mercoledì, luglio 20, 2011
mercoledì, luglio 06, 2011
7Luglio1960 Per I Morti Di Reggio Emilia
Per I Morti Di Reggio Emilia di Fausto Amodei
Il 7 luglio 1960, nel corso di una manifestazione sindacale, cinque operai reggiani, tutti iscritti al PCI, sono uccisi dalle forze dell'ordine. I loro nomi, immortalati dalla celebre canzone di Fausto Amodei "Per i morti di Reggio Emilia": Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. I morti di Reggio Emilia sono l'apice - non la conclusione - di due settimane di scontri con la polizia, alla quale il capo del governo Tambroni ha dato libertà di aprire il fuoco in "situazioni di emergenza": alla fine si conteranno undici morti e centinaia di feriti. Questi morti costringeranno alle dimissioni il governo Tambroni, monocolore democristiano con il determinante appoggio esterno dei fascisti del M.S.I. e dei monarchici, e apriranno la strada ai futuri governi di centro-sinistra. Ma soprattutto, contrassegneranno in modo repentino un radicale mutamento di clima politico nel paese: l'avvento della generazione dei "ragazzi con le magliette a righe". Sino a quel momento i giovani erano considerati come spoliticizzati, distanti dalla generazione dei partigiani e orientati al mito delle "tre M" (macchina, moglie, mestiere): la giovane età di tre delle cinque vittime testimonia invece la presa di coscienza, in forme ancor più radicali della generazione che aveva resistito negli anni Cinquanta, di un nuovo proletariato giovanile. Di questo mutamento di clima - dalla disperata tristezza per il revanchismo fascista alla rinascita della speranza dopo i fatti di luglio - sono testimonianza la poesia di Pasolini "La croce uncinata" (aprile 1960) e l'articolo "Le radici del luglio" (Vie nuove, 29 ottobre 1960)
di Girolamo De Michele
Da:http://www.reti-invisibili.net/reggioemilia/
lunedì, giugno 13, 2011
giovedì, giugno 09, 2011
E' morto Enzo Del Rè

E' morto Enzo Del Re, musicista comunista, poeta e innovatore. Unico e irriducibile, l'«autodidatta rivoluzionario» della canzone popolare. Il suo cachet era la giornata di lavoro di un operaio metalmeccanico. Pugni chiusi, ieri, al funerale del cantastorie anarchico che ha girato l'Italia negli anni '70 con la sua voce, gli schiocchi e le percussioni......
Da:http://www.contropiano.org/it/cultura/item/1827-enzo-del-re-il-poeta-proletario
Hanno malmenato&arrestato borghezio

Non ho parole,picchiare ed arrestare il placido e pacifico borghezio,poi in Svizzera,se ho ben capito,cattivi,cattivi ed anche cretinetti e scavalcacancelli!
Saint Moritz (SVIZZERA) - Ha tentato di entrare senza permesso alla riunione del Gruppo Bilderberg, che si tiene all'Hotel Sourvette di Saint Moritz, in Svizzera; ma le guardie non sono state d'accordo. E questa volta Mario Borghezio non ha trovato persone compiacenti, da mettere a posto con le minacce o il "Lei non sa chi sono io" (e in quell'ambniente non è nessuno, dato che ci sono i vertici politici, industriali ed economici del mondo). La sicurezza ha un solo incarico: garantire la riservatezza degli incontri. E quando Borghezio ha insistito più del necessario, non ci hanno pensato due volte a malmenarlo, per dargli una regolata. Dopo di che l'eurodeputato leghista è stato fermato dalla Polizia, che ha provveduto a curarlo, dato che perdeva sangue dal naso. Parlando poi all'Ansa, Borghezio ha detto che intende sporgere denuncia contro coloro che l'hanno aggredito.
Il Gruppo Bilderberg è una riunione non ufficiale ad inviti, dove partecipa il gotha della politica, dell'imprenditoria e delle banche. Secondo alcuni è una sorta di associazione semisegreta dove si decidono i destini del mondo.
Borghezio, all'Ansa si è sfogato dicendo: "Sono stato assistito dalla polizia elvetica ma il trattamento subito dalla sicurezza dell'incontro è stato brutale. Ho intenzione di presentare una denuncia. E il trattamento subito, chiedevo solo di assistere, mi conferma che questa è una riunione molto importante chiamata a prendere decisioni rilevanti senza alcun controllo popolare. È evidente che il Club di Bildelberg è una società segreta, come pensano in tanti di cui meno si sa e meglio è".
http://www.julienews.it/notizia/cronaca/svizzera-borghezio-malmenato-dalle-guardie-e-arrestato/79456_cronaca_2.html
mercoledì, giugno 01, 2011
PORT OF AMSTERDAM
PORT OF AMSTERDAM
(Jacques Brel / Mort Schuman)
Versione eseguita da Dave Van Ronk
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che canta
Dei sogni che porta
Dall'immenso mare aperto
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che dorme
Mentre la riva del fiume piange
Verso il vecchio salice
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che muore
Pieno di birra, pieno di lacrime
In un'ubriaca lotta di paese
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che è nato
In una calda mattina afosa
Alle prime luci dell'alba
Nel porto di Amsterdam
Dove si incontrano tutti i marinai
C'è un marinaio che mangia
Solo teste e code di pesce
E vi mostrerà i suoi denti
Che sono marciti troppo presto
Che possono issare le vele
Che possono ingoiare la luna
E lui grida al cuoco
Con le braccia spalancate
"Hey, portami dell'altro pesce
Buttalo dalla mia parte"
E vorrebbe tanto ruttare
Ma è troppo pieno per provarci
Così sta in piedi e ride
E si alza la patta dei pantaloni
Nel porto di Amsterdam
Potete vedere i marinai ballare
Con le pance che strabuzzano dai pantaloni
Palpano donne negli androni
Hanno dimenticato il motivo
Che le loro voci roche dal whisky
hanno gracchiato
Squarciando la notte
Con il fragore dei loro scherzi
E girano e ballano
E ridono e bramano
Fino a che il suono stantio
della fisarmonica irrompe
E poi fuori dalla notte
Con il loro orgoglio nei pantaloni
E le sgualdrine che rimorchiano
Sotto i lampioni
Nel porto di Amsterdam
C'è un marinaio che beve
E beve e beve
E beve ancora una volta
Brinderà alla salute
Delle puttane di Amsterdam
Che hanno dato i loro corpi
A migliaia di altri uomini
Si, hanno contrattato la loro virtù
Il meglio di loro è andato
Per pochi sporchi spiccioli
Beh, lui non può proprio andare avanti
Alza il naso al cielo
E lo punta in alto
E piscia come io piango
Sull'amore infedele
Nel porto di Amsterdam
Nel porto di Amsterdam
lunedì, maggio 30, 2011
martedì, maggio 17, 2011
Io ve lo avevo detto.....per l'unto un'anno di sfiga!

Non mi piacciono quelli che...te l'avevo detto!Ma questa volta ci stà,andate a ri/leggere il mio post di"auguri" al centro destra per il nuovo anno:
http://carlo-carlo.blogspot.com/2011/01/auguro-unanno-di-sfiga-enorme.html#links
Come vedete nella foto io sono quello con il cappello e gli occhiali neri. :-)
giovedì, aprile 28, 2011
Narratori di Pianura e da Bar.


Francesco Conversano e Nene Grignaffini Premio Donatello 2006
Venerdì 29 aprile ore 20.00 presentazione del film documentario
Narratori di Pianura e da Bar
con Gianni Celati, Paolo Nori, Simona Vinci,
Ermanno Cavazzoni, Cristiano Cavina, Eraldo Baldini
un film in due parti di
Francesco Conversano e Nene Grignaffini
una produzione
RAI PER I 150 ANNI
una realizzazione
Movie Movie
La proiezione avverrà presso
l’Auditorium dei Laboratori DMS – Dipartimento di Musica e Spettacolo (Università di Bologna), via Azzo Gardino 65/a.
Saranno presenti gli autori e gli scrittori.
Info:http://www.moviemovie.it/
domenica, aprile 24, 2011
25 Aprile:Ricordate i morti ma ricordateli vivi.

Ora e Sempre Resistenza!
Poveri partigiani
Ascanio Celestini
Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.
Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”
Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”
Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…
Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?
Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.
Ma voi:
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
venerdì, aprile 22, 2011
Anarchici:false locandine di Repubblica a Bologna.

Che pazzerelloni questi Anarchici bolognesi.Stamattina verso le 11 passo davanti all'edicola di Piazza Aldrovandi e noto una strana locandina di Repubblica sul fianco sinistro dell'edicola.Anomalo,penso,quello è il lato dei giornali di moto e varie,leggo e sul momento ho pensato:ma che "cavolo" scrivono stì "repubblicani"poi, memore di Cuore e delle sue prime pagine tarroccate con le notizie più assurde,la mia mente con velocità fulminea(circa 10 minuti)capisce e collega.Foto col telefonino e 2 chiacchere con il mio caro amico "il giornalaio siculo"che era ancora ignaro del fatto.Allego foto anche se ho visto che,ovviamente,ne ha già pubblicata una il sito di Repubblica.
giovedì, aprile 21, 2011
21 Aprile 1945:la liberazione di Bologna.

"All'ippodrono ci sono le corse domani" era il segnale che sarebbe stato trasmesso dalla BBC come segnale della contemporaneità dell'attacco diretto alla città da parte alleata e dell'azione partigiana. Le formazioni partigiane di città e dei comuni limitrofi dovevano operare per salvaguardare ed impedire la distruzione degli impianti civile e controllare i punti nevralgici di accesso alla città onde favorire la liberazione da parte delle truppe alleate.
Le prime unità alleate ad entrare in Bologna nelle prime ore del mattino di sabato 21 aprile 1945 furono il 2à Corpo Polacco dell'8 Armata Britannica, i reparti avanzati delle divisioni USA 91 e 34, avanguardie dei gruppi di combattimento Legnano, Friuli, Folgore e parte della brigata partigiana Maiella, aggregata anche quella all'8 Armata.
All'arrivo delle truppe alleate i partigiani avevano già preso possesso della Prefettura, della Questura, del Comune, del Pirotecnico, del carcere, delle caserme e controllavano tutti i punti nevralgici della Città. Alla testa di un corteo che raggiungerà Piazza Maggiore, Onorato Malaguti - che poi sarà il primo segretario generale della camera del lavoro - salendo su un tavolino da caffà indirizzà ai partigiani e ai soldati alleati il primo caloroso saluto: "I nazifascisti sono stati cacciati e non ritorneranno mai più. Ma se Bologna è libera non è così per tutta l'Italia. La guerra deve continuare contro i tedeschi e i fascisti fino alla loro completa sconfitta"......
Da:http://www.storiaxxisecolo.it/liberazione/liberazione5.htm
mercoledì, aprile 20, 2011
Zarlino





Passeggiando per via San Vitale,a Bologna,ovviamente sotto i portici,sulla destra verso la porta,nella rumorosa monotonia di tanti negozi alimentari 24 su 24 ore,boutique solo per strafighetti/e alla moda,modesti negozi chiusi e impolverati,ci si trova davanti ad una strana vetrina coloratissima e coperta di scritte,cartelli,vecchie foto e pagine di giornale.L'istinto di fermarsi è immediato,un'occhiata attraverso la vetrina e si è subito dentro.Sembra di entrare in altra epoca,tornare in quelle librerie,punti d'incontro e scambio di idee degli anni 70.Iibri,manifesti scritti a mano con frasi più o meno celebri ma piene di impegno/i,vecchie foto,da Mazzini a Lenin,dischi,quelli veri,LP di puro vinile a 33 giri,200 Motels di Frank Zappa per dirne uno ed altro ancora.Insomma un luogo un po' fatato e con un bisogno di vita,di movimento,di persone che gli diano un'anima,anima di cui la cultura ha tanto bisogno.
venerdì, aprile 15, 2011
Just Breathe. Pearl Jam
Devi solo prendere fiato!
Si, lo so che ogni vita deve finire
E così adesso ci sediamo insieme
ma poi dobbiamo andare
Sono fortunato
perchè posso contare sulle mie forze
alcuni possono contare sull’aiuto di qualcuno
altri invece non possono contare su nessuno
Resta con me
E prendiamo fiato insieme
Le esperienze sono i miei peccati
che non mi lasciano mai vincere
In ogni cosa, solo un altro essere umano
si, non voglio soffrire, c’è tanto nel mondo
Da arrivare persino a sanguinare
Resta con me
Sei tutto quello che vedo
Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?
Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso
Mi domando ogni giorno
Quando guardo il tuo viso
Tutto ciò che mi hai dato
E niente di ciò che hai preso
Niente prenderesti
Ma tutto daresti
Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?
Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso
Non prendi niente ma dai tutto
Stringimi fino alla morte
Ci rivedremo nell’aldilà
Addio Vittorio.

Hanno assassinato Vittorio Arrigoni,hanno assassinato un'Uomo di pace,un'Uomo che lottava tramite l'informazione per la pace e la libertà del popolo Palestinese.
Bastardi assassini non hanno rispettato neppure l'ultimatum dettato da loro.
Bastardi assassini chiunque voi siate.Restiamo umani,scriveva nel suo libro Vittorio,
ma i sentimenti e la ragione non sempre vanno d'accordo.Io non sono credente e la filosofia del perdono non sempre fa' parte delle mie priorità anzi oggi ho sentimenti di rabbia e di vendetta.Poi ripenso a Vittorio al suo impegno ed alle sue parole:restiamo umani,almeno noi.
Per ricordare Vittorio e per protestare contro la sua uccisione ci troviamo per un presidio oggi venerdì 15 aprile alle ore 17:30 in piazza Nettuno.Bologna.
Ulteriori informazioni:
http://www.facebook.com/bolognacittalibera#!/event.php?eid=160131714048662
giovedì, aprile 14, 2011
Un'Italia drogata dai massmedia.

E'un periodo che per comodità e per risparmiare qualche euro, vado a lavorare in autobus.Sembra una cosa banale ma,per chi si è sempre spostato in auto o in moto,
è un'esperienza altamente istruttiva.Mi spiego:i bus,perlomeno a Bologna,sono un piccolo laboratorio di verfica delle varie realtà civili ed anche incivili di quella società che per vari motivi si sposta in città:ascoltare i discorsi,le lamentele,gli apprezzamenti,attaccare discorso,entrare nelle discussioni più svariate fanno scoprire che la realtà "popolare" è veramente diversa da come uno
immagina.La potenza e l'influenza dei massmedia di berlusconi e filo berluconiani/leghisti è veramente enorme.So' di scoprire l'acqua calda ma odiare i diversi,extracomunitari,i comunisti e toghe rosse sembra ormai l'unico interesse dei miei concittadini.Quello che mi preoccupa oltremodo è che raramente sento qualche
voce contrariata che risponda a questo pensiero unico dilagante.L'eroina mediatica berlusconiana è riuscita in quello che non riuscì nemmeno a mussolini,omogeneizzare
la visione ed il pensiero del popolo italiano,anche la sinistra'nell'opinione popolare,sembra ormai sopravvivere solo in funzione antiberlusconiana.
Liberate Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni, volontario in Palestina e collaboratore de il manifesto, è stato rapito nelle scorse ore a Gaza, da un gruppo islamico salafita. Qualche ora fa su youtube è apparso un video che ritrae Vittorio con le mani legate e bendato, visibilmente ferito sul lato destro del volto. Sulle immagini scorrono alcune scritte in arabo con la data di oggi. Secondo le prime notizie i rapitori hanno chiesto la liberazione dello sceicco Abu Al Waleed Al Maqdisi, detenuto da Hamas. Se entro 30 ore il governo di Hamas non accoglierà la richiesta, Vittorio sarà ucciso.
Vittorio Arrigoni ha raccontato quotidianamente per il manifesto l’operazione “piombo fuso” del 2008, unico giornalista italiano rimasto nella zona della striscia di Gaza attaccata dalle forze militari israeliane. Dalla sua esperienza di quei mesi è nato il volume “Restiamo umani”, pubblicato nel 2009 da manifestolibri. Il suo blog è un punto di riferimento per chi vuole conoscere quanto avviene in Palestina: guerrillaradio.iobloggo.com
Il rapimento dovrebbe essere avvenuto tra ieri sera e questa mattina. Sul profilo facebook di Vittorio Arrigoni appare un suo post inviato alle 19.12 di mercoledì 13 aprile, che riportava la storia di quattro lavoratori palestinesi morti in uno dei tunnel scavati sotto il confine di Rafah, per aggirare l’assedio delle forze israeliane.
Da:Il Manifesto
martedì, marzo 29, 2011
mercoledì, marzo 23, 2011
Bombe democratiche,bombe dittatoriali....

Certo che è prendere una posizione sulla Libia è un bel problema.Stiamo coi ribelli col cuore e con il rigore della logica,chi lotta per la libertà e per la democrazia avrà sempre il nostro appoggio.Abbattere i dittatori sembra però diventato lo sport preferito di tutti quei paesi che fino a poco tempo prima li armava,ne deduco che c'è qualcosa che non quadra.Domanda retorica:democrazia o gas e petrolio?Gli interessi reali di alcuni paesi sembrano così evidenti e non sono certo l'"esportare"la democrazia e la libertà da lasciare spiazzati per il timore che il dopo sia persino peggio di Gheddafi&C.Io non so' che fine faranno i giovani rivoluzionari libici,come diceva qualcuno"fatte le rivoluzioni rimane il problema dei rivoluzionari"e di solito venivano eliminati nel nome di motivi superiori.Bombe democratiche,bombe dittatoriali,bombe sempre bombe e morte.Ma dentro di me non trovo alcun alternativa ad un'attacco militare,non mi sembra che Gheddafi sia uno di parola con cui si può trattare,avrebbe continuato a massacrare quella parte del suo popolo che gli si opponeva ed allora bisogna schierarsi,lasciando da parte i nostri sentimenti pacifisti e sapendo con certezza che un dopo di pace è solo una vaga speranza.
Dentro di me il dolore di dover difendere la violenza di una guerra mi riempe di lacrime e di ombre.
Ps: e per favore lasciamo stare i motivi umanitari.
venerdì, marzo 11, 2011
11 marzo 1977 Francesco Lorusso: hanno ucciso un compagno

dal documento del Collettivo di controinformazione del movimento del 12/3/1977)
Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso"). Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.
Nel frattempo, fuori dall'Istituto di Anatomia, si raggruppa un centinaio di compagni; quelli rimasti dentro, dopo aver cercato di sfondare la porta dell'aula, chiedono l'individuazione dei responsabili dell'aggressione, invitando gli estranei al fatto ad uscire Vista l'inutilità di questi tentativi, i compagni si ricongiungono agli altri che fuori dall'istituto di Anatomia lanciavano slogans contro CL. Dopo appena mezz'ora, arrivano polizia e carabinieri con cellulari, gipponi e camion, in numero certamente spropositato. I compagni escono allora dal giardino antistante l'istituto e si raccolgono sul marciapiede nei pressi del cancello; un primo gruppo di carabinieri entra e si schiera nel giardino, un secondo gruppo esegue la stessa manovra: sta per entrare, si scaraventa contro i compagni, manganellandoli senza alcuna motivazione.
I compagni scappano verso Porta Zamboni; parte la prima scarica di candelotti. Ritornando verso via Irnerio, i compagni vengono bloccati da una autocolonna di PS e carabinieri ed é a questo punto che un carabiniere spara ripetutamente. Per difendersi, viene lanciata una molotov contro la jeep, causando un principio d'incendio. Poi, in Via Mascarella, un gruppo di compagni che ritornava verso l'università incontra una colonna di carabinieri proveniente da Via Irnerio: a questo punto il compagno Francesco Lorusso (militante di Lotta Continua) viene freddamente ucciso. Era rimasto a studiare fino alle 12,30 e solo allora era sceso in strada. I carabinieri caricano il gruppo in cui si trova Francesco e partono le prime raffiche di mitra: alcuni compagni scappano verso l'università, risalendo Via Mascarella. Una pistola calibro 9 si punta sui compagni ed esplode 6 - 7 colpi in rapida successione: lo sparatore (come testimoniano i lavoratori della Zanichelli) indossa una divisa, senza bandoliera, e un elmetto con visiera; prende la mira con precisione, poggiando il braccio su di una macchina. Francesco, sentendo i primi colpi, si volta mentre corre con gli altri e viene colpito trasversalmente. Sulla spinta della corsa percorre altri 10 metri e cade sul selciato, sotto il portico di Via Mascarella. Quattro compagni lo raccolgono e lo trasportano fino alla libreria Il Picchio, da dove un'autoambulanza lo porta all'ospedale. Francesco vi giunge morto.
Nel frattempo, la polizia dopo aver disperso i compagni in Via Irnerio, si ritira in questura. La voce che un compagno é stato ucciso si sparge rapidamente. Radio Alice ne dà la notizia verso le 13,30. Da allora in poi nella zona universitaria é un continuo fluire di compagni. Tutti gli strumenti di informazione che il movimento possiede sono in funzione, dalle parole alla radio. All'incredulità e al disorientamento si sovrappongono il dolore e la rabbia. L'università si organizza per evitare nuove provocazioni della polizia, vengono chiuse tutte le vie d'accesso, ogni facoltà si riunisce e dalle assemblee improvvisate (tutte le aule, la mensa, ogni spazio é riempito dai compagni che si organizzano) emerge con chiarezza che l'assassinio di Francesco é tutto tranne un "incidente". Vengono fatte telefonate ai vari CdF e si manda una delegazione alla Camera del Lavoro per chiedere l'adesione al corteo. La rabbia e il dolore si fanno crescenti e la maggioranza dei compagni individua gli obiettivi e le risposte che il movimento vuole dare. La libreria di CL, Terra Promessa, ridiventa per la terza volta "terra bruciata".
Finite le assemblee si organizzano i servizi d'ordine allo scopo di garantire l'autodifesa del corteo e da tutte le parti si grida che l'obiettivo politico da colpire é la DC. Si parte con un'imponente manifestazione di 8.000 compagni. Sono le 17,30. Il corteo é in Via Rizzoli: alcuni compagni se ne staccano e infrangono le vetrine della via centrale. In Piazza Maggiore il corteo sfila, raccogliendo i compagni rimasti, mentre un gruppo di aderenti al PCI si raccoglie attorno al Sacrario dei Caduti; l'attesa partecipazione dei consigli di fabbrica veniva meno. Il corteo si dirige in Via Ugo Bassi, dove altre vetrine vengono infrante.
Nei pressi della sede della DC, la polizia si scontra con la testa del corteo che riesce ad evitarne l'irruzione nel corteo stesso. Intanto, la coda si scioglie e si disperde nelle stradine laterali. Un primo troncone si ricompone in Via Indipendenza e si dirige alla stazione FS, occupando i primi binari. L'altra parte si ricompone in Piazza Maggiore e si immette in Via Indipendenza dove apprende la notizia dell'occupazione della stazione. Qui intanto iniziano gli scontri, la polizia entra nell'atrio principale, sparando candelotti; i compagni rispondono, riuscendo così ad allontanarsi da un'uscita laterale. Il resto del corteo é nel frattempo arrivato nella zona universitaria, dove ci si riunisce in assemblea, per una valutazione della giornata e per organizzare il viaggio a Roma dell'indomani; nel frattempo viene "aperto" il ristorante di lusso il Cantunzein e centinaia di compagni possono sfamarsi. L'assemblea, iniziata nell'aula magna di Lettere, per l'enorme afflusso di gente viene trasferita al cinema Odeon. Nei pressi del cinema, un compagno viene sequestrato da agenti in borghese, armi in pugno e trasportato via su un'auto con targa civile. Nella notte vengono effettuati numerosi arresti e perquisizioni domiciliari.
Nel tardo pomeriggio le federazioni bolognesi del Pci e della Fgci distribuiscono un volantino: "... Una nuova grave provocazione é stata messa in atto oggi a Bologna. Essa ha preso il via da un'inammissibiie decisione di un gruppo della cosiddetta Autonomia di impedire l'assemblea di CL e da gravi interventi da parte delle forze di polizia. Di fronte a una situazione di tensione nella quale ancora una volta é emerso il ruolo di intimidazione e di provocazione dei gruppi neosquadristici, si é intervenuto con l'uso di armi da fuoco da parte di agenti di PS e dei carabinieri... dev'essere isolata e battuta la logica della provocazione e della violenza che piú che mai é al servizio della reazione. Da tempo nella nostra cittá ristretti gruppi di provocatori, ben individuati, hanno agito all'interno di questa precisa logica".
11.03.2003
Collettivo Bellaciao
http://bellaciao.org/it/collettivo/lorusso.php
giovedì, febbraio 24, 2011
Il Caldo Vento della Rivolta

Poca voglia di scrivere,stò seduto sulla sponda del fiume....
Ma chi nella rivolta ci è cresciuto,dai "ragazzi della via Pal"con le "terrose"battaglie tra quartieri al 68/77 ed all'amaro sapore della sconfitta con i suoi strascichi di nichilismo non può tacere di fronte a questo caldo vento che viene dall'Africa del nord.Sappiamo di sicuro contro chi e contro cosa si ribellano,sappiamo del loro passato,del loro presente e delle loro speranze in un futuro migliore,guardiamo con le lacrime agli occhi ai loro martiri ma quell'amaro sapore non se ne vuole andare.Non sappiamo come finirà,anzi temiamo di saperlo,il Mercato,come il banco dei Casinò,vince.Contano poco i morti,i feriti,l'odore della morte della paura e del coraggio,svaniranno presto e comunque davanti al banco del Mercato.Se leggete,ascoltate ciò che sente in giro,le preoccupazioni sembrano riguardare più noi che loro,come faremo..noi ad assorbire l'ondata migratoria,come faremo..noi a difenderci dall'integralismo, dal nemico d'oltrmare da quelli fuggiti dalle galere e via sragionando.Sono un po' confuso tra speranze e disillusioni comunque"Lunga vita ai Ribelli"
domenica, gennaio 23, 2011
Beards for belgium.

http://www.beardforbelgium.be/en/see-all-the-beards/
Ci sono tanti modi per protestare contro la crisi che impedisce la formazione di un governo in Belgio. Il popolare attore cinematografico Benoit Poelvoorde aveva lanciato, qualche giorno fa, l’idea di non tagliarsi la barba finché non sarà formato il nuovo esecutivo. Sembrava una boutade e invece sono centinaia i belgi che hanno accolto l’invito, inviando le loro fotografie a un apposito sito Internet......
Da:http://it.euronews.net/2011/01/23/belgio-c-e-chi-per-protesta-si-lascia-crescere-la-barba/
Mi sembra un'ottima idea,riempiamo l'Italia di "barbudos".
sabato, gennaio 15, 2011
Fiat voluntas sua.

I volontari di "Terra del fuoco" hanno riempito diversi punti della città - anche simbolici come la Mole e la Gran Madre - di striscioni con una semplice frase: "5213 grazie" con riferimento ai lavoratori che si sono espressi al referendum di Mirafiori (foto di Francesco Del Bo / Photonews)
Da La Repubblica

Gli operai nei reparti fiat nell'epoca marchionne.
giovedì, gennaio 13, 2011
martedì, gennaio 11, 2011
Io so' il nome di questo Uomo che piange.

Io so' il nome di questo Uomo che piange,ha il nome di tutti gli uomini e le donne venuti dal sud a cercare lavoro,per fuggire dalla fame di una terra malata ed uccisa dalle mafie e dalla malapolitica.Ha il nome di tutti gli operai morti sul posto di lavoro,schiacciati da una pressa,bruciati dal menefreghismo delle multinazionali,avvelenati nei reparti verniciatura.Ha il nome di tutti gli operai morti nelle piazze in cento anni di lotte per liberarsi dallo sfruttamento di mille padroni.Questo Uomo che piange ha il mio nome,ha il vostro nome,ha il nome di tutti gli Uomini che devono piegarsi per avere ciò che è loro di diritto,il diritto ad vita dignitosa.
lunedì, gennaio 10, 2011
martedì, gennaio 04, 2011
Due minuti d'odio

Due minuti d'odio
I due minuti d'odio sono una pratica coercitiva esercitata dal governo del Grande Fratello nel romanzo "1984" di George Orwell.Tale pratica collettiva viene attuata sui posti di lavoro, negli incontri di partito, ovunque sia possibile; consiste nel riunirsi "spontaneo" degli astanti, al segnale emesso da altoparlanti, dinanzi ad un teleschermo che proietta immagini del nemico supremo della patria Oceania, Emmanuel Goldstein, scene di guerra e sequenze studiate per coinvolgere psicologicamente gli spettatori, accompagnate da suoni e rumori fastidiosi.
Dopo pochi secondi il pubblico inizia a dare in escandescenze e ad inveire contro Goldstein o contro lo schieramento con cui ci si trova in guerra in quel momento -Eurasia oppure Estasia a seconda; si arriva a lanciare oggetti contro il teleschermo, imprecando colti da implacabile furore, sotto lo stretto controllo di incaricati del partito.
Chiunque manifesti segnali di eterodossia, o perfino micro-espressioni facciali non consone al contesto, viene considerato come un possibile traditore.
Questo meccanismo rappresenta, tra le altre cose, una valvola di sfogo dell'aggressività dei cittadini ed un modo per demonizzazione un capro espiatorio su cui gettare tutte le colpe delle difficoltà della loro vita quotidiana. I "due minuti d'odio" sono funzionali al mantenere un controllo ancora più stretto e serrato sul popolo e sui membri del partito.
Da Wikipedia
sabato, gennaio 01, 2011
Auguro un'anno di Sfiga Enorme.
sabato, dicembre 25, 2010
Buon Natale!
mercoledì, dicembre 22, 2010
Perchè date queste delusioni a Gasparri&C?

Insomma cari studenti,manifestanti&C perchè siete così cattivi,perchè date queste delusioni ai "nostri" bavosi e sputacchianti ministri del disordine pubblico e mentale?
Insomma siate coerenti un giorno piantate un casino della madonna mettendo a"ferro e fuoco"la caput mundi,che manco i barbari....e la volta dopo ve la ridete di loro e andate a prendervi gli applausi della Gente nei quartieri popolari,roba che neanche "Lui" ci riesce!Che fate li volete prendere per il culo,questi fanno fuoco e fiamme e voi spegnte l'incendio pisciandoci sopra....ma siate seri,non vorrete mica sepellirli con una risata?
lunedì, dicembre 20, 2010
PoliziottoProvocatore? NO PrecarioPizzaiolo!

Foto da Repubblica
ROMA - Ha un nome e un cognome il ragazzo che con il casco ha mandato all'ospedale Cristiano, il quindicenne colpito durante la manifestazione del 14 dicembre a Roma. Si chiama Manuel De Santis, ha vent'anni, fa il pizzaiolo ed è un precario. È di sinistra ma non frequenta alcun centro sociale o gruppo politico e soprattutto non è un ultrà. Sabato scorso si è autodenunciato in Procura a Roma: «Ho colpito io Cristiano con il casco». «È un cane sciolto», afferma l'avvocato Tommaso Mancini, uno dei legali a cui la famiglia del ragazzo si è rivolta......
http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_20/cristiano-casco-manuel_d111296e-0c1f-11e0-939a-00144f02aabc.shtml
Del tipo a fare cazzate non bastano gli altri.........
sabato, dicembre 18, 2010
L'eroico difensore del blindato
Chi è costui che aggredisce alle spalle un giovane manifestante che pare avesse lanciato "una mela"contro il blindato?Che avesse ragione la Finocchiaro a chiedere spiegazioni al ministro Maroni su"eventuali" infiltrati?
A voi la non tanto ardua sentenza!
Notate che nessuno ha aggredito il....?e tranne qualche inutile calcione al blindato non mi sembra che ci fosse nulla per scatenare tale violenza.Il gesto con la mano "venite venite che ci penso io" secondo me la dice lunga sul personaggio.
venerdì, dicembre 17, 2010
Cattivi maestri.

CoSSiga docet:
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»
martedì, dicembre 14, 2010
E il senso non dev’essere rischiare Ma forse non voler più sopportare.
lunedì, novembre 01, 2010
DeriveApprodi 100 libri ad UN euro l'uno.

Una bella iniziativa,meno belle le cause,DeriveApprodi per motivi finanziari deve liberare il magazzino:o li compriamo ad un euro l'uno o vanno al macero
Dal 1 al 30 novembre: spese di spedizione incluse
Per ragioni commerciali, abbiamo dovuto togliere dal nostro catalogo quasi 100 titoli, sottraendoli al circuito di vendita e distribuzione delle librerie. Una scelta che ci impone di mandare al macero decine di migliaia di copie per evitare...
http://www.deriveapprodi.org/index.php
Segnalato da Alice Carrol.
lunedì, ottobre 25, 2010
Io sono un metalmeccanico costruisco.........

Non tutti i metalmeccanici sono eguali!
Il metalmeccanico Marchionne
Nel 2009 il compenso ricevuto dall’amministratore delegato è stato di 4,78 milioni di euro, di cui 1,35 milioni a titolo di bonus.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/25/lintervista-che-fazio-non-ha-fatto/73501/
Il Metalmeccanico Cipputi
ecco gli stipendi LORDI dei metalmeccanici al mese
I 1.105,93
II 1.208,09
III 1.323,83
IV 1.377,13
V 1.467,89
Vs 1.562,81
VI 1.676.41
VII 1.875,61
Q 1.930,22
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100214124916AAuGHxR
venerdì, ottobre 22, 2010
Due anni di governo.IO NON LO VOGLIO!

Se sei d'accordo falla girare... io l'ho già fatto!!!!
Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di
governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON
riceverlo,essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela
della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella
fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si
risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica
istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.
da incollare sulla pagina della mail da spedire al seguente indirizzo:
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp
e inviare
venerdì, ottobre 15, 2010
Ministro Maroni, infiltrati?Nessuna novità!


Notare le scarpe del fermato e dei poliziotti...stesso calzolaio?Ma che cazzo fanno si arrestano tra di loro? Errata Corrige:in realtà pare che fosse un'esercitazione....per imparare ad arrestarsi tra di loro

Alcune vecchie foto di "infiltrati".Caro Ministro Maroni sei andato a lezione dal "povero KoSSiga"il grande maestro delle provocazioni?Ci dobbiamo aspettare altri Francesco Lorusso o Giorgiana Masi?Hai paura di questi "terroristi"armati di uova,neanche marce,fumogeni e volantini?Questi anni non sono di piombo, sono plumbei,tristementi grigi per questa classe politica senza dignità.
martedì, ottobre 12, 2010
Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione.

......I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno
la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione
non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.
L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà,
sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.
Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.
Tratto da:http://www.facebook.com/note.php?note_id=160952463932245&id=107617112602504
venerdì, ottobre 08, 2010
Martina Poli e i suoi fumetti: sogni e incubi metropolitani.

Nella vita capita di incontrare persone apparentemente distanti da noi per generazione,
cultura,mondi e genti frequentati,eppure quando la conoscenza si approffondisce appena un po',si scoprono assonanze di idee, pensieri,emozioni, passioni culturali e visionarie che non parevano possibili,anche per il solo fatto che 40 anni di differenza di età potrebbero portare all'incomunicabilità più assoluta.Poi scopri che la "barista"che tutti i giorni ti serve il panino e la coca cola al bar è una fantastica fumettista debordante creatività da tutti pori.Allora scatta la curiosità
di entrare un po' nel suo mondo,nel suo parlare veloce per immagini che già di per se' sono fumetti e storie di giovani vite "realtà banale e brutale quella che mi attrae...persone mostruosamente normali....episodi vissuti che si trasformano e ricompongono nella mia testa.."come scrive nel suo :http://martinapoli.blogspot.com/.
Insomma una persona da seguire nel suo itinerare tra vita e fumetto tra realtà e fantasia.
domenica, settembre 26, 2010
Ciao Mauro!

Mauro Rostagno
Torino, 6 marzo 1942 – Valderice (TP), 26 settembre 1988
Ciao Mauro!
Mi viene alla mente un aforisma di Foulkes, che diceva: “Da bambini ci
davano oggetti di carta finemente piegati, dai colori vivaci, che a
malapena si differenziavano l’uno dall’altro, li chiamavamo ‘fiori
giapponesi ’ . Per vedere che cosa fossero, per fare assumere loro la forma
completa, bisognava immergerli nell’acqua dove si aprivano a formare
magnifici fiori, foglie e steli. Questo fatto che mi affascinava da bambino, mi è
poi servito spesso per fare dei paragoni. L’individuo fuori dal gruppo, isolato,
è come un fiore giapponese prima di essere posto nell’acqua: bisogna
immergerlo nel gruppo perché manifesti la sua vera natura.”
E proprio un “fiore” come Mauro Rostagno hanno cercato di tenerlo fuori
dall’acqua, di non farlo più immergere nel gruppo di tutte le persone oneste
che gli stavano accanto. Ma non ci sono riusciti. Il “Fiore Mauro” sboccia
continuamente tra tutti coloro che voglio riunirsi per affermare il pensiero di
libertà contro un sistema abietto figlio dell’ abnegazione dell’emancipazione.
Hanno voluto reciderlo, ma come una talea, radica e vive in tutti i terreni
dall’humus vivifico ed incorrotto.
Leo Gullotta
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