lunedì, aprile 14, 2008

Di nuovo extraparlamentari?


Pare proprio che la sinistra per la prima volta dal dopoguerra non avrà il proprio posto in parlamento.Chi dobbiamo ringraziare? Le dirigenze dei vari partiti dell'ora sinistra arcobaleno
per quel continuo mettersi a 90 gradi rispetto alle richieste del governo di Prodi rinunciando a tutte le istanze di quei compagni,come me,che avevano riposto in loro la fiducia per una spinta a sinistra in un governo guidato da un democristiano,uolter quasi più contro di noi che contro berlusconi&C,un'Italia talmente cambiata da dare quasi un 10% alla lega,un mondo che ormai si specchia solo nel mercato e nel consumo come prospettiva di vita relegando la solidarietà alle scarse elemosine fatte a barboni e poveracci,purchè non disturbino?Semplicemente,probabilmente,il liberismo ed il capitalismo stanno vincendo un altra battaglia contro una sinistra che ormai arranca in spazi sempre più angusti e marginali.Resta dentro di me una grande tristezza ed una grande frustrazione ma essendo già stato extraparlamentare per tanti anni,senza per questo rinunciare alle mie idee, allora pochi ma buoni e avanti compagni continuiamo almeno a rompere i coglioni ovunque possiamo!

domenica, aprile 13, 2008

Un sito molto interessante


Da http://farodialice.blogspot.com/ mi è stato segnalato un sito molto interessante,letteratura, critica letteraria e tanti spunti per chi è interessato al pensare. Ecco l'indirizzo:
http://terzafaccia.ilbello.com/

Io voto Sinistra Arcobaleno


Abbiamo già rinunciato a tanto non rinunciamo a tutto!

venerdì, aprile 11, 2008

Sui brogli berlusconi ha ragione


Una volta tanto debbo dare ragione a berlusconi i brogli ci saranno,nella foto un supposto imbroglione!
PS:ma il supposto,visto l'ambiente che frequenta,non sarà per caso il marito della supposta? 

mercoledì, aprile 09, 2008

Leghisti c'è RANXEROX che vi aspetta


Stasera durante la trasmissione L'Infedele ho potuto ascoltare le farneticazioni del leghista/fascista
borghezio e mi è venuto in mente un personaggio di Andrea Pazienza il mitico RANXEROX !

sabato, aprile 05, 2008

Bologna manifestazione di "la destra"


Piazza blindata, in 1000 contestano Morselli
Nessun incidente, ma piazza blindata e semideserta per il comizio della
Destra – Fiamma Tricolore. Un migliaio di persone rispondono all’appello del coordinamento dei centri sociali per una Bologna

antifascista.
4 aprile 2008 – nca Malabocca

Almeno un migliaio di persone hanno partecipato alla mobilitazione antifascista promossa dai centri sociali in Piazza

Nettuno. Solo poche decine, invece i partecipanti al comizio del senatore Stefano Morselli sul crescentone, in buona parte

orgogliosamente agghindati con simboli esplicitamente inneggianti al fascismo.
Due giorni dopo la cacciata di Giuliano Ferrara, insomma, da Questura e Prefettura è arrivata la chiara indicazione di

proteggere i neofascisti ad ogni costo. In una piazza totalmente blindata dalle forze dell’ordine e inaccessibile anche ai

semplici passanti, il confronto tra neofascisti e attivisti dei movimenti è rimasto sul piano dei numeri.
Lo stesso senatore Morselli, evidentemente innervosito dal magro esito della sua prova di forza, ha contestato la scelta di

chiudere ogni accesso alla piazza, sostenendo che la polizia avrebbe impedito l’afflusso di molti suoi sostenitori. Il

senatore ha poi lanciato la sua crociata contro i contestatori, definiti “quattro scalzacani mantenuti a libro paga dal

Comune”, che dovrebbero “cominciare a lavorare invece di vendere la droga nei loro centri sociali”.
Gli attivisti antifascisti, invece, esprimono soddisfazione per aver costretto Merselli a parlare ad una piazza deserta e per

aver messo in campo un presidio partecipato e capace di comunicare con la cittadinanza. Il presidio di Piazza Nettuno si è

poi spostato in corteo verso Piazza San Francesco, dove la manifestazione si è conclusa.
Tra i partecipanti molti esponenti di Vag61, Crash, Tpo e Xm24, e anche attivisti dell’Assemblea Antifascista Permanente,

unitisi agli altri manifestanti dopo il presidio in Piazza XX Settembre.
Una nuova prova di forza, di compattezza e di vitalità dei centri sociali, dopo la partecipazione alla contestazione a

Ferrara ed in vista dell’iniziativa
“Fuori dal Comune” di sabato 5 pomeriggio.

zic

COMIZIO DE ‘LA DESTRA’

Aggressioni anche durante il comizio tenuto dal segretario organizzativo
della Destra Stefano Morselli in piazza Maggiore. Due militanti sono
stati aggrediti, subito dopo la fine del comizio blindato dalle forze
dell’ordine.

Un modenese e’ stato preso a calci e derubato della bandiera, mentre un
altro militante e’ stato rincorso da otto anarchici, bloccati pero’ in
tempo da agenti della Digos nei dintorni della piazza. Il modenese, 32
anni, verso le 20 ha denunciato ai Carabinieri di essere stato picchiato
da tre persone in via Saffi, nella prima periferia. I tre lo hanno preso
a calci e gli hanno portato via la bandiera che aveva in mano. L’altro
episodio e’ avvenuto nella centrale via Orefici alle 19.30, quando otto
anarchici del gruppo ‘Fuoriluogo’ hanno tentato di raggiungere una
persona, sempre perche’ aveva in mano una bandiera della ‘Destra’.
Notati da agenti della Digos, gli anarchici sono stati bloccati e
identificati, ma hanno fatto in tempo a centrare la vittima con due uova.

da indymedia una notizia del Carlino

Fonte:http://isole.ecn.org/antifa/article/1899/bologna-chi-non-muore-si-rivede-lantifascismo

venerdì, aprile 04, 2008

Ferrara scontro con un pomodoro

Guarda il filmato!

Una pensionata condannata a 500 € di multa preferisce il carcere


Una pensionata condannata a 500 € di multa preferisce il carcere
mercoledì 19 marzo 2008
Invece di pagare una pena pecuniaria di 572 euro, pari ad oltre il doppio della sua pensione, a cui e' stata condannata dal
Tribunale di Vibo Valentia preferirebbe andare in carcere per quindici giorni.
La protagonista della vicenda e' una pensionata, Caterina Cardamone, di 60 anni, condannata per aver bloccato la celebrazione
di due messe proprio per attirare l'attenzione sulla sua situazione economica. Il pubblico ministero del tribunale di Vibo
Valentia, Enrica Medori, al termine del processo - secondo quanto riporta il Quotidiano della Calabria - aveva chiesto la
condanna della donna alla pena di quindici giorni di carcere da convertire nella pena pecuniaria di 570 euro.
Quando la donna si e' vista recapitare il decreto di pagamento ha manifestato la sua impossibilita' ad effettuare il
versamento perche' percepisce una pensione di 250 euro mensili. La donna, che e' invalida civile, non ha esitato a dirsi
contrariata dall'applicazione della pena pecuniaria sostenendo che avrebbe preferito scontare i quindici giorni di carcere.
L'Amministrazione Comune di Monterosso Calabro sta intanto cercando di aiutare la donna per farle pagare la somma di denaro.(ANSA).

Fonte:http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=12730&Itemid=39

mercoledì, aprile 02, 2008

Bologna batte Ferrara 2 a 0


L'orco ciccione Ferrara oggi è stato contestato in Piazza Maggiore a Bologna,FINALMENTE!
Le compagne ed i compagni bolognesi oggi hanno fatto sentire ben forte la loro voce e non solo visto che verso il palco è volato un po' di tutto.Caro Ferrara in TV i fischi non si sentono in piazza si,è la democrazia.Qualche manganellata della polizia non credo che abbia tolto il piacere di poter dire all'orco quello che pensiamo di lui.Un cartello per tutti: MANGIA DI MENO E TROMBA DI PIU'!
La fuga da Piazza Maggiore scortato dalla polizia è stata il bell'epilogo del pomeriggio,vedi foto.
Per vedere tutte le foto andate sulla pagina Bologna di QN:
http://multimedia.quotidiano.net/?tipo=photo&media=8432

lunedì, marzo 31, 2008

SILVIO MON AMOUR


Troppo belli, il video e la musica sono fantastici,adottiamoli
Trovate il tutto a:

SILVIO MON AMOUR (di Sirieix/Brunz)
Silvio yo te quiero
Porque quiero el dinero (x2)
Vamos a matar la revolucion
Vamos a burlar toda la nación

Vaffanculo libertad
Vaffanculo sociedad
Vaffanculo el pueblo unido !

Vaffanculo clandestino
Vaffanculo esperanza
Vaffanculo el cuba libre !

Silvio yo te quiero
Porque quiero el dinero (x2)
Vamos a matar los guerrilleros
Vamos a burlar los compañeros

Vaffanculo Pancho Villa
Vaffanculo zapatista
Vaffanculo el Che Guevara !

Vaffanculo la izquierda
La tequila, el chili con carne
Y que viva Silicon Valley !

Silvio mon Amour
Je t’aime pour toujours
Silvio mon Amour
Je t’aime tous les jours...

lunedì, marzo 24, 2008

Don Magdi Cristiano Allam


Dopo avere collaborato con i quotidiani Il Manifesto e La Repubblica, è entrato al Corriere della Sera , di cui attualmente è editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale).
Fotografato all'uscita dal suo ufficio del Corriere.

giovedì, marzo 20, 2008

Piperno: "Terroristi? Brave persone


Questa sera il"cappello" del TG La7 era dedicato ad una intervista,apparsa su Repubblica,a Franco Piperno con il titolo:Piperno: "Terroristi? Brave persone Perché c'è una morale di guerra".Già il titolo la mette giù dura e il contenuto pure.

ROMA - "I terroristi? Io penso che
sono moralmente delle ottime persone
anche se hanno ucciso". Questo il
giudizio sulle Brigate rosse di
Franco Piperno, leader storico di
Potere Operaio che a Controcorrente,
l'approfondimento di Sky Tg24
condotto da Corrado Formigli, ha così
risposto alle critiche mosse dal
giornalista Massimo Fini agli
ideologi del '68 (erano più onesti i
terroristi dei sessantottini").
"Io apprezzo il tentativo di Massimo
Fini di rivalutare moralmente i
terroristi - spiega Piperno nel corso
della puntata in onda questa sera
alle 22.35 - ma faccio presente che
molti di questi erano leader del '68,
compreso Curcio. Alla domanda del
conduttore su cosa intenda per
moralità dei brigatisti, Piperno
risponde così: "E' una morale di
guerra, non esiste solo una sua o una
mia morale. La morale è multipla, ci
sono persone che vanno a bombardare
una città e sono considerate degli
eroi e delle persone che sparano su
un bersaglio determinato che sono
considerate dei criminali. Nel
secondo caso solo perchè sconfitti".
(20 marzo 2008)

http://www.repubblica.it/2008/03/sezi

oni/cronaca/biagi-brigaterosse/giudiz

io-piperno/giudizio-piperno.html

Il ragionamento,dal punto di vista logico non fa' una piega,il commento del giornalista finiva coll'invito a Piperno di dire queste cose ai parenti delle vittime del terrorismo .
Non aggiungo niente di mio attendo commenti.

mercoledì, marzo 12, 2008

Un piccolo lutto cittadino e culturale


La chiusura di una libreria,anzi della mia preferita,costituisce sempre un piccolo lutto sia a livello personale sia per la città.Una libreria come Librincontro non era solo un semplice "spaccio"di pubblicazioni come tanti altri in città,non faccio nomi,ma se una pensa alle parole antipatia e supponenza capisce già a chi mi riferisco,bensì un luogo aperto dove era possibile scambiare due chiacchere,farsi consigliare,il tutto condito dalla estrema simpatia,disponibilità e competenza di Michela,Gianluca e Vanni.Cari amici di una Bologna un po' triste e un po' in"disuso"dove la cordialità cede sempre di più il passo al grigiore di un libero mercato dove contano i numeri e poco la qualità.Resta comunque un'esperienza positiva che spero in seguito verrà portata avanti da altri se non da loro stessi.Un saluto ed un'abbraccio a questi amici che spero di incontrare ancora magari in altre situazioni culturali e di vita. Ciao ed alla prossima.

lunedì, marzo 10, 2008

11 marzo 1977 L'uccisione di Francesco Lorusso


L'uccisione di Lorusso

Intorno alle 10:00 dell'11 marzo 1977 il movimento di Comunione e Liberazione (CL) indisse un'assemblea in un aula presso
l'università di Bologna, cui presenziarono circa 400 persone. Alcuni studenti della facoltà di Medicina, attivisti della
sinistra extraparlamentare, tentarono di entrare nell'aula dove si svolgeva la riunione, ma furono violentemente respinti dal
servizio d'ordine di CL. La notizia dell'assemblea in corso e dello scontro si sparse rapidamente e cominciarono ad affluire
all'esterno attivisti e simpatizzanti dell'area di Autonomia Operaia, che diedero vita ad una rumorosa contestazione, mentre
gli aderenti all'assemblea si barricavano nell'aula.
Il direttore dell’Istituto di Anatomia, prof. Cattaneo, constatata la situazione di pericolo, ne informò il Rettore Rizzoli,
il quale chiese l'intervento delle forze dell’ordine che, in breve tempo, intervennero sul posto con un notevole contingente
di carabinieri che, effettuando una violenta carica contro gli studenti di sinistra, consentì agli studenti di Comunione e
Liberazione di lasciare pacificamente l'assemblea.
L'intervento massiccio delle forze dell'ordine fece salire ulteriormente la tensione già elevata, il che scatenò una reazione
violenta dei giovani della sinistra extraparlamentare. Gli scontri di piazza si estesero a tutta la zona universitaria e nelle zone circostanti.
Nel corso degli scontri tra la sinistra extraparlamentare e le forze dell'ordine, un'autocolonna dei carabinieri in marcia in via Irnerio fu attaccata all'altezza dell'incrocio con via Mascarella.
L'autocarro[citazione necessaria] di testa fu colpito
nella parte anteriore sinistra da una bottiglia molotov che provocò un principio d'incendio esternamente al mezzo, rapidamente estinto dalle forze dell'ordine presenti sul luogo.
Il guidatore del mezzo, il carabiniere di leva Massimo Tramontani, preso dal panico balzò a terra dalla portiera destra,
lasciando il mezzo senza guida fermarsi autonomamente. Il carabiniere a quel punto, ancora sotto attacco, estrasse l'arma d'ordinanza ed esplose 6 colpi contro un gruppo di manifestanti.
Diversi testimoni presenti alla scena, tra i quali i lavoratori della Zanichelli, riferirono di aver visto un uomo in divisa
senza bandoliera esplodere una serie di colpi di pistola ad altezza d'uomo e in rapida successione appoggiando il braccio
armato su un'auto parcheggiata per meglio prendere la mira contro i manifestanti. Contemporaneamente, Lorusso fu colpito e
riuscì a trascinarsi per qualche metro verso via Mascarella prima di cadere al suolo morente.
La sera stessa del giorno 11 marzo, alle ore 20:50, il carabiniere Massimo Tramontani rilasciò una dichiarazione spontanea sui fatti al sostituto procuratore Romano Ricciotti. [1]
Francesco Lorusso fu visto cadere in via Mascarella, da tre testimoni, mentre si spostava allontanandosi da via Irnerio in
direzione di via Belle Arti, e morì poco dopo. Un quarto testimone giunse successivamente e poté testimoniare sul luogo ove fu ritrovato........
http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Lorusso

Il video con la canzone di Gianfranco Manfredi è scaricato da You Tube ringrazio chiunque l'abbia creato


domenica, marzo 09, 2008

Zapatero ti voglio bene


ZAPATA STRAVINCE alla facciaccia di tutti i clerico fascisti spagnoli e non solo!

L'ozio come stile di vita


La religione dell’industria ha trasformato
gli esseri umani in robot del lavoro
Gioia e saggezza sono stati rimpiazzati
da lavoro e preoccupazione
Dobbiamo difendere il nostro diritto di essere pigri
Il lavoro ci ruba il tempo
Produttività e Progresso hanno generato ansia e disagio
La carriera è un fantasma
Il denaro è una costruzione mentale
Possiamo crearci il paradiso
Non c’è nulla che deve essere fatto per forza
Sii buono con te stesso
Resta a letto
L’inazione è la fonte della creazione
Arte, persone, vita
Pane, pancetta, birra
Non legarti a niente
Prima vivere poi lavorare
Non sapere niente
Il tempo non è denaro
Smetti di spendere
Lascia il lavoro
Studia l’arte di vivere
Chi vive piano muore vecchio
Non fare niente
Sii Pigro!
Tom Hodgkinson da L'ozio come stile di vita edizioni Rizzoli

lunedì, marzo 03, 2008

Il Compagno Veltroni


Tra verità e satira un simpaticissimo libro liberamente scaricabile:

Il Compagno Veltroni">Kuriakhin, Il Compagno Veltroni

http://www.stampalternativa.it/liberacultura/?p=39

domenica, febbraio 24, 2008

Obiettiamo agli obiettori

OBIETTIAMO AGLI OBIETTORI!!!
Appello proposto da Maistat@zitt@:

Di fronte agli attacchi sempre più pesanti all'autodeterminazione delle donne non si può più rispondere semplicemente invocando la difesa della 194.

Le scellerate dichiarazioni degli antiabortisti in queste ultime settimane rendono ancor più evidente il potere sulla sfera della riproduzione (e, più in generale, su quella della salute) che la classe medica può esercitare, coadiuvata anche dall'articolo 9 della legge 194 che prevede per il personale sanitario la possibilità dell'obiezione di coscienza ­ possibilità contemplata unicamente rispetto all'interruzione di gravidanza: in nessun altro ambito medico né in altra professione vale questa opzione.

Per riaffermare con efficacia il nostro diritto di autodeterminazione dovremmo, quindi, ripartire proprio dal nodo dell'obiezione di coscienza, da questa "opzione", riconosciuta per legge, secondo cui alle scelte e ai problemi di sofferenza delle donne (perché abortire è una scelta sofferta) il personale medico-sanitario può anteporre i suoi "problemi di coscienza", la sua visione della vita ­ in poche parole, in nome della propria "coscienza" può opprimere il soggetto a cui deve assistenza.

Gli effetti di ciò sono sotto gli occhi di tutte: oggi abortire è diventato quasi impossibile e le donne stanno ritornando a pratiche clandestine per l'interruzione di gravidanza; l'arroganza degli obiettori è immensa, e nei reparti il personale che non vuole adeguarsi ai diktat dei primari obiettori ha vita dura; perfino l'accesso alle scuole di specializzazione in ostetricia e ginecologia è sempre più vincolato all'"atto di fede" dell'obiezione di coscienza. Chi si adegua ha una strada privilegiata per far carriera; chi invece non obietta è costretta/o a impiegare la maggior parte del proprio tempo a praticare aborti per sopperire alla scarsità di personale non obiettore. Per non parlare, poi, della cospicua fetta di finanziamenti pubblici destinata agli ospedali cattolici in cui non è riconosciuta la possibilità dell'interruzione di gravidanza.

Se una cattiva legge permette, attraverso l'obiezione, di calpestare i diritti individuali, anche le/i cittadine/i hanno diritto di sapere chi sono coloro che le/i curano e di scegliere da chi farsi curare: che fiducia si può avere in quel/la ginecologo/a che costringe a inutili sofferenze in nome delle proprie convinzioni morali, pensando di aver dei diritti sul corpo dell'altra?

Crediamo sia arrivato il momento non solo di rivendicare dei diritti ma anche di praticarli.

"Obiettiamo gli obiettori" significa che esercitiamo il diritto di scegliere da chi farci curare, pretendendo un rapporto di fiducia, trasparenza e assunzione di responsabilità con la persona a cui affidiamo la nostra salute. Significa, quindi, pretendere dalle Asl, dai Consultori e dagli Ospedali l'elenco del personale medico-sanitario che pratica l'obiezione di coscienza. Alle donne che intendono difendere e affermare il diritto all'autodeterminazione proponiamo di:

costituirci come soggetti politici che esigono la pubblicizzazione e l'affissione pubblica negli ospedali e nei consultori delle liste del personale sanitario che fa obiezione;

cominciare a raccogliere città per città, ospedale per ospedale, consultorio per consultorio tutte le informazioni che già si hanno, facendo una prima lista dei nominativi che si posseggono

promuovere il boicottaggio in toto di tutti i reparti e di tutte le prestazioni (analisi del sangue, visite, ecc) degli ospedali in cui ci sono più obiettori;

creare un sito dedicato a questo dove raccogliere informazioni.

Sappiamo bene che in nome di "sacri principi" vengono compiuti i più grandi crimini della storia, la violazione dei più elementari diritti umani. Hannah Arendt ci ha insegnato che "Il male appare banale e proprio per questo ancora più terribile: perché i suoi più o meno consapevoli servitori, altro non sono che dei piccoli, grigi burocrati, simili in tutto e per tutto al nostro vicino di casa".

Difendere la nostra autodeterminazione dai "burocrati del male" significa diventare protagoniste nell'esercizio e la difesa dei nostri diritti. Smantellare il sistema che si è creato intorno all'obiezione di coscienza, significa smantellare un sistema che alimenta e legittima gran parte degli attacchi contro l'autodeterminazione dei nostri corpi e delle nostre vite. Sta a noi donne determinare un grande risveglio prendendo coscienza della vastità dell'abuso subito e impedire che si ripeta, rimpadronendoci di un sapere e di pratiche che ci mettano in grado di opporci agli abusi e di chiederne conto.

http://incidenze.blogspot.com///

Roberto Vecchioni:Sogna ragazzo sogna

Sogna, ragazzo sogna

(Vecchioni)
E ti diranno parole 
rosse come il sangue, nere come la notte
ma non è vero, ragazzo,
che la ragione sta sempre col più forte;
io conosco poeti
che spostano i fiumi con il pensiero, 
e naviganti infiniti 
che sanno parlare con il cielo.

Chiudi gli occhi, ragazzo, 
e credi solo a quel che vedi dentro 
stringi i pugni, ragazzo,
non lasciargliela vinta neanche un momento
copri l'amore, ragazzo,
ma non nasconderlo sotto il mantello;
a volte passa qualcuno,
a volte c'è qualcuno che deve vederlo.

Sogna, ragazzo, sogna
quando sale il vento nelle vie del cuore,
quando un uomo vive per le sue parole
o non vive più.

Sogna, ragazzo, sogna,
non lassciarlo solo contro questo mondo,
non lasciarlo andare, sogna fino in fondo,
fallo pure tu!

Sogna, ragazzo, sogna 
quando cala il vento ma non è finita,
quando muore un uomo per la stessa vita
che sognavi tu.

Sogna, ragazzo, sogna,
non cambiare un verso della tua canzone,
non lasciare un treno fermo alla stazione, 
non fermarti tu!

Lasciali dire che al mondo
quelli come te perderanno sempre,
perché hai già vinto, lo giuro,
e non ti possono fare più niente.
Passa ogni tanto la mano
su un viso di donna, passaci le dita;
nessun regno è più grande
di questa piccola cosa che è la vita.

E la vita è così forte
che attraversa i muri senza farsi vedere;
la vita è così vera
che sembra impossibile doverla lasciare;
la vita è così grande
che "quando sarai sul punto di morire, 
pianterai un ulivo, 
convinto ancora di vederlo fiorire".

Sogna, ragazzo sogna, 
quando lei si volta, quando lei non torna,
quando il solo passo che fermava il cuore
non lo senti più.

Sogna, ragazzo, sogna, 
passeranno i giorni, passerrà l'amore,
passeran le notti, finirà il dolore,
sarai sempre tu ...

Sogna, ragazzo sogna,
piccolo ragazzo nella mia memoria,
tante volte tanti dentro questa storia:
non vi conto più.

Sogna, ragazzo, sogna,
ti ho lasciato un foglio sulla scrivania, 
manca solo un verso a quella poesia,
puoi finirla tu.

mercoledì, febbraio 20, 2008

CANZONENOZNAC

CANZONENOZNAC(Vecchioni)
Il leader della parte scuradietro
una barba quasi nera diceva cose alla sua gente
a voce bassa come sempre
e ricordava cose anticheproibite
ma pur sempre vive
come il martini con le olive
dal millenovecentottantaanno di grazia e di alleanza
felice e immobile la gente viveva solo del presente
ma lui a quei pochi che riunivacome una nenia ripeteva
quel suo programma che chiedeva
Fosse permesso ricordare
fosse permesso ricordare
poi ricordò che era vietato
nel mondo nuovo anche il passato
Il leader della parte chiara con quella cicatrice amara
sul mento a forma di radice gridava: "Abbasso questa pace"
Coi pochi giovani insultavala polizia che costringeva
soltando ad essere felici
ed abbatteva e rifaceva palazzi d'arte e di culturae
delle bibite e del niente sì, ma soltanto con la mente
e all'occorrenza le prendeva
davanti ai giudici abiuravama appena uscito risognava
Fosse possibile cambiare fosse possibile sperare
ma la speranza era un difetto nel mondo ormai così perfetto
E il leader con la cicatrice credeva l'altro più felice
e l'altro quello con la barba di lui diceva : "E' pieno d'erba"
Si sospettavano a vicenda di fare solamente scena
d'essere schiavi del sistema e l'uno l'altro beffeggiavae l'altro
l'uno ricambiava pur descrivendo alla rinfusa
due volti di una stessa accusa
che era impossibile cambiare tornare indietro, andare avanti
avere voglia di sbagliare
Come ad esempio ricordare come ad esempio ricordare
questo ricordo era un difetto nel mondo ormai così perfetto
né si poteva più cambiare
né si poteva più sperare
questa speranza era un difetto nel mondo ormai così perfetto
E il leader della parte chiarapianse di rabbia quella sera
seduto sopra la sua vita perduta come una partita
ma il servofreno dentro il cuore che scatta al minimo segnale
gli eliminò tutto il dolore
e il leader della parte scura contando i passi e la paura
si avvicinò alle parti estreme dove correva un giorno il fiume
ricostruendo da un declivio l'ultima chiesa un vecchio bivio
l'acqua e l'amore che non c'era
Si sentì stanco e in quel momento
tolse la barba e sopra il mento apparve a forma di radice
quella sua vecchia cicatrice

50 anni fa' la chiusura dei casini

20 febbraio 1958 50 anni fa' la
chiusura dei casini

Oggi cade il cinquantenario della
chiusura dei casini o case chiuse,
me lo rammenta un simpatico articolo
del Resto del Carlino Bologna,oggi
non ho trovato il Manifesto e al bar
si legge quello che c'è.Nell'articolo
un'anonimo puttaniere di allora
ricorda con nostalgia le case di
tolleranza ed i vari personaggi
femminili dalle tenutarie alle
ragazze dai nomi più o meno esotici,i
vari tipi di bordelli,da quelli più a
buon mercato a quelli più signorili,
un'inno alla memoria della propria
gioventù e della propria
virilità.Insomma un po' di ricordi
polverosi ma simpaticamente
felliniani.

domenica, febbraio 17, 2008

Te recuerdo Amanda

Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.

La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él
son cinco minutos
la vida es eterna
en cinco minutos
suena la sirena
de vuelta al trabajo
y tu caminando
lo iluminas todo
los cinco minutos
te hacen florecer.

Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fabrica
donde trabajaba Manuel.
La sonrisa ancha
la lluvia en el pelo
no importaba nada
ibas a encontrarte con él
con él, con él, con él

que partió a la sierra
que nunca hizo daño
que partió a la sierra
y en cinco minutos
quedó destrozado
suena la sirena
de vuelta al trabajo
muchos no volvieron
tampoco Manuel.

Te recuerdo Amanda
la calle mojada
corriendo a la fábrica
donde trabajaba Manuel.

Victor Jara

Ti ricordo, Amanda, nella strada bagnata

mentre correvi alla fabbrica dove lavorava Manuel.

Col tuo largo sorriso, della pioggia nei capelli non t'importava, correvi incontro a lui.

Solo 5 minuti, passa una vita eterna in 5 minuti,

suona la sirena, di nuovo al lavoro,

e tu camminando, illumini la strada, quei 5 minuti ti hanno fatto fiorire.

Ti ricordo, Amanda, nella strada bagnata,

che correvi alla fabbrica dove lavorava Manuel.

Col tuo largo sorriso, la pioggia nei capelli... Non t'importava niente

correvi incontro a lui, a lui, a lui.

Che parti per la guerra, che non fece male a nessuno, che parti per la guerra e in 5 minuti fu trucidato...

Suona la sirena, di nuovo al lavoro. Molti non tornarono, come Manuel.

Ti ricordo, amanda, nella strada bagnata, che correvi alla fabbrica dove lavorava Manuel.

Ti ricordo, Amanda....

L'ultimo tuffo di Ferrara nel suo mare preferito.


C'è chi ama tuffarsi nelle azzurre acque dei nostri mari ,chi,potendo, in quelle esotiche dei mari Maldiviani ma c'è anche chi insiste a tuffarsi in un mare di merda,del resto tutta la sua vita dimostra che il ciccione per gallegiare ha bisogno di muovere grandi onde dei maleodoranti liquidi!

venerdì, febbraio 15, 2008

Col tempo sai

Col tempo sai

Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il viso
non ricordi la voce
quando il cuore ormai tace
a che serve cercare ti lasci andare
e forse è meglio così
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l'altro che adoravi che cercavi nel buio
l'altro che indovinavi in un batter di ciglia
tra le frasi e le righe e il fondotinta
di promesse agghindate per uscire a ballare
col tempo sai tutto scompare.
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
ogni cosa appassisce io mi scopro a frugare
in vetrine di morte quando il sabato sera
la tenerezza rimane senza compagnia.
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
l'altro a cui tu credevi anche a un colpo di tosse
l'altro che ricoprivi di gioielli e di vento
ed avresti impegnato anche l'anima al monte
per cui ti trascinavi alla pari di un cane
Col tempo sai tutto va bene.
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
non ricordi più il fuoco
non ricordi le voci della gente da poco
e il loro sussurrare
non ritardare copriti col freddo che fa.
Col tempo sai
col tempo tutto se ne va
e ti senti il biancore di un cavallo sfiancato
in un letto straniero ti senti gelato
solitario ma in fondo in pace col mondo
e ti senti tradito dagli anni perduti
allora tu col tempo sai non ami più.
http://it.youtube.com/watch?v=leP7AhdiTMM

Avec le temps

Léo Ferré

Key: Em Bm Cm C#m Dm D#m Em Fm F#m Gm G#m Am A#m Bm


Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
On oublie le visage et l'on oublie la voix
Le c?ur, quand ça bat plus, c'est pas la peine d'aller
Chercher plus loin, faut laisser faire et c'est très bien
Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
L'autre qu'on adorait, qu'on cherchait sous la pluie
L'autre qu'on devinait au détour d'un regard
Entre les mots, entre les lignes et sous le fard
D?un serment maquillé qui s'en va faire sa nuit
Avec le temps tout s'évanouit
Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
Mêm' les plus chouett's souv'nirs ça t'as un' de ces gueules
À la gal'rie j'farfouille dans les rayons d'la mort
Le samedi soir quand la tendresse s'en va tout' seule
Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
L?autre à qui l'on croyait pour un rhume, pour un rien
L?autre à qui l'on donnait du vent et des bijoux
Pour qui l'on eût vendu son âme pour quelques sous
Devant quoi l'on s'traînait comme traînent les chiens
Avec le temps, va, tout va bien
Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
On oublie les passions et l'on oublie les voix
Qui vous disaient tout bas les mots des pauvres gens
Ne rentre pas trop tard, surtout ne prends pas froid
Avec le temps...
Avec le temps, va, tout s'en va
Et l'on se sent blanchi comme un cheval fourbu
Et l'on se sent glacé dans un lit de hasard
Et l'on se sent tout seul peut-être mais peinard
Et l'on se sent floué par les années perdues- alors vraiment
Avec le temps on n'aime plus
-----------------
Leo Ferrè---------------------------------------------------------------

Attenzione


Attenzione io so che questa casa aperta a tutti è sempre piena di compagni,
i fiori che dipinge la tua mano sono belli e tanto colorati.
Però ci si affeziona anche alla propria fantasia alla propria confusione al proprio essere persi in mezzo al mare,
e le vele e le reti e le prigioni sono calde e danno sicurezza proprio come dei santi incorniciati.
Attenzione che non ci si risvegli una mattina con qualche cosa da salvare.

Attenzione non è vero che son morte le sirene che le navi vanno avanti,
Attenzione trasformatevi in ragni se solamente avete voglia di scappare,
Attenzione che non ci ritroviamo con la testa di un serpente incapace di strisciare,
tra i fori ancora aperti di un'idea.
Attenzione a non lasciarsi per la strada i gesti le parole necessarie per parlare
Attenzione a non svegliarsi una mattina senza la voglia di cambiare.

Attenzione lo so che il mantello di quel vecchio partigiano è sempre in prima fila lì sull'attaccapanni,
e poi che la pazienza è una virtù e che il sole nascerà con l'acqua e con la neve di chissà tra quanti anni,
Attenzione lo so che il fucile è lì nascosto in quel libro di racconti,
però che non diventino ricordi o fantasie, che non sia caricato solamente a sogni.
Attenzione che non ci troviamo una mattina per le strade,
a raccontarci le nostre storie di bambini nati morti
e magari, magari anche con soddisfazione.
Attenzione che non ci ritroviamo tra le mani la paura calda immensa e vera dentro il corpo nella testa,
tra le mani la paura calda immensa e vera della rivoluzione.

Claudio Lolli

Tempo perso




Sulla porta dell'officina
d'improvviso si ferma l'operaio
la bella giornata l'ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l'occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po' da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone

Jacques Prevert -

Un altro proiettile "deviato"

Riporto dalla Stampa

Il proiettile che ha ucciso Sandri è stato deviato

Sandri, il tifoso ucciso nell’area di
servizio di Badia al Pino
Secondo le analisi il proiettile
avrebbe colpito la rete
dell'autostrada. Ma il legale della famiglia replica: «E' stato dimostrato il contrario»AREZZOIl proiettile che ha ucciso Gabriele
Sandri sarebbe stato deviato: queste
le conclusioni a cui è giunta la
perizia balistica depositata oggi
presso la Procura di Arezzo, secondo
uno dei legali dell’agente Luigi
Spaccarotella, l’avvocato Francesco
Molino. «Le conclusioni della perizia
- ha spiegato - dicono che c’è stata
una deviazione. Adesso leggerò
attentamente il documento, ed il 27
febbraio il mio cliente sarà
interrogato dal magistrato».
Immediata la replica della famiglia
del tifoso ucciso: «È stato
dimostrato che il proiettile esploso
dall’agente che uccise Gabriele
Sandri, non impattò sulla rete di
divisione e che non venne deviato»
dice il legale della famiglia,
l’avvocato Michele Monaco. «Non ho
letto la perizia - spiega l’avvocato
Monaco - e lo farò probabilmente
lunedì. Mi riservo quindi di prendere
visione del documento prima di
esprimere un parere».

Ricordando Carlo e tutti i compagni morti.

domenica, febbraio 03, 2008

E'morto Marcial Maciel Degollado


Sì è spento a 87 anni in un ospedale di Houston padre Marcial Maciel Degollado, il fondatore dei Legionari di Cristo, un piccolo impero del cattolicesimo oltranzista sparso in 20 paesi. Accusato di pedofilia dalle sue vittime diventate adulte, era stato sospeso. Silenzio in Vaticano.....

L'ultima volta che l'alto prelato aveva fatto notizia era stato nel maggio 2006 per la sospensione a divinis impostagli da papa Ratzinger. Si chiudeva così un processo cominciato nel 1956 e durato mezzo secolo, in cui il religioso era accusato di aver commesso abusi sessuali su bambini e adolescenti affidati alla sua tutela in un arco di più di trent'anni.

Tratto da:http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=19

L'Italia del Rifiuto, l'italia dei rifiuti.


Quando si parla di immondizia,non so' perchè,non mi viene in mente Napoli e dintorni con i suoi problemi,ma un'altra IMMONDIZIA che ha invaso l'Italia con i suoi miasmi,con il suo lezzo putrscente:politici mafiosi,collusi,condannati,cattolici conservatorie e reazionari,papi medievali che
influenzano profondamente questo nostro povero stato "laico",traditori prezzolati di vario genere ........

lunedì, gennaio 28, 2008

La razza in estinzione


Ogni tanto fa' bene al cuore ritrovare le parole di Gaber.


Non mi piace la finta allegria
Non sopporto neanche le cene in compagnia
E coi giovani sono intransigente
Di certe mode, canzoni e trasgressioni Non me ne frega niente.
E sono anche un po' annoiato
Da chi ci fa la morale
Ed esalta come sacra la vita coniugale E poi ci sono i gay che han tutte le ragioni
Ma io non riesco a tollerareLe loro esibizioni.
Non mi piace chi è solidale E fa il professionista del sociale
Ma chi specula su chi è malato Su disabili, tossici e anziani È un vero criminale.
Ma non vedo più nessuno che s'incazzaTra tutti gli assuefatti della nuova razza
E chi si inventa un bel PartitoPer il nostro bene
Sembra proprio destinatoA diventare un buffone.
Ma forse sono io che faccio parte
Di una razzaIn estinzione.

La mia generazione ha visto Le strade, le piazze gremite
Di gente appassionata Sicura di ridare un senso alla propria vita
Ma ormai son tutte cose del secolo scorso
La mia generazione ha perso.

Non mi piace la troppa informazione Odio anche i giornali e la televisione
La cultura per le masse è un'idiozia La fila coi panini davanti ai musei Mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano Ma non c'è più nessuno che sappia l'italiano
C'è di buono che la scuola Si aggiorna con urgenza E con tutti i nuovi quiz
Ci garantisce l'ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia Non faccio neanche il tifo per la democrazia
Di gente che ha da dire ce n'è tanta La qualità non è richiesta È il numero che conta.
E anche il mio Paese mi piace sempre meno Non credo più all'ingegno del popolo italiano
Dove ogni intellettuale fa opinione
Ma se lo guardi bene È il solito coglione.
Ma forse sono io che faccio parte Di una razza In estinzione.

La mia generazione ha visto Migliaia di ragazzi pronti a tutto
Che stavano cercando Magari con un po' di presunzione
Di cambiare il mondo. Possiamo raccontarlo ai figli Senza alcun rimorso
Ma la mia generazione ha perso.

Non mi piace il mercato globale Che è il paradiso di ogni multinazionale
E un domani state pur tranquilli Ci saranno sempre più poveri e più ricchi Ma tutti più imbecilli.
E immagino un futuro Senza alcun rimedio
Una specie di massa Senza più individuo E vedo il nostro Stato
Che è pavido e impotente È sempre più allo sfascio
E non gliene frega niente E vedo una Chiesa
Che incalza più che mai
Io vorrei che sprofondasse Con tutti i Papi e i Giubilei.
Ma questa è un'astrazioneÈ un'idea di chi appartiene
A una razza In estinzione.

domenica, dicembre 30, 2007

Blog Dormiente


Sono confuso,non motivato anzi demotivato.In realtà tutto questo caotico blaterare belante dei "nostri?"politici,tutto questo mondo,queste civiltà frantumate mi hanno proprio rotto:FERMATE IL MONDO VOGLIO SCENDERE?Il timoniere mi avverte che non ci sono fermate,fino alla fine del tragitto.Peccato,avrei gradito un minimo di pace,di tranquilla socializzazione,invece,un CAZZO!Non è che per caso sia io l'asociale,anarchico,comunista extra parlamentare a vita,nichilista per mancanza,anche minima,di prospettive che non siano le attuali a voler romper/mi/e i coglioni per puro snobbismo individualista?Può anche essere,ma non è che poi mi freghi più di tanto.Una volta si diceva:è "il riflusso"ci si ripiega sul privato,bene vorrà dire che mi stò "ripiegando"ma questa volta starò più attento ad appogiare bene il culo ad un muro.

Un'abbraccio a tutti quelli che mi mancano.

mercoledì, dicembre 12, 2007

12/12/1969 ore 16,37 Piazza Fontana


La strage di Piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di
Milano, quando, alle 16:37[1], una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura in piazza Fontana,
provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale
strage ha assunto un rilievo storico primario.
Una seconda bomba fu rinvenuta nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, fortunatamente inesplosa, furono fatti i
rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare, secondo direttive superiori e prassi normali nei casi in cui non sia
possibile individuare il meccanismo di accensione, dato l'elevato rischio di morte per il personale non fu tentato di
disinnescarla.[2] , Furono salvate così le vite degli agenti ma distrutti in tal modo elementi probatori di notevole
importanza per risalire all'origine dell'esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle
16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l'entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio
della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una
davanti all'Altare della Patria e l'altra all'ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti.
Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l'ultimo,
in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d'Italia, Roma e Milano.
http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Piazza_Fontana

sabato, dicembre 01, 2007

Noi Conservatori


Eh si perchè i conservatori oggi siamo noi,comunisti imperfetti,siamo noi che vorremmo quelle cose strane che sono maggiore ugualianza,condivisione delle ricchezze della terra,un mondo che in qualche modo permetta a TUTTI gli esseri umani di poter vivere degnamente:lavoro,casa,istruzione,sanità mi pare che siano diritti universalmente riconoscibili a tutti gli uomini in egual misura.Blasfemia quello che dico, di questo siamo tacciati per tali orribili desideri.Il mercato è l'unica vera verità,l'unica molla che manda avanti il pianeta,produrre,consumare e crepare.La vera catena di trasmissione del mondo è diventata,oggi più di ieri,lo sviluppo economico assolutamente scollegato dallo sviluppo sociale.Le novità del nostro tempo sono personaggi come bush ,berlusconi ed affinini che non sono certo meglio di certi personaggi di avanspettacolo ma certamente molto ma molto più pericolosi.Evito appositamente di parlare di religioni perchè mi pare che l'orrore che le pervade,tutte,sia evidente anche ai più mentalmente deboli .Che altro dire che le novità berlusconiane /partitesche/popolari/italiane con antitesi Partito/democratiche non mi sembra che spostino di un millimetro il teatrino politchese italiano,l'unica novità sarebbe,in qualunque forma,una Sinistra unita ma dei sogni ne parleremo un altra volta.

martedì, ottobre 30, 2007

Comissione parlamentare d'inchiesta sul G8,che è?

Quando è stato firmato il programma dell'Unione mastella e di pietro dov'erano?A cena con berlusconi evidentemente e assieme a dini?No perchè mi sembra ormai chiaro che le serpi in seno al governo non siano nella sinstra"radicale"ma in questi tristi personaggi evidentemente alleati di qualcun'altro non certo di questo governo.Riporto un passaggio tratto dal programma dell'unione inserito sotto il titolo"strategia per la sicurezza".Ringrazio Roberto Renzetti per avercelo ricordato sul suo sito:
"La politica del centrodestra al riguardo si è mostrata del tutto indifferente: a vuoti annunci si sono affiancate misure che contrastano con il rispetto della legalità, l'inerzia rispetto alla criminalità economica, un abbassamento della guardia nel contrasto alla criminalità organizzata, l'utilizzo delle forze di polizia per operazioni repressive del tutto ingiustificate; basti pensare ai fatti di Genova, per i quali ancora oggi non sono state chiarite le responsabilità politica e istituzionale (al di là degli aspetti giudiziari) e sui quali l'Unione propone, per la prossima legislatura, l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta".
Non faccio commenti,spero solo che quello che ancora rimane della Sinistra riesca in qualche modo a creare un'unico fronte contro questo schifo!

domenica, ottobre 28, 2007

Libera nos Domine


Da morte nera e secca, da morte innaturale da morte prematura, da morte industriale per mano poliziotta, di pazzo o generale diossina o colorante, da incidente stradale dalle palle vaganti d'ogni tipo e ideale da tutti questi insieme, e da ogni altro male libera, libera, libera,libera nos, Domine.
Da tutti gli imbecilli d'ogni razza e colore dai sacri sanfedisti e da quel loro odoreDai pazzi giacobini e dal loro bruciore da visionari e martiri dell'odio e del terroreDa chi ti paradisa dicendo "è per amore"dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore"libera, libera, libera,libera nos, Domine
Dai poveri di spirito e dagli intolleranti da falsi intellettuali giornalisti ignoranti Da eroi, navigatori, profeti, vati, santi dai sicuri di sè presuntuosi e arroganti Dal cinismo di molti dalle voglie di tanti dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti libera, libera, libera,libera nos, Domine
Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura dai preti di ogni credo da ogni loro impostura Da inferni e paradisi da una vita futura da utopie per lenire questa morte sicura Da crociati e crociate da ogni sacra scrittura da fedeli invasati di ogni tipo e natura libera, libera, libera,libera nos, Domine libera, libera, libera,libera nos, Domine

sabato, ottobre 27, 2007

Liberate Genova

Liberate Genova
Facciamo appello a tutti e tutte
coloro che erano a Genova il 19, 20,
21 luglio 2001. Ci rivolgiamo a tutti
quelli che oggi lottano contro le
guerre e la precarietà, contro la
devastazione del territorio e dei
beni comuni. A chi si batte
nell'università, sui posti di lavoro
e nei quartieri contro lo
sfruttamento. A chi combatte
l'abberrazione dei centri di denzione
per migranti. A chi non ha mai
rinunciato a sognare un mondo
diverso. I pm Canepa e Canciani hanno
richiesto 224 anni di carcere per i
25 manifestanti la cui unica colpa è
quella di essere stati a Genova a
contestare il G8 in quei giorni.
Questa richiesta getta la maschera su
che tipo di giustizia si vorrebbe
imporre. Quella che assolve sempre il
potere per i suoi crimini, e colpisce
con la violenza, con l'omicidio come
nel caso di Carlo Giuliani, con il
carcere chi osa disobbedire e
ribellarsi. Questa vergognosa
richiesta è semplicemente
inaccettabile.
L'obiettivo vero di questo processo è
riscrivere la storia, stravolgendola,
perché essa mette in difficoltà il
potere. Ci parla, la nostra storia,
di coraggio nello sfidare tutti
insieme i potenti del G8 che decidono
guerre e massacri. Ci parla di
disobbedienza alle leggi ingiuste, ai
divieti a esprimere il dissenso, come
quando Genova fu trasformata in una
enorme zona militarizzata e sottratta
alla democrazia. Ci parla, la storia
che questi pm vorrebbereo seppellire
con due secoli di carcere a chi
manifestava, delle torture a
Bolzaneto, delle cariche e dei
pestaggi nelle strade, del massacro
della Diaz compiti dalle forze
dell'ordine. Dell'unico capo della
polizia, che comandava tutte le
operazioni di Genova promosso
direttamente a membro di governo. Ci
rivolgiamo a tutti perché il vero
obiettivo di questo processo è quello
di colpire i movimenti di oggi e
quelli di domani. Noi, primi firmatari dell'appello
«Quelli di via Tolemaide», proponiamo
a tutti, di tornare a Genova il
prossimo 17 novembre, per ribadire
insieme che la verità non si
cancella, né con la violenza, né con
il carcere. Per gridare insieme che
vogliamo la libertà di coloro che
stanno pagando per una colpa che
tutti abbiamo, quella di esserci
ribellati all'ingiustizia. Chiediamo
a tutti di mobilitarsi, di riempire
quelle strade che il potere teme così
tanto da ricorrere al terrore per
tentare di tenerle vuote e mute.
Chiediamo anche a quelli che allora
non c'erano di venire, perché il
futuro è ciò che ci costruiamo ora. A
chi era a Genova e ora siede in
cariche istituzionali o di partito,
chiediamo di farsi garante
pubblicamente perché siano garantiti
i treni per chi vuole manifestare, e
le stazioni non siano militarizzate.
Invitiamo tutti alla grande
manifestazione che ribadirà che
disobbedire è giusto di fronte a un
mondo come questo, che il diritto a
resistere esercitato a Genova è stato
sacrosanto e naturale, che tutti gli
imputati devono essere liberati dalla
spada di damocle dei processi
politici condotti contro i movimenti.Partiremo alle ore 15.00 sabato 17
novembre dalla Comunità di San
Benedetto al Porto, Marina di Genova,
per giungere in Piazza De Ferrari, il
luogo dove il G8 ha tenuto il suo
vertice insaguinato di allora.Don Andrea Gallo (Fondatore Comunità
San Benedetto al Porto-Genova),
Valeria Cavagnetto (Genova), Vladia
Grillino (Genova), Milena Zappon
(Genova), Domenico Chionetti
(Genova), Simone Savona (Genova),
Luciano Bregoli (Genova), Luca Oddone
(Genova), Paolo Languasco (Genova),
Matteo Jade (Genova), Luca Daminelli
(Genova), Maurizio Campaga (Genova),
Luca Casarini (Marghera - imputato a
Cosenza), Tommaso Cacciari (Venezia),
Michele Valentini (Marghera), Max
Gallo (Padova), Vilma Mazza (Padova),
Duccio Bonechi (Padova-imputato a
Genova), Federico Da Re (
Padova-imputato a Genova), Cristian
Massimo (Monfalcone), Donatello Baldo
(Trento), Domenico Mucignat
(Bologna), Gianmarco De Pieri
(Bologna), Manila Ricci (Rimini),
Daniele Codelupi (Reggio Emilia),
Claudio Sanita (Alessandria).
Da:http://www.fisicamente.net/portale/modules/news/

mercoledì, ottobre 17, 2007

Qualcuno era comunista


Qualcuno era comunista?No penso che abbiamo capito male,non si erano spiegati bene,li avevamo fraintesi......loro erano altro,guardavano avanti:siamo noi che ci siamo sbagliati.


Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà. ... la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il paradiso terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto una educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche... lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima… prima…prima… era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano, ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani sicuramente.
Qualcuno era comunista perché la borghesia, il proletariato, la lotta di classe...
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava solo RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il materialismo dialettico per il Vangelo secondo Lenin.
Qualcuno era comunista perché era convinto di avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista malgrado ci fosse il grande partito comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo avuto il peggior partito socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi, solo in Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi democristiani incapaci e mafiosi.
Qualcuno era comunista perché Piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica eccetera, eccetera, eccetera...
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista, e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché credeva di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. Perché sentiva la necessità di una morale diversa. Perché forse era solo una forza, un volo, un sogno; era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come... più di sé stesso. Era come... due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare... come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due. Da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana
e dall’altra il gabbiano senza più neanche l’intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.


di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

martedì, ottobre 16, 2007

ZOMBIE DI TUTTO IL MONDO UNITEVI


Oggi,mentre lavoravo,mi è venuta in mente una vecchia canzone di Gianfranco Manfredi e,non so perchè ne se ci sia attinenza,l'ho collegato all'oggi,fate un po' voi



ZOMBIE DI TUTTO IL MONDO UNITEVI
E attraverso i muri / attraverso le porte / passano i fantasmi / delle
persone morte / passa il desiderio / di zombie proletari / che solo nei
silenzio / sanno illudersi uguali / passa un sogno perduto / di
ricomposizione / ma come ricomporre / un bacio un'emozione / passa un
sogno suicida / che dice che ha sparato / a un cuore che non c'è / al
cuore dello Stato / passa un sogno che canta / l'ultima ideologia / io
voglio la sua testa / la testa di Maria / Maria che non esiste / che e'
solo una canzone / Maria che non è bella / neanche come nome.
E attraverso il rifiuto / attraverso i rifiuti / abbiam trovato asilo / su
mondi separati / e per comunicarci / il menu di domani / possiamo
solamente / far segni con le mani / e fare le boccacce / d'un linguaggio
inventato / che non emette suoni / emette solo fiato / con un po' di paura
/ che un intellettuale / capisca anche il silenzio / e lo voglia svelare /
e ci tolga la voglia / di non capire niente / vivendo come corpo / anche
la nostra mente / sapendo che comprendere / vuole dire abbracciare / ma se
l'abbraccio è morsa / vuol dire strangolare / sapendo che la morte / non è
così lontana / siamo noi che l'amiamo / non è lei che ci chiama / perché
siamo i fantasmi / del fantasma d'Europa / che di carne e di sangue / ne
ha conservata poca / e dice con sospiro / come un basso profondo / unitevi
di nuovo / zombie di tutto il mondo.
Da tutte le paludi / da tutte le galere / lasciando le famiglie /
lasciando le bandiere / che vogliono bendare / questi corpi straziati /
noi non li nascondiamo / questi corpi spezzati / ci si vede attraverso /
ci si vede lontano / trasparenza assoluta / che si tocca con mano /
trasparenza che dice / che oltre questa storia / ce n'è una più bella / e
non è la memoria / e non è nostalgia / che i ritratti conserva / di noi
quando da piccoli / avevamo la barba / è la storia segreta / la storia
parallela / là dove il nostro inverno / diventa primavera.


La potete scaricare da questo indirizzo:http://www.filefactory.com/file/626e57/

lunedì, ottobre 08, 2007

Canzone per il Che


Canzone per il Che
Biondini - Guccinida Ritratti [2004]
Un popolo può liberare se stesso dalle sue gabbie d'animali
elettrodomestici, ma all’avanguardia d’America dobbiamo fare dei sacrifici verso il cammino lento della piena
libertà...
E se il rivoluzionario non trova altro riposo che la morte, che rinunci al riposo e sopravviva... Niente o nessuno lo trattenga, anche per il momento d'un bacio o per qualche calore di pelle o
prebenda...
I problemi di coscienza interessano
tanto quanto la piena perfezione di un
risultato, lottiamo contro la miseria, ma allo stesso tempo contro la
sopraffazione...
Lasciate che lo dica ma il rivoluzionario quando è vero è
guidato da un grande sentimento
d’amore, ha dei figli che non riescono a
chiamarlo, mogli che fan parte di quel
sacrificio, suoi amici sono “compañeros de la
revolucion”...
Addio vecchi, oggi è il giorno
conclusivo, non lo cerco, ma è già tutto nel mio
calcolo. Addio Fidel, oggi è l’atto
conclusivo, sotto il mio cielo, nella gran patria
di Bolìvar la luna de Higueras è la luna de
Playa Giron.
Sono un rivoluzionario cubano,sono un rivoluzionario d’America...
"Signor Colonnello, sono Ernesto, il
“Che” Guevara: Mi spari, tanto sarò utile da morto
come da vivo..."

mercoledì, ottobre 03, 2007

BALLATA DELLA CITTÀ TRISTE


Nelle vie ferme della città triste non si odono risate,non si resiste più.Nelle vie oscure regna la paura,senza fine sono i giorni della vita in segreto.
Entro le sue mura è finita la speranza:ricorda il futuro solo il pianto dei bimbi.Entro le porte con artigli brutali i padroni tengono iene e sciacalli.
E chi può passare per le vie buie senza aver paura di soffrire mille torture?Chi può passare per le vie infestate senza aver più paura di ferri e catene?
Nelle vie zitte una sola canzone:gli scarponi chiodati dal rimbombo marziale.Partono per la guerra a ammazzare senza ragione,a piantare in altra terra il seme della maledizione.
Con la testa china sotto un infame giogo come un lento gregge verso le mani del boia,passa tanta gente,e tanto afflitta che, ora come ora,mal si sente la vita.
E chi può passare per le vie moribonde senza avere paura di soffrire mille sevizie?Chi può passare per le vie malate senza aver più paura di carceri e catene?
Nella città triste condannano chi pensa,e il suo popolo assiste nell’indifferenza.Si ha paura del vicino,dell’amico, del parente:il sospetto è un vizio in tutti quanti presente.
Nella città oscena si respira già male,tanto l’aria è avvelenata di minaccia e menzogna.Ma una rabbia crescente viene, viene aumentando;ché il salire dell’onda nessuno lo può proibire.
E chi può passare per le vie assediate senza avere paura di tradimenti e imboscate?Ma bisogna andare avanti senza temere inganni,e questo per sfidare l’ira dei tiranni.
Il pianto del lutto dà alla lotta ragione,ché la morte è il frutto della rassegnazione.Basta un grido lanciato tra la folla dei tanti a infiammar la rivolta in rivoluzione!
Balada da cidade tristeJosé Colaço Barreiros Lingua: Portoghese Versione italiana di Riccardo Venturi6 maggio 2006http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=3967

domenica, settembre 30, 2007

Walter Rossi 30/09/1977 assassinato dai fascisti.


Walter Rossi 30 settembre1977 - Roma
Dei missini aggrediscono verso le ore 19 un militante di sinistra. Un gruppo di suoi compagni risale la strada parallela a
quella della sezione missina della Balduina. Lanciano slogan e diffondono volantini per invitare la popolazione a una
manifestazione antifascista. I missini sparano. Il gruppo si disperde ma viene colpito al cervello Walter Rossi, militante di
Lotta continua, che muore. Ci sono episodi poco chiari negli avvenimenti di quella sera: un blindato della celere che,
secondo alcuni testimoni, avanzava a fari spenti e dietro al quale si nascondevano i neofascisti armati... [si veda
digilander.libero.it/asswalterrossi/processo.htm]da:http://www.piazzacarlogiuliani.org/carlo/pernoncarli/02.php

sabato, settembre 15, 2007

Comuni.....taristi.


Una volta,non tanto tempo fa',se davi del comunista stalinista ad un fascista rimediavi,come minimo, un sacco di botte ma poi a far polverone arrivarono i nazi/maoisti di pino rauti e simili

ed oggi su quella falsariga trovate i comunaristi con il simbolo della falce e martello abbinato al fascio littorio.Niente di nuovo sotto il sole ma sentir tessere le lodi di stalin dai neofascisti/nazisti a me fa' un brutto effetto,anche perchè non avendo mai avuto un minimo di simpatia per baffone figuriamoci sentirne parlar bene da chi ammira anche hitler ed il nazismo,insomma una bella compagnia.Vi lascio un'indirizzo se volete sbizzarirvi nella ricerca degli"opposti estremismi" .


Mi raccomando vigilanza ANTIFASCISTA sempre e comunque.

domenica, settembre 09, 2007

Della sinistra o del senso di appartenenza


Anche stasera discussione(1 volta su 10 gli do' soddisfazione e mi lascio provocare),un po' seria un po faceta,con i soliti amici di centro
destra,ovviamente sul governo,su Bologna che di questo sindaco comunista non ne possiamo più,dei sindacati che hanno rovinato l'Italia e
non lasciano licenziare quella massa di fannuloni,ovviamente comunisti e giù fino al comunismo sovietico,ai danni che ha fatto nel mondo e
che Stalin era una bestia,Pol Pot,Castro,Mao, ma ora in Cina non sono più comunisti hanno capito la proprietà privata e via dicendo
banalità ed ovvietà.Io che per cultura politica sono sempre stato libertario,capiamoci provengo da una cultura politica Anarchica o
comunista libertaria non vorrei essere confuso con i Radicali di Pannella,potrei anche convenire con loro sui danni dell'autoritarismofattidal comunismo statalista ma ben me ne guardo di prestare il fianco,perchè mi sentirei dire,vedi che abbiamo ragione ecc ecc...per cui
con notevoli salti mortali cerco anche un minimo appiglio per difendere quel po' che c'è stato,se c'è stato,del socialismo reale.Quando
faccio notare che nel 1969 all'invasione di Praga da parte dei sovietici io ero in piazza a manifestare per la libertà della
Cecoslovacchia,prendendomi pure degli insulti dai militanti del pci,loro probabilmente erano andati a ballare mi sento dire che ero un
estremista.Insomma il dialogo è impossibile sia sui temi attuali che sulla storia.Lo so' che è tempo perso,ma un po' sono "bastian
contrario",un po' quel senso di appartenenza alla sinistra tutta che abbiamo,a volte più di cuore e di sentimenti che di ragione,non mi
permette di venire a compromessi.Non è per fare il duro e puro,ho 57 anni e nella vita mi sono dovuto adattare più di una volta,ma ho
sempre cercato di rispettare quelli che erano e sono i fondamenti della mia idea di comunismo.Ecco,secondo me,il senso di appartenenza alla
sinistra è quello di cercare di far collimare il fine con i mezzi,vivere da comunista libertario ora,con se stesso e con gli altri.

giovedì, settembre 06, 2007

Camillo Berneri


Camillo Berneri, anarchico. Morto nella guerra di Spagna nel ‘37, ucciso da agenti stalinisti. Anarchico ma grande ammiratore di chi anarchico non era ma antifascista, repubblicano e democratico sì come il suo maestro Gaetano Salvemini e i fratelli Rosselli, morti anche loro nel ‘37, uccisi da un’organizzazione di ultradestra francese su richiesta di Mussolini. Camillo Berneri, anarchico colto e disilluso. Che sa che i profeti non possono governare, i politici non sanno essere profetici e soltanto i guitti, i commedianti sanno prendere il potere per non saper fare altro che mantenerlo.
Camillo Berneri, anarchico che ama gli ebrei e soffre di non esserlo, che usa Freud per capire qualcosa della psiche di masse e uomini di potere. Camillo Berneri, anarchico rispettoso e di buone maniere sconfitto in partenza perché sa che l’utopista, come Socrate, lavora per l’umanità e per creare modelli che non si realizzeranno. Camillo Berneri, che ammira Errico Malatesta ma sa che la scena sarà rubata da Mussolini perché il suo Paese, l’Italia, lo conosce bene e sa che non esistono mali che vengono da fuori, ma che, scrive citando Carlo Rosselli, “il fascismo si radica nel sottosuolo italiano, esprime i vizi profondi, le debolezze latenti, le miserie del nostro popolo, del nostro intero popolo”.

venerdì, agosto 31, 2007

Al rientro dalle ferie


Che fa' uno al rientro dalle ferie dopo 15 salutari giorni senza internet?Apre la pagina di Kilombo,gironzola per i siti preferiti trovando più o meno le solite menate lasciate alla partenza.

Sempre il rientrato si ricorda di avere un blog piccino picciò e meraviglia delle meravigle mentre era assente,quindi impossibilitato a scrivere fregnacce,gli sono aumentate le visite! Qui i casi sono 2,o vi mancavo molto e tutti i giorni siete venuti a trovarmi mancandovi le mie perle di saggezza oppure tutti a controllare quando avrei ricominciato a sparar cazzate per evitare il mio blog piccino picciò.Mi sovviene un altra possibilità il conta visite è un conta balle.

Peggio del peggio,mastella è ancora vivo,oddio vivo è una parola grossa visto che vivo suppone un minimo di circolazione saguinea nel cervello.Cervello?