mercoledì, febbraio 18, 2009

Ronde xenofobe di Forza Nuova


[BO] Dom 22 feb: ronde xenofobe di Forza Nuova

Mercoledì, 18th Febbraio 2009

Sul sito di Radio Città del Capo la nuova mania – istituzionale e non – delle ronde provoca giustamente la domanda: Partono le ronde: contro gli stupri o contro gli immigrati? Ecco uno stralcio dell’articolo:“Dopo i recenti casi di stupro, i sindacati Cgil, Cisl e Uil invitano a un presidio contro la violenza, che si terrà mercoledì dalle ore 18 in piazza Nettuno.
Altri soggetti, invece, stanno programmando manifestazioni che poco hanno a che vedere con la solidarietà alle vittime e che si configurano più come ronde anti-immigrati. È il caso 
dell’organizzazione di estrema destra Forza Nuova che domenica sarà in via Mattei, dove è stata aggredita la ragazza di 15 anni, per protestare «contro criminalità e degrado e contro la legge colabrodo Bossi-Fini»; FN promette «un’attività di informazione e di difesa nei quartieri a rischio», chiedendo che «i clandestini siano fermati con ogni mezzo prima che mettano piede nel nostro paese e comunque immediatamente messi nelle condizioni di non nuocere».
Infine, il comitato “Insieme per Bologna”, nuova sigla apparsa nel panorama cittadino, annuncia che farà ogni settimana delle «passeggiate per la sicurezza»”.
Vedi anche ZIC.
Se si guarda ai dati Istat, nel 2007 sono state uccise 126 donne: 44 dai mariti, 11 dai fidanzati o dai conviventi, 9 dagli ex mariti e dagli ex fidanzati, 10 dai figli e 14 da sconosciuti. Secondo l’Istat, quasi sette milioni di donne sono state vittime di violenza: la maggior parte (oltre sei milioni) è stata aggredita e violentata dal partner. Lo stupratore, in genere, ha le chiavi di casa.
Nel 2008 in Italia sono stati denunciati 4.465 casi di violenza sessuale. Le vittime sono per il 68 per cento donne di nazionalità italiana. Nei casi restanti il 9,4% sono rumene e il 2,7% marocchine. Il dato significativo è che il 58 per cento degli stupratori sono italiani, mentre gli stupratori rumeni sono il 9,2%. Lo stupro non è dunque questione di etnia o di cultura: è questione di maschilismo, di dominazione patriarcale in famiglia e nei posti di lavoro, della martellante propaganda sessista di TV, istituzioni, giornali, pubblicità (magari pure con la solita scusa dell’ironia...).
Invece di ragionare, dopo lo stupro e l’omicidio di Giovanna Reggiani il 30 ottobre 2007, il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, già indagato per la strage di Bologna del 1980, difese e teorizzò i pestaggi indiscriminati di cittadini rumeni e le aggressioni ai campi nomadi con queste parole: «Guai a chi tocca le nostre donne! Da oggi in poi i nostri militanti e tutti gli italiani sono moralmente autorizzati a usare metodi che vadano al di là di semplici proteste per difendere i propri compatrioti». Da allora ci sono state numerose aggressioni e violenze xenofobe. Quello propagandato da FN è un cieco odio razzista, portato avanti «con ogni mezzo». 
Intanto, a Torino due ragazzini si sono cosparsi di liquido infiammabile per poi darsi fuoco mentre un terzo amico quattordicenne li riprendeva per mettere il video su Youtube. Un tredicenne ha accoltellato in classe il professore di musica dicendo: “ha il maglione sporco di sangue...”. Non sono fatti isolati, ma l’esito della miseria sociale e della disperazione diffusa che lo Stato e il capitale – dopo averle prodotte – cercano adesso di governare con l’odio. La campagna sulla «sicurezza» è l’unico modo con cui lo Stato può mascherare il proprio fallimento. La xenofobia è l’unico modo con cui il neoliberismo può mascherare il proprio tracollo. Per questo lo Stato dà oggi tanto spazio ai gruppi neofascisti, autentici stupratori della verità, della libertà, dell’autodeterminazione, della diversità.
Non ce la faranno!

Da:http://assembleantifascistabologna.noblogs.org/index.php?op=printView&articleId=118534&blogId=280

giovedì, febbraio 12, 2009

Scattate in giro per Bologna




Un po' di foto fatte in giro per Bologna,scritte e una madonna in un'interno,non credo che il "fuori servizio"sia casuale . 

lunedì, febbraio 09, 2009

Adesso TUTTI in rispettoso silenzio

Eluana ha raggiunto,per credenti e non credenti,la sua pace,per favore adesso tacete.

sabato, febbraio 07, 2009

Eluana e una democrazia ridotta al minimo.

Cerco di mantenera la calma,è l'unico modo di scrivere qualcosa di sensato in tutto il marasma fascistoide creato da B.&company.Ma questa gentaglia, con e senza tonaca,si rende conto di cosa stà scatenando,pensano realmente di essere loro lo stato,gli italiani,la società italiana?Non hanno il minimo rispetto per la legalità costituzionale e democratica del nostro paese,anzi se ne fregano altamente di più ,ogni occasione è buona per modificare a proprio favore la gestione dello stato  e delle sue leggi.Di Eluana ovviamente a questa congrega di avvoltoi non interessa assolutamente nulla e tantomeno del dolore di una famiglia stroncata per sempre dalla perdita della figlia.
Mettiamoci per un momento nei panni di Beppino Englaro, un padre come tanti come me come voi, che oltre al dolore della vista del corpo della propria figlia che diventa sempre più devastato deve decidere la morte fisica e definitiva di ciò che 17 anni fa' era la propria figlia,non nel segreto di qualche clinica privata ma di fronte al mondo per l'inalienabile diritto di ogni essere umano di decidere della propria vita e della propria morte per ribadire che la vita dell'essere umano non è proprietà ne' della chiesa ne' dello stato,pensateci perchè se avete un minimo di umanità in voi sarete assaliti da un'orrore senza fine.Anche io,non credente,ho degli scrupoli di coscienza perchè la speranza è l'ultima a morire ed in una situazione del genere non so' se avrei la stessa forza e lo stesso coraggio di Beppino Englaro ma sicuramente a lui va' tutta la mia stima e a Berlusconi e pretume vario tutto il mio disprezzo.

EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA


Ricevo e pubblico volentieri.
Bologna

EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA
6 - 1 5  F E B B R A I O
SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON IL PAESE BASCO
 
LUNEDI 9 FEBBRAIO ORE 21.30 presso il circolo arci Iqbal Masih – via della Barca 24/3-bus 14 e 61 notturno 
Proiezione del video realizzato in occasione della conferenza internazionale di Askapena - con info-point: a disposizione materiali e documenti sulla storia delle lotte del popolo basco e aggiornamenti sull' attuale fase repressiva in Euskal Herria. 
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO DALLE 18,00
all' interno del mercatino biologico pressoXM24
 
info -point: a disposizione materiali e documenti sulla storia delle lotte del popolo basco e aggiornamenti sull' attuale fase repressiva in Euskal Herria. 
VENERDÌ 13 FEBBRAIO ORE 21,00
presso la sala Benjamin - via del Pratello 53 
LE LOTTE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALISTA BASCO 
Le prospettive del movimento giovanile
lotte di strada, contro la riforma dell' istruzione e dell' università (Processo di Bologna), contro la precarietà,per il diritto alla casa, contro il TAV, contro la repressione. Le lotte sociali come parte del processo indipendentista; i rapporti tra le realtà del movimento; la prospettiva internazionale ed europea.
Repressione e lotte
la violenza degli stati spagnolo e francese e gli attacchi repressivi contro i giovani e le realtà in lotta; l'illegalizzazione delle organizzazioni giovanili e dei partiti. La lotta antirepressiva e di autodifesa dei movimenti. 
INCONTRO CON UN ESPONENTE DI KAMARADAK
ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DELLA SINISTRA INDIPENDENTISTA BASCA 
                                                SABATO 14 ORE 17
PRESIDIO ITINERANTE IN SOLIDARIETÀ CON IL PAESE BASCO
"EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA"
ORE 17 – VIA COLLEGIO DI SPAGNA 
La situazione sociale nel Paese Basco è gravissima, il conflitto politico che i governi Spagnolo e Francese stanno alimentando in Euskal Herria sta distruggendo lo stato di diritto e le vite di migliaia di cittadini baschi. Si sta parlando della nazione più vecchia d'Europa, una nazione con una propria lingua, una propria cultura, storia, tradizioni. Un paese che da anni sta soffrendo l'imperialismo feroce di due stati colonialisti come quelli Spagnolo e Francese. Un paese che è nel cuore del vecchio continente, dove vive un popolo in lotta da generazioni per rivendicare l'autodeterminazione e la sovranità popolare rispetto al proprio stato, la propria terra. 
Negli ultimi anni il conflitto tra gli stati Spagnolo e Francese e il popolo basco si è fatto molto più intenso soprattutto sotto il fronte giuridico e repressivo:
- illegalizzazioni di partiti di rappresentanza popolare indipendentista come Batasuna, Azione Nazionalista Basca e il Partito Comunista delle Terre Basche;
- messa al bando di moltissime associazioni culturali e politiche sia giovanili che popolari, e criminalizzazione dei loro membri;
- incarcerazioni sempre più di massa: vedi i recentissimi arresti con l' accusa di terrorismo contro i portavoce delle liste elettorali della sinistra indipendentista, con l'unica accusa di essersi candidati; utilizzo della pratica della tortura durante le giornate di isolamento nelle mani della polizia;
- chiusura di giornali, radio, TV, e sospensione di fatto della libertà di stampa.In poche parole in Euskadi... lo stato d'eccezione è diventato la quotidianità!
 
Come amici e amiche di Euskal Herria vogliamo riconfermare che la lotta per un Paese Basco libero e autodeterminato non cammina sola, e che continueremo a denunciare le torture, il sistema di isolamento, il trattamento riservato ai prigionieri e ai loro famigliari che gli stati Spagnolo e Francese impiegano sistematicamente come strumenti di repressione. Questi, chiusi a qualsiasi risoluzione del conflitto si sono uniti per annientare, con qualsiasi mezzo, le rivendicazioni del popolo basco. Hanno paura della possibilitá che l'uguaglianza, il rispetto e la solidarietá sostituiscano l'imposizione, la negazione e la guerra. 
Come amici e amiche di Euskal Herria vogliamo evidenziare che quegli stessi strumenti legali e repressivi che vengono utilizzati contro gli indipendentisti baschi, sono gli stessi che in tutta Europa e anche qui in Italia minacciano chi parla fuori dal coro, a partire dall'incessante retorica per cui tutto quello che non è consenso è terrorismo.
La lotta per un Paese Basco libero e autodeterminato, contro gli apparati giudiziari-repressivi, e per la libertà di associazione ed espressione, è la stessa lotta che anche noi saremo costretti a portare avanti ogni volta che vorremo esprimere la nostra critica a questa democrazia in cui solo chi acconsente ha diritto di parola.
 
Per questi motivi, invitiamo tutti a partecipare alla settimana internazionale di solidarietà con il Paese Basco, nella quale avranno luogo in molte città di diversi paesi presìdi, cortei, incontri sulla situazione in Euskal Herria.
 
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI BASCHI
 
AUTODETERMINAZIONE PER IL PAESE BASCO
 
EUSKAL HERRIA ASKATU !

Euskal Herriaren Lagunak / Amici e Amiche del Paese Basco

lunedì, febbraio 02, 2009

Immigrati per favore non lasciateci soli con gli Italiani


Fatevi un giro in rete per una piccola indagine sul perchè si bruciano barboni e si massacrano di botte i diversi.Ma siamo proprio sicuri di essere meglio noi dei violentatori romeni,siamo proprio sicuri di poter dare lezioni di civiltà a chichessia?
Piccoli esempi da dove nasce il razzismo e la violenza:

BASTA IMMIGRATI SPORCHI RUMENI ALBANESI E SOPRATTUTTO MAROCCHINI CI STANNO CONQUISTANDO ABBATTIAMO I CPT DEI COMUNISTI E INVESTIAMO SULL ESPATRIO FORZATO RENDIAMOCI CONTO CHE TRA QUALCHE ANNO I POLIZIOTTI SARANNO ANCHE MAROCCHINI CI FAREMO COMANDARE DA UN NEGRO MI SONO ROTTO I COGLIONI A ME FA SCHIFO NON VOGLIO L ITALIA COME LA PANCHINA DELLA FRANCIA AI MONDIALI SIAMO TROPPO BUONI E CI UCCIDEREMO CON LE NOSTRE MANI!!
MI RICORDO DI UNA PUBBLICITà DELLA LEGA NELLA POSTA...FOTO DI UN INDIANO DELL AMERICA...LORO NON HANNO POTUTO METTERE REGOLE SULL IMMIGRAZIONE ORA VIVONO NELLE RISERVE...
SONO TUTTI DELINQUENTI UGUALI HANNO LA MENTALITA COSI...E SE DOVESSERO RICEVERE UN LAVORO MANDANO I SOLDI NEI LORO PAESI E NON CI RIENTRANO NELLE CASSE...E POI PARLIAMO DI AUMENTO PREZZI....O SCUSE TIPO LAVORI UMILI GLI ITALIANI NN LI FANNO....MA FOTTETEVI ANDATE A MILANO CENTRALE E CHIEDETE AI BARBONI ITALIANI CONCIATI COSI PER DIVORZI O LUTTI IN FAMIGLIA A CHIEDERGLI SE PER QUELLA PAGA FACESSE LO STESSO IMPIEGO E LUI RISPONDEREBBE SI SONO SICURO BASTA SCUSE!!!
STIAMO MORENDO PIANO PIANO STUPRANO LE ITALIANE RAGAZZINE PERCHE LORO FANNO CAGARE E PUZZANO E NN HANNO ALTRA SCELTA!!!
RIVOLTA MANDIAMOLI A CASA BRUCIAMO TUTTI DONNE VECCHI E BAMBINI SOPRATTUTTO CHE SARANNO I DELINQUENTI DEL DOMANI!!!!!
Da:http://forum.chatta.it/politica/7782375/basta-immigrati-ci-stanno-conquistando-.aspx

" sporco negro, ti bruciamo vivo "
pestaggio in spiaggia a Cagliari: presi e condannati cinque romani in vacanza. Aldjuma Niang 28 anni venditore di bibite sfregiato con il coccio di una bottiglia rotta. i teppisti bloccati dalla folla sono stati condannati a un anno di reclusione. sono: R. Fabiola 20 anni, A. Francesca 20 anni, A. Mauro 20 anni, M. Alessandro 23 anni e M. Giorgio 27 anni. la reazione delle famiglie: " sono bravi ragazzi, li avranno provocati "
Da:http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/18/
sporco_negro_bruciamo_vivo__co_0_9408184825.shtml

GUIDONIA (26 gennaio) - «Questi qua, gli albanesi, i romeni, e tutti gli altri, devono avere paura del popolo. Non della Legge. La Legge li protegge. Allora, a quelli che sbagliano, gli spezziamo le gambe noi...». I discorsi davanti al “Jolly Blue” bar, sulla piazza di Collefiorito, sono questi, piaccia o non piaccia. Marco vent’anni che fa il meccanico, Beppe il titolare, Sergio ”Er Fattanza” cappellini, scarpe da ginnastica slacciate, pantaloni a vita bassa ormai non si nascondono più. «Scrivi, scrivi! - esortano -L’abbiamo fatto e lo rifaremo. Gli albanesi erano ubriachi persi e ci prendevano per il c... Mo’ basta. Semo partiti. Bom! Bom! Bom! Botte e calci e pugni e mazzate vere. Devono capi’. O cambiano o li bruciamo!».
Da:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=43740&sez=HOME_ROMA&ctc=160

Cacciamo gli illegali
Dopo tanto parlare e discutere sulle problematiche di sicurezza, abbiamo deciso di scendere in campo promuovendo un disegno di legge che tratti con fermezza tutti gli extracomunitari illegali e palesemente riconoscibili per strada che minacciano la legalità delle nostre città.
Con questa raccolta di firme chiediamo al neo ministro Maroni di inasprire i controlli per strada da parte delle forze dell'ordine affinche' siano autorizzati a fermare chiunque sia riconoscibile palesemente come extracomunitario per strada (in particolari coloro che chiedono l'elemosina come i rom sui treni ed ai semafori) e chiedergli i documenti. Nel caso non li avesse, scatterebbe l'arresto immediato ed il decreto di espulsione con accompagnamento alle frontiere a gruppi di 100.
Sul blog in alto a destra troverete il link per firmare dando la vostra solidarietà.
Da:http://gioventuitalianafr.myblog.it/archive/2008/05/05/cacciamo-gli-illegali.html

domenica, gennaio 18, 2009

Una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman sull’apartheid in Israele



Una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman sull’apartheid in Israele

Da: Nelson Mandela (primo Presidente del Sud Africa)
A: Thomas L. Friedman (articolista del New York Times)
 
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora: "Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l'ideale di una società libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunità. E' un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno, 
e' un ideale per cui sono disposto a morire". 
Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia. 
Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, più specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perché tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente più importante dei quali e' il Diritto al ritorno dei profughi palestinesi. 
Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione militare e Israele non e' un Paese che si sia stabilito "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro Paese. I palestinesi non lottano per uno "Stato", ma per la libertà, l'indipendenza e l'uguaglianza, proprio come noi sudafricani. 
Qualche anno fa, e specialmente durante il governo laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranità israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno Stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare. Israele non pensava ad uno "Stato", ma alla "separazione". 
Il valore della separazione e' misurato in termini di abilità, da parte di Israele, di mantenere ebraico lo Stato ebraico, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno Stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure. Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e' della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero". 
Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano già due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l'altro per quelle ebraiche. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprietà ed alla terra. La proprietà palestinese non è riconosciuta come proprietà privata perché può essere confiscata. 
Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi" sono bantustans. Sono entità ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano. Lo stato palestinese non può essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perchè Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e' la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi. 
Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei. 
I palestinesi non hanno posto nello stato ebraico. 
L'apartheid e' un crimine contro l'umanità. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprietà e della loro libertà. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazioni razziali e di disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini. 
La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa' israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente. 
Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non sarò più indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterrò. Se vuoi l'apartheid formale, non ti sosterrò. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te. 
Quando deciderai cosa fare, chiamami." 
Nelson Mandela, primo presidente del Sud Africa

venerdì, gennaio 16, 2009

Perché l'Occidente E' Tanto Odiato di Robert Fisk


 
The Indipendent
Perché l'Occidente E' Tanto 
Odiato
 
Robert Fisk 
Traduzione: Bernardino Tolomei
 
Ci risiamo, Israele ha 
riaperto le porte dell'inferno
per i palestinesi. Quaranta 
rifugiati civili morti in una 
scuola dell'ONU, altri tre in 
un'altra. Non male per il 
lavoro di una notte a Gaza 
dell'esercito che crede nella 
"purezza delle armi". Ma 
perché dovremmo sorprenderci?
Ci siamo dimenticati dei 
17.500 morti - per la maggior
parte civili, per la maggior
parte donne e bambini - 
nell'invasione israeliana del 
Libano; i 1.700 civili 
palestinesi morti nel massacro 
di Sabra-Chatila; il massacro
a Qana nel 1996 di 106
rifugiati civili libanesi
bambini per più della metà, in 
una base ONU; il massacro dei 
rifugiati di Marwahin che 
erano stati cacciati dalle
loro case dagli israeliani nel 
2006. e poi massacrati 
dall'equipaggio di un 
elicottero israeliano; i 1.000 
morti, quasi tutti 
bambini,dell'invasione e del 
bombardamento del Libano in 
quello stesso 2006?
Quello che è incredibile è che 
tanti leader occidentali, 
tanti presidenti e primi 
ministri e temo, tanti 
giornalisti si siano bevuti la
solita vecchia bugia: che 
Israele ci mette tanta 
attenzione per evitare le 
vittime civile. "Israele fa 
ogni possibile sforzo per 
evitare che ci siano delle
vittime civili" ha detto uno
degli ambasciatori israeliani
poche ore prima del massacro 
di Gaza. E ciascun presidente
e primo ministro che ha 
ripetuto questa menzogna come
pretesto per evitare un 
cessate il fuoco, ha sulle 
mani il sangue della 
macelleria dell'altra notte.
Se George Bush avesse avuto il 
coraggio di chiedere un 
immediato cessate il fuoco 48
ore prima, quei 40 civili, i 
vecchi e le donne e i bambini, 
sarebbero ancora vivi.
Quello che è successo non è 
solo deplorevole, è una vera 
vergogna. Sarebbe troppo forte 
chiamarlo crimine di guerra? 
Perché è così che definiremmo 
questa atrocità se a 
commetterla fosse stata Hamas.
Quindi è stato davvero un 
crimine di guerra, temo. Dopo 
aver scritto su tante 
uccisioni di massa compiute 
dagli eserciti del Medio 
Oriente - dalle truppe
siriane, dalle truppeirachene, 
dalle truppe iraniane, dalle 
truppe israeliane - penso che 
la mia reazione dovrebbe 
essere di cinismo. Ma Israele 
rivendica di star combattendo 
la nostra guerra contro il 
"terrorismo internazionale". 
Gli israeliani dichiarano che 
a Gaza stanno combattendo per 
noi, per i nostri ideali 
occidentali, per la nostra 
sicurezza, in nostra difesa, 
secondo i nostri valori. E 
così anche noi siamo coinvolti 
nella ferocia dispiegata su 
Gaza.
In passato ho riferito sulle 
scuse che l'esercito 
israeliano ci ha imbandito per 
questi atti vergognosi. Dato 
che esse possono essere 
riscaldate per le prossime 
ore, eccone alcune: che i 
palestinesi avevano ucciso i 
loro stessi profughi, che i 
palestinesi avevano tirato 
fuori i corpi dai cimiteri e 
li avevano sistemati tra le 
rovine, infine che la colpa 
era dei palestinesi perché 
appoggiavano una fazione 
armata, o perché dei 
palestinesi armati avevano 
usato deliberatamente dei 
profughi innocenti come scudi.
Il massacro di Sabra e Chatila 
fu commesso dai falangisti 
libanesi alleati della destra 
israeliana, mentre le truppe 
israeliane, come ha rivelato 
la stessa commissione 
d'inchiesta israeliana, rimase 
a guardare per 48 ore senza 
fare niente. In risposta alle 
critiche nei confronti di 
Israele, il governo di 
Menachem Begin accusò il mondo 
di diffamazione. Dopo che 
l'artiglieria israeliana aveva
fatto fuoco contro la base ONU 
di Qana nel 1996, gli 
israeliani affermarono che 
nella base si nascondevano
anche degli armati di 
Hezbollah. Era una bugia. I 
più di 1.000 morti del 2006 - 
una guerra iniziata dopo che 
Hezbollah aveva catturato sul 
confine due soldati israeliani
- furono liquidati 
semplicemente come una 
responsabilità di Hezbollah. 
Israele dichiarò che i corpi 
dei bambini uccisi in un
secondo massacro di Qana 
potevano essere stati portati 
da un cimitero. Era un'altra 
bugia. Per il massacro di 
Marwahin non fu mai chiesto 
scusaFu intimato alla gente 
del villaggio di andarsene, 
essi obbedirono agli ordini ma 
furono attaccati da un 
elicottero armato. I profughi 
presero i bambini e li misero 
intorno al camion con cui
stavano viaggiando , per far 
capire ai piloti israeliani di 
essere inoffensivi. Allora 
l'elicottero si avvicinò e li
sterminò; solo due 
sopravvissero, fingendosi 
morti. Israele non ha mai
chiesto neppure scusa.
Dodici anni prima un altro 
elicottero israeliano aveva 
attaccato un'ambulanza che
portava dei civili di unvicino
villaggio - anche 
questa volta dopo che era 
stato intimato loro di 
andarsene - ed avevano ucciso 
tre bambini e due donne. Gli
israeliani dichiararono che un 
combattente Hezbollah era 
nell'ambulanza. Non era vero. 
Io riportai tutte queste 
atrocità. Investigai, parlai 
coi sopravvissuti. Così fecero 
molti miei colleghi. 
Naturalmente ci toccò la più 
infamante delle calunnie: 
fummo accusati di essere 
antisemiti.
Scrivo quanto segue senza il
minimo dubbio:sentiremo ancora
questo tipo di scandalose 
invenzioni. Ci propineranno la 
menzogna la-colpa-è-di-Hamas - 
lo sa il cielo che c'è 
abbastanza di cui incolparli, 
senza aggiungerci altri 
crimini - e ci racconteranno 
dei corpi-presi-nei-cimiteri, 
e quasi sicuramente ci 
racconteranno che 
Hamas-era-nella-scuola-dell'ONU
 e certo avremo la bugia 
dell'antisemitismo. E i nostri 
leader mugugneranno e 
ricorderanno al mondo che è 
stata Hamas a romperela 
tregua. Non è vero. L'ha rotta 
Israele, prima il 4 novembre 
con un bombardamento che
uccise sei palestinesi a Gaza 
e ancora il 17 novembre 
uccidendo in un altro 
bombardamento altri quattro 
palestinesi.
Si, Israele ha diritto alla 
sicurezza. 20 israeliani 
uccisi intorno a Gaza in 10 
anni è un triste bilancio. Ma
con 600 palestinesi morti in 
poco più di una settimana, 
migliaia a partire dal 1948 - 
quando il massacro di Deir 
Yassin mise in moto la fuga 
dei palestinesi da quella 
parte di Palestina che sarebbe 
diventata Israele - siamo su 
tutta un'altra scala. Qui non 
siamo ad un normale salasso 
mediorientale, questa è 
un'atrocità al livello delle
guerre nei Balcani degli anni 
'90.
E naturalmente, quando un 
arabo dispiega una furia 
sfrenata e tira fuori tutta la 
sua rabbia cieca ed 
incendiaria contro
l'occidente, diremo che tutto 
questo non ha niente a che
fare con noi. Perché ci 
odiano?, ci chiediamo. Ma non 
raccontiamoci di non conoscere 
la risposta.

domenica, gennaio 11, 2009

SIDUN


SIDONE

Il mio bambino il mio
il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce benigno
di tua madre
spremuto nell'afa umida
dell'estate dell'estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca
cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finché il sangue selvatico
non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perché di nostro dalla pianura al modo
non possa più crescere albero né spiga né figlio
ciao bambino mio l'eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte

 

giovedì, gennaio 08, 2009

Poveri Partigiani

                    Assassinati dai repubblichini a Piazzale Loreto



Poveri Partigiani
di Ascanio Celestini


Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.

Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”

Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”

Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…

Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?

Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.

Ma voi:

Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
….

sabato, gennaio 03, 2009

L'angelo della morte

Chimes of freedom/ Campane di Libertà


Una versione stupenda della canzone di Dylan cantata da Bruce Springsteen,Sting e altri.
L'originale è del 1964  da "Another side of Bob Dylan" 
Ringrazio Nathrillo che ha postato il video su You Tube

CAMPANE DI LIBERTÀ

Lontano tra la fine del tramonto e lo scampanìo spezzato di mezzanotte
ci riparammo in un androne mentre il tuono esplodeva con fragore
e mentre maestose campane di lampi colpivano ombre negli abissi
come se fossero lampeggianti campane di libertà
lampeggianti per i guerrieri la cui forza è non combattere
lampeggianti per i rifugiati sull'inerme via della fuga
E per ognuno e per tutti i poveri soldati nella notte
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Attraverso la fornace disciolta della città inaspettatamente guardammo
con visi nascosti mentre i muri si restringevano
mentre l'eco delle campane nuziali prima della pioggia sferzante
si dissolveva nello scampanare dei fulmini
che suonavano per il ribelle che suonavano per il miserabile
che suonavano per lo sfortunato l'abbandonato e il rifiutato
che suonavano per l'escluso messo costantemente al rogo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Attraverso il folle mistico martellare della selvaggia incessante grandine
il cielo esplodeva i suoi poemi in nuda meraviglia
che il tintinnare delle campane della chiesa soffiava lontano nella brezza
lasciando solo le campane di fulmini ed il loro tuono
che colpiva per il gentile, che colpiva per il mite
che colpiva per i guardiani ed i protettori della mente
ed il poeta ed il pittore lontano oltre questo giusto tempo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Nella deserta cattedrale della sera la pioggia svelava lunghe storie
per le nude forme senza volto nè posizione
e suonava per le lingue con nessun posto in cui portare i propri pensieri
tutte costrette in situazioni scontate
suonava per il sordo ed il cieco e suonava per il muto
per la bistrattata madre senza marito la prostituta ingiuriata
per il delinquente da poco incatenato ed imbrogliato ed inseguito
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Sebbene la bianca cortina di una nuvola mandasse bagliori in un angolo lontano
e l'ipnotica nebbia acquiginosa si stava lentamente alzando
lampi elettrici ancora colpivano come dardi lanciati
non per quelli condannati a vagare oppure per quelli impossibilitati a vagare
e suonavano per quelli che cercano sui loro sentieri di ricerca senza parole
per gli amanti con la solitudine nei cuori con una storia troppo personale
e per ogni gentile anima innocua messa ingiustamente dentro una prigione
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Con gli occhi splendenti di sorriso ricordo quando fummo presi
in trappola dal non scorrere delle ore perchè stavano sospese
mentre ascoltavamo un'ultima volta e guardavamo con un ultimo sguardo
incantati e sommersi finchè cessò lo scampanìo
che suonava per i malati le cui ferite non possono essere lenite
per le schiere dei confusi, accusati, maltrattati quelli disillusi o peggio
e per ogni uomo imprigionato nell'intero universo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà

Da:http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?id=3299&lang=it


lunedì, dicembre 29, 2008


Per un bambino nato e morto nei pressi di Betlemme

(Le parole della bambina Hadeel)
Poesia di Hanna Seniora
Versione italiana di Ettore Masina


"Alcune parole sono difficili da pronunciare
Eli-cot-tero è la più difficile
(A-pa-che o Co-bra è la più incomprensibile
Ma come può rimanere nel cielo
Non posso capire
Che cosa lo tiene su
Che cosa regge il suo peso
(Non nuvole lo so)
Manda una luce lampeggiante cosi delicata
Fa un rumore assordante
La casa trema
(ci sono buchi sulla parete vicino al mio letto)
Lampo-boom-luce-suono
ho avuto una notte difficile
(Mi sono vergognata quando ho bagnato il letto ma nessuno mi ha rimproverato).
Aereo è una parola più semplice da dire
Vola tayyara,

Mia madre mi ha detto
Una parola deve avere un significato
Un nome deve avere un significato
Come il mio
(Hadeel, il tubare della colomba)
I carri armati fanno un suono diverso
Rabbrividisco quando sparano 
Dabbabeh è una parola pesante
Pesante come il suo significato.

Hadeel - la colomba - lei tuba
Tayyara - lei vola
Dabbabeh - lui striscia
Mia madre - lei piange
e piange e piange
Mio fratello - Rami- lui giace
MORTO

E giace e giace, i suoi occhi chiusi.
Colpito da una pallottola in fronte
(pallottola è un piombo femminile - rasasa - lei uccide
la mia penna è un piombo maschile - rasas - lei scrive)
Qual è la differenza tra una pallottola e un proiettile
Come posso saperlo
Rami mio fratello è uno
Delle centinaia di morti 
Dicono che migliaia sono feriti
Ma che cosa è di più
un centinaio o un migliaio (miyyeh o alf).

Non posso dirlo
E’ un numero così grande - così enorme
Troppi - troppo
Palestina-Falasteen sono abituata
Non è così difficile dirlo
Significa che siamo qui, per restare
Anche se il posto è difficile
Per bambini e madri
Perché i soldati sparano

E gli aeroplani bombardano
E i carri armati sparano
E i lacrimogeni ti fanno piangere
(Anche se non penso che siano i lacrimogeni a far piangere mia madre)

Farei meglio ad andare ad abbracciarla
A sedere per un po’ sul suo grembo
A toccare la sua faccia (le mie dita si bagnano)
A guardare nei suoi occhi
Finché non rivedo me stessa
Una ragazza entro la vista di sua madre.

Se le parole hanno significato - Mamma
Che cosa è Is-ra-el?
Che significa una parola
Se è mescolata ad un'altra
Se tutti i soldati, i carri armati, gli aerei, i fucili sono
Is-rae-lia-ni
Che cosa fanno qui
In un parola che conosco - Palestina
In una vita che non conosco più?"

http://www.spazioforum.net/forum/lofiversion/index.php?t5740.html

mercoledì, dicembre 24, 2008

Auguri !


Lasciando perdere bambinelli,buoi e madonne varie mando a tutti un sano e laico augurio di buon divertimento e riposo.

sabato, dicembre 20, 2008

L'Onda colpisce all'Esselunga di Casalecchio Bologna




Verso le 14 mentre facevo la spesa all'Esselunga di Casalecchio a Bologna sento dei cori e voci megafonate che lanciano slogan,sul momento penso ad una qualche trovata pubblicitaria natalizia poi,avvicinandomi,sento la parola sconto,sconto,25%100 di sconto siamo l'onda 
,precari,studenti e vogliamo lo sconto del 25%100 per tutti contro il caro prezzi la crisi noi non la paghiamo.La mia impressione sulle 
reazioni della gente è contradditoria alcuni erano divertiti e avrebbero volontieri aderito alla manifestazione altri erano piuttosto 
sull'incazzato poichè alcune delle casse non erano funzionanti in attesa dello sperato sconto mentre 5 funzionavano normalmente ovviame a 
rilento,insomma la tensione e la contentezza si mischiavano alle urla ed ai cori.Esco a fumare una sigaretta lasciando dentro il carrello 
ed incontro una ventina di carabinieri già pronti all'uso.Esco definitivamente verso le 16,haimè senza sconto,mentre la manifestazione è ancora in corso,forza tenete botta è il mio ultimo commento fatto parlando con un ragazzo dell'Onda.Speriamo che tutto si risolva senza 
violenza perchè la manifestazione è molto pacifica sia nell'attegiamento dialogante che negli slogan.  
Ps:per aggiornamenti
https://www.globalproject.info:51006/art-18343.html

lunedì, dicembre 15, 2008

La ballata di Pinelli

                   I funerali dell'Anarchico Pinelli di Enrico Baj


La ballata di Pinelli

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

Signor questore io gliel'ho già detto
lo ripeto che sono innocente
anarchia non vuol dire bombe
ma giustizia amor libertà.

Poche storie confessa Pinelli
il tuo amico Valpreda ha parlato
è l'autore del vile attentato
e il suo socio sappiamo sei tu.

Impossibile grida Pinelli
un compagno non può averlo fatto
e l'autore di questo misfatto
tra i padroni bisogna cercar.

Stiamo attenti indiziato Pinelli
questa stanza è già piena di fumo
se tu insisti apriam la finestra
quattro piani son duri da far.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

L'hanno ucciso perché era un compagno
non importa se era innocente
"Era anarchico e questo ci basta"
disse Guida il feroce questor.

C'è un bara e tremila compagni
stringevamo le nere bandiere
in quel giorno l'abbiamo giurato
non finisce di certo così.

Calabresi e tu Guida assassini
che un compagno ci avete ammazzato
l'anarchia non avete fermato
ed il popolo alfin vincerà.

Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.

[E tu Guida e tu Calabresi
Se un compagno ci avete ammazzato
Per coprire una strage di stato
Questa lotta più dura sarà.]

Da:
http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=2300

Ringrazio il creatore dell'audiovideo scaricato da you tube

domenica, dicembre 14, 2008

Ho fatto un po' di casino

Purtroppo ho messo le mani dove non dovevo ed ho cancellato tutti i link amici,appena ci riesco,se ci riesco, li ripristino.

sabato, dicembre 13, 2008

Oggi ho visto nel corteo tante facce sorridenti......


12 dicembre 1969 una giornata che la mia generazione non dimenticherà come vorrebbero i revisionisti della storia pronti a lanciare insulti e discredito su tutto ciò che ricorda i misfatti dello stato ed affini,pronti a negare il valore di tutto ciò che ha il sapore della lotta,della rivolta,della conquista o riconquista dei propri diritti e della propria dignità ad una vita degna di questo nome.Così ieri mentre mi trovavo ai margini della manifestazione dell'Onda mi sono ritornate in mente le parole,così dolci e così dure, di quella vecchia canzone del movimento degli anni 70.Guardavo stupito ed anche un po' commosso  quei visi giovani allegri ed incazzati con i loro slogan irridenti e a volte duri,le loro facce colorate con segni di pace e segni di guerra,gli striscioni antigelmini,le badiere rosso/nere degli anarchici,i giovani militanti di antifa insomma d'improvviso,finalmente,mi ritrovavo immerso in una manifestazione che non fosse la solita,un po' grigia,manifestazione sindacale.Mi ferma una  ragazza e mi offre una caramella dicendomi che mi avrebbe fatto passare la voglia di lavorare e mi dipinge una mano con una serie di linee verdi,30 anni fa' l'avrei presa per mano e seguita nella manifestazione ora balbetto imbarazzato qualche sciocchezza sulla mia non voglia di lavorare e lei si allontana ridendo.Ecco in quel momento ho sentito tutto il peso dei miei 58 anni,di tutte le illusioni e le sconfitte che spero loro non debbano conoscere.Vi amo compagne/i vi amo oggi più di ieri e mi mancate dietro a questa tastiera ,che sarà anche moderna ,ma non sostituirà mai nella mia testa e nella mia vita  il rumore,l'odore e le speranze di quel vecchio ciclostile.   

martedì, dicembre 09, 2008

Morte di una moto.


Dopo un breve assenza causa incidente motociclistico,per quanto aciaccato,voglio dedicare un post,anzi un post/mortem,dedicato alla mia moto che dopo tanti anni di onorato servizio mi ha lasciato per sempre.Giovedì scorso in strada maggiore volo improvvisamente verso l'alto ed atterro di petto,anzi direi di naso,sull'antico selciato:la moto ha deciso di bloccarsi di colpo,si è rotto l'albero motore bloccando la catena  motivo per cui io mi faccio strisciando una decina di metri.Mi alzo sanguinando e smadonnando anche perchè non avevo capito come fosse successo.Ore 12,45 sono in autoambulanza,dolore,dolore,dolore dapertutto.Alle ore 23,30 esco dal pronto soccorso,nessun osso rotto solo contusioni ed abrasioni è andata bene.La mia vecchia Honda Night Hawk 450 del 1986 invece ha tirato l'ultimo respiro,mi mancherà moltissimo.A primavera la sostituirò con un altra moto più attuale ma sono sicuro che non sarà la stessa cosa.La foto che allego è proprio Lei,prima di dipingerla di un bel giallo limone,insomma il santino del suo funerale.Addio Baby!