Mettiamoci per un momento nei panni di Beppino Englaro, un padre come tanti come me come voi, che oltre al dolore della vista del corpo della propria figlia che diventa sempre più devastato deve decidere la morte fisica e definitiva di ciò che 17 anni fa' era la propria figlia,non nel segreto di qualche clinica privata ma di fronte al mondo per l'inalienabile diritto di ogni essere umano di decidere della propria vita e della propria morte per ribadire che la vita dell'essere umano non è proprietà ne' della chiesa ne' dello stato,pensateci perchè se avete un minimo di umanità in voi sarete assaliti da un'orrore senza fine.Anche io,non credente,ho degli scrupoli di coscienza perchè la speranza è l'ultima a morire ed in una situazione del genere non so' se avrei la stessa forza e lo stesso coraggio di Beppino Englaro ma sicuramente a lui va' tutta la mia stima e a Berlusconi e pretume vario tutto il mio disprezzo.
sabato, febbraio 07, 2009
Eluana e una democrazia ridotta al minimo.
Cerco di mantenera la calma,è l'unico modo di scrivere qualcosa di sensato in tutto il marasma fascistoide creato da B.&company.Ma questa gentaglia, con e senza tonaca,si rende conto di cosa stà scatenando,pensano realmente di essere loro lo stato,gli italiani,la società italiana?Non hanno il minimo rispetto per la legalità costituzionale e democratica del nostro paese,anzi se ne fregano altamente di più ,ogni occasione è buona per modificare a proprio favore la gestione dello stato e delle sue leggi.Di Eluana ovviamente a questa congrega di avvoltoi non interessa assolutamente nulla e tantomeno del dolore di una famiglia stroncata per sempre dalla perdita della figlia.
EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA

Ricevo e pubblico volentieri.
Bologna
EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA6 - 1 5 F E B B R A I O LUNEDI 9 FEBBRAIO ORE 21.30 presso il circolo arci Iqbal Masih – via della Barca 24/3-bus 14 e 61 notturno
SETTIMANA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON IL PAESE BASCO
Proiezione del video realizzato in occasione della conferenza internazionale di Askapena - con info-point: a disposizione materiali e documenti sulla storia delle lotte del popolo basco e aggiornamenti sull' attuale fase repressiva in Euskal Herria.
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO DALLE 18,00
all' interno del mercatino biologico pressoXM24 info -point: a disposizione materiali e documenti sulla storia delle lotte del popolo basco e aggiornamenti sull' attuale fase repressiva in Euskal Herria.
VENERDÌ 13 FEBBRAIO ORE 21,00 presso la sala Benjamin - via del Pratello 53
LE LOTTE DEL MOVIMENTO INTERNAZIONALISTA BASCO Le prospettive del movimento giovanile
lotte di strada, contro la riforma dell' istruzione e dell' università (Processo di Bologna), contro la precarietà,per il diritto alla casa, contro il TAV, contro la repressione. Le lotte sociali come parte del processo indipendentista; i rapporti tra le realtà del movimento; la prospettiva internazionale ed europea.
Repressione e lotte
la violenza degli stati spagnolo e francese e gli attacchi repressivi contro i giovani e le realtà in lotta; l'illegalizzazione delle organizzazioni giovanili e dei partiti. La lotta antirepressiva e di autodifesa dei movimenti. INCONTRO CON UN ESPONENTE DI KAMARADAK
ORGANIZZAZIONE GIOVANILE DELLA SINISTRA INDIPENDENTISTA BASCA
SABATO 14 ORE 17 PRESIDIO ITINERANTE IN SOLIDARIETÀ CON IL PAESE BASCO
"EUSKAL HERRIA NON CAMMINA DA SOLA"
ORE 17 – VIA COLLEGIO DI SPAGNA
La situazione sociale nel Paese Basco è gravissima, il conflitto politico che i governi Spagnolo e Francese stanno alimentando in Euskal Herria sta distruggendo lo stato di diritto e le vite di migliaia di cittadini baschi. Si sta parlando della nazione più vecchia d'Europa, una nazione con una propria lingua, una propria cultura, storia, tradizioni. Un paese che da anni sta soffrendo l'imperialismo feroce di due stati colonialisti come quelli Spagnolo e Francese. Un paese che è nel cuore del vecchio continente, dove vive un popolo in lotta da generazioni per rivendicare l'autodeterminazione e la sovranità popolare rispetto al proprio stato, la propria terra.
Negli ultimi anni il conflitto tra gli stati Spagnolo e Francese e il popolo basco si è fatto molto più intenso soprattutto sotto il fronte giuridico e repressivo:
- illegalizzazioni di partiti di rappresentanza popolare indipendentista come Batasuna, Azione Nazionalista Basca e il Partito Comunista delle Terre Basche;
- messa al bando di moltissime associazioni culturali e politiche sia giovanili che popolari, e criminalizzazione dei loro membri;
- incarcerazioni sempre più di massa: vedi i recentissimi arresti con l' accusa di terrorismo contro i portavoce delle liste elettorali della sinistra indipendentista, con l'unica accusa di essersi candidati; utilizzo della pratica della tortura durante le giornate di isolamento nelle mani della polizia;
- chiusura di giornali, radio, TV, e sospensione di fatto della libertà di stampa.In poche parole in Euskadi... lo stato d'eccezione è diventato la quotidianità!
Come amici e amiche di Euskal Herria vogliamo riconfermare che la lotta per un Paese Basco libero e autodeterminato non cammina sola, e che continueremo a denunciare le torture, il sistema di isolamento, il trattamento riservato ai prigionieri e ai loro famigliari che gli stati Spagnolo e Francese impiegano sistematicamente come strumenti di repressione. Questi, chiusi a qualsiasi risoluzione del conflitto si sono uniti per annientare, con qualsiasi mezzo, le rivendicazioni del popolo basco. Hanno paura della possibilitá che l'uguaglianza, il rispetto e la solidarietá sostituiscano l'imposizione, la negazione e la guerra.
Come amici e amiche di Euskal Herria vogliamo evidenziare che quegli stessi strumenti legali e repressivi che vengono utilizzati contro gli indipendentisti baschi, sono gli stessi che in tutta Europa e anche qui in Italia minacciano chi parla fuori dal coro, a partire dall'incessante retorica per cui tutto quello che non è consenso è terrorismo.
La lotta per un Paese Basco libero e autodeterminato, contro gli apparati giudiziari-repressivi, e per la libertà di associazione ed espressione, è la stessa lotta che anche noi saremo costretti a portare avanti ogni volta che vorremo esprimere la nostra critica a questa democrazia in cui solo chi acconsente ha diritto di parola.
Per questi motivi, invitiamo tutti a partecipare alla settimana internazionale di solidarietà con il Paese Basco, nella quale avranno luogo in molte città di diversi paesi presìdi, cortei, incontri sulla situazione in Euskal Herria.
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI BASCHI
AUTODETERMINAZIONE PER IL PAESE BASCO
EUSKAL HERRIA ASKATU !
Euskal Herriaren Lagunak / Amici e Amiche del Paese Basco
per info ehl.bologna@gmail.com
lunedì, febbraio 02, 2009
Immigrati per favore non lasciateci soli con gli Italiani
Fatevi un giro in rete per una piccola indagine sul perchè si bruciano barboni e si massacrano di botte i diversi.Ma siamo proprio sicuri di essere meglio noi dei violentatori romeni,siamo proprio sicuri di poter dare lezioni di civiltà a chichessia?
Piccoli esempi da dove nasce il razzismo e la violenza:
BASTA IMMIGRATI SPORCHI RUMENI ALBANESI E SOPRATTUTTO MAROCCHINI CI STANNO CONQUISTANDO ABBATTIAMO I CPT DEI COMUNISTI E INVESTIAMO SULL ESPATRIO FORZATO RENDIAMOCI CONTO CHE TRA QUALCHE ANNO I POLIZIOTTI SARANNO ANCHE MAROCCHINI CI FAREMO COMANDARE DA UN NEGRO MI SONO ROTTO I COGLIONI A ME FA SCHIFO NON VOGLIO L ITALIA COME LA PANCHINA DELLA FRANCIA AI MONDIALI SIAMO TROPPO BUONI E CI UCCIDEREMO CON LE NOSTRE MANI!!
MI RICORDO DI UNA PUBBLICITà DELLA LEGA NELLA POSTA...FOTO DI UN INDIANO DELL AMERICA...LORO NON HANNO POTUTO METTERE REGOLE SULL IMMIGRAZIONE ORA VIVONO NELLE RISERVE...
SONO TUTTI DELINQUENTI UGUALI HANNO LA MENTALITA COSI...E SE DOVESSERO RICEVERE UN LAVORO MANDANO I SOLDI NEI LORO PAESI E NON CI RIENTRANO NELLE CASSE...E POI PARLIAMO DI AUMENTO PREZZI....O SCUSE TIPO LAVORI UMILI GLI ITALIANI NN LI FANNO....MA FOTTETEVI ANDATE A MILANO CENTRALE E CHIEDETE AI BARBONI ITALIANI CONCIATI COSI PER DIVORZI O LUTTI IN FAMIGLIA A CHIEDERGLI SE PER QUELLA PAGA FACESSE LO STESSO IMPIEGO E LUI RISPONDEREBBE SI SONO SICURO BASTA SCUSE!!!
STIAMO MORENDO PIANO PIANO STUPRANO LE ITALIANE RAGAZZINE PERCHE LORO FANNO CAGARE E PUZZANO E NN HANNO ALTRA SCELTA!!!
RIVOLTA MANDIAMOLI A CASA BRUCIAMO TUTTI DONNE VECCHI E BAMBINI SOPRATTUTTO CHE SARANNO I DELINQUENTI DEL DOMANI!!!!!
Da:http://forum.chatta.it/politica/7782375/basta-immigrati-ci-stanno-conquistando-.aspx
" sporco negro, ti bruciamo vivo "
pestaggio in spiaggia a Cagliari: presi e condannati cinque romani in vacanza. Aldjuma Niang 28 anni venditore di bibite sfregiato con il coccio di una bottiglia rotta. i teppisti bloccati dalla folla sono stati condannati a un anno di reclusione. sono: R. Fabiola 20 anni, A. Francesca 20 anni, A. Mauro 20 anni, M. Alessandro 23 anni e M. Giorgio 27 anni. la reazione delle famiglie: " sono bravi ragazzi, li avranno provocati "
Da:http://archiviostorico.corriere.it/1994/agosto/18/
sporco_negro_bruciamo_vivo__co_0_9408184825.shtml
GUIDONIA (26 gennaio) - «Questi qua, gli albanesi, i romeni, e tutti gli altri, devono avere paura del popolo. Non della Legge. La Legge li protegge. Allora, a quelli che sbagliano, gli spezziamo le gambe noi...». I discorsi davanti al “Jolly Blue” bar, sulla piazza di Collefiorito, sono questi, piaccia o non piaccia. Marco vent’anni che fa il meccanico, Beppe il titolare, Sergio ”Er Fattanza” cappellini, scarpe da ginnastica slacciate, pantaloni a vita bassa ormai non si nascondono più. «Scrivi, scrivi! - esortano -L’abbiamo fatto e lo rifaremo. Gli albanesi erano ubriachi persi e ci prendevano per il c... Mo’ basta. Semo partiti. Bom! Bom! Bom! Botte e calci e pugni e mazzate vere. Devono capi’. O cambiano o li bruciamo!».
Da:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=43740&sez=HOME_ROMA&ctc=160
Cacciamo gli illegali
Dopo tanto parlare e discutere sulle problematiche di sicurezza, abbiamo deciso di scendere in campo promuovendo un disegno di legge che tratti con fermezza tutti gli extracomunitari illegali e palesemente riconoscibili per strada che minacciano la legalità delle nostre città.
Con questa raccolta di firme chiediamo al neo ministro Maroni di inasprire i controlli per strada da parte delle forze dell'ordine affinche' siano autorizzati a fermare chiunque sia riconoscibile palesemente come extracomunitario per strada (in particolari coloro che chiedono l'elemosina come i rom sui treni ed ai semafori) e chiedergli i documenti. Nel caso non li avesse, scatterebbe l'arresto immediato ed il decreto di espulsione con accompagnamento alle frontiere a gruppi di 100.
Sul blog in alto a destra troverete il link per firmare dando la vostra solidarietà.
Da:http://gioventuitalianafr.myblog.it/archive/2008/05/05/cacciamo-gli-illegali.html
domenica, gennaio 18, 2009
Una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman sull’apartheid in Israele
Una lettera di Nelson Mandela a Thomas Friedman sull’apartheid in Israele
Da: Nelson Mandela (primo Presidente del Sud Africa)
A: Thomas L. Friedman (articolista del New York Times)
So che entrambi desideriamo la pace in Medioriente, ma prima che tu continui a parlare di condizioni necessarie da una prospettiva israeliana, devi sapere quello che io penso.
Da dove cominciare? Che ne dici del 1964? Lascia che ti citi le mie parole durante il processo contro di me. Oggi esse sono vere quanto lo erano allora: "Ho combattuto contro la dominazione dei bianchi ed ho combattuto contro la dominazione dei neri. Ho vissuto con l'ideale di una società libera e democratica in cui tutte le sue componenti vivessero in armonia e con uguali opportunità. E' un ideale che spero di realizzare. Ma, se ce ne fosse bisogno,
e' un ideale per cui sono disposto a morire".
Oggi il mondo, quello bianco e quello nero, riconosce che l'apartheid non ha futuro. In Sud Africa esso e' finito grazie all'azione delle nostre masse, determinate a costruire pace e sicurezza. Una tale determinazione non poteva non portare alla stabilizzazione della democrazia.
Probabilmente tu ritieni sia strano parlare di apartheid in relazione alla situazione in Palestina o, più specificamente, ai rapporti tra palestinesi ed israeliani. Questo accade perché tu, erroneamente, ritieni che il problema palestinese sia iniziato nel 1967. Sembra che tu sia stupito del fatto che bisogna ancora risolvere i problemi del 1948, la componente più importante dei quali e' il Diritto al ritorno dei profughi palestinesi.
Il conflitto israelo-palestinese non e' una questione di occupazione militare e Israele non e' un Paese che si sia stabilito "normalmente" e che, nel 1967, ha occupato un altro Paese. I palestinesi non lottano per uno "Stato", ma per la libertà, l'indipendenza e l'uguaglianza, proprio come noi sudafricani.
Qualche anno fa, e specialmente durante il governo laburista, Israele ha dimostrato di non avere alcuna intenzione di restituire i territori occupati nel 1967; che gli insediamenti sarebbero rimasti, Gerusalemme sarebbe stata sotto l'esclusiva sovranità israeliana e che i palestinesi non avrebbero mai avuto uno Stato indipendente, ma sarebbero stati per sempre sotto il dominio economico israeliano, con controllo israeliano su confini, terra, aria, acqua e mare. Israele non pensava ad uno "Stato", ma alla "separazione".
Il valore della separazione e' misurato in termini di abilità, da parte di Israele, di mantenere ebraico lo Stato ebraico, senza avere una minoranza palestinese che potrebbe divenire maggioranza nel futuro. Se questo avvenisse, Israele sarebbe costretto a diventare o una democrazia secolare o uno Stato bi-nazionale, o a trasformarsi in uno stato di apartheid non solo de facto, ma anche de jure. Thomas, se vedi i sondaggi fatti in Israele negli ultimi trent'anni, scoprirai chiaramente che un terzo degli israeliani e' preda di un volgare razzismo e si dichiara apertamente razzista. Questo razzismo e' della natura di: "Odio gli arabi" e "Vorrei che gli arabi morissero".
Se controlli anche il sistema giudiziario in Israele, vi troverai molte discriminazioni contro i palestinesi. E se consideri i territori occupati nel 1967, scoprirai che vi si trovano già due differenti sistemi giudiziari che rappresentano due differenti approcci alla vita umana: uno per le vite palestinesi, l'altro per quelle ebraiche. Ed inoltre, vi sono due diversi approcci alla proprietà ed alla terra. La proprietà palestinese non è riconosciuta come proprietà privata perché può essere confiscata.
Per quanto riguarda l'occupazione israeliana della West Bank e di Gaza, vi e' un fattore aggiuntivo. Le cosiddette "aree autonome palestinesi" sono bantustans. Sono entità ristrette entro la struttura di potere del sistema di apartheid israeliano. Lo stato palestinese non può essere il sottoprodotto dello stato ebraico solo perchè Israele mantenga la sua purezza ebraica. La discriminazione razziale israeliana e' la vita quotidiana della maggioranza dei palestinesi.
Dal momento che Israele e' uno stato ebraico, gli ebrei godono di diritti speciali di cui non godono i non-ebrei.
I palestinesi non hanno posto nello stato ebraico.
L'apartheid e' un crimine contro l'umanità. Israele ha privato milioni di palestinesi della loro proprietà e della loro libertà. Ha perpetuato un sistema di gravi discriminazioni razziali e di disuguaglianza. Ha sistematicamente incarcerato e torturato migliaia di palestinesi, contro tutte le regole della legge internazionale. In particolare, esso ha sferrato una guerra contro una popolazione civile, in particolare bambini.
La risposta data dal Sud Africa agli abusi dei diritti umani risultante dalla rimozione delle politiche di apartheid, fa luce su come la societa' israeliana debba modificarsi prima di poter parlare di una pace giusta e durevole in Medio oriente.
Thomas, non sto abbandonando la diplomazia. Ma non sarò più indulgente con te come lo sono i tuoi sostenitori. Se vuoi la pace e la democrazia, ti sosterrò. Se vuoi l'apartheid formale, non ti sosterrò. Se vuoi supportare la discriminazione razziale e la pulizia etnica, noi ci opporremo a te.
Quando deciderai cosa fare, chiamami."
Nelson Mandela, primo presidente del Sud Africa
venerdì, gennaio 16, 2009
Perché l'Occidente E' Tanto Odiato di Robert Fisk

The Indipendent
Perché l'Occidente E' Tanto
Odiato
Robert Fisk
Traduzione: Bernardino Tolomei
Ci risiamo, Israele ha
riaperto le porte dell'inferno
per i palestinesi. Quaranta
rifugiati civili morti in una
scuola dell'ONU, altri tre in
un'altra. Non male per il
lavoro di una notte a Gaza
dell'esercito che crede nella
"purezza delle armi". Ma
perché dovremmo sorprenderci?
Ci siamo dimenticati dei
17.500 morti - per la maggior
parte civili, per la maggior
parte donne e bambini -
nell'invasione israeliana del
Libano; i 1.700 civili
palestinesi morti nel massacro
di Sabra-Chatila; il massacro
a Qana nel 1996 di 106
rifugiati civili libanesi,
bambini per più della metà, in
una base ONU; il massacro dei
rifugiati di Marwahin che
erano stati cacciati dalle
loro case dagli israeliani nel
2006. e poi massacrati
dall'equipaggio di un
elicottero israeliano; i 1.000
morti, quasi tutti
bambini,dell'invasione e del
bombardamento del Libano in
quello stesso 2006?
Quello che è incredibile è che
tanti leader occidentali,
tanti presidenti e primi
ministri e temo, tanti
giornalisti si siano bevuti la
solita vecchia bugia: che
Israele ci mette tanta
attenzione per evitare le
vittime civile. "Israele fa
ogni possibile sforzo per
evitare che ci siano delle
vittime civili" ha detto uno
degli ambasciatori israeliani
poche ore prima del massacro
di Gaza. E ciascun presidente
e primo ministro che ha
ripetuto questa menzogna come
pretesto per evitare un
cessate il fuoco, ha sulle
mani il sangue della
macelleria dell'altra notte.
Se George Bush avesse avuto il
coraggio di chiedere un
immediato cessate il fuoco 48
ore prima, quei 40 civili, i
vecchi e le donne e i bambini,
sarebbero ancora vivi.
Quello che è successo non è
solo deplorevole, è una vera
vergogna. Sarebbe troppo forte
chiamarlo crimine di guerra?
Perché è così che definiremmo
questa atrocità se a
commetterla fosse stata Hamas.
Quindi è stato davvero un
crimine di guerra, temo. Dopo
aver scritto su tante
uccisioni di massa compiute
dagli eserciti del Medio
Oriente - dalle truppe
siriane, dalle truppeirachene,
dalle truppe iraniane, dalle
truppe israeliane - penso che
la mia reazione dovrebbe
essere di cinismo. Ma Israele
rivendica di star combattendo
la nostra guerra contro il
"terrorismo internazionale".
Gli israeliani dichiarano che
a Gaza stanno combattendo per
noi, per i nostri ideali
occidentali, per la nostra
sicurezza, in nostra difesa,
secondo i nostri valori. E
così anche noi siamo coinvolti
nella ferocia dispiegata su
Gaza.
In passato ho riferito sulle
scuse che l'esercito
israeliano ci ha imbandito per
questi atti vergognosi. Dato
che esse possono essere
riscaldate per le prossime
ore, eccone alcune: che i
palestinesi avevano ucciso i
loro stessi profughi, che i
palestinesi avevano tirato
fuori i corpi dai cimiteri e
li avevano sistemati tra le
rovine, infine che la colpa
era dei palestinesi perché
appoggiavano una fazione
armata, o perché dei
palestinesi armati avevano
usato deliberatamente dei
profughi innocenti come scudi.
Il massacro di Sabra e Chatila
fu commesso dai falangisti
libanesi alleati della destra
israeliana, mentre le truppe
israeliane, come ha rivelato
la stessa commissione
d'inchiesta israeliana, rimase
a guardare per 48 ore senza
fare niente. In risposta alle
critiche nei confronti di
Israele, il governo di
Menachem Begin accusò il mondo
di diffamazione. Dopo che
l'artiglieria israeliana aveva
fatto fuoco contro la base ONU
di Qana nel 1996, gli
israeliani affermarono che
nella base si nascondevano
anche degli armati di
Hezbollah. Era una bugia. I
più di 1.000 morti del 2006 -
una guerra iniziata dopo che
Hezbollah aveva catturato sul
confine due soldati israeliani
- furono liquidati
semplicemente come una
responsabilità di Hezbollah.
Israele dichiarò che i corpi
dei bambini uccisi in un
secondo massacro di Qana
potevano essere stati portati
da un cimitero. Era un'altra
bugia. Per il massacro di
Marwahin non fu mai chiesto
scusaFu intimato alla gente
del villaggio di andarsene,
essi obbedirono agli ordini ma
furono attaccati da un
elicottero armato. I profughi
presero i bambini e li misero
intorno al camion con cui
stavano viaggiando , per far
capire ai piloti israeliani di
essere inoffensivi. Allora
l'elicottero si avvicinò e li
sterminò; solo due
sopravvissero, fingendosi
morti. Israele non ha mai
chiesto neppure scusa.
Dodici anni prima un altro
elicottero israeliano aveva
attaccato un'ambulanza che
portava dei civili di unvicino
villaggio - anche
questa volta dopo che era
stato intimato loro di
andarsene - ed avevano ucciso
tre bambini e due donne. Gli
israeliani dichiararono che un
combattente Hezbollah era
nell'ambulanza. Non era vero.
Io riportai tutte queste
atrocità. Investigai, parlai
coi sopravvissuti. Così fecero
molti miei colleghi.
Naturalmente ci toccò la più
infamante delle calunnie:
fummo accusati di essere
antisemiti.
Scrivo quanto segue senza il
minimo dubbio:sentiremo ancora
questo tipo di scandalose
invenzioni. Ci propineranno la
menzogna la-colpa-è-di-Hamas -
lo sa il cielo che c'è
abbastanza di cui incolparli,
senza aggiungerci altri
crimini - e ci racconteranno
dei corpi-presi-nei-cimiteri,
e quasi sicuramente ci
racconteranno che
Hamas-era-nella-scuola-dell'ONU
e certo avremo la bugia
dell'antisemitismo. E i nostri
leader mugugneranno e
ricorderanno al mondo che è
stata Hamas a romperela
tregua. Non è vero. L'ha rotta
Israele, prima il 4 novembre
con un bombardamento che
uccise sei palestinesi a Gaza
e ancora il 17 novembre
uccidendo in un altro
bombardamento altri quattro
palestinesi.
Si, Israele ha diritto alla
sicurezza. 20 israeliani
uccisi intorno a Gaza in 10
anni è un triste bilancio. Ma
con 600 palestinesi morti in
poco più di una settimana,
migliaia a partire dal 1948 -
quando il massacro di Deir
Yassin mise in moto la fuga
dei palestinesi da quella
parte di Palestina che sarebbe
diventata Israele - siamo su
tutta un'altra scala. Qui non
siamo ad un normale salasso
mediorientale, questa è
un'atrocità al livello delle
guerre nei Balcani degli anni
'90.
E naturalmente, quando un
arabo dispiega una furia
sfrenata e tira fuori tutta la
sua rabbia cieca ed
incendiaria contro
l'occidente, diremo che tutto
questo non ha niente a che
fare con noi. Perché ci
odiano?, ci chiediamo. Ma non
raccontiamoci di non conoscere
la risposta.
domenica, gennaio 11, 2009
SIDUN

SIDONE
Il mio bambino il mio
il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce benigno
di tua madre
spremuto nell'afa umida
dell'estate dell'estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca
cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finché il sangue selvatico
non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perché di nostro dalla pianura al modo
non possa più crescere albero né spiga né figlio
ciao bambino mio l'eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte
giovedì, gennaio 08, 2009
Poveri Partigiani
Assassinati dai repubblichini a Piazzale LoretoPoveri Partigiani
di Ascanio Celestini
Poveri partigiani portati in processione,
nei telegiornali, alla televisione,
sopravvissuti un tempo alle fosse comuni,
ma seppelliti in questo tempo dall’informazione.
Sfilano il 25 aprile, con le medaglie appese alle bandiere
accanto alle mogli dei sottosegretari appena uscite dal parrucchiere
dicono sottovoce: “viva la costituzione
ma adesso è tardi mi chiude la posta... devo prendere la pensione…”
Poveri deportati che mostrano la matricola alle telecamere
tra una pubblicità e l’altra il tetro tatuaggio
“questo sterminio vi è gentilmente offerto da una bibita gassata e da un famoso formaggio”
Poveri nomi e cognomi dei caduti di tutte le guerre
che stanno sempre sulla bocca degli onorevoli politici
con tutti quei morti in bocca c'avranno sicuramente un alito pesante
la loro lingua è un camposanto... dove resuscitano ogni tanto…
Poveri morti di Nassirya che forse ci credevano davvero
chi muore muore con onore... chi sopravvive vive nel dolore
povero Nicola Calipari che gli hanno pure intitolato un’isola pedonale
sarà contenta la moglie che ha sposato
una zona a traffico limitato?
Poveri parenti degli eroi, che almeno per un giorno
sono stati eroi anche loro, nei funerali in mondovisione
ma appena il giorno dopo, erano morti anche loro…
erano morti… che ricordavano altri morti.
Ma voi:
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
Ricordate i morti ma ricordateli vivi
….
martedì, gennaio 06, 2009
sabato, gennaio 03, 2009
Chimes of freedom/ Campane di Libertà
Una versione stupenda della canzone di Dylan cantata da Bruce Springsteen,Sting e altri.
L'originale è del 1964 da "Another side of Bob Dylan"
Ringrazio Nathrillo che ha postato il video su You Tube
CAMPANE DI LIBERTÀ
Lontano tra la fine del tramonto e lo scampanìo spezzato di mezzanotte
ci riparammo in un androne mentre il tuono esplodeva con fragore
e mentre maestose campane di lampi colpivano ombre negli abissi
come se fossero lampeggianti campane di libertà
lampeggianti per i guerrieri la cui forza è non combattere
lampeggianti per i rifugiati sull'inerme via della fuga
E per ognuno e per tutti i poveri soldati nella notte
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Attraverso la fornace disciolta della città inaspettatamente guardammo
con visi nascosti mentre i muri si restringevano
mentre l'eco delle campane nuziali prima della pioggia sferzante
si dissolveva nello scampanare dei fulmini
che suonavano per il ribelle che suonavano per il miserabile
che suonavano per lo sfortunato l'abbandonato e il rifiutato
che suonavano per l'escluso messo costantemente al rogo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Attraverso il folle mistico martellare della selvaggia incessante grandine
il cielo esplodeva i suoi poemi in nuda meraviglia
che il tintinnare delle campane della chiesa soffiava lontano nella brezza
lasciando solo le campane di fulmini ed il loro tuono
che colpiva per il gentile, che colpiva per il mite
che colpiva per i guardiani ed i protettori della mente
ed il poeta ed il pittore lontano oltre questo giusto tempo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Nella deserta cattedrale della sera la pioggia svelava lunghe storie
per le nude forme senza volto nè posizione
e suonava per le lingue con nessun posto in cui portare i propri pensieri
tutte costrette in situazioni scontate
suonava per il sordo ed il cieco e suonava per il muto
per la bistrattata madre senza marito la prostituta ingiuriata
per il delinquente da poco incatenato ed imbrogliato ed inseguito
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Sebbene la bianca cortina di una nuvola mandasse bagliori in un angolo lontano
e l'ipnotica nebbia acquiginosa si stava lentamente alzando
lampi elettrici ancora colpivano come dardi lanciati
non per quelli condannati a vagare oppure per quelli impossibilitati a vagare
e suonavano per quelli che cercano sui loro sentieri di ricerca senza parole
per gli amanti con la solitudine nei cuori con una storia troppo personale
e per ogni gentile anima innocua messa ingiustamente dentro una prigione
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Con gli occhi splendenti di sorriso ricordo quando fummo presi
in trappola dal non scorrere delle ore perchè stavano sospese
mentre ascoltavamo un'ultima volta e guardavamo con un ultimo sguardo
incantati e sommersi finchè cessò lo scampanìo
che suonava per i malati le cui ferite non possono essere lenite
per le schiere dei confusi, accusati, maltrattati quelli disillusi o peggio
e per ogni uomo imprigionato nell'intero universo
e vedemmo al di sopra le lampeggianti campane di libertà
Da:http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?id=3299&lang=it
lunedì, dicembre 29, 2008
Per un bambino nato e morto nei pressi di Betlemme
(Le parole della bambina Hadeel)
Poesia di Hanna Seniora
Versione italiana di Ettore Masina
"Alcune parole sono difficili da pronunciare
Eli-cot-tero è la più difficile
(A-pa-che o Co-bra è la più incomprensibile
Ma come può rimanere nel cielo
Non posso capire
Che cosa lo tiene su
Che cosa regge il suo peso
(Non nuvole lo so)
Manda una luce lampeggiante cosi delicata
Fa un rumore assordante
La casa trema
(ci sono buchi sulla parete vicino al mio letto)
Lampo-boom-luce-suono
ho avuto una notte difficile
(Mi sono vergognata quando ho bagnato il letto ma nessuno mi ha rimproverato).
Aereo è una parola più semplice da dire
Vola tayyara,
Mia madre mi ha detto
Una parola deve avere un significato
Un nome deve avere un significato
Come il mio
(Hadeel, il tubare della colomba)
I carri armati fanno un suono diverso
Rabbrividisco quando sparano
Dabbabeh è una parola pesante
Pesante come il suo significato.
Hadeel - la colomba - lei tuba
Tayyara - lei vola
Dabbabeh - lui striscia
Mia madre - lei piange
e piange e piange
Mio fratello - Rami- lui giace
MORTO
E giace e giace, i suoi occhi chiusi.
Colpito da una pallottola in fronte
(pallottola è un piombo femminile - rasasa - lei uccide
la mia penna è un piombo maschile - rasas - lei scrive)
Qual è la differenza tra una pallottola e un proiettile
Come posso saperlo
Rami mio fratello è uno
Delle centinaia di morti
Dicono che migliaia sono feriti
Ma che cosa è di più
un centinaio o un migliaio (miyyeh o alf).
Non posso dirlo
E’ un numero così grande - così enorme
Troppi - troppo
Palestina-Falasteen sono abituata
Non è così difficile dirlo
Significa che siamo qui, per restare
Anche se il posto è difficile
Per bambini e madri
Perché i soldati sparano
E gli aeroplani bombardano
E i carri armati sparano
E i lacrimogeni ti fanno piangere
(Anche se non penso che siano i lacrimogeni a far piangere mia madre)
Farei meglio ad andare ad abbracciarla
A sedere per un po’ sul suo grembo
A toccare la sua faccia (le mie dita si bagnano)
A guardare nei suoi occhi
Finché non rivedo me stessa
Una ragazza entro la vista di sua madre.
Se le parole hanno significato - Mamma
Che cosa è Is-ra-el?
Che significa una parola
Se è mescolata ad un'altra
Se tutti i soldati, i carri armati, gli aerei, i fucili sono
Is-rae-lia-ni
Che cosa fanno qui
In un parola che conosco - Palestina
In una vita che non conosco più?"
http://www.spazioforum.net/forum/lofiversion/index.php?t5740.html
mercoledì, dicembre 24, 2008
Auguri !
sabato, dicembre 20, 2008
L'Onda colpisce all'Esselunga di Casalecchio Bologna



Verso le 14 mentre facevo la spesa all'Esselunga di Casalecchio a Bologna sento dei cori e voci megafonate che lanciano slogan,sul momento penso ad una qualche trovata pubblicitaria natalizia poi,avvicinandomi,sento la parola sconto,sconto,25%100 di sconto siamo l'onda
,precari,studenti e vogliamo lo sconto del 25%100 per tutti contro il caro prezzi la crisi noi non la paghiamo.La mia impressione sulle
reazioni della gente è contradditoria alcuni erano divertiti e avrebbero volontieri aderito alla manifestazione altri erano piuttosto
sull'incazzato poichè alcune delle casse non erano funzionanti in attesa dello sperato sconto mentre 5 funzionavano normalmente ovviame a
rilento,insomma la tensione e la contentezza si mischiavano alle urla ed ai cori.Esco a fumare una sigaretta lasciando dentro il carrello
ed incontro una ventina di carabinieri già pronti all'uso.Esco definitivamente verso le 16,haimè senza sconto,mentre la manifestazione è ancora in corso,forza tenete botta è il mio ultimo commento fatto parlando con un ragazzo dell'Onda.Speriamo che tutto si risolva senza
violenza perchè la manifestazione è molto pacifica sia nell'attegiamento dialogante che negli slogan.
Ps:per aggiornamenti
https://www.globalproject.info:51006/art-18343.html
lunedì, dicembre 15, 2008
La ballata di Pinelli
La ballata di Pinelli
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.
Signor questore io gliel'ho già detto
lo ripeto che sono innocente
anarchia non vuol dire bombe
ma giustizia amor libertà.
Poche storie confessa Pinelli
il tuo amico Valpreda ha parlato
è l'autore del vile attentato
e il suo socio sappiamo sei tu.
Impossibile grida Pinelli
un compagno non può averlo fatto
e l'autore di questo misfatto
tra i padroni bisogna cercar.
Stiamo attenti indiziato Pinelli
questa stanza è già piena di fumo
se tu insisti apriam la finestra
quattro piani son duri da far.
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.
L'hanno ucciso perché era un compagno
non importa se era innocente
"Era anarchico e questo ci basta"
disse Guida il feroce questor.
C'è un bara e tremila compagni
stringevamo le nere bandiere
in quel giorno l'abbiamo giurato
non finisce di certo così.
Calabresi e tu Guida assassini
che un compagno ci avete ammazzato
l'anarchia non avete fermato
ed il popolo alfin vincerà.
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo, che caldo faceva
brigadiere apra un po' la finestra
ad un tratto Pinelli cascò.
[E tu Guida e tu Calabresi
Se un compagno ci avete ammazzato
Per coprire una strage di stato
Questa lotta più dura sarà.]
Da:
http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=2300
Ringrazio il creatore dell'audiovideo scaricato da you tube
domenica, dicembre 14, 2008
Ho fatto un po' di casino
Purtroppo ho messo le mani dove non dovevo ed ho cancellato tutti i link amici,appena ci riesco,se ci riesco, li ripristino.
sabato, dicembre 13, 2008
Oggi ho visto nel corteo tante facce sorridenti......

12 dicembre 1969 una giornata che la mia generazione non dimenticherà come vorrebbero i revisionisti della storia pronti a lanciare insulti e discredito su tutto ciò che ricorda i misfatti dello stato ed affini,pronti a negare il valore di tutto ciò che ha il sapore della lotta,della rivolta,della conquista o riconquista dei propri diritti e della propria dignità ad una vita degna di questo nome.Così ieri mentre mi trovavo ai margini della manifestazione dell'Onda mi sono ritornate in mente le parole,così dolci e così dure, di quella vecchia canzone del movimento degli anni 70.Guardavo stupito ed anche un po' commosso quei visi giovani allegri ed incazzati con i loro slogan irridenti e a volte duri,le loro facce colorate con segni di pace e segni di guerra,gli striscioni antigelmini,le badiere rosso/nere degli anarchici,i giovani militanti di antifa insomma d'improvviso,finalmente,mi ritrovavo immerso in una manifestazione che non fosse la solita,un po' grigia,manifestazione sindacale.Mi ferma una ragazza e mi offre una caramella dicendomi che mi avrebbe fatto passare la voglia di lavorare e mi dipinge una mano con una serie di linee verdi,30 anni fa' l'avrei presa per mano e seguita nella manifestazione ora balbetto imbarazzato qualche sciocchezza sulla mia non voglia di lavorare e lei si allontana ridendo.Ecco in quel momento ho sentito tutto il peso dei miei 58 anni,di tutte le illusioni e le sconfitte che spero loro non debbano conoscere.Vi amo compagne/i vi amo oggi più di ieri e mi mancate dietro a questa tastiera ,che sarà anche moderna ,ma non sostituirà mai nella mia testa e nella mia vita il rumore,l'odore e le speranze di quel vecchio ciclostile.
martedì, dicembre 09, 2008
Morte di una moto.
Dopo un breve assenza causa incidente motociclistico,per quanto aciaccato,voglio dedicare un post,anzi un post/mortem,dedicato alla mia moto che dopo tanti anni di onorato servizio mi ha lasciato per sempre.Giovedì scorso in strada maggiore volo improvvisamente verso l'alto ed atterro di petto,anzi direi di naso,sull'antico selciato:la moto ha deciso di bloccarsi di colpo,si è rotto l'albero motore bloccando la catena motivo per cui io mi faccio strisciando una decina di metri.Mi alzo sanguinando e smadonnando anche perchè non avevo capito come fosse successo.Ore 12,45 sono in autoambulanza,dolore,dolore,dolore dapertutto.Alle ore 23,30 esco dal pronto soccorso,nessun osso rotto solo contusioni ed abrasioni è andata bene.La mia vecchia Honda Night Hawk 450 del 1986 invece ha tirato l'ultimo respiro,mi mancherà moltissimo.A primavera la sostituirò con un altra moto più attuale ma sono sicuro che non sarà la stessa cosa.La foto che allego è proprio Lei,prima di dipingerla di un bel giallo limone,insomma il santino del suo funerale.Addio Baby!
domenica, novembre 30, 2008
Qualis pater, talis filius

La frase latina Qualis pater, talis filius vuol dire: "Quale (è) il padre, tale (è) il figlio": in altre parole, il figlio è simile a suo padre.
È spesso citata in una forma lievemente diversa: Talis pater, talis filius.
Si ripete quest’antico proverbio a significare (più spesso, ma non necessariamente, con riferimento a qualità non buone) che il carattere e le tendenze d’ognuno derivano per via ereditaria dal padre, o dagli antenati in genere; oppure per rilevare l’importanza, nel bene e nel
male, dell’esempio paterno; o infine, più semplicemente, per affermare, sovente in tono scherzoso, una qualunque somiglianza tra un certo padre e un certo figlio.
Da Wikipedia
venerdì, novembre 28, 2008
Leo Ferrè:Gli Anarchici
Gli anarchici
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
In gran parte spagnoli chi lo sa mai perché
Penseresti che in Spagna proprio non li capiscano
Sono gli anarchici
Han raccolto già tutto
Di insulti e battute
E più hanno gridato
Più hanno ancora fiato
Hanno chiuso nel petto
Un sogno disperato
E le anime corrose
Da idee favolose
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Figli di troppo poco o di origine oscura
Non li si vede mai che quando fan paura
Sono gli anarchici
Mille volte son morti
Come è indifferente
Con l'amore nel pugno
Per troppo o per niente
Han gettato testardi
La vita alla malora
Ma hanno tanto colpito
Che colpiranno ancora
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
e se dai calci in culo c'è da incominciare
Chi è che scende per strada non lo dimenticare
Sono gli anarchici
Hanno bandiere nere
Sulla loro Speranza
E la malinconia
Per compagna di danza
Coltelli per tagliare
Il pane dell'Amicizia
E del sangue pulito
Per lavar la sporcizia
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Stretti l'uno con l'altro e se in loro non credi
Li puoi sbattere in terra ma sono sempre in piedi
Sono gli anarchici
Leo Ferrè
lunedì, novembre 24, 2008
Scritti corsari

Nessun centralismo fascista è
riuscito a fare ciò che ha fatto
il centralismo della civiltà dei
consumi. Il fascismo proponeva un
modello, reazionario e
monumentale, che però restava
lettera morta. Le varie culture
particolari ( contadine,
sottoproletarie, operaie )
continuavano imperturbabili a
uniformarsi ai loro antichi
modelli: la repressione si
limitava a ottenere la loro
adesione a parole. Oggi, al
contrario, l’adesione ai modelli
imposti dal Centro, è totale e
incondizionata. I modelli
culturali reali sono rinnegati.
L’abiura è compiuta. Si può
dunque affermare che la
«tolleranza» della ideologia
edonistica, voluta dal nuovo
potere, è la peggiore delle
repressioni della storia umana.
Pier Paolo Pasolini
Scritti corsari
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