mercoledì, aprile 20, 2011

Zarlino






Passeggiando per via San Vitale,a Bologna,ovviamente sotto i portici,sulla destra verso la porta,nella rumorosa monotonia di tanti negozi alimentari 24 su 24 ore,boutique solo per strafighetti/e alla moda,modesti negozi chiusi e impolverati,ci si trova davanti ad una strana vetrina coloratissima e coperta di scritte,cartelli,vecchie foto e pagine di giornale.L'istinto di fermarsi è immediato,un'occhiata attraverso la vetrina e si è subito dentro.Sembra di entrare in altra epoca,tornare in quelle librerie,punti d'incontro e scambio di idee degli anni 70.Iibri,manifesti scritti a mano con frasi più o meno celebri ma piene di impegno/i,vecchie foto,da Mazzini a Lenin,dischi,quelli veri,LP di puro vinile a 33 giri,200 Motels di Frank Zappa per dirne uno ed altro ancora.Insomma un luogo un po' fatato e con un bisogno di vita,di movimento,di persone che gli diano un'anima,anima di cui la cultura ha tanto bisogno.

venerdì, aprile 15, 2011

Just Breathe. Pearl Jam




Devi solo prendere fiato!

Si, lo so che ogni vita deve finire
E così adesso ci sediamo insieme
ma poi dobbiamo andare

Sono fortunato
perchè posso contare sulle mie forze
alcuni possono contare sull’aiuto di qualcuno
altri invece non possono contare su nessuno

Resta con me
E prendiamo fiato insieme

Le esperienze sono i miei peccati
che non mi lasciano mai vincere
In ogni cosa, solo un altro essere umano
si, non voglio soffrire, c’è tanto nel mondo
Da arrivare persino a sanguinare

Resta con me
Sei tutto quello che vedo

Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?

Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso

Mi domando ogni giorno
Quando guardo il tuo viso
Tutto ciò che mi hai dato
E niente di ciò che hai preso

Niente prenderesti
Ma tutto daresti

Ti ho detto che ho bisogno di te?
Ti ho detto che ti voglio?

Se non lo faccio adesso
sono un pazzo, vedrai
Nessuno lo sa più di me
Lo confesso
Non prendi niente ma dai tutto

Stringimi fino alla morte
Ci rivedremo nell’aldilà

Addio Vittorio.


Hanno assassinato Vittorio Arrigoni,hanno assassinato un'Uomo di pace,un'Uomo che lottava tramite l'informazione per la pace e la libertà del popolo Palestinese.
Bastardi assassini non hanno rispettato neppure l'ultimatum dettato da loro.
Bastardi assassini chiunque voi siate.Restiamo umani,scriveva nel suo libro Vittorio,
ma i sentimenti e la ragione non sempre vanno d'accordo.Io non sono credente e la filosofia del perdono non sempre fa' parte delle mie priorità anzi oggi ho sentimenti di rabbia e di vendetta.Poi ripenso a Vittorio al suo impegno ed alle sue parole:restiamo umani,almeno noi.

Per ricordare Vittorio e per protestare contro la sua uccisione ci troviamo per un presidio oggi venerdì 15 aprile alle ore 17:30 in piazza Nettuno.Bologna.

Ulteriori informazioni:
http://www.facebook.com/bolognacittalibera#!/event.php?eid=160131714048662

giovedì, aprile 14, 2011

Un'Italia drogata dai massmedia.



E'un periodo che per comodità e per risparmiare qualche euro, vado a lavorare in autobus.Sembra una cosa banale ma,per chi si è sempre spostato in auto o in moto,
è un'esperienza altamente istruttiva.Mi spiego:i bus,perlomeno a Bologna,sono un piccolo laboratorio di verfica delle varie realtà civili ed anche incivili di quella società che per vari motivi si sposta in città:ascoltare i discorsi,le lamentele,gli apprezzamenti,attaccare discorso,entrare nelle discussioni più svariate fanno scoprire che la realtà "popolare" è veramente diversa da come uno
immagina.La potenza e l'influenza dei massmedia di berlusconi e filo berluconiani/leghisti è veramente enorme.So' di scoprire l'acqua calda ma odiare i diversi,extracomunitari,i comunisti e toghe rosse sembra ormai l'unico interesse dei miei concittadini.Quello che mi preoccupa oltremodo è che raramente sento qualche
voce contrariata che risponda a questo pensiero unico dilagante.L'eroina mediatica berlusconiana è riuscita in quello che non riuscì nemmeno a mussolini,omogeneizzare
la visione ed il pensiero del popolo italiano,anche la sinistra'nell'opinione popolare,sembra ormai sopravvivere solo in funzione antiberlusconiana.

Liberate Vittorio Arrigoni




Vittorio Arrigoni, volontario in Palestina e collaboratore de il manifesto, è stato rapito nelle scorse ore a Gaza, da un gruppo islamico salafita. Qualche ora fa su youtube è apparso un video che ritrae Vittorio con le mani legate e bendato, visibilmente ferito sul lato destro del volto. Sulle immagini scorrono alcune scritte in arabo con la data di oggi. Secondo le prime notizie i rapitori hanno chiesto la liberazione dello sceicco Abu Al Waleed Al Maqdisi, detenuto da Hamas. Se entro 30 ore il governo di Hamas non accoglierà la richiesta, Vittorio sarà ucciso.

Vittorio Arrigoni ha raccontato quotidianamente per il manifesto l’operazione “piombo fuso” del 2008, unico giornalista italiano rimasto nella zona della striscia di Gaza attaccata dalle forze militari israeliane. Dalla sua esperienza di quei mesi è nato il volume “Restiamo umani”, pubblicato nel 2009 da manifestolibri. Il suo blog è un punto di riferimento per chi vuole conoscere quanto avviene in Palestina: guerrillaradio.iobloggo.com

Il rapimento dovrebbe essere avvenuto tra ieri sera e questa mattina. Sul profilo facebook di Vittorio Arrigoni appare un suo post inviato alle 19.12 di mercoledì 13 aprile, che riportava la storia di quattro lavoratori palestinesi morti in uno dei tunnel scavati sotto il confine di Rafah, per aggirare l’assedio delle forze israeliane.

Da:Il Manifesto

mercoledì, marzo 23, 2011

Bombe democratiche,bombe dittatoriali....


Certo che è prendere una posizione sulla Libia è un bel problema.Stiamo coi ribelli col cuore e con il rigore della logica,chi lotta per la libertà e per la democrazia avrà sempre il nostro appoggio.Abbattere i dittatori sembra però diventato lo sport preferito di tutti quei paesi che fino a poco tempo prima li armava,ne deduco che c'è qualcosa che non quadra.Domanda retorica:democrazia o gas e petrolio?Gli interessi reali di alcuni paesi sembrano così evidenti e non sono certo l'"esportare"la democrazia e la libertà da lasciare spiazzati per il timore che il dopo sia persino peggio di Gheddafi&C.Io non so' che fine faranno i giovani rivoluzionari libici,come diceva qualcuno"fatte le rivoluzioni rimane il problema dei rivoluzionari"e di solito venivano eliminati nel nome di motivi superiori.Bombe democratiche,bombe dittatoriali,bombe sempre bombe e morte.Ma dentro di me non trovo alcun alternativa ad un'attacco militare,non mi sembra che Gheddafi sia uno di parola con cui si può trattare,avrebbe continuato a massacrare quella parte del suo popolo che gli si opponeva ed allora bisogna schierarsi,lasciando da parte i nostri sentimenti pacifisti e sapendo con certezza che un dopo di pace è solo una vaga speranza.
Dentro di me il dolore di dover difendere la violenza di una guerra mi riempe di lacrime e di ombre.
Ps: e per favore lasciamo stare i motivi umanitari.

venerdì, marzo 11, 2011

11 marzo 1977 Francesco Lorusso: hanno ucciso un compagno


dal documento del Collettivo di controinformazione del movimento del 12/3/1977)

Alle 10, assemblea di Comunione e Liberazione: circa 400 persone. Cinque compagni di Medicina, presentatisi all'entrata, vengono malmenati e scaraventati fuori dall'aula. La notizia si sparge nell'università e accorrono una trentina di compagni che vengono dapprima fronteggiati da un centinaio di squadristi ciellini. L'aggressione da parte dei cosiddetti "autonomi" consiste nel lancio di slogans e scambi verbali (ad esempio: "Barabba libero", "Seveso, Seveso"). Scatta la provocazione preordinata: i ciellini si barricano all'interno dell'aula; uno di loro, d'accordo con il prof. Cattaneo, che intanto aveva interpellato il rettore Rizzoli, chiede l'intervento della polizia e dell'ambulanza, prima ancora che succedesse qualcosa.

Nel frattempo, fuori dall'Istituto di Anatomia, si raggruppa un centinaio di compagni; quelli rimasti dentro, dopo aver cercato di sfondare la porta dell'aula, chiedono l'individuazione dei responsabili dell'aggressione, invitando gli estranei al fatto ad uscire Vista l'inutilità di questi tentativi, i compagni si ricongiungono agli altri che fuori dall'istituto di Anatomia lanciavano slogans contro CL. Dopo appena mezz'ora, arrivano polizia e carabinieri con cellulari, gipponi e camion, in numero certamente spropositato. I compagni escono allora dal giardino antistante l'istituto e si raccolgono sul marciapiede nei pressi del cancello; un primo gruppo di carabinieri entra e si schiera nel giardino, un secondo gruppo esegue la stessa manovra: sta per entrare, si scaraventa contro i compagni, manganellandoli senza alcuna motivazione.

I compagni scappano verso Porta Zamboni; parte la prima scarica di candelotti. Ritornando verso via Irnerio, i compagni vengono bloccati da una autocolonna di PS e carabinieri ed é a questo punto che un carabiniere spara ripetutamente. Per difendersi, viene lanciata una molotov contro la jeep, causando un principio d'incendio. Poi, in Via Mascarella, un gruppo di compagni che ritornava verso l'università incontra una colonna di carabinieri proveniente da Via Irnerio: a questo punto il compagno Francesco Lorusso (militante di Lotta Continua) viene freddamente ucciso. Era rimasto a studiare fino alle 12,30 e solo allora era sceso in strada. I carabinieri caricano il gruppo in cui si trova Francesco e partono le prime raffiche di mitra: alcuni compagni scappano verso l'università, risalendo Via Mascarella. Una pistola calibro 9 si punta sui compagni ed esplode 6 - 7 colpi in rapida successione: lo sparatore (come testimoniano i lavoratori della Zanichelli) indossa una divisa, senza bandoliera, e un elmetto con visiera; prende la mira con precisione, poggiando il braccio su di una macchina. Francesco, sentendo i primi colpi, si volta mentre corre con gli altri e viene colpito trasversalmente. Sulla spinta della corsa percorre altri 10 metri e cade sul selciato, sotto il portico di Via Mascarella. Quattro compagni lo raccolgono e lo trasportano fino alla libreria Il Picchio, da dove un'autoambulanza lo porta all'ospedale. Francesco vi giunge morto.

Nel frattempo, la polizia dopo aver disperso i compagni in Via Irnerio, si ritira in questura. La voce che un compagno é stato ucciso si sparge rapidamente. Radio Alice ne dà la notizia verso le 13,30. Da allora in poi nella zona universitaria é un continuo fluire di compagni. Tutti gli strumenti di informazione che il movimento possiede sono in funzione, dalle parole alla radio. All'incredulità e al disorientamento si sovrappongono il dolore e la rabbia. L'università si organizza per evitare nuove provocazioni della polizia, vengono chiuse tutte le vie d'accesso, ogni facoltà si riunisce e dalle assemblee improvvisate (tutte le aule, la mensa, ogni spazio é riempito dai compagni che si organizzano) emerge con chiarezza che l'assassinio di Francesco é tutto tranne un "incidente". Vengono fatte telefonate ai vari CdF e si manda una delegazione alla Camera del Lavoro per chiedere l'adesione al corteo. La rabbia e il dolore si fanno crescenti e la maggioranza dei compagni individua gli obiettivi e le risposte che il movimento vuole dare. La libreria di CL, Terra Promessa, ridiventa per la terza volta "terra bruciata".

Finite le assemblee si organizzano i servizi d'ordine allo scopo di garantire l'autodifesa del corteo e da tutte le parti si grida che l'obiettivo politico da colpire é la DC. Si parte con un'imponente manifestazione di 8.000 compagni. Sono le 17,30. Il corteo é in Via Rizzoli: alcuni compagni se ne staccano e infrangono le vetrine della via centrale. In Piazza Maggiore il corteo sfila, raccogliendo i compagni rimasti, mentre un gruppo di aderenti al PCI si raccoglie attorno al Sacrario dei Caduti; l'attesa partecipazione dei consigli di fabbrica veniva meno. Il corteo si dirige in Via Ugo Bassi, dove altre vetrine vengono infrante.

Nei pressi della sede della DC, la polizia si scontra con la testa del corteo che riesce ad evitarne l'irruzione nel corteo stesso. Intanto, la coda si scioglie e si disperde nelle stradine laterali. Un primo troncone si ricompone in Via Indipendenza e si dirige alla stazione FS, occupando i primi binari. L'altra parte si ricompone in Piazza Maggiore e si immette in Via Indipendenza dove apprende la notizia dell'occupazione della stazione. Qui intanto iniziano gli scontri, la polizia entra nell'atrio principale, sparando candelotti; i compagni rispondono, riuscendo così ad allontanarsi da un'uscita laterale. Il resto del corteo é nel frattempo arrivato nella zona universitaria, dove ci si riunisce in assemblea, per una valutazione della giornata e per organizzare il viaggio a Roma dell'indomani; nel frattempo viene "aperto" il ristorante di lusso il Cantunzein e centinaia di compagni possono sfamarsi. L'assemblea, iniziata nell'aula magna di Lettere, per l'enorme afflusso di gente viene trasferita al cinema Odeon. Nei pressi del cinema, un compagno viene sequestrato da agenti in borghese, armi in pugno e trasportato via su un'auto con targa civile. Nella notte vengono effettuati numerosi arresti e perquisizioni domiciliari.

Nel tardo pomeriggio le federazioni bolognesi del Pci e della Fgci distribuiscono un volantino: "... Una nuova grave provocazione é stata messa in atto oggi a Bologna. Essa ha preso il via da un'inammissibiie decisione di un gruppo della cosiddetta Autonomia di impedire l'assemblea di CL e da gravi interventi da parte delle forze di polizia. Di fronte a una situazione di tensione nella quale ancora una volta é emerso il ruolo di intimidazione e di provocazione dei gruppi neosquadristici, si é intervenuto con l'uso di armi da fuoco da parte di agenti di PS e dei carabinieri... dev'essere isolata e battuta la logica della provocazione e della violenza che piú che mai é al servizio della reazione. Da tempo nella nostra cittá ristretti gruppi di provocatori, ben individuati, hanno agito all'interno di questa precisa logica".

11.03.2003
Collettivo Bellaciao
http://bellaciao.org/it/collettivo/lorusso.php

giovedì, febbraio 24, 2011

Il Caldo Vento della Rivolta


Poca voglia di scrivere,stò seduto sulla sponda del fiume....
Ma chi nella rivolta ci è cresciuto,dai "ragazzi della via Pal"con le "terrose"battaglie tra quartieri al 68/77 ed all'amaro sapore della sconfitta con i suoi strascichi di nichilismo non può tacere di fronte a questo caldo vento che viene dall'Africa del nord.Sappiamo di sicuro contro chi e contro cosa si ribellano,sappiamo del loro passato,del loro presente e delle loro speranze in un futuro migliore,guardiamo con le lacrime agli occhi ai loro martiri ma quell'amaro sapore non se ne vuole andare.Non sappiamo come finirà,anzi temiamo di saperlo,il Mercato,come il banco dei Casinò,vince.Contano poco i morti,i feriti,l'odore della morte della paura e del coraggio,svaniranno presto e comunque davanti al banco del Mercato.Se leggete,ascoltate ciò che sente in giro,le preoccupazioni sembrano riguardare più noi che loro,come faremo..noi ad assorbire l'ondata migratoria,come faremo..noi a difenderci dall'integralismo, dal nemico d'oltrmare da quelli fuggiti dalle galere e via sragionando.Sono un po' confuso tra speranze e disillusioni comunque"Lunga vita ai Ribelli"

domenica, gennaio 23, 2011

Beards for belgium.


http://www.beardforbelgium.be/en/see-all-the-beards/


Ci sono tanti modi per protestare contro la crisi che impedisce la formazione di un governo in Belgio. Il popolare attore cinematografico Benoit Poelvoorde aveva lanciato, qualche giorno fa, l’idea di non tagliarsi la barba finché non sarà formato il nuovo esecutivo. Sembrava una boutade e invece sono centinaia i belgi che hanno accolto l’invito, inviando le loro fotografie a un apposito sito Internet......
Da:http://it.euronews.net/2011/01/23/belgio-c-e-chi-per-protesta-si-lascia-crescere-la-barba/

Mi sembra un'ottima idea,riempiamo l'Italia di "barbudos".

sabato, gennaio 15, 2011

Fiat voluntas sua.



I volontari di "Terra del fuoco" hanno riempito diversi punti della città - anche simbolici come la Mole e la Gran Madre - di striscioni con una semplice frase: "5213 grazie" con riferimento ai lavoratori che si sono espressi al referendum di Mirafiori (foto di Francesco Del Bo / Photonews)
Da La Repubblica



Gli operai nei reparti fiat nell'epoca marchionne.

martedì, gennaio 11, 2011

Io so' il nome di questo Uomo che piange.


Io so' il nome di questo Uomo che piange,ha il nome di tutti gli uomini e le donne venuti dal sud a cercare lavoro,per fuggire dalla fame di una terra malata ed uccisa dalle mafie e dalla malapolitica.Ha il nome di tutti gli operai morti sul posto di lavoro,schiacciati da una pressa,bruciati dal menefreghismo delle multinazionali,avvelenati nei reparti verniciatura.Ha il nome di tutti gli operai morti nelle piazze in cento anni di lotte per liberarsi dallo sfruttamento di mille padroni.Questo Uomo che piange ha il mio nome,ha il vostro nome,ha il nome di tutti gli Uomini che devono piegarsi per avere ciò che è loro di diritto,il diritto ad vita dignitosa.

martedì, gennaio 04, 2011

Due minuti d'odio



Due minuti d'odio

I due minuti d'odio sono una pratica coercitiva esercitata dal governo del Grande Fratello nel romanzo "1984" di George Orwell.Tale pratica collettiva viene attuata sui posti di lavoro, negli incontri di partito, ovunque sia possibile; consiste nel riunirsi "spontaneo" degli astanti, al segnale emesso da altoparlanti, dinanzi ad un teleschermo che proietta immagini del nemico supremo della patria Oceania, Emmanuel Goldstein, scene di guerra e sequenze studiate per coinvolgere psicologicamente gli spettatori, accompagnate da suoni e rumori fastidiosi.
Dopo pochi secondi il pubblico inizia a dare in escandescenze e ad inveire contro Goldstein o contro lo schieramento con cui ci si trova in guerra in quel momento -Eurasia oppure Estasia a seconda; si arriva a lanciare oggetti contro il teleschermo, imprecando colti da implacabile furore, sotto lo stretto controllo di incaricati del partito.
Chiunque manifesti segnali di eterodossia, o perfino micro-espressioni facciali non consone al contesto, viene considerato come un possibile traditore.
Questo meccanismo rappresenta, tra le altre cose, una valvola di sfogo dell'aggressività dei cittadini ed un modo per demonizzazione un capro espiatorio su cui gettare tutte le colpe delle difficoltà della loro vita quotidiana. I "due minuti d'odio" sono funzionali al mantenere un controllo ancora più stretto e serrato sul popolo e sui membri del partito.
Da Wikipedia

sabato, gennaio 01, 2011

Auguro un'anno di Sfiga Enorme.





Eh sì tra tanti sdolcinati e fasulli auguri di buone feste,io auguro un'anno d'immensa sfiga a tutti gli appartenenti al governo,alle mafie ed a tutti i delinquenti a loro associati,partendo dal basso fino ai vertici più alti.E di solito ci prendo!Auguri.

sabato, dicembre 25, 2010

Buon Natale!



Così impara a non portarmi il regalo che volevo!
GLI AVEVO SOLO CHIESTO DI PORTARLO CON SE' AL POLO NORD E METTERLO ASSIEME AGLI ALTRI NANI CHE FA' LAVORARE COME SCHIAVI PER 12 MESI,E CHE SARA' MAI PER BABBO NATALE!

mercoledì, dicembre 22, 2010

Perchè date queste delusioni a Gasparri&C?


Insomma cari studenti,manifestanti&C perchè siete così cattivi,perchè date queste delusioni ai "nostri" bavosi e sputacchianti ministri del disordine pubblico e mentale?
Insomma siate coerenti un giorno piantate un casino della madonna mettendo a"ferro e fuoco"la caput mundi,che manco i barbari....e la volta dopo ve la ridete di loro e andate a prendervi gli applausi della Gente nei quartieri popolari,roba che neanche "Lui" ci riesce!Che fate li volete prendere per il culo,questi fanno fuoco e fiamme e voi spegnte l'incendio pisciandoci sopra....ma siate seri,non vorrete mica sepellirli con una risata?

lunedì, dicembre 20, 2010

PoliziottoProvocatore? NO PrecarioPizzaiolo!


Foto da Repubblica

ROMA - Ha un nome e un cognome il ragazzo che con il casco ha mandato all'ospedale Cristiano, il quindicenne colpito durante la manifestazione del 14 dicembre a Roma. Si chiama Manuel De Santis, ha vent'anni, fa il pizzaiolo ed è un precario. È di sinistra ma non frequenta alcun centro sociale o gruppo politico e soprattutto non è un ultrà. Sabato scorso si è autodenunciato in Procura a Roma: «Ho colpito io Cristiano con il casco». «È un cane sciolto», afferma l'avvocato Tommaso Mancini, uno dei legali a cui la famiglia del ragazzo si è rivolta......
http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_20/cristiano-casco-manuel_d111296e-0c1f-11e0-939a-00144f02aabc.shtml
Del tipo a fare cazzate non bastano gli altri.........

sabato, dicembre 18, 2010

L'eroico difensore del blindato



Chi è costui che aggredisce alle spalle un giovane manifestante che pare avesse lanciato "una mela"contro il blindato?Che avesse ragione la Finocchiaro a chiedere spiegazioni al ministro Maroni su"eventuali" infiltrati?
A voi la non tanto ardua sentenza!
Notate che nessuno ha aggredito il....?e tranne qualche inutile calcione al blindato non mi sembra che ci fosse nulla per scatenare tale violenza.Il gesto con la mano "venite venite che ci penso io" secondo me la dice lunga sul personaggio.

venerdì, dicembre 17, 2010

Cattivi maestri.



CoSSiga docet:
«Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì»

martedì, dicembre 14, 2010

E il senso non dev’essere rischiare Ma forse non voler più sopportare.




Rischiavano la strada e per un uomo
Ci vuole pure un senso a sopportare
Di poter sanguinare
E il senso non dev’essere rischiare
Ma forse non voler più sopportare.
Faber

lunedì, novembre 01, 2010

DeriveApprodi 100 libri ad UN euro l'uno.


Una bella iniziativa,meno belle le cause,DeriveApprodi per motivi finanziari deve liberare il magazzino:o li compriamo ad un euro l'uno o vanno al macero

Dal 1 al 30 novembre: spese di spedizione incluse
Per ragioni commerciali, abbiamo dovuto togliere dal nostro catalogo quasi 100 titoli, sottraendoli al circuito di vendita e distribuzione delle librerie. Una scelta che ci impone di mandare al macero decine di migliaia di copie per evitare...
http://www.deriveapprodi.org/index.php

Segnalato da Alice Carrol.

lunedì, ottobre 25, 2010

Io sono un metalmeccanico costruisco.........



Non tutti i metalmeccanici sono eguali!

Il metalmeccanico Marchionne
Nel 2009 il compenso ricevuto dall’amministratore delegato è stato di 4,78 milioni di euro, di cui 1,35 milioni a titolo di bonus.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/25/lintervista-che-fazio-non-ha-fatto/73501/

Il Metalmeccanico Cipputi
ecco gli stipendi LORDI dei metalmeccanici al mese
I 1.105,93
II 1.208,09
III 1.323,83
IV 1.377,13
V 1.467,89
Vs 1.562,81
VI 1.676.41
VII 1.875,61
Q 1.930,22
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100214124916AAuGHxR

venerdì, ottobre 22, 2010

Arriva lo spazzino Bertolaso




Arriva Bertolaso,adesso si che possiamo stare tranquilli!

Due anni di governo.IO NON LO VOGLIO!


Se sei d'accordo falla girare... io l'ho già fatto!!!!

Con riferimento all'annuncio del Presidente del Consiglio On. Silvio
Berlusconi di inviare ad ogni famiglia italiana il libro "Due anni di
governo", mi preme comunicarVi che desidero assolutamente NON
riceverlo,essendo un mio diritto in base alla legge per la tutela
della privacy n. 675/1996 ed il relativo D.P.R. n. 501/1998, nella
fattispecie articolo 13 comma e), e che la spesa relativa che si
risparmierà, venga messa a disposizione del Ministero della Pubblica
istruzione e/o del Ministero della Sanità.
Ringraziando per l'attenzione porgo distinti saluti.

da incollare sulla pagina della mail da spedire al seguente indirizzo:
http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp

e inviare

venerdì, ottobre 15, 2010

Ministro Maroni, infiltrati?Nessuna novità!



Notare le scarpe del fermato e dei poliziotti...stesso calzolaio?Ma che cazzo fanno si arrestano tra di loro? Errata Corrige:in realtà pare che fosse un'esercitazione....per imparare ad arrestarsi tra di loro



Alcune vecchie foto di "infiltrati".Caro Ministro Maroni sei andato a lezione dal "povero KoSSiga"il grande maestro delle provocazioni?Ci dobbiamo aspettare altri Francesco Lorusso o Giorgiana Masi?Hai paura di questi "terroristi"armati di uova,neanche marce,fumogeni e volantini?Questi anni non sono di piombo, sono plumbei,tristementi grigi per questa classe politica senza dignità.

martedì, ottobre 12, 2010

Inps, è ufficiale: i precari saranno senza pensione.


......I precari, i lavoratori parasubordinati come si chiamano per l'INPS gli "imprenditori di loro stessi" creati dalle politiche neoliberiste, non avranno
la pensione. Pagano contributi inutilmente o meglio: li pagano perché l'INPS possa pagare la pensione a chi la maturerà. Per i parasubordinati la pensione
non arriverà alla minima, nemmeno se il parasubordinato riuscirà, nella sua carriera lavorativa, a non perdere neppure un anno di contribuzione.
L'unico sistema che l'INPS ha trovato per affrontare l'amara verità, è stato quello di nascondere ai lavoratori che nel loro futuro la pensione non ci sarà,
sperando che se ne accorgano il più tardi possibile e che facciano meno casino possibile.
Quindi paghiamo i nostri contributi che non rivedremo sotto forma di pensione. Se reagiamo adesso, forse, abbiamo ancora la speranza di una pensione minima.

Tratto da:http://www.facebook.com/note.php?note_id=160952463932245&id=107617112602504

venerdì, ottobre 08, 2010

Martina Poli e i suoi fumetti: sogni e incubi metropolitani.


Nella vita capita di incontrare persone apparentemente distanti da noi per generazione,
cultura,mondi e genti frequentati,eppure quando la conoscenza si approffondisce appena un po',si scoprono assonanze di idee, pensieri,emozioni, passioni culturali e visionarie che non parevano possibili,anche per il solo fatto che 40 anni di differenza di età potrebbero portare all'incomunicabilità più assoluta.Poi scopri che la "barista"che tutti i giorni ti serve il panino e la coca cola al bar è una fantastica fumettista debordante creatività da tutti pori.Allora scatta la curiosità
di entrare un po' nel suo mondo,nel suo parlare veloce per immagini che già di per se' sono fumetti e storie di giovani vite "realtà banale e brutale quella che mi attrae...persone mostruosamente normali....episodi vissuti che si trasformano e ricompongono nella mia testa.."come scrive nel suo :http://martinapoli.blogspot.com/.
Insomma una persona da seguire nel suo itinerare tra vita e fumetto tra realtà e fantasia.

domenica, settembre 26, 2010

Ciao Mauro!


Mauro Rostagno
Torino, 6 marzo 1942 – Valderice (TP), 26 settembre 1988

Ciao Mauro!
Mi viene alla mente un aforisma di Foulkes, che diceva: “Da bambini ci
davano oggetti di carta finemente piegati, dai colori vivaci, che a
malapena si differenziavano l’uno dall’altro, li chiamavamo ‘fiori
giapponesi ’ . Per vedere che cosa fossero, per fare assumere loro la forma
completa, bisognava immergerli nell’acqua dove si aprivano a formare
magnifici fiori, foglie e steli. Questo fatto che mi affascinava da bambino, mi è
poi servito spesso per fare dei paragoni. L’individuo fuori dal gruppo, isolato,
è come un fiore giapponese prima di essere posto nell’acqua: bisogna
immergerlo nel gruppo perché manifesti la sua vera natura.”
E proprio un “fiore” come Mauro Rostagno hanno cercato di tenerlo fuori
dall’acqua, di non farlo più immergere nel gruppo di tutte le persone oneste
che gli stavano accanto. Ma non ci sono riusciti. Il “Fiore Mauro” sboccia
continuamente tra tutti coloro che voglio riunirsi per affermare il pensiero di
libertà contro un sistema abietto figlio dell’ abnegazione dell’emancipazione.
Hanno voluto reciderlo, ma come una talea, radica e vive in tutti i terreni
dall’humus vivifico ed incorrotto.
Leo Gullotta

domenica, agosto 15, 2010

Ciao Mamma ciao Papà.


Ormai sono anni che mi hanno lasciato, le mie radici,le mie sicurezze,mi mancano quelle telefonate fatte anche solo per un saluto per un ti voglio bene.Il mio vecchio quartiere di strade malmesse in quella periferia bolognese che era ancora campagna,mio padre coi capelli neri e l'esportazione in mano e gli occhi azzurri di mia madre.
Oggi 50 anni fa' avremmo festeggiato ferragosto al campeggio Pionboni di Marina di Ravenna aspettando la sera e i primi baci di Sandra.......

sabato, luglio 31, 2010

2 Agosto 1980



Alle 10:25, nella sala d'aspetto di 2º classe della Stazione di Bologna Centrale, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio. L'esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d'altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell'ala ovest, allo scopo di aumentarne l'effetto[1]; l'onda d'urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l'edificio.
L'esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200. Wikipedia.

venerdì, luglio 30, 2010

La classe operaia va' in paradiso

Berlusconi Bye Bye?



Qualsiasi cosa dia fastidio,dispiacere,crei problemi a B. mi fa' un immenso piacere,anche se proviene da un un "ex" fascista.Non mi è mai piaciuto il vecchio detto "sarò sempre amico dei vostri nemici"ma ogni tanto si può fare uno strappo!

giovedì, luglio 01, 2010

Sesso e droga in camicia nera



ROMA - Un consigliere del Pdl della Provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, è stato ricoverato in stato confusionale all'ospedale Grassi di Ostia, dopo aver partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, al quale erano presenti alcune transessuali. A svelare il retroscena sarebbe stata una di loro, che ha riferito l'accaduto alle forze dell'ordine. Il consigliere si sarebbe affacciato in stato confusionale dal balcone della casa nella quale si stava svolgendo il festino - sembra di proprietà del viado in via Manlio Torquato, nel quartiere Appio-Tuscolano - urlando frasi sconnesse e improvvisando un comizio..... Da Repubblica

Pier Paolo ZACCAI nasce a Roma il 19/Aprile/1968, ove risiede, inizia la sua carriera politica all'età di 17 anni, aderendo al Fronte della Gioventù, formazione della destra giovanile da cui ha avuto origine Azione Giovani.
Aderisce all'età di 21 anni al Movimento Sociale Italiano e si candida per la prima volta all'età di 25 anni nel 1993, con lo stesso movimento risultando eletto con 307 preferenze individuali nella Circoscrizione XIII di Roma.....
Dal sito di Pier Paolo Zaccai

giovedì, giugno 24, 2010

O Cara Moglie





O cara moglie, stasera ti prego,
dì a mio figlio che vada a dormire,
perchè le cose che io ho da dire
non sono cose che deve sentir.

Proprio stamane là sul lavoro,
con il sorriso del caposezione,
mi è arrivata la liquidazion,
m'han licenziato senza pietà.

E la ragione è perchè ho scioperato
per la difesa dei nostri diritti,
per la difesa del mio sindacato,
del mio lavoro, della libertà .

Quando la lotta è di tutti per tutti
il tuo padrone, vedrai, cederà ;
se invece vince è perchè i crumiri
gli dan la forza che lui non ha.

Questo si è visto davanti ai cancelli:
noi si chiamava i compagni alla lotta,
ecco: il padrone fa un cenno, una mossa,
e un dopo l'altro cominciano a entrar.

O cara moglie, dovevi vederli
venir avanti curvati e piegati;
e noi gridare: crumiri, venduti!
e loro dritti senza piegar.

Quei poveretti facevano pena
ma dietro loro, la sul portone,
rideva allegro il porco padrone:
l'ho maledetto senza pietà .

O cara moglie, prima ho sbagliato,
dì a mio figlio che venga a sentire,
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà
chè ha da capire che cosa vuol dire
lottare per la libertà.

lunedì, giugno 14, 2010

Tanti Auguri Maestrone.



Oggi Francesco Guccini compie 70 anni Auguri Maestrone,La Locomotiva fischia ancora.



lunedì, maggio 24, 2010

Claudio Lolli inedito nel CD" Penso Rock 1964? "



Un po' di storia sulla scoperta di questo introvabile CD con un brano firmato Claudio Lolli.Tutto nasce dalla comune passione per la musica ed il "chitarrismo" tra me(musico fallito,citazione dal Maestrone F.Guccini)e Francesco Conversano a cui, oltre a tutto quello che troverete su di lui su: http://it.wikipedia.org wiki/Francesco_Conversano, dovrete aggiungere anche il fatto che suona ottimamente la chitarra ed ha pure un bella voce,e che cavolo non c'è proprio giustizia sulla terra!
Parlando con lui e l'ex gestore del bellissimo bar Alle Tuate di via San Vitale a Bologna,Alberto Majani,il batterista del gruppo,salta fuori la storia di questo CD inciso nel 1994 in cui tra gli esecutori, Stefano Barnaba tastiere,Mimino Cazzorla chitarre,risulta alla chitarra anche "un tale" Claudio Lolli autore peraltro anche del brano "1964".Il dubbio è quello dell'omonimia....ma no non può essere,non in un CD inciso a Bologna.Poi,guardando le foto interne della copertina,un po' sfuocato,c'è proprio Claudio con tanto di Stratocaster al collo.Ascolto il brano,lo riascolto ma di Lolli,oggettivamente,non c'è proprio nulla,bello ma non "lolliano"dove stà l'arcano?Beh la spiegazione mi viene data proprio da Francesco Conversano,il brano in realtà è il suo,pure compositore e ti pareva,ma non essendo iscritto SIAE non poteva firmarlo per cui risulta firmato da Lolli.Tutti gli altri brani,ottimamente interpretati,sono tutte cover della metà degli anni 60.Bene io "ce l'ho"se qualcun altro ne possiede una copia,ne dovrebbero esistere qualche migliaia di copie,potremmo fondare un "Fan club di Penso Rock 1964".Se avrò altre notizie vi terrò aggiornati.

giovedì, maggio 20, 2010

Kill for peace. The Fugs 1966

AMMAZZA PER LA PACE
Versione italiana di Riccardo Venturi

Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Nel vicino, nel medio e nell'estremo Oriente
Nel lontano, nel vicino o nel medissimo Oriente

Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Se non ti piace quella gente
o il modo in cui parlano,
Se non ti piace come si comportano
o il modo in cui camminano

Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace

Se non li ammazzi
ti ammazzeranno i cinesi
Se non vuoi che l'America
giochi un ruolo di secondo piano
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace

Se li lasci vivere
potrebbero aiutare i russi
Se li lasci vivere
potrebbero amare i russi
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace

(parlato)

Ammazzali, ammazzali, punisci quegli stronzi di musi gialli!

Il solo muso giallo
di cui un americano può fidarsi
è quello che gli hanno
rotto la testa gialla.

Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ti farà

sentire così bene,
come il mio capitano
disse che dovrebbe essere
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace

Ammazzare ti darà
sollievo alla mente
ammazzare ti darà
una grande liberazione

Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace
Ammazza, ammazza, ammazza per la pace



Il video lo tovate qui'

giovedì, aprile 15, 2010

Sfinito e incazzato di Roberto Renzetti



Non sono solito fare dei taglia e incolla ma siccome avevo in mente un post simile utilizzo questo di Roberto Renzetti che rispecchia appieno il mio stato d'animo e la mia posizione politica.
Per chi volesse leggerlo tutto,compresi i commenti vada a questo indirizzo:
http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=1380

CAMBIARE TUTTO O MORIRE IN MODO INDEGNO

Sfinito e incazzato

Da moltissimi anni, almeno dal 1996 cerco di fare il possibile perché l'Italia non finisca in mano ai banditi, ai mafiosi, ai clerico fascisti, al peggio dell'antropologia sociale. Evidentemente ho sprecato il mio tempo e, farlo alla mia età, è davvero imperdonabile.
Ho dedicato in passato qualche tempo a studiare gli avvenimenti che mi hanno preceduto, quelli del Fascismo, della Guerra, della Resistenza, della Repubblica e della Costituzione. Mi sono appassionato alla storia di quanti, dai più diversi strati sociali, dai più diversi sentire politici e religiosi, dalle più diverse culture, seppure in minoranza, hanno cercato di raddrizzare questo Paese con vocazioni delinquenziali. E' un miscuglio di eventi che ha fatto l'Italia così come è, è una storia tutta peculiare che incombe ci esalta e ci condanna. Roma, l'Impero, poi la caduta.

Le invasioni di ogni barbaro (due bande restate stanziali in Veneto i Venedi ed in Lombardia i Longobardi, ambedue provenienti dall'Est; ma anche altre ...), di ogni incolto, di ogni ladro sono state vissute con inevitabile rassegnazione sempre crescente con il trascorrere dei medesimi eventi ed il continuo essere vittime. Invasioni, rapine, saccheggi, distruzioni, stupri,... E, sullo sfondo, una presenza costante che ha impedito ogni possibile rinascita, crescita, affrancamento, la Chiesa che, come una gigantesca sanguisuga, ha succhiato le ricchezze del Paese sterminando ogni possibile oppositore, ogni ingegno.
La vocazione della Chiesa era quella Universale poi, piano piano che i regni più lontani da Roma si secolarizzavano, a partire dalla seconda metà del Cinquecento, l'attenzione della piovra si è accentrata su Spagna ed Italia. Ma mentre il primo Regno aveva strutture possenti e tali da condizionare la Chiesa stessa, ben altra sorte toccava all'Italia dove una miriade di statarelli hanno vissuto per secoli sotto dominazione e ricatto ecclesiale. La Chiesa ha instillato negli italiani tutti i sommi vizi che li caratterizzano: essere infingardi, ipocriti, peccatori, bugiardi, servili, vigliacchi, devoti, ... Sto parlando del popolo dei furbi che possono peccare all'infinito avendo poi l'assoluzione. C'è di più, e la cosa è testimoniata dalle vergognose indulgenze: più si è ricchi e potenti e più si può peccare perché maggiore è il perdono........................