Dopo avere collaborato con i quotidiani Il Manifesto e La Repubblica, è entrato al Corriere della Sera , di cui attualmente è editorialista e vicedirettore ad personam (cioè senza incarichi di responsabilità sulla linea politica del giornale). Fotografato all'uscita dal suo ufficio del Corriere.
Questa sera il"cappello" del TG La7 era dedicato ad una intervista,apparsa su Repubblica,a Franco Piperno con il titolo:Piperno: "Terroristi? Brave persone Perché c'è una morale di guerra".Già il titolo la mette giù dura e il contenuto pure.
ROMA - "I terroristi? Io penso che sono moralmente delle ottime persone anche se hanno ucciso". Questo il giudizio sulle Brigate rosse di Franco Piperno, leader storico di Potere Operaio che a Controcorrente, l'approfondimento di Sky Tg24 condotto da Corrado Formigli, ha così risposto alle critiche mosse dal giornalista Massimo Fini agli ideologi del '68 (erano più onesti i terroristi dei sessantottini"). "Io apprezzo il tentativo di Massimo Fini di rivalutare moralmente i terroristi - spiega Piperno nel corso della puntata in onda questa sera alle 22.35 - ma faccio presente che molti di questi erano leader del '68, compreso Curcio. Alla domanda del conduttore su cosa intenda per moralità dei brigatisti, Piperno risponde così: "E' una morale di guerra, non esiste solo una sua o una mia morale. La morale è multipla, ci sono persone che vanno a bombardare una città e sono considerate degli eroi e delle persone che sparano su un bersaglio determinato che sono considerate dei criminali. Nel secondo caso solo perchè sconfitti". (20 marzo 2008)
http://www.repubblica.it/2008/03/sezi
oni/cronaca/biagi-brigaterosse/giudiz
io-piperno/giudizio-piperno.html
Il ragionamento,dal punto di vista logico non fa' una piega,il commento del giornalista finiva coll'invito a Piperno di dire queste cose ai parenti delle vittime del terrorismo . Non aggiungo niente di mio attendo commenti.
La chiusura di una libreria,anzi della mia preferita,costituisce sempre un piccolo lutto sia a livello personale sia per la città.Una libreria come Librincontro non era solo un semplice "spaccio"di pubblicazioni come tanti altri in città,non faccio nomi,ma se una pensa alle parole antipatia e supponenza capisce già a chi mi riferisco,bensì un luogo aperto dove era possibile scambiare due chiacchere,farsi consigliare,il tutto condito dalla estrema simpatia,disponibilità e competenza di Michela,Gianluca e Vanni.Cari amici di una Bologna un po' triste e un po' in"disuso"dove la cordialità cede sempre di più il passo al grigiore di un libero mercato dove contano i numeri e poco la qualità.Resta comunque un'esperienza positiva che spero in seguito verrà portata avanti da altri se non da loro stessi.Un saluto ed un'abbraccio a questi amici che spero di incontrare ancora magari in altre situazioni culturali e di vita. Ciao ed alla prossima.
Intorno alle 10:00 dell'11 marzo 1977 il movimento di Comunione e Liberazione (CL) indisse un'assemblea in un aula presso l'università di Bologna, cui presenziarono circa 400 persone. Alcuni studenti della facoltà di Medicina, attivisti della sinistra extraparlamentare, tentarono di entrare nell'aula dove si svolgeva la riunione, ma furono violentemente respinti dal servizio d'ordine di CL. La notizia dell'assemblea in corso e dello scontro si sparse rapidamente e cominciarono ad affluire all'esterno attivisti e simpatizzanti dell'area di Autonomia Operaia, che diedero vita ad una rumorosa contestazione, mentre gli aderenti all'assemblea si barricavano nell'aula. Il direttore dell’Istituto di Anatomia, prof. Cattaneo, constatata la situazione di pericolo, ne informò il Rettore Rizzoli, il quale chiese l'intervento delle forze dell’ordine che, in breve tempo, intervennero sul posto con un notevole contingente di carabinieri che, effettuando una violenta carica contro gli studenti di sinistra, consentì agli studenti di Comunione e Liberazione di lasciare pacificamente l'assemblea. L'intervento massiccio delle forze dell'ordine fece salire ulteriormente la tensione già elevata, il che scatenò una reazione violenta dei giovani della sinistra extraparlamentare. Gli scontri di piazza si estesero a tutta la zona universitaria e nelle zone circostanti. Nel corso degli scontri tra la sinistra extraparlamentare e le forze dell'ordine, un'autocolonna dei carabinieri in marcia in via Irnerio fu attaccata all'altezza dell'incrocio con via Mascarella. L'autocarro[citazione necessaria] di testa fu colpito nella parte anteriore sinistra da una bottiglia molotov che provocò un principio d'incendio esternamente al mezzo, rapidamente estinto dalle forze dell'ordine presenti sul luogo. Il guidatore del mezzo, il carabiniere di leva Massimo Tramontani, preso dal panico balzò a terra dalla portiera destra, lasciando il mezzo senza guida fermarsi autonomamente. Il carabiniere a quel punto, ancora sotto attacco, estrasse l'arma d'ordinanza ed esplose 6 colpi contro un gruppo di manifestanti. Diversi testimoni presenti alla scena, tra i quali i lavoratori della Zanichelli, riferirono di aver visto un uomo in divisa senza bandoliera esplodere una serie di colpi di pistola ad altezza d'uomo e in rapida successione appoggiando il braccio armato su un'auto parcheggiata per meglio prendere la mira contro i manifestanti. Contemporaneamente, Lorusso fu colpito e riuscì a trascinarsi per qualche metro verso via Mascarella prima di cadere al suolo morente. La sera stessa del giorno 11 marzo, alle ore 20:50, il carabiniere Massimo Tramontani rilasciò una dichiarazione spontanea sui fatti al sostituto procuratore Romano Ricciotti. [1] Francesco Lorusso fu visto cadere in via Mascarella, da tre testimoni, mentre si spostava allontanandosi da via Irnerio in direzione di via Belle Arti, e morì poco dopo. Un quarto testimone giunse successivamente e poté testimoniare sul luogo ove fu ritrovato........ http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Lorusso
Il video con la canzone di Gianfranco Manfredi è scaricato da You Tube ringrazio chiunque l'abbia creato
gli esseri umani in robot del lavoro Gioia e saggezza sono stati rimpiazzati
da lavoro e preoccupazione Dobbiamo difendere il nostro diritto di essere pigri Il lavoro ci ruba il tempo Produttività e Progresso hanno generato ansia e disagio La carriera è un fantasma Il denaro è una costruzione mentale Possiamo crearci il paradiso Non c’è nulla che deve essere fatto per forza Sii buono con te stesso Resta a letto L’inazione è la fonte della creazione Arte, persone, vita Pane, pancetta, birra Non legarti a niente Prima vivere poi lavorare Non sapere niente Il tempo non è denaro Smetti di spendere Lascia il lavoro Studia l’arte di vivere Chi vive piano muore vecchio Non fare niente Sii Pigro! Tom Hodgkinson da L'ozio come stile di vita edizioni Rizzoli