campi da tennis/giardinetti.Il contadino era,ovviamente,il centro delle nostre attenzioni sopratutto nel periodo della
frutta,cosa c'è di meglio di un frutto rubato dall'albero?Nulla penserete voi,ma non quando il contadino corre forte e spara con una
doppietta caricata a sale bisogna avere gambe svelte!Nel nostro piccolo mondo fatto di 4 o 5 strade non ancora asfaltate,di campi di
grano,non esistevano praticamente pericoli,tranne il cadere dagli alberi e dalla inseparabile"bici",di auto ne circolavano 4 o 5 al
giorno,gli inverni portavano sempre tanta neve e l'estati tanto sole.Poi c'era la ferrovia con il suo"mostro a vapore",una vecchia
locomotiva a carbone addibita alle manovre di spostamento vagoni.Noi li' a bocca aperta,era uguale al mio modellino Rivarossi,fino a che un
giorno il macchinista ci fece salire nel caldo torrido e fumoso della cabina di guida,tra lui e il calore della caldaia noi facemmo quei 2
o 300 metri che ci fecero sentire Pecos Bill,Toro Seduto,le giubbe rosse,nordisti e sudisti tutto in una volta sola.E il fiume
Reno?Indimenticabile.L'inquinamento,se c'era,non doveva essere un granchè visto che nei periodi di secca ci facevamo il bagno,catturvamo
rane,salamandre,bisce d'acqua(povere bestie,che brutta fine) e con la fionda tiravamo sassate ai topi.Una cosa pericolosa però c'era anche
allora ed erano i residuati bellici,bombe inesplose,ma anche armi forse malamente sotterate o abbandonate nel dopoguerra,in quel caso si
chiamava il nostro nemico/amico contadino che,coraggiosamente armato di carriola,caricava il tutto e buttava nel pozzo.Poi i Prati di
Caprara con le torrette della zona militare e le seninelle sonacchiose che fingevano di non vederci "alla guida" dei vecchi autocarri Dodge
e Chevrolet abbandonati dagli americani.E il calzolaio siciliano fuggito dalla sua isola per non commettere un delitto d'onore,lo vogliamo
dimenticare?E "Rumagna"un'anziano che per miseria o per abitudine "ciccava"cioè raccoglieva i mozziconi delle sigarette,ne toglieva il
tabacco e con una mano sola,riempiva una cartina ed arrotalava una nuova sigaretta.Mi fermo qui',per ora,ma più scrivo più i ricordi si
affastellano uno sull altro tra maceria di vecchie e di nuove guerre,tra vecchie e nuove domande comincio un poco a smarrirmi,sarà l'ora
tarda o non so'.

mercoledì, giugno 20, 2007

Anni 70 nati dal fracasso.


Anni 70 nati dal fracasso.La frase del post è tratta da una canzone di Paolo Pietrangeli e nel suo contenuto già risponde ad una domanda che mi è stata posta da mia
figlia sia su com'era la Bologna che mi/ci manca sia su come erano i miei anni giovanili,appunto dalla fine degli anni 60 fino ai primi
anni 80,corrispondenti oggi alla sua età.E' una domanda,nella sua scarna semplicità,terribilmente complessa perchè riuscire a spiegare il
passaggio che porta da Rita Pavone agli scontri di piazza pretenderebbe molto più di un post anzi non basta un blog dedicato unicamente a
quegli anni.Eliminando la lettura dei libri e dei siti dedicati a quel periodo della "nostra" storia rimangono solo i ricordi,le esperienze
e le emozioni personali e già non è poco.Allora cominciamo con lo strettamente personale,anno 1965 l'incontro con 2 persone che avrebbero
cambiato completamente la mia visione della musica,della letteratura e della politica.Augusto e Sonia,incontrati durante un campeggio
estivo nelle mie vacanze agostane e romagnole;lui alto,magrissimo con un profilo da pellerossa e dei capelli,per allora,lunghissimi,lei con
profondi occhi scuri ed il magnetismo e la bellezza delle donne mediteranee.Con loro scoprii Bob Dylan,Woody Guthrie,Peter Seeger e tutta
la nuova canzone americana,Alen Ginsberg,Gregory Corso,Jack Kerouac,Lawrence Ferlinghett, WILLIAM BURROUGHS ,insomma tutta la beat
generation americana.Augusto si dichiarava anarchico,termine che io riuscivo a collegare unicamente e scolasticamente a Gaetano Bresci,e mi
spiegò i primi rudimenti del comunismo libertario che mi fecero intravedere un modo di vivere la vita completamente differente dal
mio.Tornato a Bologna passavo le mie giornate tra la biblioteca comunale e l'ascoltare tutta questa nuova musica.Per i risultati scolastici
fu un massacro,sia perchè non studiavo sia perchè cominciai a rompere i coglioni ai prof.con argomenti,allora,non proprio conformi alla
scolasticità.Cominciai a leggere anche i classici del movimento anarchico ed il loro giornale Umanità Nova,quando lo trovavo lo compravo in
alternativa era nella bacheca dei giornali all'esterno della Camera del Lavoro assieme all'Avanti ed a L'Unità.In quel periodo uscivo con un gruppo di amici che frequentavano scuola d'arte ed il liceo artistico e già si avvertivano i primi sussulti di una nuova arte che
rompesse con gli schemi di quella tradizionale,un'occhio alle eperienze USA e l altro ai movimenti rivoluzionari.Siamo,più o meno al 1967.Continua.

martedì, giugno 19, 2007

Chiesa Chiesa


Tra le ballate della fine degli anni 60 che ancora ricordo per l'impatto che ebbero su di me c'è sicuramente "Chiesa Chiesa" di Giovanna Marini la folk singer,termine sicuramente riduttivo,romana che allora faceva parte del Nuovo canzoniere italiano assieme a Ivan Della Mea, Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli e a tanti altri interpreti della canzone popolare,sociale e politica.I contenuti di questa lunga ballata non hanno perso il loro valore,anzi sembrano scritti oggi e non nel 1967.

Chiesa Chiesa
(Testo e musica: Giovanna Marini)da Chiesa Chiesa, 1967

Chiesa, Chiesam’hai creato e m’hai distruttoma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da mortaper potermi un giorno resuscitare.
Sono nata cattolica e cattolica credente,ho solo un pensiero fisso nella mente distruggere la Chiesa andavo a scuola, a scuola dalle suore e a Messa portavo al posto del messale le piccole edizioni foderate uguale con Ippolito Nievo Pirandello, Pavese,gli amanti di Lady Chatterley scritto in inglese per non accettare tranquilla di fare quello che vuole la Chiesa nostra madre non per Dio, non per noi, ma per la propria sopravvivenza.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Non si scappa dalla Chiesa corri forte come il vento ma la trovi lì in attesa indulgentissima ventosa scoprirai che non c’è offesa che la possa disarmare sempre pronta a contrattare perdonare riassorbire.Dici:«ecco, guarda ho peccato e non mi importa stando alle tue regole l’anima mia è morta lasciamela in pace come con una defunta»,ma ci sarà il prete illuminato dice: «hai fatto bene a peccare se hai peccato»e ti ritrovi con questo Cristo risorto ma non era meglio se restava morto.
Fingi di non vedere le infinite vie d’uscita che non sono compromesso anzi, ti spiegano,grandezza della Chiesa:sono le chiavi per aprire le porte che ti accolgono cattolico fino alla morte fingi di non vederle fai l’ottuso, il cristallino esigi pane per il pane vino per il vino dopodiché t’accorgi che così sei piùcattolico di prima anzi, il meglio, il fior fiore, la crema cattolico di prima anzi, il meglio, il fior fiore, la crema.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Guardi ai cattolici con scherno e disprezzo quelli San Vincenzo e dieta il Venerdì che leggono l’Osservatore Romano e rubano senza che gli tremi la mano fanno la comunione ostentatamente sentendosi gli eletti tra tutta la gente gridano allo scandalo se due innamorati fanno l’amore senza essere sposati associano il concetto di peccato e di offesa solo con quello di carne lesa usano a sangue freddo un sacramento pur di avere un appalto o una poltrona in parlamento gridi «farisei, impostori»poi ti accorgi che questo lo gridava anche Cristo morto e risorto per ritrovarsisolo cattolico di sinistra.Ma allora,come ne usciremo noi come faremo a distruggere la tomba che sapientemente la Chiesa dopo secoli di governo ha imparato a forza di dogmi a costruirci attorno.
Poi, ho conosciuto lui, l’abate,un povero vecchio prete da tutti scartato come un appestato perché era un prete spretato.È venuta persino la polizia a chiedere perché lo ospitavo a casa mia lui che era un prete spretato.Papa Pacelli lo aveva esiliato Papa Giovanni lo aveva richiamato e lui tra papa e papa sballottato sperava, cercava,soffriva.Così mi ha insegnato,il prete spretato a amare di essere viva e con la vita la verità cercarla senza viltà.Mi spiava con un sorriso curioso stupiva che credessi all’Inferno«Se ami Dio non puoi accettare che viva il suo vuoto in eterno».«Se ami Dio non puoi accettare che viva il suo vuoto in eterno».
Prete spretato da quando ti ho incontrato sento così vivo il mio corpo forte come se avesse vinto persino la morte.
Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.Sarebbe bello sapere su quale strada andare sicura sin da prima invece di cercare giorno dopo giorno e scegliere magari quella che pare a tutti la peggiore.Vorrei sentirmi dire in quella casa è Dios enza ogni volta trovare un io più grande del mio.Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.È meglio non sapere su quale strada andare sicuri sin da prima è meglio cercare giorno dopo giorno e scegliere magari quella che pare a tutti la peggiore.Perché dovrei tremare perché aver paura quando siamo tanti da un solo blocco solo cresciuti, perfezionati mai morti e mai nati.
Prete spretato da quando ti ho incontrato sento così vivo il mio corpo forte come se avesse vinto persino la morte.
Certamente conosciamo il cattolico romano quello col naso aquilino e le lunghe bianche ossa quello con l’assicurazione ereditaria alla vita eternaer editaria come le tare della sua famiglia nera quello che della salvezza è certo, non spera ben sapendo che gli spetta per rango e per onore quello che disprezza chi vive sempre sull’orlo di perdere l’anima e sta aggrappato alla sua e non sa che lui l’anima non ce l’ha.Quello che dice che pratica la carità cristiana e che grida all’infamia se un povero disoccupato si è comprato un bel vestito o rifiuta un pacco dono quello che vicino a sé non ha proprio nessuno circondato come è da uno spessore di due metri almeno tutto pieno di virtù dogmi, crismi e catechismi.Quello che dice che Cristo era il primo socialista che si accosta alla Samaritana e una sera si è chinato e ha lavato i piedi a Pietro.
Ma Cristo è la Samaritana, è Pietro, è te, è me, è solo vita, è noi che siamo nati eterni e andiamo a morire Cristo è Antigone, è Giocasta, è Bruto, è Caligola,è il bandito Giulianoè Leonardo Cimino.
Chiesa, Chiesa m’hai creato e m’hai distrutto ma Dio io non l’ho raggiunto piazzata tra me e lui come una pietra tombale mi tratti da morta per potermi un giorno resuscitare.
Chiesa, Chiesa come hai potuto cambiare l’amore in colonne di potere.I tuoi progressi da alunno intelligente tutto sommato non mi dicono niente.Spero che un giorno tu voglia capirese vuoi salvare Dio devi scomparire se vuoi salvare Dio devi scomparire se vuoi salvare Dio devi scomparire.

lunedì, giugno 18, 2007

Pribke e il dio che non c'è.


Fate una ricerca su "dio dov'era" e su Google avrete come risposta: 158.000 per dio dov'era.Il dubbio che il dio degli ebrei,dei cristiani,dei mussulmani,davanti alle bestialità degli uomini,non c'era e non c'è,diventa una
certezza.Si perchè,se non sei accecato dal dogmatismo religioso,dovrai pure renderti conto che,anche se sei credente,il tuo dio è perlomenolatitante ed assenteista.Questo è un dio infinitamente buono che crea inferni non solo in terra,nella vita degli uomini,nei campi di sterminio di qualsiasi colore essi siano,nelle guerre,nelle quotidiana sopraffazione del forte sul debole,questo è un dio infinitamente ed eternamente
buono che se non ti sottometti al suo potere,alle sue leggi,ti condanna all'inferno eterno.Allora datemi un dio cattivo e vendicatore,lo
preferisco.Un dio che io debba temere,di cui temo le vendette come e più di quelle degli uomini fatti a sua immagine e somiglianza e che
mai lo potranno raggiungere nell'immenso bene e nell'immenso male.Non parlatemi del libero arbitrio,perchè un dio infinitamente buono nonpermeterebbe mai ai suoi figli di fare tutto il male che fanno,anche in suo nome, con la cosapevolezza,anzi la certezza,di averli creati
per poi condannarli alle fiamme eterne,questo dio si renderebbe conto dell'errore fatto e con uno schioccare delle sue celesti dita
cancellerebbe la terra con tutti i suoi orrori.E Priebke?Solo un'altro esempio che dio non c'è.Anche se le parole che seguono sono ben conosciute,spero vengano ritrovate e mai cancellate dalla memoria e dalla coscienza di chi le
leggerà.
Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminionon colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinettiriposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d'ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattarela vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA" Piero Calamandrei, Lapide ad ignominia, Cuneo, 1952

domenica, giugno 03, 2007

Compagno,sempre compagno,nonostante loro.


Nonostante loro,intendendo i compagni in area di governo,io resto compagno,anche se la ragione mi direbbe di fregarmene altamente di tutto e di farmi solo i cazzi miei,non ce la faccio a buttare a mare 40 anni di sogni,di incubi,di speranze e delusioni.Io figlio della piccola borghesia impiegatizia bolognese conservatrice e di destra, quasi un benestante cresciuto in un quartiere proletario della periferia Bolognese ho fatto presto a capire che si stava meglio alla sezione del PCI che in parrocchia,ho preferito da subito i moccoli che partivano alla Nannetti durante le discussioni,politiche o di sport che fossero,al salmodiare del prete e delle beghine in chiesa:poi volete metter l'odore del fumo delle Nazionali,delle Sax e del toscano tra i tavolini dove si giocava a briscola alla puzza mielosa dell'incenso?Poi tutto il percorso comunista libertario dagli anni 60 ad oggi,perchè dietro di noi c'è tutto un passato che non è solo nostalgia della gioventù ma è anche impegno in prima persona,è strada percorsa assieme,per perdersi poi in tanti rivoli di vita,è a volte ritrovarsi per ricominciare con tante esperienze in più,è partecipare,anche magari con un semplice blog,ad una crescita individuale e collettiva.Perchè comunque il potere costituito sappia che c'è chi non cede al suo qualunquismo, al suo

cambieremo tutto per non cambiare nulla,alla sua disinformazione,al suo trasformismo politico

solo in funzione della sua soppravivenza,perchè sappia che di questa spina che ha nel fianco non si libererà tanto facilmente.Illusioni?Puo darsi,ma siamo ancora qui,possibilmente,a rompere i coglioni!

mercoledì, maggio 23, 2007

Noi siamo colpevoli






  • Noi siamo colpevoli e le nostre colpe stanno tutte in quel noi.Noi siamo colpevoli di sogno liberato dalle catene dell'ioNoi siamo colpevoli di sangue desiderato e di sangue sempre pagato Noi siamo colpevoli di aver raccolto le armi dei nostri padri Noi siamo colpevoli della sconfitta dei vinti Noi siamo colpevoli perchè non ci siamo rassegnati Noi siamo colpevoli perchè vogliamo ancora essere uomini liberiNoi siamo colpevoli del peccato più grave quello di essere innocenti.

giovedì, maggio 17, 2007

Un fatto personale


Essere linkati da un altro blog fa' sempre piacere(narcisismo in fase acuta)ma se chi lo fa' è la propria figlia fa 'ancora più piacere(http://farodialice.blogspot.com/)
Topolina ti voglio tanto bene.

domenica, maggio 06, 2007

Troll margherito Vs Korvo Rosso


Solitamente non seguo gli scontri tra i bloggers di Kilombo perchè molte volte mi risultano un po' troppo personalistici o un po' da dialettica da bar,ma siccome questa volta c'è di mezzo un compagno che stimo ed appoggio in quasi tutti i suoi post,intervengo pure io.Korvo Rosso ma che fai dai retta a troll margherito valerio(grazie per l'idea troll a Spartacusdue) lascia perdere, non

si devono frequentare le cattive compagnie specialmente quelle di provocatori bisognosi di fare le belle del reame.Continuiamo a confrontarci su cose serie e di sinistra e lasciamo i cazzari alle loro cazzate. Un caldo saluto a pugno chiuso.

sabato, aprile 28, 2007

Toghe Rosse assolvono berlusconi


Ebbene si anche berlusconi può essere innocente,lo so' che può parere strano ma dopo essere stato applaudito all'Ultimo Congresso dei fu DS,l'assoluzione per non aver commesso il fatto, attendiamo con rispettoso raccoglimento la richiesta della sua beatificazione.

Da un ricordo d'infanzia di mio padre:mio nonno'in un'antica Sardegna che non esiste più,incontrò mio padre a zonzo per il paese e nonstante mio padre si giustificasee dicendo che la la scuola era chiusa fu riaccompagnato a casa a calcioni nel sedere.Quando mio nonno imparò che la scuola era realmente chiusa rivolgendosi a mio padre disse che le pedate erano per tutte le volte che non l'aveva beccato in giro quando la scuola era aperta.Chi vuole intendere intenda!

martedì, aprile 24, 2007

25 Aprile2007,la Resistenza non è ancora finita



Prefazione a:AA. VV., La prima volta che ho visto i fascisti.

............- Ah, ma continuate a occuparvi di cose di sessant'anni fa, quando passerà questo passato di ideologie, quando lascerete vivere in pace questa nazione?Al contrario, noi ci occupiamo del presente. Dell'assalto alla costituzione formale per portare a termine l'arrembaggio a quella materiale, ai diritti civili e collettivi, all'eredità positiva di lotte sociali e sindacali che l'antifascismo l'avevano nella carne e nei nervi. Negli ultimi trent'anni si è andato creando e imponendo un nuovo senso comune "anti-antifascista", nutrito di banalizzazioni, minimizzazioni, luoghi comuni, riscritture storiche, clichés reiterati prima in nicchie di discorso e poi sul piano generale. E' in corso una riabilitazione del fascismo che va oltre la contingenza, oltre l'immediata attualità, oltre la sopravvivenza di questa o quella compagine di governo. E' un'operazione partita molto prima di B********, e proseguirà anche dopo. Certo, solo nel periodo 2001-2005 la RAI poteva mandare in onda la cerimonia di consegna del premio Almirante. Solo un governo come quello di B******** poteva pensare di tagliare i fondi all'ANPI in vista del Sessantennale della Liberazione e, al contempo, proporre la pensione di guerra a repubblichini e reduci italiani delle SS. Solo B******** poteva equiparare il confino degli antifascisti a una "villeggiatura". Solo nel clima posteriore allo "sdoganamento" del neofascismo si potevano definire "incidente di percorso" le leggi razziali del '38, e arrivare a dire che "Almirante salvava gli ebrei". Solo l'ansia revanscista degli "sdoganati" poteva intitolare vie e piazze di diverse città a gerarchi e capimanipolo. Solo nel paesaggio mediale deturpato dagli ecomostri di sottogoverno potevano affacciarsi sceneggiati televisivi in cui il nazifascismo scompare del tutto lasciando il posto a generici "italiani".Tuttavia, questo non è che l'apice di un processo iniziato fin dal Dopoguerra, movimento che prima di confluire nel grande fiume democristiano ebbe come prima, rudimentale espressione politica l'Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini, dopodiché prese forma su certi rotocalchi popolari a larghissima tiratura, pregni di languori monarchici e nostalgia piccolo-borghese, laboratori ideologici di un'Italietta che presto si sarebbe definita "maggioranza silenziosa", ostile al movimento operaio, al conflitto, al pluralismo, al "culturame" (celebre neologismo scelbiano), alla stessa Costituzione. Una parte d'Italia mai stata antifascista, che consumava le opere di divulgazione pseudo-storica di autori come Montanelli, Cervi, Gervaso, Petacco, e pian piano creava mito revanscista sulle foibe, sull'esodo istriano-dalmata, sui regolamenti di conti dell'immediato Dopoguerra, in attesa di tornare a esprimersi senza pudori né ipocrisie, fuori dal ghetto del neofascismo (chi c'era rimasto) e fuori dalla - mai accettata - cultura della mediazione, dalla gabbia di ferro dei linguaggi "dorotei", "morotei", delle "convergenze parallele" etc. Insomma, siamo molto oltre il "revisionismo storico", di fronte a un'operazione ideologica a vasto raggio, pluridecennale, vero e proprio "rastrellamento del pensiero". Questa non è stata soltanto la lunga premessa culturale alla situazione che stiamo vivendo, bensì la sua base strutturale, il reale presupposto di tutta la propaganda a seguire. I partigiani? Tutti comunisti pronti all'insurrezione, e tutti assassini. Nel '45 hanno preso il potere e lo hanno mantenuto fino alla rivoluzione democratica del 2001, quando B******** e i suoi alleati han vinto le elezioni, con l'intento di cambiare la Costituzione "bolscevica" ("che limita la libertà d'impresa", ipse dixit). Quest'offensiva non cesserà con l'inevitabile caduta di B*******. Peccheremmo di "autonomia del politico" se lo credessimo. Il blocco socio-culturale che ha mandato al potere questi impiastri continuerà a lottare con la forza di stereotipi e tormentoni. Purtroppo, nemmeno i "nostri" ambienti (chiamiamoli "radicali", "di movimento", "di sinistra", you-name-it) sono impermeabili alle riscritture e banalizzazioni della storia: l'ideologia di cui sopra si fa strada anche tramite la condanna retroattiva e indiscriminata di ogni uso della forza. Da questo punto di vista, nel movimento c'è un grande banco di pesci pronto ad abboccare su questioni come le foibe etc. etc. Nella notte in cui tutti i combattenti sono vacche e tutte le vacche sono nere, un attore d'avanspettacolo qualunquistico, fresco reduce dei "fasti" d'uno sceneggiato televisivo cripto-fascista, può essere invitato al congresso di un partito della sinistra a leggere lettere dei condannati a morte della Resistenza. Accostamento osceno, ma tout se tient, e tutto fa brodazza."In Italia più ancora che altrove, un'idea penitenziale del Novecento ha espunto dal discorso pubblico sul secolo scorso ogni considerazione valoriale, facendo tutto rientrare dentro il buco nero della nozione di carneficina [...] Per una sorta di malintesa ricompensa postuma, i più vari profili di morti ammazzati del Novecento... sono stati riuniti in un unico, smisurato, pletorico limbo di vittime: milioni di uomini e di donne colpevoli soltanto del peccato originale di essere nati in un secolo di ferro" (Sergio Luzzatto, La crisi dell'antifascismo, Einaudi, Torino 2004).
Wu Ming, 24 aprile 2005

venerdì, aprile 20, 2007

Buona fortuna, compagni.


Io non rinuncio,io non mi arrendo.Perchè io ci credo ancora,nonostante tutto.Io non voglio svendere la mia coscienza di compagno comunista,socialista,anarchico,trotzchista,ribelle, rivoluzionario e democratico.Io,noi,saremo sempre Compagni,con tutti i nostri errori alle spalle ma con sempre il nostro sogno di un mondo migliore davanti a noi,nessuno ci ha mai regalato nulla quello che siamo,è solo il frutto delle nostre lotte.Non so' se se riusciremo,come spero,a creare una Nuova Sinistra Unita in cui possano fondersi tutte le anime e le esigenze dei Compagni ,ma se ciò dovesse accadere io penso che il nostro peso sarà certamente importante per la guida del nostro paese.

mercoledì, aprile 04, 2007

Oggi i Dico, domani incesto e pedofilia


«Oggi i Dico, domani incesto e pedofilia»da La padania:http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=75852,1,1
Il titolo di questo articolo sul giornale leghista la padania mi ha spinto a fare una piccola ricerca su Google,dopo 5 minuti avevo la
nausea, come al solito il bue da' del cornuto all'asino.
Elenco dei preti pedofili in USA:
http://app.bishop-accountability.org/member/index.jspDa:
http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pedofiliachiese.htm
Scandalo in Brasile, i diari dei preti pedofili da:http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/11_Novembre/21/preti.shtm
Padre Fedele, “le accuse della suora sono credibili”
Il francescano accusato di violenza sessuale torna agli arresti domiciliari
Cesenatico, chiesto il rinvio a giudizio per il prete pedofilo
http://www.romagnaoggi.it/showarticle.php?articleID=200904§ion=news/Prima%20pagina&storico=tutti
CESENATICO - Il pm Fabio Di Vizio ha chiesto il rinvio a giudizio per don Giuseppe Giacomoni, il sacerdote di Cesenatico arrestato lo
scorso 10 ottobre dagli agenti della Squadra Mobile di Forlì con l’accusa di pedofilia e sfruttamento della prostituzione. Il sacerdote si
trova agli arresti domiciliari dopo essere finito in carcere anche per inquinamento di prove......
Conduttore TV: sono stato vittima di abusi sessuali da parte di un prete cattolicoDa CNN:http://www.ildialogo.org/Ratzinger/pretipedofili/pedofiliacnn15032007.pdf Pedofilia clericaleIl 14 marzo 2002 il Vaticano ha rimosso dalla diocesi di Palm Beach, in Florida, il vescovo Anthony J. O’Connell, per comprovati abusi
sessuali su giovani seminaristi. Stessa sorte tocca il vescovo di Poznan, in Polonia, anche lui per molestie su una dozzina di alunni di
seminario. Questo caso segue centinaia di altri (fra cui Anthony Bevilacqua di Philadelphia, Egan di New York, il cardinale Bernard Law e
John J. Geoghan entrambi di Boston e Jean Di Falco, vescovo di Parigi) e sembra tanto più scottante perché il vescovo sotto tiro, Juliusz
Paetz, in precedenza lavorava in Vaticano nella Camera pontificia, a stretto contatto con Giovanni Paolo II. Il giudice rotale Antoni
Stankiewicz, ha raccolto un nutrito dossier di accuse, che correvano da tempo per bocca della psichiatra Wanda Poltawska, amica d’infanzia
del Papa e molto critica sui tentativi della Chiesa di insabbiare il tutto.Da:http://www.consapevolezza.it/notizie/apr-giu-2002/informatore_irriverente_2.asp
E se volete continuare :http://www.google.it/search?hl=it&q=preti+e+pedofilia&meta=

domenica, marzo 25, 2007

Ribellarsi è giusto


Ribellarsi è giusto (dalle note di copertina di Suonarne 1 x educarne 100)di Daniele Sepe
Ribellarsi è giusto. In questi ultimi decenni è un assunto messo in discussione dallo stato dei fatti. Censurato,
esiliato in un altro pianeta. Nella mente della stragrande parte della gente l’ arroganza del potere economico e
politico può essere messa in discussione per lo più con pacifiche dimostrazioni di massa o allegri girotondi, o
alla meno peggio mettendo un segnetto su questo o quel candidato al teatrino della politica.
E anche a questo il potere spesso reagisce in maniera violenta. Negli anni settanta non era precisamente così.
Tanto per cominciare la mattina andavi all’ edicola sotto casa e potevi scegliere tra ben tre quotidiani che non
si rifacevano all’ area della poitica parlamentare: Il Quotidiano dei Lavoratori, il Manifesto e Lotta Continua.
Per non parlare della miriade di riviste che proliferavano: Rosso, Controinformazione, Anarchismo, Vogliamo Tutto,
Metropoli, Senza Tregua. E poi il fumetto: da Linus a Cannibale, da il Male a Ken Parker. Altri tempi, basti
ricordare le vignette sul papa che il Male ci regalava, oggi sicuramente passabili della più truculenta censura.
Di sicuro c’ era di che leggere, altro che Men’s health o il Denaro. Tutto questo rifletteva una realtà in cui la
politica, o meglio l’etica, aveva un importanza che permeava anche i rapporti personali. Ne traevano beneficio il
potere d’ acquisto dei salari o la condizione della donna.
E i salari tenevano in un epoca di congiuntura come e peggio di quella attuale (state certi che nessun padrone né
azienda vi verrà mai a dire che essendo aumentato il fatturato conseguentemente vi aumenterà lo stipendio, “loro”
sono sempre alla fame o vicini al tracollo finanziario....). I manicomi si chiudevano e le caserme si svuotavano.
Finiva la guerra in Vietnam o l’occupazione coloniale in Angola, spariva la dittatura in Portogallo e in Grecia.
Si ascoltavano gli Area e Alturas degli Inti Illimani finiva in classfica. Il mondo alla rovescia, se allora
dicevi che una cosa era “commerciale” significva che era da evitare o anche da bruciare (lo sanno bene le
malcapitate bands yankee che tourneggiavano da queste parti), oggi “commerciale” vuol dire che stai per entrare
nel club dei milionari e che sei uno “sfaccimmo”.
Tutto questo qualcuno, successivamente, lo definì “gli anni di piombo”. Ma per chi? Forse per il potere più
retrivo e bigotto, la destra dei Saccucci o dei Tanassi, degli Andreotti o dei Pirelli, o di Romiti, che
invocavano il Cile e i colonnelli contro l’aria di rivolta che si respirava nelle piazze e nelle fabbriche. La
reazione di questa destra fatta di attentati, stragi, omicidi, suicidi sospetti, massacri, violenze inaudite sulle
donne (come quella del Circeo…) alimentavano in molti il timore che un colpo di stato in Italia ci potesse essere
davvero.Forse è per questo che intere sezioni del PCI si trovarono dopo qualche anno a essere arrestate per banda
armata. Non era raro trovare militanti delle BR iscritte al sindacato o al partito.
Non sono cose di cui oggi gli excomunisti amano parlare. Molto meglio seppellire tutto sotto l’ epiteto “di
piombo” e fare finta che c’ erano solo quattro esaltati che pensavano di stare in Irlanda o in Palestina. Ma non
era così. L’ occupazione dell’ università di Bologna, la manifestazione del 12 marzo di Roma, i blindati e i
carrarmati per le strade portati dall’ allora ministro degli interni Cossiga furono probabilmente il culmine di
tutto il movimento di quegli anni. Poi lo scontro si fece più duro, selettivo e feroce. Fa impressione però vedere
su wikipedia, l’ enciclopedia in rete, nel macabro conteggio delle vittime di quegli anni, che il solo massacro di
Ustica, strage coperta da un buon numero di generali e ammiragli dello stato italiano, supera e pareggia i morti
per mano delle organizzazioni armate presenti allora in Italia.
Non cambia niente, ma non accetto lezioni da chi ancora oggi siede sulle poltrone del Parlamento e a distanza di
decenni non ha pagato per i crimini di stato commessi o coperti allora. E non è un caso che lo stato, in
particolare la democrazia cristiana e il partito comunista, non fece per Moro quello che poi fece per un Cirillo.
Lo scontro diventò disumano, si passò ad un confronto esclusivamente militare suicida e fine a se stesso. Non poca
responsabilità in questo l’ aveva l’ importanza che i media, la nascente televisione privata, la necessità dell’
apparire più che dell’ essere cominciavano a conseguire. Il movimento si polverizzò e tutto finì in un rifiuto
della politica e dell’ etica, che sfociò negli anni ‘80 dei paninari e dei Craxi e soprattutto dell’ eroina. Piano
piano siamo arrivati a oggi: gli “anni dello stronzio”.
Gli anni settanta io li ho visti descritti solo in brutti film, pieni di grigiore e paura, per lo più fatti da
signori che all’ epoca militavano nella FGCI. E che ricordo possono mai avere loro di allora? Io ricordo ben altre
cose. L’ autoriduzione, l’ esproprio, la chiusura delle centrali atomiche, le botte ai concerti per entrare
gratis, ma anche i film di Herzog o di Olmi, i concerti strapieni di Archie Shepp o di Luigi Nono, il teatro di
strada del Living o le azioni di artisti che si rifacevano ad una unica idea e necessità rivoluzionaria. Oggi mi
manca questo, la possibilità di sognare la rivoluzione. Questo sogno lo vedo svanito soprattutto in chi oggi ha
vent’anni e dovrebbe sentire ancora di più la necessità di rivoltare il mondo lasciatogli dai genitori. Non
abbiamo realizzato questo cd per la nostalgia dei nostri vent’ anni, ma solo perchè sentiamo la necessità di
ridare forma a termini censurati e in via di estinzione (come dopo un Congresso di Vienna, Bush e Woytila come
novelli Metternich) rivolta, ribellione, rivoluzione.
Oggi invece riprendono importanza termini che allora sembravano estinti: la religione, l’appartenenza di casta, la
razza, il sud e il nord. Il mondo sta peggio oggi di allora, basta mettere a confronto la felicità un po’
cialtrona di allora e la ricca depressione di oggi.Ribellarsi è giusto. Sempre.

sabato, marzo 10, 2007

11Marzo1977 Bologna,per non dimenticare.


Dal libro "In Ordine Pubblico" di autori vari - 2003 - curato da Paola Staccioli - Editore Associazione Walter Rossi

La mattina dell'11 marzo 1977 a Bologna, in seguito a un contrasto sorto nell'Istituto di Anatomia fra alcuni militanti del movimento e il servizio d'ordine di Comunione e Liberazione, i giovani del gruppo cattolico si barricano all'interno di un'aula, invocando l'intervento delle forze di polizia. Appena giunti sul posto, con mezzi spropositati, i carabinieri si scagliano contro gli studenti di sinistra intenti a lanciare slogan. La carica fa subito salire la tensione. Nel corso degli scontri successivi, che interessano tutta la zona universitaria, Francesco Lorusso, 25 anni, militante di Lotta Continua, viene raggiunto da un proiettile mentre sta correndo, insieme ai suoi compagni, per cercare riparo. Muore sull'ambulanza, durante il trasporto in ospedale. Alcuni testimoni riferiranno di aver visto un uomo, poi identificato nel carabiniere ausiliario Massimo Tramontani, esplodere vari colpi, in rapida successione, poggiando il braccio su un'auto per prendere meglio la mira. Lo sparatore, arrestato agli inizi di settembre e scarcerato dopo circa un mese e mezzo, sarà in seguito prosciolto per aver fatto uso legittimo delle armi. Quando si diffonde la notizia dell'assassinio, migliaia di persone affluiscono all'Università. Dopo che il corteo, partito nel pomeriggio, viene disperso da violente cariche, una parte dei manifestanti occupa alcuni binari della stazione ferroviaria, scontrandosi con la polizia, mentre altri si dirigono verso il centro della città e sfogano la propria rabbia anche infrangendo le vetrine dei negozi. Le iniziative di protesta dei giorni successivi sono duramente represse. Numerosi i fermi e gli arresti. Finiscono in carcere, tra gli altri, i redattori di Radio Alice, emittente dell'area dell'Autonomia Operaia chiusa dalla polizia armi alla mano. [NOTA: a tale proposito, vedi l'articolo "le ultime voci di Radio Alice"]. I fatti di Bologna caricano di tensione l'imponente corteo nazionale contro la repressione che si svolge il 12 marzo a Roma. Bottiglie molotov vengono lanciate contro sedi della DC, comandi di carabinieri e polizia, banche, ambasciate. Gli scontri nelle strade sono violenti, e in alcuni casi si svolgono a colpi di arma da fuoco. Ai compagni, ai familiari e agli amici di Lorusso si impedisce intanto di svolgere il funerale in città e di allestire la camera ardente nel centro storico, mentre il contatto ricercato dai militanti del movimento con i Consigli di Fabbrica e la Camera del Lavoro è reso difficile dalla posizione intransigente assunta dalle organizzazioni della sinistra storica. La frattura con il PCI raggiunge il suo apice nella manifestazione contro la violenza, organizzata per il 16 marzo a Bologna dai sindacati confederali, con la partecipazione, tra gli altri, della DC, partito che il movimento aveva indicato quale principale responsabile dell'assassinio. In quell'occasione al fratello di Francesco fu vietato l'intervento dal palco.
http://www.reti-invisibili.net/francescolorusso/
Altre informazioni su:http://www.lestintorecheamleto.net/lorusso.htm

mercoledì, febbraio 21, 2007

Ci libereremo mai dei democristiani?


Cade il "nostro" governo,forse si fa' male forse decede,e di questo chi dobbiamo ringraziare?

Due compagni che farebbero meglio a sottostare un po' di più al buon vecchio centralismo democratico,

ed a 2 vecchi DC sempre con le mani in pasta col vaticano e con gli americani.Insomma ruini&C

hanno fatto bene il loro lavoro ed i miei cari compagni hanno dimenticato completamente quel po' di buono che c'era nel leninismo.Se in più ci mettiamo tutte le prime donne bisognose di apparire che abbiamo tra i gruppi dell'unione io penso che l'unica cosa che ci può tenere assieme

sia la certezza che il peggior governo di sinistra è comunque meglio del miglior governo di destra.

martedì, febbraio 13, 2007

Vaticano VS Brigate Rosse


Mi è venuto in mente un pensiero bizzarro,direi sacrilego: per la società Italiana,per la stabilità di questo stato che si definisce laico sono più
pericolose le nuove ed ennesime rifondate br o la politica di scontro religioso,politico e civile instaurato dalla chiesa cattolica tramite il suo
comandante in capo e dalle sue milizie?Diciamoci la verità io penso che nessuno che si interessi anche solo un po' di sociale e di politica si sia

meravigliato dell'ennesima rinascita delle mai abbastanza vituperate br.Vi sembra forse che siano sparite le sacche di disagio sociale,che sia migliorata la

qualità del lavoro salariato,quando c'è,dopo anni di lotte vi sembra forse che quello che si usava chiamare proletariato si trovi oggi in una situazione

migliore? Lo scontento esiste e c'è chi soffia sul fuoco,c'è chi si ferma alle azioni,anche forti, ma all'interno della legalità e chi in modo antistorico

pensa ancora che la violenza di una avanguardia (di chi e cosa non si sa')possa scatenare una situazione rivoluzionaria.Tutto questo quando anche la sinistra

radicale ha riconosciuto storicamente fallimentare l'uso della violenza spostando il terreno delle lotte ad uno scontro,anche se duro, il più pacifico

possibile(già mi fischiano le orecchie per le storie di estintori,vetrine scassate, bandiere bruciate e 10,100,1000 ecc ecc ecc ma quel livello ne parliamo

al bar dopo la partita di calcio)Con questo non voglio ridurre la pericolosità di questi neo terroristi, ma è un pericolo più a livello di singoli individui

colpiti per quello che rappresentano che una vera emergenza sociale.Voglio dire che mi sembra che,nonostante tutto,il tessuto sociale sia in generale sano
non si pùò e non si deve confondere il giusto scontento e le lotte che ne conseguono come se fossero avvisaglie pre rivoluzionarie.Chi come me ha vissuto,

partecipandoci,alle lotte degli anni 70 sa' di cosa parla e di che aria si respirasse allora.Anche il fatto che nel sindacato esistano frange ben mimetizzate
di possibili terroristi non mi sembra che esca dalla logica stessa del"far proseliti tra gli operai"classico sistema di reclutamento dei brigatisti operaisti

e movimentisti.Quindi niente di nuovo sotto il sole tranne il fatto che gli arresti sono avvenuti prima ancora che le"colonne rivoluzionarie"mettessero un

piede fuori dalle cantine:Grazie Bocassini la Rossa (come brucierà a qualcuno che proprio lei....).Bene sulle br ho detto e spero che se sono cavolate

qualcuno mi corregga o contraddica,ma sulla chiesa e sul papa che dire?Perchè stanno portando lo scontro tra laici e cattolici ad livello così alto
roba da breccia di porta pia o scomunica per i comunisti?La loro debolezza è ormai così evidente?Lo scollamento tra la chiesa ed il paese reale è oramai

arrivata ad un livello tale che sembra abbiano bisogno di una guerra per rinserrare le loro fila.Io posso anche capire alcune questioni di principi

intoccabili
ma la gente,le persone reali(quelle che dovrebbero essere il gregge della chiesa)mi sembra che abbiano altre esigenze,bisogni,altre realtà da condividere,
anche la religiosità è cambiata ma la chiesa sembra o non vuole accorgersene.La chiesa cattolica risponde con forza politica a problemi che invece andrebbero

affrontati più con il confronto ed il conforto delle parole di fede e della scelta secondo coscienza piuttosto che con uno scontro muro contro muro.
Insomma io posso capire le preoccupazione perl'avanzata del laicismo da una parte e per il rafforzamento di altre religioni nel mondo ma non credo che
l'arroccarsi su posizioni conservatrici possa giovare alla cristianità ed alla stabilità del nostro paese già così diviso dopo anni di governo del centro

destra.Alla fine quello che voglio dire è che mi sembra più pericoloso per la società civile uno scontro chiesa società laica che il pericolo terrorismo

nostrano.