domenica, aprile 11, 2010

L'uomo flessibile





- L'uomo flessibile -

Io domino perché mi muovo veloce,, sono fluido, elusivo, disimpegnato. Forse sono un po’ più furbo che intelligente; insomma, sono un uomo moderno. Ma
talmente moderno che sono convinto che la società non esiste! E se esiste…non me ne frega niente.

Mio padre aveva un lavoro
Col suo lavoro si sentiva sicuro
Peccato che non si sia accorto
Che stava arrivando arrivando il futuro.

Mio padre aveva un lavoro
Lavorava anche peggio di un mulo
Peccato che non si sia accorto
Che stava iniziando a sentirsi un po’solo.
Mio nonno era un tipo un po’ strano
Andava sempre un po’ avanti e un po’ indietro
Eh per forza ha passato la vita
Ha passato la vita a tirare l’aratro
Mentre io ho capito un po’ prima
Come vanno le cose del mondo
Del resto lo dicono tutti
Che chi nasce a galla non tocca mai il fondo

Sono l’uomo flessibile
Ho un riflesso incredibile
Sono l’uomo invisibile
Ho un pensiero infallibile
E ho una vita invidiabile
Va bè che tutto è opinabile
Mia moglie è sempre introvabile
E anche mio figlio è un po’ instabile

E adesso che ci penso bene
in tutta questa flessibilità
mi sembra che manchi qualcosa
Ma non so che cosa che cosa sarà
E adesso che ci penso bene
In tutta questa flessibilità
Può darsi che manchi qualcosa
Quel mezzo centimetro di felicità.

Mia nonna si alzava alle cinque
Non aveva problemi di sonno
Andava un po’ avanti e un po’ indietro
Per forza doveva seguire mio nonno.
Mia nonna aveva un pensiero
Di fare qualche volta all’amore
Ma mio nonno col suo avanti e indietro
Aveva un problema, un problema di cuore.
Mia madre faceva la madre
Una madre discreta ed attenta
Purtroppo ero troppo impegnato
Per riuscire a capire se è morta contenta.

Perché Io ho capito un po’ prima
Come vanno le cose del mondo
Del resto lo dicono tutti
Che chi nasce a galla non muore mai in fondo.

Sono l’uomo flessibile
Ho un riflesso incredibile
Sono l’uomo invisibile
Ho un pensiero infallibile
Ho una vita invidiabile
Va bè che tutto è opinabile
Anche l’amante è introvabile
Mio figlio è sempre più instabile

E adesso che ci penso bene
in tutta questa flessibilità
Può darsi che manchi qualcosa
Ma non so che cosa che cosa sarà
E adesso che ci penso bene
In tutta questa flessibilità
Mi sembra che manchi qualcosa
Quel mezzo chilometro di felicità.

Sono l’uomo flessibile…ah!

Carlo Fava

sabato, aprile 10, 2010

Maroni,non è illegale scaricare musica dal web


Web: Maroni,no illegale scaricare musica

Soluzione sito nazionale con sponsor che pagano diritti autore

(ANSA) - ROMA, 10 APR - Scaricare musica da Internet 'non la considero un'azione illegale'. Lo ribadisce il ministro dell'Interno Roberto Maroni.E sottolinea che lo scambio di file musicali non ha nulla a che vedere con la pirateria ricordando la soluzione che propone da tempo: un grande sito nazionale da cui si possa scaricare musica gratis legalmente con sponsor che pagano i diritti d'autore a chi la musica la fa e che ovviamente ha diritto ad essere pagato per questo.

Se domani non ritratta,anche lui ogni tanto dice una cosa giusta!

lunedì, aprile 05, 2010

Carlo Fava - L'ultima volta che ho visto i tuoi occhiali



Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare né di qua né di là. Non ho più notizie di te, né tu di me.
Non so se era abitudine, consuetudine, se era dirsi le cose e stare bene.
So che era come se fosse stato per sempre.

E cosa c’è che non va, cos’è che non torna, cos’è che sta andando via?
Secondo me sono gli oggetti che complicano le cose, così inanimati, così fermi eppure piccoli irrinunciabili prolungamenti di noi stessi; se mettessimo in fila i nostri oggetti troveremmo le ore e i minuti di ogni cosa, di quando il tempo era solo davanti.

Sto guardando il mio lampadario nuovo ed è come se una luce amica mi sfiorasse; potremmo fare belle cose io e te! Mi viene da pensare, sotto questa luce, mi viene da considerare…
Ho comprato un lampadario nuovo talmente bello…
Potremmo fare dei bei discorsi io e te, mi viene persino da leggere sotto questa luce, mi viene quasi da riflettere.

Ma vedi come ci si mette la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare ne di qua ne di là.

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Eran sul tavolo della cucina
Eran nel cielo di una mattina
Eran nel rosso del nostro tramonto
Erano un saldo scambiato per sconto

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano nuvole fuori quartiere
Eran finiti i posti a sedere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il tuo cuore in pessimo stato

C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
Erano sporchi di carta carbone

Era un ricordo di un’altra stagione
C’erano idee di ogni ordine e razza
Che stavano immobili in mezzo alla piazza

L’ultima volta che ho visto i tuoi occhiali
C’erano stelle senza cadere
C’era un passaggio di nuvole nere
C’era il mercato nel posto sbagliato
E c’era il mio cuore in pessimo stato

C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che segue il suo cane

C’è un viaggio lungo c’è un viaggio breve
C’è una stazione in mezzo alla neve
C’è un treno che passa e si ferma al confine
C’è un doganiere che bacia il suo cane

Vedi come ci si mette a volte la vita; come una sentenza storta, un po’ di traverso e non ti fa passare nè di qua nè di là.
O così almeno mi sembra che sia.


domenica, aprile 04, 2010

Comunista


Testo di Roberto Roversi musicato e cantato da Lucio Dalla nell'album Cambio

Canto l'uomo che è morto
non il Dio che è risorto
canto l'uomo infangato
non il Dio che è lavato
Canto l'uomo impazzito
non il Dio rinsavito
canto l'uomo ficcato
dentro il chiodo ed il legno
un uomo che è tutta una croce
un uomo senza più voce
un uomo intirizzito
l'uomo nudo,straziato
l'uomo seppellito
Canto la rabbia e l'amore
dell'uomo che è stato vinto
canto l'uomo respinto
non l'uomo vincitore
Canto l'uomo perduto
l'uomo che chiede aiuto
l'uomo che guarda
nell'acqua del fiume
dove l'acqua conduce
L'uomo che accende una luce
o quello che trova la voce
Canto l'uomo che è morto
non il Dio che è risorto
canto l'uomo salvato
non l'uomo sacrificato
Canto l'uomo risorto
non il Dio che è lì morto
Canto l'uomo che è solo
come una freccia nel suolo
L'uomo che vuole lottare
e che non vuole morire
Canto Andrea del Vento
ragazzo di Crotone
che si fa avanti e racconta
la sua vita di cafone
Anch'io sono partito
piangevo alla stazione
e poi là nella neve
dove si poteva sperare
Non c'era l'onda del mare
Là,sono arrivato
anch'io mi sono fermato
Canto l'uomo che ascolto
con la voce distesa sul prato
Canto chi vuole tornare
non chi vuole fuggire
Canto Andrea che dice
quella era la mia terra
adesso la prendo e la mangio
Io,adesso la prendo e la mangio

martedì, marzo 30, 2010

Odiare i mascalzoni è una cosa nobile.Quintiliano

Quando "il mascalzone" dice "la sinistra mi odia" dice,cosa rara,una giusta verità.
Io/Noi non siamo assolutamenti tenuti a non odiare il nostro nemico,non avversario,perchè chi cerca di distruggere la Democrazia a suo piacimento è un nemico e per lui non si deve provare nessun tipo di pietas,non va' scusato,perdonato,sopportato va conbattuto proprio con quei mezzi democratici che lui vuole eliminare.Resistere,combattere e ricrearsi imparando e sfruttando anche le lezioni che ci vengono proprio dai successi altrui.La Storia ci insegna che perdere una battaglia non è perdere una guerra,se l'antifascismo si fosse arreso ai primi insuccessi la storia dell'Italia sarebbe stata ,se possibile,ancora peggiore.Per cui tutta la sinistra deve trarre una lezione dagli ultimi avvenimenti elettorali e se Vendola stravince nonostante" baffetto" vorrà pur dire qualcosa.....a buon intenditore....

lunedì, marzo 29, 2010

Hanno fatto il PIENO.


Mi sembra che questa immagine ben illustri la situazione postelettorale dell'Italia,è l'immagine esatta di chi ci governa e di chi vuole essere governato da questo centrodestra.Amen

venerdì, marzo 26, 2010

Bologna:il mistero delle biciclette incartate.



Opera d'arte?Una forma di protesta contro gli incidenti di cui sono vittime i ciclisti?
Stà di fatto che in varie parti di Bologna sono apparse queste biciclette incartate e variamente parcheggiate.Alcune sono già sparite(opera del comune e dei solerti vigili urbani?),se qualcuno sa' qualcosa di preciso,si faccia vivo.

mercoledì, marzo 24, 2010

Oggi 25/03/10 a Bologna Raiperunanotte




Oggi tutti al Paladozza, anche con le stampelle,contro il coprifuoco sulla informazione imposto dal nano e dai suoi servi.

giovedì, marzo 18, 2010

Fausto e Iaio oggi avrebbero cinquant’anni


Fausto e Iaio oggi avrebbero cinquant’anni,
sono stati assassinati quando ne avevano
diciotto, a Milano, alle otto di sera del 18
marzo 1978. I due ragazzi erano degli
attivisti del Centro Sociale Leoncavallo, la
sera della loro morte stavano tornando a
casa di Fausto, la madre li aspettava per
cena, era sabato sera, dopo sarebbero andati
in centro con degli amici per ascoltare un
concerto. Arrivati all’altezza di via
Mancinelli, nel quartiere proletario del
Casoretto, Fausto e Iaio s’imbattono in un
gruppo di tre persone che li aspettano
avvolti nella penombra. Dopo un rapido
scambio di battute, i tre esplodono otto
colpi di pistola contro i due ragazzi per
poi volatilizzarsi. Iaio morirà sul colpo,
Fausto spirerà nell’ambulanza che lo sta
trasportando in ospedale.......
Da:
http://www.zic.it/fausto-e-iaio-casoretto-milano-18-marzo-1978/

Ma non è una malattia


Una delle canzoni più belle ed attuali,nonostate gli anni,di Gianfranco Manfredi.




MA NON È UNA MALATTIA

Mi hanno detto: sei scoppiato / come ti sei
rovinato / dimagrito, sembri quasi uno
zombie / ...sarà colpa delle notti / che ho
passato ad aspettare / cose che forse
dovevano arrivare. /

Ma non è una malattia / no, non è una
malattia / e non è una malattia / malattia. /
E mia madre m'ha guardato / dice: come sei
finito! / cosi in basso non t'avrei pensato
mai... / Sì ma in basso puoi scoprire / le
sottili incrinature che non puoi studiare
all'Università. /

Ma non è una malattia / no, non è una
malattia / e non è una malattia / malattia. /
Mi hanno detto: il tuo vestito / sembra
veramente usato / non ti cambi mai, mi
sembri proprio giù. / Beh scusatemi ragazzi
/ oggi non ho altro da pensare / ho il mio
abito di dentro da cambiare. /

Ma non è una malattia / no, non è una
malattia / e non è una malattia / malattia./
Mi hanno detto: il tuo lavoro / non è una
cosa sicura / ogni mese cambia e dopo che
farai? / Forse sono un pò svanito / ma il
domani non esiste / e quest'oggi io non
voglio essere triste. /

Ma non è una malattia / no, non è una
malattia / e non è una malattia / malattia.

Notizie e testi di e su Gianfranco Manfredi:
http://www.gianfrancomanfredi.com/
http://www.bielle.org/Pages/g_manfre.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Manfredi

mercoledì, marzo 17, 2010

The Harvest Song



The Harvest Song

Un giorno ci prenderemo le buone cose della terra
Che i parassiti accumulano e vendono;
Ci terremo per noi ciò che produciamo
E i capi se ne vadano all'inferno.
La terra è sul bottone che portiamo noi del sindacato
Noi scateneremo il gatto del sabotaggio se non avremo quel che ci spetta!

Some day we'll take the good things of the earth
That the parasites hoard and sell;
We'll keep our products for ourselves,
And bosses can go to hell.
The earth is on the button that we Wobblies wear;
We'll turn the sab cat loose or get our share!

Ralph Hosea Chaplin (1887—1961)

lunedì, marzo 15, 2010

lunedì, marzo 08, 2010

Io non mi sento italiano.


Io non mi sento italiano.

......Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia......

Giorgio Gaber

sabato, marzo 06, 2010

Te recuerdo Amanda

Victor Jara

Non mi spaventano le minacce,
padroni della miseria:
la stella della speranza
continuerà ad esser nostra.
(Vientos del Pueblo, 1973)


Questa versione è interpretata da Silvio Rodriguez

TI RICORDO AMANDA

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel

Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui
sono cinque minuti
la vita è eterna
in cinque minuti
suona la sirena
si torna al lavoro
e tu camminando
illumini tutto
quei cinque minuti
ti hanno fatto fiorire

Ti ricordo Amanda
la strada bagnata
mentre correvi alla fabbrica
dove lavorava Manuel
Il sorriso aperto
la pioggia nei capelli
non importava niente
correvi a incontrarti
con lui con lui con lui con lui con lui

Con lui che partì per la sierra
che non aveva fatto niente
che partì per la sierra
e in cinque minuti

venerdì, marzo 05, 2010

Sbagliano e come sempre non pagano.

Gira e rigira alla fine le liste in Lombardia ed in Lazio con"decreto interpretativo"vengono presentate.In altre situazioni sarebbe abuso di potere,in una Democrazia tutto ciò e tanto altro che avviene ed è avvenuto nel nostro paese non sarebbe possibile.L'Italia e gli italiani si meritano tutto ciò?Evidentemente sì visto che il governo votato dalla maggioranza è questo e che continua a devastare il nostro paese senza che nessuno abbia la voglia di opporsi,non la forza,la voglia.
Qualche politico dell'"opposizione" rumoreggia un po'ma la cosa finisce lì.Io ormai non mi arrabbio neanche più,a volte tendo l'orecchio sperando di sentire un rumore di crolli ma gli unici che sento sono quelli dei nostri territori che piano piano muoiono sotto il malaffare,sono quelli della morale e della solidarietà tra gli esseri umani che ormai sono spariti sotto un cumulo di spazzatura reale e mediatica.Amen.

Violenze a Bolzaneto, 44 condanne










GENOVA - Nella caserma di Bolzaneto, durante il G8 dell'estate 2001, i no-global furono picchiati, umiliati, sottoposti a "trattamenti inumani e degradanti". Ci fu
tortura, e gli imputati sono colpevoli.
Generali della polizia penitenziaria, guardie carcerarie, ufficiali dell'Arma e militari,
agenti e funzionari di polizia, persino quattro medici: questa sera la Corte
d'appello del tribunale di Genova li ha condannati tutti e 44. A nove anni dai fatti
la maggior parte dei reati è prescritta, ma i responsabili pagheranno comunque
risarcendo le vittime delle violenze. E con loro metteranno mano al portafogli anche i
ministeri di appartenenza (Giustizia, Interno, Difesa), che dovrebbero sborsare
una cifra superiore ai dieci milioni di euro.
Sono state inflitte sette condanne a complessivi dieci anni di reclusione nei
confronti di quattro guardie carcerarie responsabili di falso - reato non
prescritto - , e di tre poliziotti che avevano rinunciato alla prescrizione. I
sette imputati condannati sono: l'assistente
capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di
polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico
Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della
Polizia di Stato Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi..................
Da:Repubblica
Io non posto nessun commento,fate voi....

sabato, febbraio 27, 2010

Come far fare una figura di cacca ai berluscones



Leggendo il post di La cripta dei Cappuccini
http://lacriptadeicappuccini.splinder.com/post/2231
4630/Razza%20padrona%20all%2527Ipercoop
mi è venuta in mente una piccola vendetta quando
i vari berluscones vi rompono i coglioni o a cui volete rompere i coglioni.
Siete in fila e il berluscones infighettato vi vuole passare davanti
,cerca di fregarvi il parcheggio con il suo suv a discapito
della vostra vecchia utilitaria,vi guarda con aria di
superiorità come se foste un merdazza,bene
seguite queste semplici istruzioni
anche se vi prudono le mani ci sono altri mezzi più efficaci.
Visto che non è che dobbiamo sempre subire l'arroganza della mediocrità
vestita dai finti armani made in china e dei loro suv pagati a rate,
se ci tengono tanto a figurare almeno facciamogli fare una figura
di merda.(scusate il francesismo)del tipo urlare che ci hanno toccato il culo
,chiamare la sorveglianza perchè vi è sembrato di vederli rubare.
Se vi parlano ditegli di smetterla di sputacchiare e che gli puzza il fiato
o allontanatevi un po' perchè puzzano di sudore.il tutto ovviamente
a voce molto alta insomma non importa venire alle mani anche se c
i piacerebbe,ma dipende dalla taglia e non sempre conviene.

Finchè c'è lotta c'è speranza

sabato, febbraio 20, 2010

L'A/sasso

L'A/sasso mi ha trovato in una spiaggia che non ricordo ma da tanti anni viviamo assieme.
I suoi amici migliori li potete vedere nella foto scattata nell'angolo di libreria dove si riuniscono per il fine settimana sono:verdesasso l'egiziano,quarzoscuro il toscano ed il vecchio sardo ricciodimarepietrificato.
Da:http://ambu-marcello.blogspot.com/

giovedì, febbraio 18, 2010

giovedì, febbraio 04, 2010

Io so' che un giorno. Ivan della Mea

Io so' che un giorno. Ivan della Mea

« Dal momento in cui oltrepassa il muro dell'internamento, il malato entra in una nuova dimensione di vuoto emozionale ([...]); viene immesso,
cioè, in uno spazio che, originariamente nato per renderlo inoffensivo ed insieme curarlo, appare in pratica come un luogo paradossalmente costruito per il completo annientamento della sua individualità, come luogo della sua totale oggettivazione. Se la malattia mentale è, alla sua
stessa origine, perdita dell'individualità, della libertà, nel manicomio il malato non trova altro che il luogo dove sarà definitivamente perduto, reso oggetto della malattia e del ritmo dell'internamento. L'assenza di ogni progetto, la perdita del futuro, l'essere costantemente
in balia degli altri senza la minima spinta personale, l'aver scandita e organizzata la propria giornata su tempi dettati solo da esigenze organizzative che – proprio in quanto tali – non possono tenere conto del singolo individuo e delle particolari circostanze di ognuno: questo è
lo schema istituzionalizzante su cui si articola la vita dell'asilo »
(Franco Basaglia, 1964)

giovedì, gennaio 28, 2010

martedì, gennaio 26, 2010

RedSkinRed

BY:http://ambu-marcello.blogspot.com/

Del Bono ......sei un mito!


Come diceva giustamente my brother Lele,l'ex sindaco di Bologna,Del Bono,ha finalmente dimostrato definitivamente che anche alla sinistra piace LA GNOCCA!

domenica, gennaio 10, 2010

Gabanelli Rai Report Vs Paolo Barnard ?


Leggo e riporto senza,inutili, commenti dal sito http://www.alessandracolla.net/?p=120

Tempestiamo la trasmissione Report di mail di protesta

Paolo Barnard: "Censura legale"

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. È la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti
giornalisti ‘fuori dal coro’.
Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di
contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d’informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.
Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (“Little Pharma & Big Pharma”). Col comparaggio (reato da art. 170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: «Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie») e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).
L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il
15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004 (1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi
(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di
imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*
*(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi
collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi).
Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.
Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di
costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo
la causa. Recita il testo: «La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima».(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la
RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che «la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.»(7)
Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.
Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera “scomparsa dei fatti”, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima,
quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ‘editti bulgari’, i tribunali in una collusione
di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.
Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero,
operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono
impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.
Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di
fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che
rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.
Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.
Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti,
blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.
Grazie di avermi letto.

Paolo Barnard
dpbarnard@libero.it
Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume Le inchieste di Report (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: «…alle
nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili». Prendo atto che il prestigioso
studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005:
«Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…».
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: «Lei in qualità di avente
diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria».
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: «la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…». (si veda nota 4)
Da:http://www.alessandracolla.net/?p=120

venerdì, dicembre 25, 2009

Un mondo d'amore!



Benedetto XVI dopo la aggressionedi una psicolabile:
«Rinunciamo alla violenza, e usiamo solo le armi della verità e dell'amore»

Berlusconi: «Dopo l'aggressione di uno psicolabile a Piazza Duomo
clima cambiato, ora c'è più amore»

Ci manca solo una pedata in culo a Bersani per costruire "un'amorevole" italia!

martedì, dicembre 15, 2009

Fredda/Mente

Tutti d'accordo che il gesto è deprecabile,assurdo,anche se eseguito da uno psicolabile.
Bene chiarito che,nonstante l'avversario mi stia particolarmente antipatico,sono rimasto,umanamente,colpito dalla violenza delle immagini,come penso tutti gli italiani,non ho gioito del dolore del mio avversario politico anzi mi hanno dato una forte sofferenza.
Passiamo all'oggi:la destra,ovviamente,cavalca la situazione a suo vantaggio,le proposte dei suoi ministri mi sembra chiariscono benissimo le vere intenzioni di questo governo, inasprimento delle leggi sulla possibilità di esprimere dissenso sia nelle piazze che in rete,crimanilizzazione delle opposizioni e della sua stampa come mandanti morali dell'insano gesto e via di seguito.Queste persone irrispettose praticamente di tutto ciò che noi amiamo nella democrazia , propense a un governo autoritario
che imbavagli tutti i dissensi,gente che da 15 anni offende pesantemente sia le opposizioni che le più alte cariche istituzionali se non si piegano ai loro interessi più o meno personali sembra non aspettassero altro che un gesto eclatante di violenza per poter ancora di più chiudere gli spazi democratici nel nostro paese.Parlano di gesto terroristico......ma questa gente dove cavolo era quando il terrorismo di vari colori,quello vero, faceva almeno un morto al giorno,quando le piazze contestavano non con offese più o meno pesanti ma con spranghe e molotov se non di peggio,non so' loro ma io allora c'ero nelle piazze respiravo violenza tutti i giorni io ricordo e mi pare proprio che questa gentaglia voglia,speri, proprio che si ritorni a quei tempi per poter portare a termine il loro progetto.Bene oggi io odio la violenza, anche quella verbale, che ha portato a questa situazione perchè qui non si tratta più di duro scontro verbale,normale nella politica democratica,
ma qui' siamo ad una deriva autoritaria conclamata.Ora io spero che tutti vengano a più miti consigli, si possa tornare ad un sano confronto politico dove gli opposti schieramenti si scontrino,anche duramente,ma si rispettinino e rispettino le istituzioni democratiche,vi ricordate della DC e del PCI,perchè la"gente" ha bisogno di governi che la aiutino ad avere un lavoro,una istruzione decente,una sanità che fuzioni,una legge che garantisca tutti e non solo i potenti deve poter vivere con un minimo di tranquillità,per finire la propria vita lavorativa con una pensione che le permetta di vivere dignitosamente: chiedo troppo,sono un sognatore,un comunista?
Eppure tutto ciò dovrebbe essere il minimo garantito da una buona democrazia.

domenica, dicembre 13, 2009

Grandi uomini grandi attentati,piccoli uomini piccolo attentati

Non c'è niente da fare non riesce ad essere un grande neppure negli attentati.
Ricordiamo tutti che la storia è piena di statisti,capi di stato,presidenti,dittatori,Papi(la maiuscola non è un caso) passati alla storia anche per aver subito attentati a volte riusciti a volte,purtroppo,non riusciti.Di loro molti ricordano i nomi e quelli dei loro attentatori e persino se l'attentato venne eseguito con una pistola,un coltello,una bomba,un fucile,ma come si fa' a passare alla storia per aver subito un"attentato terroristico"(ma bossi si rende conto di quello che dice?)per essere stato colpito da un souvenir!

Ps:è comunque una brutta cosa vedere un uomo sanguinare sopratutto se anziano.

venerdì, dicembre 11, 2009

12 Dicembre 1969 La strage è di stato.

La minaccia Spatuzza:fantacomplottando!


Essere diffidenti è un peccato ma molte volte si ha ragione.Andreotti

Le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza sono state smentite stamane dai boss mafiosi Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro di fronte ai giudici della Corte d'appello di Palermo chiamati a pronunciarsi sulla sentenza di condanna a 9 anni per associazione mafiosa comminata nel 2004 al senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. da Repubblica
"In pratica Filippo Graviano e Cosimo Lo Nigro negano tutto ciò che era stato affermato da Spatuzza con grande gioia di Dell'Utri&B.Volendo essere un po' complottisti sembra che Spatuzza sia stato usato come minaccia del tipo...volendo potremmo affermare che tutto ciò che dice il pentito è vero ma se ne può parlare,ci si può mettere d'accordo,insomma una mano lava l'altra e tutte 2 lavano le fedine penali.
"Il senatore Pdl Marcello Dell'Utri, imputato al processo d'appello dopo la condanna di primo grado, ha pronunciato parole di stima per Filippo Graviano, definendolo "un vero pentito, cioè una persona che sa di dover espiare e vuole espiare le proprie colpe. Mi sembra una persona seria''. Mentre il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che insieme a Dell'Utri era stato chiamato in causa da Spatuzza come 'referente' della mafia a Palermo, ha ironizzato sulle aspettative che hanno preceduto la deposizione odierna: "Ma qui siamo alle comiche, ma come si fa!". E, di seguito, ha chiesto ai giornalisti: "Che vi aspettavate? Sono tutte chiacchiere, tutte falsità''da Repubblica
Insomma sembra quasi che il complotto,sempre viaggiando con la fantasia,sia stato ordito non dai "magistrati toghe rosse,giustizialisti&C"ma dai mafiosi stessi per pararsi,usando un francesismo,un po' il culo.

domenica, dicembre 06, 2009

La società civile tira un bel cazzotto a mister b.




Un'immagine di mister b. dopo la manifestazione di Roma.Diciamo che il Viola non gli si addice!

lunedì, novembre 16, 2009

E voilà...come per magia riappare il terrorismo.


Aria di crisi di governo?Di caduta del governo?Lezioni anticipate?I ministri dell'ordine(sic) ci avvertono di una possibile riapparire del terrorismo nostrano e udite udite legami tra questi brigatisti atei e comunisti e le cellule degli ipercredenti gruppi islamisti.Sentite puzza di bruciato?Pure io.Non sono un complottista per mia forma mentis ma quando le poltrone cominciano a scivolare da sotto il culo,non essendo il culo ne' di destra nè di sinistra,perlomeno quello che occupa le poltrone del potere,si può assistere a governi dove opposizione e governo, per il bene e la sicurezza nazionale,si uniscono e sfornano leggi speciali,caccia alle streghe e quant'altro mantenga le sudette poltrone ben incollate sotto i sudetti culi.Spero di sbagliare ma mi sa' che ci aspettino tempi,come dire,esplosivi.


Br, volantino con minacce ai giornalisti
inviato a Rai, Mediaset, l'Unità e Il giornale.........

"Siamo di fronte a una situazione straordinaria che esige un'azione straordinaria" si legge nel documento giunto nelle redazioni milanesi e consegnato alla Digos. "Per questo, in ogni Regione, in ogni città, in ogni territorio, occorre un'opposizione dura, all'occorenza anche violenta, che colpisca capillarmente il regime".
Da:La Repubblica

giovedì, novembre 12, 2009

Ascanio Celestini La casa del ladro

La casa del ladro, a Gaetano Bresci


Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Ma poi succhia ogni cosa.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino

Ascanio Celestini

lunedì, novembre 09, 2009

Il comunismo è morto..viva il comunismo !


Noi comunisti senza comunismo,noi che eravamo in piazza nei giorni di Praga contro i tank russi
perchè credavamo già che un altro mondo di solidarietà e di egualianza fosse possibile.Noi,oggi non vogliamo festeggiare nulla con voi perchè per quel muro che abbiamo abbattuto voi ne avete costruiti altri mille,nei quartieri,nelle città,tra gli stati, dalle vostre coscienze avete rimosso persino
la pietà che il vostro dio dalla sua croce di morte vi aveva insegnato.Allora se il comunismo è morto,
viva il comunismo unica idea di eguaglianza e fratellanza che ancora resiste nelle coscienze di chi spera in un mondo nuovo.